Archive per giugno, 2010
Dell’Utri condannato
Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Silvio Berlusconi e cofondatore di Forza Italia, è stato condannato in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, in precedenza aveva patteggiato una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale.
Bei personaggi…
Mi sembra molto interessante, nella sua rivoluzione solare l’opposizione tra Urano e Saturno al grado sull’asse ascendente-discendente che si sovrappone all’asse radicale sesta dodicesima. Da notare anche che Saturno sta transitando proprio su Nettuno in campo dodicesimo…
29 giugno 2010
Pietro Taricone gravissimo
Pietro Taricone, star indiscussa del primo Grande Fratello, ‘O Guerriero, è in gravissime condizione in seguito a un incidente durante un lancio con il paracadute.
Acquario ascendente Bilancia, Pietro ha Plutone sull’ascendente che ben spiega il suo istrionismo e il suo bisogno di protagonismo. Plutone è al quadrato di Marte appena entrato nel terzo campo. incollato al fondo del cielo. Da osservare ancora Venere nel quinto campo che è Punto di Talete che scarica l’opposizione tra Marte e Saturno (quinta casa, gli eccessi).
Il transito più interessante sembra essere quello del nodo sul fondo del cielo, vicinissimo a Marte.
La RS di quest’anno vede l’ascendente di Rivoluzione cadere nel settimo campo radicale, Marte di rivoluzione nel quinto campo (ancora eccessi) e Urano nel dodicesimo campo.
Auguri, Pietro!
Amori zenitali – Acquario
Il bel Ganimede
Di primo acchito, a vederlo con quel vaso in mano, sembra che dia da bere agli assetati. In un certo senso è vero.
Il titolare del vaso, secondo la mitologica versione, sarebbe il giovane Ganimede, figlio di Troo re dei Troiani, che ebbe la ventura di nascere bello ma così bello da indurre gli dei a rapirlo perché fungesse da coppiere. Il padre venne risarcito con doni imprecisati – non si sa se cavalli o una vite d’oro – e ciò dimostra come il commercio di infanti in fondo non sia una novità. Più tardi, forse per discolpare la comunità olimpica, si attribuì il ratto al solo Zeus, il quale ne aveva ormai fatte così tante, che una di più non avrebbe certo offuscato la sua già nebulosa immagine.
I più maligni e realisti, fra cui il poeta Pindaro, favoleggiarono circa l’attrazione particolare che avrebbe provato Zeus per il bel giovinetto, cosa che del resto, a quei tempi di pederastia diffusa, non scandalizzò proprio nessuno.
Amadeus
Chi lascia la strada vecchia per la nuova bene si trova, recita l’Acquario. Il quale, in effetti, da quel vaso non versa acqua né vino, ma nettare: e cioè idee, innovazioni, amore universale. E’ il segno dell’inventiva a getto continuo: Urano, pianeta del progresso, lo fa lungimirante, riformatore, non di rado sedizioso. Se scoppia una rivoluzione da qualche parte, state pur certi che c’è di mezzo un Acquario.
Non è necessario che la sommossa sia cruenta: anzi, per l’ Acquario le migliori rivoluzioni sono quelle dello spirito, anche se poi finisce che un aiutino con le cattive bisogna pur darlo. Nel segno troviamo infatti i Rousseau che stilano contratti sociali, i Lincoln che liberano gli schiavi, i Roosevelt che programmano nuovi metodi economici, i Verne che anticipano i voli spaziali.
Quando è particolarmente evoluto, l’Acquario può essere un iniziato che parla agli uccelli, come San Francesco, o un genio precoce che sbalordisce i re, come Mozart, senza tuttavia perdere quelle caratteristiche umane che evitano di renderlo odioso.
Il film su Amadeus ci ha illuminato assai bene in proposito, mostrandoci il divino Mozart, mago della sinfonia, signore indiscusso del melodramma, potenza creatrice della musica tutta, intento a sberleffare l’imperatore e i parrucconi di corte, impegnatissimo a dar l’impressione di essere, più che uno spirito eletto, un ragazzaccio anticonformista, irriverente e maleducato, smanioso per le natiche delle serve, pieno di debiti, ma alla fine di un’ingenuità sconcertante.
Solo un’anima candida o un allocco non si sarebbe accorto che Salieri tirava a fregarlo, giungendo addirittura a dettargli in punto di morte il proprio testamento musicale, dopo essere stato – forse – avvelenato da lui. Non c’è da meravigliarsi: l’Acquario è fatto così.
Affinità elettive
Esultino le brutte. Qualsiasi approccio con il signor Acquario ha da essere squisitamente spirituale: la sua indole aerea ne fa una creatura molto simile agli angeli, e gli angeli difficilmente badano alla carne. Almeno, non subito. L’Acquario perciò darà per prima cosa importanza alla vostra anima, alla vostra mente, alla vostra sensibilità se ne avete, e soltanto dopo, molto dopo, poserà gli occhi sul vostro naso, quando sarà ormai troppo tardi per rendersi conto che è gibboso.
