Amori zenitali – Sagittario

by: GraZia venerdì, giugno 4th, 2010
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Centauro
Non ci sono dubbi: ogni volta che capita sott’occhio l’immagine del Sagittario vien da pensare ai suoi antenati Centauri, quegli animali umanizzati, o uomini animalizzati, che nell’antichità greca accompagnavano il carro di Dioniso, dio delle bevute, suonando il corno o la lira, ed erano formidabili arcieri. Nella 1oro nascita, favolistica per esigenze di copione, stavolta Zeus intervenne curando solo la regia. Tutto ebbe inizio quando Issione, una birba di tre cotte, osò far profferte d’amore alla bella Era, alias Giunone, che di Zeus era legittima sposa. Invece di approfittarne per ricambiare almeno un paio delle corna che il marito le elargiva generosamente, la pia dea gli confidò la faccenda e Zeus, vendicativo, conferì a una nuvola le sembianze della divina consorte. Fu davvero uno scherzo da dio, perché solo su vapore acqueo Issione sfogò la libidine, convinto di possedere la moglie del capo. Per una di quelle stravaganze che accadevano allora, la nuvola rimase incinta e dopo qualche tempo diventò mamma: di un fanciullo insolito, metà bimbo e metà cavallo, che venne chiamato Centauro.
Ben presto il piccolo imparò a galoppare, crebbe e si trovò nell’incresciosa situazione di dover scegliere le signore con cui far l’amore. Per questioni logistiche dovette accontentarsi di certe cavalle della Magnesia, che si mostrarono compiacenti e prolifiche generando un mucchio di eredi: la stirpe dei Centauri.

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L’uomo cavallo
I Centauri, si dice, dapprima erano cattivi: rozzi, barbari, villani. Delle vere bestie, almeno a metà. Galoppavano per la Tessaglia tirando frecce e colpi di clava e si avvinazzavano a più non posso. Un po’ per volta, dopo travagliate vicende storico-mitologiche, la tradizione li vuole ingentiliti, fino ad arrivare al più dotto dei Centauri, il celebre Chirone, esperto di erbe mediche e precettore di nobili rampolli quali Achille, Giasone, i Dioscuri. Ma il suo più noto discepolo fu Eracle, che per ringraziamento dell’educazione ricevuta lo accoppò con una freccia avvelenata intinta nel sangue dell’Idra.

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Fu una disgrazia, d’accordo, ma tolse a Chirone vita e immortalità. Zeus, che gratta gratta era poi il vero responsabile di tutto, a cominciare dall’origine di queste equine creature, se la cavò con la solita trovata: collocò Chirone nella volta celeste e lo mise a fare il Sagittario, l’uomo-cavallo intento a scoccare una freccia verso l’alto, simbolo della transizione dell’individuo dallo stadio animale allo stadio umano e del desiderio di elevarsi ulteriormente. Quel che non si sa bene è se tale aspirazione gli derivi dalla sua natura umana o dalla sua equinità.

Ottimismo sublimato
In fondo poteva andargli anche peggio: non tutti quelli che muoiono si accaparrano un posto tra le stelle. Di questo il Sagittario è perfettamente conscio. E poi sa di essere protetto in prima persona da Giove – ex Zeus – che presiede al benessere, all’abbondanza, alla giustizia e all’espansione. Ecco perché il Sagittario appare in genere ottimista e gioviale.
Il suo è un ottimismo sublimato, difficilmente si arrende: ha la forza vulcanica di Beethoven, che sordo alle difficoltà, dirige la Nona senza sentire una nota.
E’ certo di essere un eletto, sempre nel giusto, votato ad alti destini. I guai cominciano quando si accorge che forse il suo compito nel mondo non è poi così eccelso come aveva creduto. Allora si immalinconisce: nessuno è più triste di un Sagittario con la freccia spuntata. Ma la sua sete di conoscenza è tale che il giorno dopo parte in ripresa, si rilancia a capofitto e ricomincia a cercare. Cosa, soltanto lui lo sa.
La Verità, l’Ideale, l’Assoluto. Naturalmente non li trova. E naturalmente soffre. Ma non ve ne accorgerete mai. Il Sagittario è uno che non ama svelarsi. Teme, facendolo, di perdere in parte la sua preziosissima libertà. Libertà di muoversi, viaggiare, correre, di continuare a galoppare nelle praterie dell’Insondabile alla ricerca, forse, dell’Inesistente.

