Giove nei disturbi della psiche
di Adriana Rampino Cavadini
Relazione presentata al Congresso Faes nel luglio 2002
I pianeti cosiddetti benefici come Giove e Venere, non hanno sempre una valenza positiva, né per la salute, né per il carattere e la psiche. L’ho notato in particolare esaminando l’azione di Giove che anche quando è bello, cioè positivo può essere un segnale di anomalie psicofisiche. Quando il pianeta è molto forte la sua energia dilatante e accrescitiva può segnare individui di successo, ottimisti e generosi, ma se l’energia è eccessiva il famoso ottimismo gioviano può mutarsi in faciloneria e pericolosa ingenuità, mentre l’eccessiva generosità può trasformarsi nel piacere di dissipare denaro e beni familiari. Per la salute spesso coincide con patologie metaboliche legate all’obesità, al diabete, all’aterosclerosi. (a)
Quando invece Giove è leso da aspetti negativi, ed è anche debole, cioè senza altri aspetti che compensino quadrature od opposizioni, può segnare individui asociali e con gravi problemi di comportamento che li rendono poco frequentabili, li isolano e vanificano ogni loro sforzo e ogni iniziativa, sia in campo professionale, sia sentimentale. Da qui la loro fama di “sfortunati”.
La lesione di Giove è presente anche nei temi di bambini che hanno problematiche psicologiche come narcisismo, disturbi della condotta, dell’umore, della comunicazione o che sono ipercinetici e oppositivi. Questa lesione la si ritrova spesso anche nei temi dei loro genitori, degli zii, dei nonni e dei bisnonni. Possiamo quindi supporre che accanto a un’eredità genetica o più semplicemente una familiarità per un determinato carattere fisico o psichico vi è parallela un’altrettanta tendenza a ereditare le lesioni planetarie, specialmente quella di Giove. Questa ipotesi ha preso sempre più valore durante le mie ricerche da quando ho cominciato a esaminare, oltre il tema natale del soggetto, anche quelli dei loro genitori, nonni e bisnonni e, quando possibile, ancora più su lungo l’arco degli avi. E sempre ho constatato che esiste in quasi tutti i loro temi lo stesso pianeta leso, e nei discendenti le stesse problematiche caratteriali; non c’era altro che associare il pianeta con il disturbo.
Giove in astrologia medica
Per capire come la presenza di Giove leso sia rilevante nei disturbi del comportamento bisogna risalire alla sua simbologia.
Giove, il pianeta più grande del nostro sistema solare, è simbolo oltre che di grandezza, anche di elasticità, espansione e dilatazione. E’un fattore di crescita, ha un’energia centrifuga, espansiva, costruttiva e nutritiva, non a caso governa la ricchezza, l’abbondanza e tutti i cibi che nutrono e dilatano come i grassi e soprattutto gli zuccheri che sono il nutrimento unico cui attinge la materia cerebrale. Nella sua immagine più bonaria legata all’ottimismo Giove potrebbe rappresentare bene anche le endorfine; molecole che riducono la rabbia e l’ostilità e tra queste specialmente la serotonina Nel suo primo domicilio in Sagittario governa l’energia cinetica e l’elasticità, sia quella fisica (muscolare), sia quella mentale, e a proposito di elasticità il pianeta governa anche le onde elastiche sonore, quindi i suoni e gli ultrasuoni e da qui il canto e la musica. Giove è connesso agli organi di movimento e al fegato: muscoli e fegato sono grandi produttori di energia e sono gli organi “deposito” di piccole quantità di zuccheri trasformati in glicogeno. (a)
Nel suo domicilio notturno, in Pesci, Giove governa la plasticità della corteccia cerebrale e l’espansione della coscienza. Anche nel mito greco Giove-Zeus, colto da terribili dolori di capo e temendo che gli potesse scoppiare chiese aiuto agli dei che gli mandarono Prometeo il quale, con un’ascia e un maglio gli spaccò il cranio ” … ed ecco balzar fuori Atena, tutta armata, con un potente grido… “(b). Il tema del cranio, del dolore e del grido, ma anche della liberazione da questo dolore attraverso l’uscita di una figura femminile armata, quindi aggressiva o pronta a difendersi, può suggerire, simbolicamente, la via della guarigione attraverso la liberazione da un’angoscia legata a una figura materna vissuta come “madre cattiva”.
Come vibrazioni elastiche sonore, in Pesci, Giove ha valenze spirituali di “verbo”, l’energia sonora che può materializzare l’Universo, ma è anche la “parola” che consola, che può guarire o la musica che diventa terapeutica del corpo e dell’anima. Il segno dei Pesci, ultimo e dodicesimo segno dello Zodiaco, analogo alla dodicesima casa, cade nel mese di marzo e marzo deriva dal latino Martius, che contiene la radice “marg” margine, da qui il significato fisiologico dei due margini del corpo, i piedi e la corteccia cerebrale. In contrapposizione alla Vergine-sesta, simbolo di regolarità, omologazione al gruppo, subordinazione, i Pesci-dodicesima si distinguono per caratteri opposti; diversità, insubordinazione, ribellione, isolamento, prigionia e solitudine. Il segno dei Pesci era il simbolo del Cristianesimo e il suo Messia era un “diverso”, che usava la parola per guarire anima e corpo (Giove), un perseguitato che si offrì in sacrificio per la salvezza degli uomini (la dodicesima).
