Venere: amore e salute

by: GraZia giovedì, marzo 25th, 2010
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di Grazia Bordoni

Un paio di giorni fa mi ha telefonato un’amica per dirmi che dovrà subire un intervento per asportare un cancro al seno. Pochi mesi fa ha perso il marito. Avevo già visto un episodio analogo tre anni fa quando morì una mia amica d’infanzia e pochi mesi dopo il marito dovette essere operato di un tumore a un rene. In entrambi i casi, va sottolineato, si tratta di rapporti d’amore non solo lunghi una vita intera, ma anche particolarmente importanti e intensi. Grandi amori, insomma. Nel caso del marito, poi, mai transito fu più *da manuale*: Plutone distruttore, governatore del sesto campo-salute, transita su Mercurio, governatore dell’ascendente-corpo fisico, nel settimo campo-matrimonio, settimo campo cosignificante della Bilancia-reni e al quadrato (un po’ larghino) di Giove, governatore del settimo campo, sempre matrimonio. Tutto in un unico transito. Mi convinco sempre di più che quando le tecniche astrologiche funzionano, lo fanno nella maniera più semplice e diretta.
Uomo-transiti

Caso particolare a parte, mi sono venute una serie di riflessioni su questi amori importanti che vengono spezzati e il partner superstite si ammala in un’evidente quanto inconscia voglia di non sopravvivenza all’amore perduto.
Ora, che Venere simboleggi tanto la sfera affettiva quanto lo stato di salute è ovvio e (spero) universalmente accettato. Che l’amore vissuto e ricambiato porti a uno stato di benessere totale è altrettanto ovvio. Non per nulla quando si è innamorati si ha la sensazione di camminare *tre metri sopra il cielo*, di essere onnipotenti e immortali.
Che cosa dice lo Zodiaco di Venere?
Il suo primo domicilio è in Bilancia dove aspira alla perfezione dell’unione affettiva e all’impeccabilità del suo aspetto esteriore, specchio di uno stato di salute ugualmente perfetto. Una Venere che si realizza compiutamente nello staccarsi dall’egopatia della casa I per trovare un equilibrio nel rapporto con l’altro-casa VII. Di fronte alla Venere bilancina c’è Marte: è dunque l’egopatia che può danneggiare Venere bilancina, impedirle di realizzare l’unione, così come una sessualità mal vissuta, fine a sé stessa può danneggiare la relazione affettiva e spezzare l’unione.
Il secondo domicilio di Venere è in Toro: qui aspira alla stabilità, alla continuità anche materiale e carnale del rapporto. Qui Venere assume il ruolo di dea protettrice e ispiratrice della vita: siamo sull’asse seconda-ottava, l’asse appunto della vita e della morte. Venere taurina è la pienezza della vita, calata com’è nell’esplosione della natura, nella forza della germinazione e della creazione della vita (è la stagione degli accoppiamenti!). Ma di fronte a sé ha Plutone, il distruttore, il dio degli inferi, dell’Ade, significatore di morte. E’ la morte che spezza il legame, la morte che sottrae l’amore in una sottrazione dell’amore che genera debolezza fisica, malattia.
E arriviamo alla terza posizione di Venere nello Zodiaco, che la tradizione colloca nel segno dei Pesci. Qui Venere è andata oltre, è trapassata, ha raggiunto una dimensione altra. Deve cambiare, deve trasformarsi. Ma ha di fronte a sé Mercurio-ragione che la invita a razionalizzare, appunto, a prendere coscienza della realtà: siamo sull’asse sesta-dodicesima casa, l’asse appunto della malattia e degli ospedali. Dunque Venere, per andare oltre, per divenire amore trascendente, amore divino, puro spirito, deve accettare la realtà della casa sesta, farsi umile, accettare la propria limitatezza. Se non ci riesce, se non può accettare la realtà del distacco, della fine dell’unione, si ammala.

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