I Magnifici Quattro
Quando non è intento a percorrere le vie del Verbo, il Sagittario ripiega su altre cose: abbandonate le immense distese dell’Utopia, si accontenta di quelle più ridotte dell’universo reale. Non a caso questo è il segno dei grandi trasvolatori: Lindbergh, Guynemer, Mermoz e Saint-Exupery, i Magnifici Quattro, erano tutti Sagittari.
Un vero Sagittario ha fegato e anche una buona dose di incoscienza che gli viene dalla certezza della propria predestinazione. Fa sempre sogni irrealizzabili, perché quelli realizzabili non gli interessano, e si batte per il trionfo della giustizia, cosa che rappresenta il sogno più irrealizzabile di tutti.
Ha bisogno di grandi spazi: costringerlo dietro una scrivania sarebbe come tenere un puledro dentro la vasca da bagno. Andare, in senso lato, è la sua parola d’ordine: che si tratti di raggiungere la luna oppure New York, lo farà senza indugio, soddisfacendo a un bisogno naturale. Un Sagittario obbligato dalle circostanze a restare fermo sceglierà certamente come lettura libri di Kipling, riviste di viaggi, o piuttosto che niente l’orario ferroviario.

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L’Amazzone
Quanto a lei, la Sagittaria, è altrettanto irrequieta, altrettanto battagliera nel difendere la propria libertà e la propria indipendenza. Ma anche quelle degli altri. Colpa di Giove, che astrologicamente amministra la Giustizia: magari a modo suo, come mitologia insegna, ma senza dubbi di sorta. Così la signora Sagittaria lotta per il giusto, proprio e vostro, con ugual impeto e ugual entusiasmo. Le conseguenze si possono facilmente immaginare, ma lei non demorde: non sarebbe più lei. Del resto ha una capacità di recupero che sgomenta. Le batoste, di quelle che stenderebbero un bue, le passano addosso come un nubifragio sul fuscello: la piegano ma non la spezzano. Finita la buriana, la Sagittaria si raddrizza, più focosa di prima e più che mai decisa a riprendere la lotta. Non ha tempo per cedere, né per arrendersi. Anzi, le traversie la rinvigoriscono, fallire da una parte non significa dover fallire anche dall’altra, perciò si ricomincia, avanti a tutto galoppo, criniera al vento e zoccolo irrequieto. Tentare di imbrigliarla è inutile. Anche se le fate lo sgambetto, il risultato sarà al massimo una capriola. Ci riderà sopra, non vi terrà rancore e riprenderà a correre, fiera di sé, puntando l’arco sempre più in alto, come le Amazzoni. Ma a differenza di quelle signore, non ha alcun bisogno di piallarsi un seno per lanciare i suoi strali.

