Il Terremoto e la percezione collettiva del tempo (di Epimeteo)
Introduzione di un lettore ignorante
(ma di parte) come Epimeteo
Di Alberto Crescitelli e Sandra Zagatti, intendo dire. Ho letto tutto di loro, le cose che hanno scritto separatamente e le cose che hanno scritto insieme. Ormai, dai loro scritti, non distinguo più tanto facilmente l’uno dall’altra, mentre di persona preferisco di gran lunga “distinguere” Sandra. Ma questo è un fatto istintivo-sinastrico e non ha niente a che vedere con le loro idee e le loro opere…
Sono diventato un loro tifoso quando sul Web sono cominciati a spuntare energumeni che brandivano segni e pianeti dello Zodiaco come fossero corpi contundenti, menando colpi all’impazzata per farsi ragione.
Sandra non ha mai partecipato a questo genere di discussioni e non ha mai replicato, se non per dire che mettersi a litigare sulla rete per disaccordi astrologici (o culturali, in generale) era l’ultima delle sue preoccupazioni e delle sue aspirazioni. Ed è sempre ritornata ai suoi ragionamenti limpidi, solidi e profondi, stranamente solari e saturnini insieme, lontani da ogni fanatismo e da ogni banalità e molto vicini ai temi autentici che appassionano l’uomo di oggi: la visione del mondo come esperienza di qualcosa di “intero” e di “integrato”, l’ambiente quotidiano e le sue relazioni con le persone che ci vivono, la natura.
In realtà Sandra ha un’arma segreta: qualunque cosa lei voglia dire, sa dirlo in un italiano esemplare, mettendo virgineamente tutte le virgole al posto giusto. Questo rasserena i suoi amici e i suoi “fans” (come me) e intimorisce inconsciamente i suoi potenziali contestatori. Ormai tutti sono d’accordo nel considerarla “editor ideale” e si rivolgono a lei quando hanno dei dubbi.
Il percorso di Alberto appare diverso, ma raggiunge lo stesso risultato. Mentre Sandra ha sempre disarmato gli energumeni con la purezza del linguaggio e il rigore del pensiero logico applicato anche ai sentimenti, Alberto è in grado di spiazzarli rispondendo qualche volta al loro furore polemico con una citazione in sanscrito o in un’altra lingua sconosciuta ai più.
Eccone un esempio:
om bhur bhuvah svah
tat savitur varenyam
bhargo devasya dhimahi…
Questa citazione è inserita in uno dei suoi articoli, ma non tutti la capiscono di primo acchito… Però lui, generoso com’è, la traduce subito in una lingua a noi più familiare e ci spiazza nuovamente applicando, come fa in questo caso, la saggezza dei sacri testi della tradizione vedica e delle antiche scritture dette Upanisad alle ultime conoscenze dell’astrofisica dello stato plasmatico e della magnetosfera. A questo punto, chi ha più voglia di obiettare su annose questioni di significati zodiacali convenzionali, divenute piccole e prive di senso, quando incombono problemi di portata galattica sul destino della Terra e del suo ecosistema?
Ogni giorno che passa la visione astrologica dei temi trattati da Sandra e Alberto (sarebbe più giusto dire Alberto e Sandra, ma ho già detto che sono di parte…) si allarga sempre più. Convinti che i metodi della conoscenza artistica e scientifica, così separati nella nostra cultura, siano intimamente legati e coerenti tra loro, essi trovano nel linguaggio astrologico la chiave universale che può decifrare il mondo e accompagnarne l’evoluzione fisico-chimica e spirituale. Per loro il linguaggio e la visione astrologica – al pari della musica, della pittura e di altre forme d’arte – esprimono slanci spirituali e descrivono, anticipandole, energie fisiche che oscillano, senza contraddizione, tra la difficoltà espressiva del sentimento individuale, la drammatica complessità del movimento sociale e l’astratto rigore della legge fisica. Poche persone riescono a vivere in modo così integrato (olisticamente, ci suggerirebbe Sandra) la musica, la pittura, la fisica moderna e la cosmologia, come riesce a fare Alberto.