Lo stesso vale per le vostre forme muliebri: durante la fase di avvicinamento l’Acquario non si accorge di un paio di seni nemmeno se vi inciampa dentro. Il che, per certe signore, può essere di conforto: niente più timore a mostrare il crollo del davanzale o le rovine del posteriore, via i frustranti complessi nell’esibire l’anca cellulitica e lo straripamento dell’adipe. Intendiamoci, ciò non vuol dire che l’Acquario sia affetto da idiozia o non abbia gli occhi, anzi, in genere è dotato di molto spirito d’osservazione. Se però riuscirete a incanalare il suo interesse verso una qualche dote eccelsa, tipo l’afflato sociale o l’idealismo a oltranza, il resto passerà in second’ordine.
Viceversa, per quelle signore che hanno da offrire solo la loro avvenenza, l’impatto con l’Acquario può risultare mortificante: gli mettono la coscia su un piatto d’argento e lui recita poesie, gli servono l’omero nudo in bellavista o la tibia inguainata nella calza fumé e lui va avanti a parlare delle missioni in India.
Se siete belle, ma povere di spirito, non sperate perciò di essere le prime: alle pupille dell’Acquario sarete le ultime, ammesso che vi veda. Potrebbe infatti non mettervi neppure a fuoco, trapassandovi con lo sguardo come se foste di vetro, e mirare oltre, dove una signora tremendamente afflitta da bruttezza, ma a lui elettivamente affine, gli sorride con le gengive prive di denti e l’animo traboccante di bontà.
Angelo vendicatore
E veniamo a lei, l’Acquaria: proiettata nel futuro come una meteora, difficilmente pensa all’oggi e ancor meno a ieri, cosa che le impedisce di accumulare le delusioni di chi possiede un passato.
E’ una donna senza pregiudizi, eccentrica nell’agire e nel vestire: potrebbe tingersi i capelli di viola solo per il gusto di fare qualcosa di diverso.
La sua caratteristica più spiccata è l’altruismo, la più sorprendente l’incapacità di mentire: poche signore sono così ostinatamente sincere come l’Acquaria, che tuttavia possiede il raro dono di non dire mai la verità in modo brutale.
Sa addolcire la pillola, anche se ciò non vi risparmia il contenuto. E non risparmia, a lei, un mucchio di grane: la sincerità è un lusso che si paga salato.
Straripante di amore universale, l’Acquaria signora sposa per lo più cause umanitarie di esito incerto, come l’uguaglianza fra watussi e pigmei nelle comunità indù, o il diritto dei gay alla maternità.
Tutti i problemi del mondo sono suoi, perciò lo diventeranno anche i vostri. Se siete vittima di un’ingiustizia, avete trovato un difensore che si batterà a spada tratta per voi.
Ma se dell’ingiustizia siete viceversa l’autore, state attento: vi combatterà come il peggior nemico, anche se siete sposati da vent’anni, con la veemenza di un angelo vendicatore.
Chiave inglese o cazzuola?
Insomma, l’immagine che si ha dell’ Acquaria è quella di un messaggero celeste, un cherubino formato signora. Ma non esageriamo: anche se capita che cammini sulle acque, in fondo è pur sempre una creatura terrena.
Per esempio, potrebbe succedervi di avere un guasto alla macchina, telefonare alla prima officina e veder arrivare un meccanico non in gonnella, ma inequivocabilmente signora. Novantanove su cento si tratta di un’Acquaria, che deposte le ali, spogliata della tunica, si è infilata una tuta e ha deciso di diventare un’esperta di cilindri e stantuffi. I motivi sono diversi: l’Acquaria è anticonformista e non accetta la suddivisione dei compiti in maschili e femminili, ama l’insolito e le piace sfidare sé stessa per vedere se ce la fa. Inoltre, essendo costantemente rivolta al progresso, ha capito da tempo che l’avvenire non è degli intellettuali né dei colletti bianchi, bensì di muratori, idraulici, meccanici e imbianchini.
Benché predisposta alle mansioni manageriali e dotata di qualità artistiche, non stazionerà perciò dietro alla scrivania ma davanti alle tubature, e se impugna il pennello non sarà, come le suggerirebbe il suo estro, per dipingere tele dal successo improbabile, ma per imbiancare muri, verniciare finestre, decorare soffitti.
L’unico amletico dubbio, a questo punto, potrà se mai essere: chiave inglese o cazzuola?
