Ciao, Faber

by: GraZia lunedì, febbraio 15th, 2010

Il 18 febbraio Fabrizio De Andrè avrebbe compiuto 70 anni.
Ciao Fabrizio, tanti auguri…

Da Images

Da Images

FABER, AMICO FRAGILE
di Grazia Bordoni

Ricordi, ricordi
Quando morì Fabrizio De Andrè, nel gennaio del 1999, mi trovavo a Cuba. Ricordo che verso sera accesi il televisore e mi sintonizzai su Rai International: trasmettevano un servizio sul cantautore genovese. Era una sorta di biografia che mi mise in allarme – poi l’intervista con Paolo Villaggio che diceva “Fabrizio era…”
Mi vennero le lacrime agli occhi. Se non fossi stata tanto lontana probabilmente sarei andata al funerale, così come si va al funerale di un amico per salutarlo, mossa anche dal fatto che la cerimonia si teneva proprio nella chiesa in fondo alla strada dove io, a Genova, avevo abitato per cinque anni: mi sembrava un ulteriore segno del destino.
Fabrizio De André è sempre stato speciale, per me. Penso di esserne stata in qualche modo innamorata fin da allora, quando, abitando a Genova, lo incontravo al mare – per un anno abbiamo frequentato gli stessi bagni – oppure lo incrociavo in centro. La differenza d’età, ridicola oggi, rendeva allora lui già adulto e me ancora ragazzina. Io andavo a scuola, lui era già sposato e aveva un figlio. Aveva appena inciso, credo, La canzone di Marinella e incominciava a circolare Carlo Martello. Ai miei occhi, lui era già famoso.
Negli anni successivi ho acquistato tutti i suoi album, ho seguito sui giornali le sue vicende personali, sono stata ai rari concerti meravigliandomi ogni volta – chissà poi perché – delle folle oceaniche ed eterogenee per età che si precipitavano a partecipare. Forse inconsciamente pensavo che il rapporto tra me e Fabrizio fosse qualche cosa di molto esclusivo e privato: mi sembrava strano che ci fossero ogni volta migliaia e migliaia di persone che – come me – conoscevano tutte le sue canzoni e non si stancavano di ascoltare la sua voce. Lui entrava periodicamente nella mia vita, vuoi perché usciva un nuovo disco, vuoi per le vicende di cronaca come il terribile periodo del rapimento. Un anno, in una mia classe di terza media, coordinai un lavoro di gruppo sul testo della Buona Novella, uno degli album a mio avviso più toccanti insieme con l’ultimo Anime Salve. Mi ricordo che presentai ai ragazzi dei fogli su cui avevo trascritto i testi e chiesi che cosa pensavano che fossero. I ragazzi mi risposero unanimi “Sono delle poesie”. Solo alla fine scoprirono che si trattava di canzoni e insieme le ascoltammo tutte. Un’altra volta scelsi Fabrizio come personaggio rappresentativo dell’Aquario per una rubrica che tenevo su Sirio. Un ritratto che fu poi ripreso anche dalla redazione del sito Internet di Armonie Stellari.

Le sorprese non finiscono mai
De Andrè è mancato oltre un anno fa, ma da allora il suo nome è stato alla ribalta come e forse più di prima. Anche dopo, quando ormai la prima ondata di commozione era passata. La televisione italiana ha trasmesso ben due documentari dedicati a lui, entrambi misurati e struggenti nello stesso tempo. I familiari hanno creato una Fondazione a lui intitolata per l’assistenza agli emarginati, a quegli “ultimi” sempre presenti nei suoi testi. All’inizio del 2000 è stata organizzata una splendida serata-omaggio a cui hanno partecipato i più grandi artisti e da cui era rigorosamente bandita la tv. Serate di questo genere, anche se meno spettacolari, continuano a essere organizzate un po’ dovunque. E poi è uscita anche una biografia, scritta da Luigi Viva (1). L’autore lavorava da tempo alla raccolta della documentazione che ripercorre con dovizia di particolari le tappe delle carriera e della produzione artistica di Fabrizio. Non c’è molto sulla vita privata o sugli interessi e il carattere del cantautore, forse per rispetto alla sua riservatezza e alla sua ritrosia a esibirsi in pubblico, sotto qualsiasi forma. Sono rimasta perciò folgorata da un passo di questa biografia:
Definire hobby gli interessi di un grande artista come De André è assai difficile, come difficile è ricostruire quali siano le sue letture preferite. Autori, generi letterari, seguono di pari passo l’evoluzione degli interessi di una persona acuta, curiosa, colta come Fabrizio. Libri di medicina, trattati di agricoltura, libri di astrologia (un’altra delle sue grandi passioni)…