E’ impossibile che Alberto e Sandra usino il pretesto dell’astrologia per parlarsi (o piangersi) addosso. In una certa misura la loro astrologia ha uno sguardo antichissimo, asciutto e fermo. Non perde mai di vista l’uomo, ma rinuncia volentieri al suo vuoto e banale individualismo sentimentale per cercare costantemente un senso globale e collettivo degli avvenimenti.
Le loro ultime ricerche sulla correlazione tra eclissi di Sole e di Luna e configurazioni astrali prevalenti o dominanti da una parte, rivolgimenti sociali e fenomeni di delirio collettivo, guerre e lotte di potere, degrado ecologico e fenomeni distruttivi naturali (incendi, uragani e terremoti) dall’altra, sono esemplari a questo riguardo.
La scansione del tempo che accompagna gli eventi da loro descritti si avvale di metodologie classicamente astrologiche (la rilocazione del tema per il luogo in esame, la progressione del tema a partire dall’ora zero dell’anno civile – 1° gennaio – e dell’anno naturale – ingresso del Sole in Ariete), ma la raccolta e l’analisi dei dati è provocatoriamente scientifica e priva di fanatismi messianici.
Esemplare a questo riguardo è il loro ultimo studio sui terremoti, che ha dato origine a un libro forse unico nel suo genere (“Il terremoto nell’astrologia”), con 36 terremoti analizzati e oltre 100 riportati, di cui gli articoli qui pubblicati, oggetto delle relazioni tenute al VII Convegno di Studi Astrologici (Vico Equense, 2-5 giugno 2000) costituiscono una sintesi dei metodi adottati e dei dati raccolti, oltre che dello spirito con il quale essi sono stati analizzati.
Certo, chi di noi usa l’astrologia come cosmetico psicologico, per sapere se sarà felice (?), per sapere se va d’accordo con il proprio partner o per prevedere improbabili ritorni di un partner che (credo giustamente, a questo punto) se l’è data a gambe, può fare qualche fatica iniziale per entrare nel clima di senso universale in cui Sandra e Alberto fatalmente ci portano.
Ma si tratta di una fatica che dopo un po’ non si sente più.
Gli scritti di Alberto e Sandra si possono leggere come un trattato scientifico, come un romanzo d’azione o come un breviario. Io, nella mia ignoranza iniziale (e forse perdurante…) di cose astrologiche, ho scelto tutti e tre i modi, in tempi diversi, anche per gli stessi articoli. Attualmente utilizzo il modo “breviario”, cioè tengo sul comodino i libri o gli articoli che parlano dei terremoti e, prima di addormentarmi, ne leggo un breve passo. Questo mi calma e mi dà fiducia assai più delle frasi consolatorie (sempre le stesse, ahimè) di certi astrologi di scuola anglo-sassone, con qualunque pianeta che, in transito su qualunque altro pianeta, rappresenta “un momento di cambiamento e di nuova consapevolezza”.
Probabilmente troppo “cambiamento” e troppa “nuova consapevolezza” innervosiscono un po’ i mercuriali conservatori come me, mentre la percezione collettiva del tempo – che Alberto e Sandra propongono – li allieta e li rasserena…
Per questo, dopo la breve lettura, mi addormento subito come un angioletto e dopo un po’ mi metto a sognare un terremoto di grado III della scala Mercalli che mi fa dolcemente oscillare il letto come fosse una culla e mi fa piano piano familiarizzare con i terremoti, cancellando paure ancestrali.
Veramente, anche adesso mentre scrivo, la scrivania oscilla un po’ e anche il lampadario si è messo a dondolare. Probabilmente sarà un effetto “meta-fenomenico” della presenza di questi libri nella mia stanza. Bisogna che lo chieda a Sandra, la prima volta che la incontro…
testi di Lorenzo Vancheri – tutti i diritti riservati







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