L’esperienza di una vecchia ricerca
Mi fu utile, dal punto di vista astrologico, un lavoro fatto in collaborazione con il centro psicosociale dell’unità operativa della Lombardia che mi aveva fornito, nel 1988, un considerevole numero di casi di pazienti già adulti con disturbi psichici di cui avevamo recuperato l’estratto di nascita con l’ora esatta (in quegli anni 1a legge sulla privacy non era stata ancora approvata) e di cui avevo potuto stendere gli oroscopi comparandoli con il particolare disturbo dei pazienti. Da questa ricerca emersero distinzioni importanti tra le varie patologie psichiatriche e i pianeti lesi del tema natale. Ad esempio, pianeti come Mercurio, Marte, Saturno o Urano, dissonanti in dodicesima casa, erano presenti soprattutto nei casi di schizofrenia, mentre Giove si trovava isolato o gravemente leso nei casi meno gravi, dove le psicosi venivano espresse specialmente nelle dipendenze: da cibo, alcol, tabacco, droghe tali da compromettere l’adattamento sociale.
Nei temi di alcuni pazienti psicotici, oltre a Giove anche la quinta casa ospitava pianeti lesi e poiché la quinta governa i figli e la nascita un danno cerebrale conseguente a un parto difficile era da mettere in conto, un danno anche minimo e non diagnosticabile attraverso i normali accertamenti clinici.
Il risultato di questa ricerca fu che mi convinsi di quanto la lesione di Giove, per i suoi contenuti simbolici, potesse essere allarmante. Contenuti che si riferiscono alla corteccia cerebrale, alla dilatazione, alla socievolezza, al coraggio, al nutrimento fisico, psichico e spirituale. E quindi a una deviazione o mancanza di tutto questo. Se poi, oltre a Giove, anche Nettuno è leso e accompagnato da pianeti ostili, le predisposizioni a più gravi disturbi della socializzazione aumentano. Esaminando gli a1tri elementi del tema è possibile distinguere tra le varie forme psicotiche; nelle turbe psicoaffettive, per esempio, si evidenzia la lesione di Venere e della Luna, mentre nell’aggressività trionfano trigoni di Marte e Plutone.
Il caso
Esaminando il tema astrale di un giovanissimo soggetto maschile cui daremo il nome di Nicola e che manifestava turbe del comportamento con aggressività, impulsività, iperattività e disattenzione, mi sono chiesta quale fosse l’origine di tali disturbi e cercai di capirlo esaminando il suo oroscopo. Ma gli stessi pianeti, case, aspetti dissonanti mi confermavano soltanto il destino di sofferenza psichica del soggetto e non la sua origine che poteva derivare da varie cause; ambiente frustrante familiare, disfunzione organica, familiarità o addirittura un’eredità genetica. Decisi di andare per esclusione e cominciai a indagare; era presente il disagio familiare, soprattutto dovuto a problematiche della madre e a un ambiente frustrante e instabile, mentre la disfunzione organica era stata esclusa dai medici specialistici. Non rimaneva che supporre una concausa tra familiarità e disagio familiare. Dovevo analizzare gli oroscopi della famiglia: genitori, zii, nonni e bisnonni e dove possibile sino agli avi del ragazzino. Esaminai le mappe familiari astrali della famiglia della madre, del padre e del nonno paterno. Dove l’ora non era certa mi sono limitata all’esame dei soli pianeti. Ho esaminato in tutto 22 oroscopi, cercando un dato negativo che li accomunasse, lesioni di Urano, Mercurio, Nettuno, pianeti lesi tra la sesta e la dodicesima, e con speciale attenzione la posizione di Giove.
L’oroscopo di Nicola
Nel tema natale di Nicola, Sole in Ariete, Ascendente Cancro, Giove e Venere, sono gli unici pianeti gravemente lesi e che oltre a tutto non ricevono alcun aiuto da parte di altri pianeti. La congiunzione Nettuno Urano opposti a Marte, peraltro fortissimo, tra la sesta e la dodicesima casa, e la brutta configurazione di Venere fanno pensare a turbe psicoaffettive dell’infanzia. Fortunatamente più di un trigono tra i pianeti come Plutone, Marte e Mercurio con l’Ascendente rendono il soggetto molto forte e pronto a difendersi anche fisicamente, sia dall’ambiente che vive come aggressivo, sia dal suo stesso destino. Giove leso, in cuspide quarta casa, è anche il maestro della quinta casa.
E’ ipotizzabile quindi un trauma all’encefalo durante il parto, un evento che mi è stato confermato dalla madre. Ma la quarta casa che ospita Giove, rappresenta le radici della famiglia, anche le radici genetiche o da un punto di vista più spirituale quelle karmiche.