La cattura
Esuberante, entusiasta, vivace, simpatico, leale. Quale signora potrebbe resistere alla tentazione di legare a sé un simile maschio?
Tuttavia prendere un Sagittario è come prendere un cavallo: bisogna aspettare il momento buono e prenderlo di sorpresa, altrimenti è incatturabile. Solo che col cavallo il lancio del lazo può bastare, con il Sagittario no.
Non è improbabile che una volta certe di essere riuscite nell’intento, vi ritroviate tra le mani non il Sagittario, ma fumo. Non dimentichiamo che in fondo la sua progenitrice era una nuvola.
Naturalmente le donne non si danno per vinte e vogliono provarci lo stesso. Ecco perciò alcuni brevi consigli per procedere alla cattura. Innanzi tutto non dategli assolutamente l’impressione di volerlo catturare. In secondo luogo non illudetevi per il fatto che appena vi avrà vista vi corteggerà assiduamente: lo fa con tutte.
La cosa non è lusinghiera tuttavia, se vi può consolare, sappiate che lo fa con convinzione. In quel momento per lui siete I’Unica. Ma solo in quel momento. Forse per altri due o tre, se in giro non c’è di meglio.
Il Sagittario identifica sempre l’ultima fiamma con l’unica. La sua vita sentimentale è un susseguirsi di amori unici che si rinnovano con la rapidità del lampo. La verità è che si aspetta sempre troppo dalle donne, così come si aspetta troppo dalla vita, e ne rimane ogni volta deluso. La capacità di rituffarsi subito in una nuova conquista, con la certezza che la prossima sarà quella buona, è la sua salvezza. Purtroppo non sarà la vostra.

La Donnagiovanna
Se non pretendete di essere il solo, e tantomeno l’ultimo, la Sagittaria è la signora ideale. Vola di fiore in fiore, amando, divertendosi, folleggiando, sprizzando gioia e buonumore e suggendo alla vita tutto il nettare possibile.
E’ leale, piena di entusiasmo, fervente di idee e ansiosa di attuarle. Con gli uomini il suo scopo non è di affliggerli o incatenarli, bensì di amarli alla leggera per poi, una volta reciprocamente appagati, dedicarsi ad altro. O ad altri. Tuttavia non sperate di cavarvela in modo superficiale: la sua vicinanza, anche se breve, richiede un notevole impegno, oltre che una dose inesauribile di energie. La Sagittaria dispone di sufficiente inventiva, vitalità ed egocentrismo da indurvi a fare il giro del mondo in un sol giorno e abbandonarvi, spompati, all’angolo della via perché si è ricordata improvvisamente che aveva qualcosa di più urgente da sbrigare. Possiede l’audacia di Maria Stuarda e l’instancabilità di Cristina di Svezia: quanto basta per stendervi e lasciarvi innamorati come zucche, mentre riprende la sua interminabile maratona amorosa.
Di sedotti e abbandonati da lei ce ne sono a bizzeffe.
E’ romantica ma capricciosa, appassionata ma irrequieta: può amarvi pazzamente, coinvolgendovi fino al piloro, e subito dopo mettervi da parte. Il perché non può essere che uno: l’avete delusa. Da voi si aspettava grandi cose. Non chiedetevi quali: probabilmente tutte quelle che non le avete dato. E che ricomincerà a cercare presso altri maschi, facendovi rodere di gelosia.
Non c’è rimedio: la Sagittaria è una vera Donnagiovanna. Il sogno di migliaia di uomini, tranne che del partner in carica.

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Veni, vici, ivi
Ormai l’avete preso, o almeno così credete. Non appena vi siete incontrati, il vostro Sagittario vi ha amata all’istante, con un entusiasmo e un impeto che non lasciano dubbi sull’autenticità dei suoi sentimenti. Infatti è vero. Ma fra autenticità e durevolezza c’è una bella differenza. Il rapporto amoroso per il Sagittario si riassume in uno sbrigativo “Veni, vici, ivi”. Ossia, arriva, conquista e smamma: arrivederci, è stato bellissimo, scusa ma devo andare. Non opponetevi. Sembra un controsenso, ma se volete tenerlo dovete fare proprio così: lasciarlo andare. Tornerà? Forse. Certo con maggiori probabilità che se faceste di tutto per trattenerlo.
Attente però che non vada a scorrazzare troppo lontano, o comunque cercate ogni tanto di capitargli a tiro, benché in modo casuale. Il Sagittario si consola in fretta: se fra lui e voi c’è un abisso, 1o colmerà dedicandosi a un’altra. Se invece fra lui e voi c’è troppo poco spazio, prenderà le distanze sempre dedicandosi a un’altra. In ogni caso, amando il Sagittario, il corno è certo. Ma non pronunciate mai la parola tradimento: per lui il tradimento è quello degli ideali. Quello del letto non vale nemmeno la pena di essere discusso: non conta.
Inutile tentare di imporgli le vostre idee, non ci riuscireste. Molto meglio che siate voi ad abbracciare le sue, restituendogli allegramente corno per corno.