Da Wikipedia

Da Wikipedia

Tempio Pausania. L’Agnata. 18 agosto 1992. Ore 0.40 Fabrizio De André prende il suo libro di astrologia nel quale annota le date di nascita delle persone a lui vicine. E all’astrologia si rivolge anche quando deve subire degli interventi, chiedendo che questo avvenga nei giorni e all’ora determinata dagli astri, come successe nel 1991. Fabrizio inforca gli occhiali e inizia a leggere il suo oroscopo. ” … Vedi,” dice, “‘una combinazione rara, probabilmente perché senza prendere in considerazione altri elementi o fattori, già di per se stessa è indicazione di una personalità eccezionale… si tratterà comunque sempre di una realizzazione dell’esistenza, con l’impiego di tutte le facoltà ed energie a disposizione per raggiungere un fine sociale di portata rivoluzionaria, che per adesso non è vero, comunque, ne deriva la necessità di agguerrire la propria forza nella continua lotta, ciò che a sua volta finisce per appianare gli intimi contrasti ed armonizzare tutte le contraddizioni.(2)
Be’, non potevo credere ai miei occhi. Fabrizio appassionato di astrologia? E chi ne aveva mai saputo niente? Ancora una volta il mio destino si incrociava con il suo. Gesù, magari era perfino successo che lui avesse letto qualche cosa di mio… in fondo, perché no? Una specie di scambio delle parti, tra me da sempre attenta ascoltatrice delle sue canzoni e lui, per una volta lettore delle mie parole, magari proprio di quel ritrattino pubblicato di Sirio. Probabilmente è solo una mia fantasia, non lo saprò mai e poi non ha molta importanza: il collegamento, almeno in termini simbolici, c’è di sicuro. Ho avuto una sensazione strana, come se per tutta la vita io e Fabrizio ci fossimo in qualche modo sfiorati senza mai entrare direttamente in contatto: eppure sarebbe stato possibile.

Il tema di Fabrizio
Come in tutte le biografie che si rispettino anche nel libro di Luigi Viva si parla della nascita del protagonista: e lì avevo già avuto la mia prima sorpresa. Si raccontava infatti che Fabrizio era nato a Genova il 18 febbraio del 1940 alle 12. Nell’estratto di nascita in mio possesso, invece, si diceva che era nato alle 13.

Tema natale di Fabrizio De Andrè

Tema natale di Fabrizio De Andrè

Non che la cosa mi meravigli: le ore registrate all’anagrafe raramente sono precise, specialmente una volta quando i figli nascevano in casa. Però sappiamo bene che un’ora di differenza è tanta, in astrologia. Infatti il quadro astrale cambia, a cominciare dall’ascendente che non è più in Cancro bensì in Gemelli e dalla Luna che passa dal dodicesimo al primo campo. Gli aspetti tuttavia che più mi fanno propendere per una nascita anticipata rispetto alle 13 dell’anagrafe sono la posizione di Plutone che dal secondo passa nel terzo campo e quella di Nettuno che dal quarto passa nel quinto. Un Plutone nel secondo campo avrebbe dovuto accompagnarsi a un desiderio quasi smodato di guadagno e di potere attraverso i beni materiali mentre Fabrizio, è noto, si decideva a fare concerti solo quando aveva bisogno di soldi per costruire o completare la sua tenuta in Sardegna dove voleva realizzare un centro autosufficiente di agriturismo.
Viceversa un Plutone nel terzo campo descrive bene la sua socialità un po’ contorta, quello stare fin da piccolo con gli emarginati, frequentare persone disdicevoli per l’ambiente alto borghese in cui era cresciuto, e nello stesso tempo il fascino che lui comunque esercitava su tutti coloro che incontrava. Un Plutone che accompagna studi irregolari, faticosi per un Aquario occupato da mille interessi “altri” che non i libri e i programmi scolastici. Un Plutone che descrive bene anche il rapporto con il fratello, un po’ antagonista, un po’ complice, di amore-odio. Il fratello Mauro, infatti, era quello “bravo”, cioè ben integrato nei valori familiari, serio, studioso, avviato a una carriera importante, quello che ha sempre dato tante soddisfazioni ai genitori, la copia conforme del padre, insomma. Un Plutone nel terzo campo che si accompagna a un Mercurio culminante che suggerisce in che grande considerazione Fabrizio tenesse il fratello maggiore, così ben realizzato e integrato nella società.
Nettuno nel quinto campo, invece, si accompagna bene a molte altre cose: all’irrequietezza sentimentale dell’uomo (mi innamoravo di tutto…) che lo ha portato a diversi rapporti sentimentali importanti, alle sue difficoltà con il figlio più grande, Cristiano che aveva seguito così poco nell’infanzia e che nell’adolescenza attraversò una grossa crisi a cui, dicono voci di corridoio, non sia stata estranea la droga.