La madre e i fratelli della madre
La madre di Nicola, Capricorno, nacque con difficoltà e con l’aiuto del forcipe che provocò lievi danni al cranio. Nel suo oroscopo Plutone in quinta è quadrato con Venere, e la Luna, in Ariete, in dodicesima è lesa e giustifica astrologicamente alcuni aspetti caratteriali difficili del soggetto, ma Giove non è leso.
Nel tema astrale del padre di Nicola il Sole è in Ariete, Mercurio in ottava in Pesci è quadrato a Urano, ma sorretto dalla Luna, Giove è positivo. Mentre in quello del nonno paterno Giove è gravemente leso.
Troviamo una lesione grave di Giove nel tema dello zio ( fratello della madre) che è Sagittario e ha nell’oroscopo Giove leso in settima in Ariete, ha avuto una nascita normale confermata da una bellissima Venere in quinta. Da ragazzo gli fu diagnosticata un’iperattività delle onde cerebrali ben evidenziata da numerosi elettroencefalogrammi, un’anomalia elettrica che non provocò mai crisi epilettiche, ma che forse è stata la causa del suo perenne senso di ansia e del suo carattere introverso giustificato nel tema dalla congiunzione Saturno\Luna in Acquario in quinta casa. Il figlio ha pure Giove leso.
La zia (sorella della madre è Ariete con Ascendente Acquario, ha nel tema tutti i pianeti isolati, compreso Giove, ma non presenta sino ad ora problemi di comportamento o neurologici.
La linea della nonna materna
La nonna è una Capricorno, possiede un bel Giove congiunto a Venere e non presenta anomalie nel carattere, (moglie del nonno che ha un brutto Giove). Anche qui c’è compensazione.
La bisnonna ha un Giove bellissimo e un carattere equilibrato. Il bisnonno era un Ariete, con un brutto Giove opposto a Luna\Marte, ma sorretto da Venere. Anche qui c’è la compensazione tra gli oroscopi della coppia dei nonni e dei bisnonni.
I fratelli della nonna sono del segno del Cancro e hanno Giove debolmente leso, fa spicco il loro pessimo rapporto con il denaro. La trisavola del soggetto era una Scorpione, con un Giove pessimo, se la ricordano come una donna dal carattere difficile, aggressiva e preda di crisi isteriche.
La linea del nonno materno
Il nonno è un Capricorno possiede anch’esso un Giove leso in dodicesima casa e la congiunzione Saturno\Venere in Acquario, in quarta casa; il soggetto è tendenzialmente un depresso cronico e ha manifestato disturbi del comportamento e della socializzazione che però non gli hanno impedito di condurre una vita normale.
La bisnonna era una Gemelli con Giove leso, in quarta, leso perché opposto a Marte.
Il bisnonno Ariete aveva un bel Giove , i pianeti isolati e Urano congiunto alla Luna (non c’è domificazione). Si noti che tra i coniugi c’è tendenza alla compensazione, dove lei ha un brutto Giove, lui ne contrappone uno bello. I 3 fratelli hanno tutti un bel Giove e i loro otto figli non presentano problemi psichici, né gravi problemi caratteriali.
Il trisavolo Bilancia ha un Giove soltanto leso e isolato, la trisavola ha Giove congiunto a Plutone, isolato.
L’eredità della famiglia
Nella generazione della madre anche se i due genitori di Nicola hanno un Giove positivo, su 12 componenti Giove è leso sette volte.
Il segno dell’Ariete è molto forte, presente in quattro componenti, e la madre di Nicola ha la Luna in Ariete.
Nella generazione del nonno di Nicola cinque componenti su otto hanno nell’oroscopo Giove leso.
Possiamo senz’altro affermare che in questa famiglia l’eredità astrale di Giove leso è dominante. Infatti molti dei componenti della famiglia hanno sofferto o tuttora soffrono di crisi d’ansia, depressione, problematiche legate al denaro e alla socializzazione. La ragione è che nonostante nei bisnonni ci sia stata la tendenza ad accoppiarsi con persone detentrici di un Giove positivo, la preponderanza numerica dei Giove negativi ha avuto la meglio e negli ultimi nati, specialmente quelli che discendono direttamente dalla linea materna, sono entrambi Giove negativo. Dei due piccoli Nicola è astrologicamente il più colpito. Non so cosa ha a che fare il karma o destino con tutto questo. Ma se il destino biologico da cui dipende la nostra salute è già scritto nel nostro genoma, lo stesso destino è scritto anche in quello astrale.
Per concludere: per un oroscopo letto in chiave medica suggerisco di aggiungere all’analisi del soggetto anche quella dei genitori, dei nonni e dove sia possibile dei bisnonni e degli avi. In questo modo si evidenzia più chiaramente il pianeta che ricorre più spesso leso e da questo il tipo di patologia cui è predisposta la famiglia. E forse, l’antica saggezza dei simboli ha in sé anche le informazioni necessarie per scegliere le armi giuste al fine di ritrovare l’equilibrio psicofisico perduto.
(a) Adriana Rampino Cavadini, “Principi di astrologia medica”, Hoepli editore, Milano, 1989
(b) Robert Graves « I miti greci”, Longanesi&C., Milano, 1985









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