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Fianchi e criniera
Per fortuna anche i Sagittari hanno i loro punti deboli, di cui si può approfittare per approfondire il dialogo. In un segno così apertamente equino, l’area vulnerabile non poteva essere che nei dintorni del cavallo: ossia la parte interna della coscia, compresa fra ginocchio e inguine, che stringe la sella quando si è in groppa.
Altre superfici strategiche sono quelle dei fianchi, laddove il purosangue viene pungolato per scattare al traguardo.
Lei, la signora, ha sensibile anche la criniera, che tiene di solito lunga, curata, lucidissima. Uno degli approcci più immediati consiste nell’accarezzargliela, spazzolargliela e strigliargliela.
Volendo mandare in tilt amoroso i vostri Sagittari, massaggiateli nelle zone proibite, aiutandovi con una crema o un unguento in modo da rendere più lascivo il polpastrello. Se siete al mare usate un olio solare, se siete a letto usate un olio profumato. Non usate in nessun caso olio di ricino. Per accentuare l’effetto erotizzante alternate un abile sfioramento a un lieve lavorio di unghie, che rievocherà in loro l’inebriante stimolo del frustino, facendoli fremere, ansare e fors’anche nitrire.

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Il dardo è tratto
Non poteva finire che così: il vostro Centauro ha preso la mira e vi ha trafitto il cuore senza sbagliare di un ette. Adesso che il dardo è tratto, dovrete cominciare a barcamenarvi per realizzare una coesistenza indolore, priva di letali frecciate.
Sia lui che lei sono compagni interessanti, vivaci e divertenti, a patto che sposiate non loro ma le loro chimere, che vi teniate pronti a decollare per Sydney entro cinque minuti o a trasferirvi da un giorno all’altro in Nuova Zelanda. Il Sagittario è sempre sullo zoccolo di partenza, perciò se siete pigri o sedentari, accontentatevi di avere da lui al massimo qualche cartolina.
Un’altra cosa indispensabile per mantenere il suo affetto è amare i cavalli. Se non li amate, sforzatevi di farlo: per un Sagittario il cavallo è qualcosa da cui non può assolutamente prescindere, come se ci fosse ancora attaccato sopra.
Nel caso che i cavalli proprio vi stessero sullo stomaco, ripiegate sui cani, che rientrano anch’essi fra le sue bestie preferite, specie quelli da caccia .
Non imponetegli mai la presenza di un gatto: per i suoi gusti è un animale troppo casalingo. Infine, ricordate a ogni istante che il Sagittario non sopporta la vita insipida e le trite banalità quotidiane. Non propinategliele. Evitate di raccontargli che si è rotta la lavatrice o che la colf vi ha piantato in asso portandosi via l’argenteria: né per lui né per lei sono argomenti degni di nota. Avete a che fare con un individuo assetato di Immenso. Sarebbe capace di inventarsi la morte della madre, pur di avere qualcosa di insolito con cui tener vivo il vostro e il suo interesse. A costo di farvi versare litri di lacrime su di un cadavere inesistente.