E per piacerle …
Poiché è sempre felice di occuparsi degli altri, avvicinarla risulta piuttosto facile. Il difficile viene dopo. Come il suo fratellino di vaso, l’Acquaria signora vive principalmente di testa. Se non ne avete, o quella che avete non è particolarmente interessante, toglietevi ogni illusione: lei sarà gentile, cordiale, si interesserà ai vostri problemi perché fa parte della sua natura, ma come maschio non vi prenderà nemmeno in considerazione.
Per piacere a un’Acquaria bisogna assomigliarle: possedere un forte senso dell’altruismo, nutrire un alto spirito umanitario e coltivare degli ideali. Non è necessario che siano tanti, ne bastano un paio purché di una certa levatura. Se siete di quelli che considerano un ideale il trionfo della propria squadra calcistica o la conquista del macchinone pronto cambiali, è meglio che non perdiate tempo.
Lei non saprà apprezzare: vi guarderà con quei suoi occhi enormi, pieni di stupore, e riuscirà subito a mettervi a disagio.
Non vi conviene proseguire. Insistere nel corteggiamento avrebbe per voi risultati avvilenti: ne uscireste schiacciato come una frittella.
Il sadismo degli innocenti
Il signor Acquario è un individuo stupefacente, specie in camera da letto. Innanzi tutto vi sottoporrà a un trattamento di preliminari accuratissimo, ricco di varianti e naturalmente fantasioso. La cosa si protrarrà lungo. Molto a lungo. Troppo a lungo. Così a lungo che il preludio non preluderà forse a niente, perché il vostro Acquario concluderà in proprio senza consumare o si affloscerà strada facendo. D’altronde, chi resisterebbe a tanta opera di preparazione senza essere aggredito, alla sesta ora, da una botta di stanchezza?
L’indugio è il suo forte: in una donna, può rimanere rapito dalle ginocchia, o dalla quinta vertebra, e lì affonderà le labbra dimenticando il resto. Se sarete abbastanza abile da scrollarlo dalle vostre rotule e convogliarlo altrove, raggiungerete le più lontane galassie del piacere. Ma potreste pentirvene: una volta lanciato, l’Acquario non conosce arresti. E’ talmente serafico che non distingue il limite tra lecito e illecito, morale e immorale. E nemmeno fra ciò che è doloroso e non, specie per gli altri.
E’ come un bambino che si trastulla con i fiammiferi e incendia la casa. Allo stesso modo, un po’ per gioco, un po’ per ansia di novità, potrebbe dar fuoco a voi: con il sadismo candido e perverso degli innocenti.
Come una sinfonia
E’ fin troppo ovvio affermare che per l’ Acquaria signora il sesso è una sinfonia di Mozart: lo dicono tutti. Perciò lo diremo anche noi. Con lei ci vuole un attacco garbato, dopo aver fatto vibrare il diapason in modo da intonarsi all’unisono. Il seguito andrà in crescendo senza nessuna forzatura: sarà l’Acquaria stessa a sviluppare il tema con la solita raffinata fantasia. Anzi, lo stesso tema potrà essere ripreso più volte e arricchito di variazioni, con la partecipazione di tutti gli strumenti immaginabili.
Ne risulterà una musica soave, ma ben ritmata e senza cali di tensione: se soffrite di inceppi da panico, la vostra Acquaria saprà orchestrare in maniera da farveli dimenticare. Vi verrà però un tardivo sospetto: che l’adamantina, spirituale creatura sia una segreta divoratrice del Kamasutra e di altre letture forse estasianti ma assai poco celesti.
Effetto piuma
Adesso che abbiamo un’idea approssimativa delle loro recondite armonie, vediamo quali corde bisogna pizzicare per cavarne sonorità appaganti. Anche gli Acquari posseggono punti vulnerabili, che stranamente non sono ubicati in qualche meandro dell’ anima, e nemmeno all’attaccatura delle ali, bensì nel corpo e piuttosto in basso.
Per riuscire a sconvolgerli, dovrete prenderli per i polpacci: insieme con le caviglie costituiscono le zone particolari dell’Acquario, quelle dove bisogna agire per spedirlo al vertice. Accarezzategliele. Baciategliele. Se occorre, strofinatele con l’archetto. Ma fate tutto con tatto. L’Acquario, di qualunque sesso sia – maschio, femmina, bisex, omosex – non sopporta la rudezza: il tocco brutalone del polpastrello calloso o la rozza strusciata della zampa ruspante lo mortificano e lo raffreddano. Con lui, lei o l’altro, occorrono soavità, mani suadenti, seriche carezze. Se volete ottenere un successo strepitoso, vestitevi da arcangelo o da uccello del Paradiso: l’effetto piuma lo farà impazzire.
