Le insidie della raccolta e della pubblicazione di dati di nascita
Le insidie delle raccolte e della pubblicazione di dati o temi natali
di Grazia Bordoni
Raccogliere dati di nascita è meno facile di quanto non si pensi. Le fonti vanno controllate e ricontrollate e non è detto che non si incappi comunque in qualche errore.
In Italia e nella maggior parte degli altri paesi è possibile conoscere l’ora di una nascita rivolgendosi all’anagrafe. In Inghilterra e in molti paesi del Commonwealth come Canada e Australia, invece, l’ora di nascita non viene registrata all’anagrafe, a meno che non si tratti di un parto gemellare: gli astrologi inglesi, dunque, hanno un problema in più nel raccogliere dati di nascita interessanti.
Tuttavia anche quando si entra in possesso di un certificato di nascita, bisogna stare attenti, controllare e ricontrollare.
1) A volte i dati in partenza sono imprecisi e potremmo, in realtà, avere in mano l’estratto di nascita di un omonimo e non quello della persona che ci interessa.
2) Talvolta gli impiegati dell’anagrafe sono distratti e possono sbagliare nel trascrivere i dati, oppure confondere il giorno di nascita con quello in cui è avvenuta la denuncia della medesima.
3) E’ buona norma chiedere sempre di specificare se si tratta di ore pomeridiane o antimeridiane, specie per le nascite avvenute in Italia prima del 1940, quando appunto le ore venivano registrate in antimeridiane e pomeridiane. Questa abitudine è ancora attuale negli Stati Uniti e genera non poche confusioni. Altra abitudine americana è quella di indicare nelle date prima il mese e poi il giorno, generando spesso equivoci mortali per noi astrologi.
4) A volte i certificati di nascita sono mendaci. Ci sono molti casi in cui, per vari motivi, viene dichiarata una data inesatta. Nel meridione, quando le donne partorivano in casa, spesso le nascite di dicembre venivano denunciate come avvenute nel gennaio successivo: questo permetteva ai figli maschi di ritardare di un anno la chiamata alle armi. Piuttosto noto è il caso di Marcello Mastroianni, registrato all’anagrafe come nato il 28 settembre mentre in realtà era nato (e festeggiava il compleanno) il 26. Due giorni di differenza, come sappiamo, possono cambiare in modo radicale un tema di nascita.
5) Quando si richiede un estratto all’anagrafe, se non siamo i diretti interessati o un parente stretto, possiamo anche ricevere un rifiuto per i motivi più diversi. In teoria, da un punto di vista legale, dovremmo poter avere accesso alle informazioni che ci interessano in quanto i registri anagrafici sono pubblici e l’ora di nascita (che altro non è che una frazione della data) *non* è un dato sensibile. Tuttavia, per esperienza, è inutile mettersi a discutere. Se l’impiegato dell’anagrafe ha la luna storta non ci darà mai il dato richiesto. Meglio aspettare, sperare che cambi umore o che ci sia un altro impiegato…
Quando si pubblicano temi natali o si commentano quadri astrali sarebbe buona norma indicare la fonte dei medesimi. Sarebbe doveroso poi, avvertire chiaramente quando si sta commentando un tema non domificato perché non se ne conosce l’ora oppure si sta studiando un’ipotesi di domificazione. Questo, ovviamente, per non trarre in inganno studiosi che volessero analizzare il medesimo tema. Purtroppo non tutti lo fanno. Un astrologo americano parecchi anni fa pubblicò la sua collezione di date di nascita dove però erano contenute molte “ore” frutto di una sua ipotesi di lavoro. Ma si era dimenticato di indicare chiaramente quando queste ore erano un’ipotesi e le aveva classificate come “fonte personale”. Il problema è che queste ore fantasiose vengono poi riprese e divulgate anche da altri studiosi e l’errore si moltiplica in modo esponenziale.
Un caso del genere riguarda anche il tema di nascita di Giovanni Paolo II. All’indomani della sua elezione, una rivista ne pubblicò l’oroscopo e io mi affrettai a prendere nota dei dati, a inserirli nel mio archivio e a metterli a disposizione degli studiosi di tutto il pianeta. Solo diversi anni dopo venni a sapere, del tutto casualmente, che quell’ora era frutto di un’ipotesi di lavoro dell’autore dell’articolo che si era consultato con una collega per stabilire quale fosse l’ora più probabile. Ed è da quest’ultima persona che venni a sapere che l’ora che io stessa avevo divulgato era del tutto inventata a tavolino. E del tutto sbagliata: infatti, io stessa udii con le mie proprie orecchie un giorno Papa Giovanni Paolo II ringraziare per gli auguri di buon compleanno che gli erano stati rivolti per il giorno in cui lui era nato “tra le 5 e le 6 del pomeriggio”. Non so perché quella volta il Santo Padre sentì il bisogno di precisare il suo orario di nascita, ma ritengo che la sua dichiarazione sia molto più attendibile di qualsiasi ipotesi astrologica.










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