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Manuale di conversazione
Entrambi hanno il dono magico di tenere in piedi qualunque genere di conversazione, e lo fanno in modo così gradevole che non vi costerà la minima fatica pendere come stalattiti dalle loro labbra.
Ma non basta. Al contrario di molti altri che si accontentano di fare andare la bocca, i Sagittari desiderano che il prossimo prenda parte al discorso. Non stiamo insinuando che pretendano il dialogo, perché in fondo gli oratori restano sempre loro. Da voi esigono un contributo più difficile e delicato: che fungiate da “spalla”, ruolo abitualmente sostenuto in teatro da quel personaggio che dà la battuta al protagonista onde lo spettacolo possa continuare. Per esempio: il duca entra in scena accolto dalla cameriera. Nel contesto – come si usa dire – la cameriera non ha una gran parte, anzi per questioni di economia la si potrebbe anche eliminare. D’altra parte è indispensabile, fondamentale che il duca, protagonista assoluto, disponga di qualcuno che a un dato punto gli domandi: “Piove?”
A quel piove, che costituisce poi l’unica battuta della cameriera, il duca si attaccherà come una ventosa per lanciarsi in un lungo monologo sulla siccità, i sistemi di irrigazione, la fame del popolo e il malgoverno: il pezzo forte sul quale si regge l’intera tessitura della commedia. Se quella parolina piccola piccola, apparentemente insignificante, che sembra addirittura una domanda oziosa, non arriva, se la cameriera dimentica di interessarsi al tempo, il duca non sa più a cosa attaccarsi. La commedia cade. Si potrebbe calare il sipario.
Speriamo che questa lunga parentesi abbia chiarito le idee circa la funzione che avete come interlocutore presso il vostro amato: se non gli date la battuta, la conversazione crolla. Insieme al suo entusiasmo.

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Scalpitio finale
Sganciare un Sagittario non è cosa laboriosa, perché esistono buone probabilità che nel momento in cui voi vi stancate di lui, lui sia già da un pezzo stanco di voi.
Se tuttavia non se n’è ancora andato a pascolare altrove, potete utilizzare alcuni accorgimenti per indurlo a farlo. Cominciate dai suoi animali. Ciò che secca maggiormente un Sagittario è sentir criticare il proprio cavallo, quindi se ne possiede uno, ingegnatevi a trovargli un mucchio di difetti. Dite che è un brocco, un bardotto, che ha i denti gialli e un pessimo carattere. Guardatelo con aria di sufficienza e chiamatelo Ronzinante.
Se non possiede un cavallo, biasimate il suo cane: dategli del botolo, dell’ibrido, del seccante e del maleducato. Insinuate, non senza fastidio, che è pieno di pulci.
Se il Sagittario non possiede nemmeno un cane, regalategliene uno per poterlo criticare. In caso contrario dovrete accontentarvi di criticare lui: l’effetto non sarà forse altrettanto efficace, ma potrete lo stesso sperare in buoni risultati. Trovate da ridire su ciò che fa, ma soprattutto su chi frequenta: dopo il cavallo e il cane, l’amico è il miglior amico del Sagittario, perciò denigratelo, stendetelo, fatevici uno zerbino.
Per rincarare la dose, bersagliate l’ottimismo del Sagittario e deridete i suoi ideali. Fategli chiaramente capire che la sua fiducia nella sorte è del tutto immotivata e che la vita è soltanto espiazione: la sua.
Durante la notte chiudete le finestre, e non solo quelle. Il Sagittario soffre di claustrofobia e non tollera i rifiuti. Se volete sganciarvi da una Sagittaria signora, mostratevi immusoniti e rimanete apatici di fronte a qualsiasi iniziativa. Se siete sposati con lei, traditela: benché di larghe vedute, la Sagittaria non ammette l’adulterio, specie quello del marito. Il suo senso di giustizia si ribellerà: non dategliene atto. Proponetele vacanze a Rimini anziché alla Martinica e invece del viaggio intorno al mondo offritele una gita a Belgirate.
Attuando tutti questi suggerimenti, vedrete che ben presto il vostro Sagittario incomincerà a mordere il freno e a scalpitare.
Poi, inaspettatamente, lascerà la città in pallone.

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One Response to “Amori zenitali – Sagittario”

Kathryn Stonefield Said:

I likewise conceive so , perfectly written post! .

Comment made on settembre 13th, 2011 at 01:10
 

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