Musica da camera
A vivere con un Acquario non vi annoierete mai. Sarà un compagno cortese, di umor gradevole e pieno di inventiva. Una volta che sarete riuscite ad appagare la sua vena romantico-amorosa, avrete vicino una creatura vibratile, dalla fantasia pressoché inesauribile, capace di ideare le più stravaganti forme di piacere erotico. Se siete frigide avete perciò buone speranze che, fra tante variazioni, imbrocchi anche quella giusta. Se invece siete un’ingorda del sesso, troverete una rispondenza inaspettata: l’Acquario non conosce remore di sorta, è molto aperto alle innovazioni e avanzato fino all’amoralità, ma al contrario di molti amorali non è mai noioso. Con lui non dovrete temere il dejà vu, perché non ama ripetere due volte lo stesso spettacolo. E’ un partner fedele ma curioso: la necessità di sperimentazione può spingerlo a brevi flirt fuori casa, dopo i quali tornerà al talamo domestico con innocente spudoratezza. Per fortuna non è di quelli che tengono le signore in catene. Perciò, se la curiosità di zampettare altrove pungesse anche voi, non ne farà un dramma della gelosia con tutti i particolari di cronaca: più facile, se mai, che voglia partecipare con spirito d’avanguardia alla vostra felicità. L’unico inconveniente potrebbe essere che, dopo aver provato il trio, gli salti in mente di provare anche il quartetto. Il che non sarebbe un gran male, se non celasse un ulteriore pericolo in agguato: quello di stimolare il vostro Acquario a invertire, oltre che le partiture, anche il sesso dei suonatori, impegnandosi in un duo esclusivo con l’altro maschio del complesso e lasciando voi a sviolinare con la signora. Se non siete saffiche, questa genere di musica da camera potrebbe anche seccarvi.
Edipica signora
La vita insieme con lei si può definire con una sola parola: sbalorditiva. Per l’Acquaria l’impossibile non esiste, quindi significa che tutto è possibile.
Dovrete perciò aspettarvi qualsiasi cosa: che allevi un elefante in casa, come che ospiti, sempre in casa, sei dozzine di profughi vietnamiti. Poiché è un’altruista, la troverete sempre pronta a esaudire i vostri desideri, molto prima dei suoi. Solo che ancor prima dei vostri ci saranno da esaudire quelli di un sacco di gente: lo spirito umanitario acquariano soffrirebbe nell’anteporre le esigenze di chi ama alle esigenze di chi non ama, o almeno non così strettamente. Di conseguenza, nella lista dei soddisfacendi, vi troverete sempre al penultimo posto. Il primo sarà occupato quasi certamente dagli affamati del Biafra, il secondo dai lebbrosi del Bangladesh, il terzo dai terremotati in pianta stabile, il quarto dagli zingari itineranti, il quinto dai senzatetto.
A parte ciò, la vostra Acquaria vi garantirà giornate piacevoli e notti altrettanto piacevoli.
Attenti però che non abbia parenti maschi negletti. Ansiosa com’è di erogare letizia a profusione, finirebbe col dedicarsi al padre misantropo o al fratello impedito, anima e corpo. E finché si tratta dell’anima, passi. Ma la faccenda del corpo finirebbe col darvi fastidio. Nella sua sublime dedizione infatti l’Acquaria non distingue molto bene la differenza fra le due cose. Potrebbe diventare, senza volerlo, un Edipo signora.
L’ultimo valzer
Per quanta sia esaltante, anche l’amore con l’Acquario è soggetto a usura. A congedarsi per primo sarà quasi certamente lui, ma se per caso – raro – ciò non avvenisse, toccherà a voi suonare le note dell’ultimo valzer. Triste ma non troppo. Quasi una fantasia. Per dire addio a un Acquario dovrete essere teneri benché fastidiosi, cortesi benché ripugnanti. Dirgli dolcemente di no ogni volta che vi propone qualcosa di nuovo, osteggiare con fermezza le sue iniziative benefiche, dileggiare, ma con garbo, la sua fiducia nel domani.
Se ne avete l’animo, potete anche abbassarvi a turpi trabocchetti, quali fingervi improvvisamente conservatori, o peggio, reazionari, tappezzando i muri con poster di Hitler e propugnando in giro l’ineguaglianza dei diritti umani.
Qualora siate provvisti di particolare aberrazione, riuscirete a toccare il fondo instaurando una specie di apartheid domestica, secondo cui voi solo avrete facoltà di decisione e di parola. Vi sentirete dei vermi, ma state pur certi che funzionerà. L’eco delle vostre perfidie non si sarà ancora dissolto, che l’Acquario starà già facendo le valigie, senza lasciarvi in ricordo nemmeno lo spazzolino da denti. Non ci sarà bisogno di metterlo alla porta: uscirà da solo, a passo di danza, o forse volando.