Fabrizio e Dori

Da Images

Da Images


Disordinato nella vita affettiva, fragile, incostante, Fabrizio si è sposato giovanissimo con Enrichetta Rignon, detta Puny. Il matrimonio non durò molto, nonostante la nascita di Cristiano. Dopo la separazione dalla moglie, secondo il biografo, Fabrizio ebbe altre storie importanti: traccia di una di queste è nella Canzone dell’amore perduto. Poi, negli anni ’70, l’incontro con Dori Ghezzi, la convivenza, la nascita di Luvi e il secondo matrimonio. Dori gli è stata compagna vera, ha condiviso con lui tutto, anche la terribile esperienza del rapimento e della prigionia, ha vissuto al suo fianco per lo più silenziosa, contenta di ruoli apparentemente di secondo piano, in realtà importantissimi per dare a Fabrizio la tranquillità e la serenità necessarie a esprimersi sul piano artistico.
Dori Ghezzi è nata a Lentate sul Seveso il 30 mrzo 1946, alle 9.30 secondo l’anagrafe.
Tema natale di Dori Ghezzi

Tema natale di Dori Ghezzi

Ariete con Ascendente Gemelli, ha Urano nel primo campo e il Sole nell’undicesimo. Un’impronta aquariana, insomma, che deve averla aiutata non poco a capire il suo uomo. La sinastria tra i due temi è veramente notevole. Colpisce soprattutto la congiunzione tra il Sole di Fabrizio a 28°39’ di Aquario e la Luna di Dori a 0°37’ di Pesci. Anzi, quasi quasi sospetto che anche Dori sia nata un po’ prima, quanto basta per far arretrare la Luna in Aquario e rendere perfetta questa corrispondenza di amorosi sensi tra lei e il suo compagno. Oddio, già così, anche tra segni diversi, una congiunzione tra i luminari è potente, come per altro aveva scoperto a suo tempo persino Jung. Ma non è finita: solo per restare in tema di congiunzioni troviamo poi anche Giove-Venere di Fabrizio congiunti al Sole di Dori, l’asse dei nodi di lui sulla Venere di lei, la Luna di lui sull’asse dei nodi di lei. I miei colleghi esoterici direbbero che era un incontro segnato dal destino e potrebbero non avere affatto torto.

Una voce sensualissima

Da Repubblica

Da Repubblica


Ma Nettuno nel quinto campo nel tema del cantautore genovese è soprattutto un buon indicatore di quel talento musicale assolutamente naturale e spontaneo che, secondo Luigi Viva, Fabrizio manifestò fin da ragazzino. Un talento musicale che si univa alla capacità di espressione poetica e a una voce assolutamente unica. Ho sempre pensato che la straordinarietà di De Andrè fosse proprio in questi tre elementi riuniti in un’unica persona, un fatto che, a mio avviso, non si verifica per nessun altro. Abbiamo e abbiamo avuto ottimi cantautori, persone capaci di grandi invenzioni musicali e di testi intelligenti o poetici, voci originali e potenti (pensiamo a Dalla, a Battisti, a Modugno tanto per citarne alcuni), ma nessuno come Fabrizio ha saputo essere straordinario su tutti e tre i fronti. Anche i critici o gli esperti si sono sempre prodigati in lodi per la musica o per le parole delle sue canzoni, quasi mai ho trovato però accenni alla sua voce: finalmente la biografia di Luigi Viva prende in considerazione anche questo terzo elemento, così ben indicato dal suo tema natale. Giove congiunto a Venere in Ariete, in trigono a Plutone nel terzo campo, descrivono una voce calda, intensa, profonda ed estremamente sensuale. Be’, forse sarò fissata io, ma a me la voce di Fabrizio ha sempre fatto venire la pelle d’oca. Solo una volta lessi l’osservazione di un critico – con cui concordo perfettamente – secondo il quale la sua voce avrebbe fatto venire i brividi anche se avesse cantato l’elenco del telefono. Figuriamoci che cosa riesce a scatenare quando canta melodie originali e testi che sono vere e proprie produzioni letterarie: e quest’ultima non è una fissazione mia, dal momento che diversi testi di De Andrè si trovano inseriti da anni nelle antologie per le scuole medie nelle sezioni dedicate alla poesia moderna.

Soprattutto la Luna
Musica, poesia, voce sono dunque i tre elementi che rendono Fabrizio un artista unico e straordinario nella sua unicità. Che cosa lo rende artista? Molti elementi nel suo tema natale suggeriscono talento artistico. Intanto la Luna nel primo campo (sospetto decisamente sull’ascendente, basterebbe fosse nato qualche minuto oltre le dodici) in trigono con il Sole e con il nodo lunare e quadrata a Nettuno nel quinto campo che esaspera la sensibilità e acuisce tutte le sensazioni. E poi Nettuno nel quinto campo in trigono a Urano nel dodicesimo. E poi Venere congiunta a Giove e in trigono a Plutone. E poi Mercurio nelle profondità del segno dei Pesci.
Ma la Luna, soprattutto, quella Luna nel primo campo con tutto il suo bagaglio di sensibilità, tenerezza, anima e femminile. Perché le donne hanno sempre avuto un’importanza straordinaria nella vita di Fabrizio. Lo ha sempre detto. Raccontava che giovanissimo si vantava con le ragazze di aver scritto una canzone che, in realtà, era di Tenco. Un giorno il cantautore lo incrociò di persona e gli chiese ragione del millantato credito. Fabrizio, candido (o furbo, se vogliamo) gli rispose che lo faceva per “cuccare” e Tenco si mise a ridere. Con la madre ebbe sempre un legame forte, importante. E anche con le donne della sua vita. Al funerale, accanto alla moglie Dori Ghezzi, sedeva anche Puny, la prima moglie di Fabrizio, con la quale aveva mantenuto rapporti affettuosi. Una Luna esigente, sul piano dell’attenzione e della dedizione (con un bisogno d’attenzione e d’amore / troppo “Se mi vuoi bene piangi” / per essere corrisposti) che deve averlo reso uomo non facile nelle relazioni sentimentali e, in genere, in quelle interpersonali. Una Luna sempre “troppo”, come vuole l’esasperante quadrato proveniente da Nettuno nel quinto campo che l’ha reso eccessivo in tutto. Esagerato nel bere, per esempio. Dall’alcolismo lo salvò la promessa fatta al padre in punto di morte e il sestile Sole-Saturno che l’obbligò a tener fede all’impegno preso. Esagerato nel fumare. Ed è stato il fumo a spegnerlo, alla fine, trasformandosi in un cancro al polmone già pericolosamente suggerito dalla Luna e dall’ascendente in Gemelli per non parlare di Plutone nel terzo campo dissonante con Saturno e Marte. Esagerato persino nell’essere coerente con le proprie convinzioni e i propri valori, al punto da perdonare i rapitori che lo tennero segregato con la moglie per tre mesi nella desolazione dell’entroterra sardo (passerà anche questa stazione senza far male). Con i suoi valori aquariani fortissimi – Sole in Aquario rafforzato da Venere, Giove, Saturno e Marte nell’undicesimo campo – non poteva che essere così: anarchico, individualista, eccentrico, sempre pronto a rincorrere il vento, sempre pronto a sposare la causa degli emarginati, dei derelitti, degli ultimi. Con cui si è sempre mescolato con la massima naturalezza e spontaneità, perché delle differenze sociali non gliene è mai importato proprio niente. Sarà una mia fissazione, ma credo che De Andrè stia entrando nella storia e non solo in quella della musica moderna. E’ stato uno di quelli che non si possono dimenticare. Da qualche parte, in riva al mare, all’ombra dell’ultimo sole, lui è là che sorride.

(1) Luigi Viva, Vita di Fabrizio De Andrè, Universale economica Feltrinelli, gennaio 2000
(2) Luigi Viva, op. cit. pag. 195 – La descrizione riportata è quella relativa alla combinazione Ascendente Gemelli e Sole in Aquario elaborata da Sementovsky-Kurilo (v. Astrologia, Trattato completo teorico-pratico, ed. Hoepli, pag. 253)

Share and Enjoy:
  • Print this article!
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks

« Abecedario astrologico | Home | La domanda da un milione di euro »

One Response to “Ciao, Faber”

tarocchi Said:

Grazie. Bel post, interessante da leggere

Comment made on gennaio 23rd, 2011 at 18:02
 

Leave a Comment