Amori zenitali – Pesci
Ultimo segno tratto da Amori Zenitali di Mirka Martini
Rampicanti marini
Inafferrabili più che mai, questi Pesciolini zodiacali raffigurati mentre nuotano in direzioni opposte, secondo la loro doppia e contrastante natura. Stando alla leggenda, che vuole rappresentino Venere e Cupido sotto mentite spoglie, assunte per sottrarsi al mostruoso gigante Tifone sulle rive dell’ Eufrate, sarebbero proprio due esseri in fuga. Il che ben si accorda con l’indole dei Pesci, sempre intenti a scappare da una realtà troppo poco esaltante per essere vissuta con soddisfazione.
Perciò loro se ne inventano un’altra, molto più improbabile per qualsiasi individuo razionale, ma non per queste singolari creature acquatiche, assolutamente prive di senso pratico. Nella vita di tutti i giorni i Pesci si smarriscono: navigando, nuotando, più spesso lasciandosi trasportare, vengono sospinti via dalla corrente, come fragili foglie. La sola speranza che hanno di reggere alle ondate è incontrare una solida roccia cui abbarbicarsi, tramutandosi in tenaci rampicanti marini.
Antenne
Instabile, imprevedibile, sempre ondeggiante, il signor Pesce è la contraddizione in lische e pinne. In un certo senso assomiglia al Gemello, del quale però è molto più confuso: il Gemello pensa una cosa poi ne fa un’altra perché cambia idea, il Pesce non ha nessuna idea a proposito delle cose. Almeno non chiara. Lo sforzo perenne per lui consiste nel cercare di mettere d’accordo il suo mondo con quello circostante, il che è davvero impensabile. Per sopravvivere serenamente, il Pesce dovrebbe abitare dentro una grotta in bella solitudine. Purtroppo non può, ed è qui che cominciano le seccature, per sé e per gli altri: fra i problemi della vita pratica non si raccapezza e non sa mai che pesci pigliare. In compenso è dotato di geniali percezioni. Nella sua totale astrazione può azzeccare folgoranti verità che nessuno, a cominciare da lui stesso, prenderà mai sul serio. E’ un peccato per l’umanità: molte sciagure potrebbero essere evitate dando retta alle arringhe di questa Cassandra marina. Il guaio è che non si sa mai quando è il caso di dargli retta: agli occhi dei comuni mortali, l’etereo indefinibile Pesce appare come un essere assurdo, completamente fuori della concretezza quotidiana e incapace di adattarvisi. Da un lato è vero. La gente normale lo frastorna, gli confonde le idee, che poi non sono idee ma sensazioni: perché gli altri capiscono, il Pesce intuisce; gli altri usano il cervello, il Pesce le antenne. E ciò, visti i cervelli che ci sono in giro, non sembra poi un così grande male.
Né carne né pesce
Un individuo così non può essere che un sognatore. Anzi, un costruttore dell’irrealtà. Nessuno è più bravo a fabbricare castelli in acqua quanto il signor Pesce: se esistesse una laurea in ingegneria fantastica, lui la meriterebbe ad honorem. Allo stesso modo, con gli stessi ingredienti, edifica la sua vita sentimentale: muri di sogno, architravi di poesia, pinnacoli di fumo, personaggi eterei come fantasmi e impalpabili come ondine.
La sua innamorata, vera o presunta ma per lo più presunta, non ha bisogno di essere una superdonna. Ci penserà lui a tramutarla in principessa azzurra, o più probabilmente in Walchiria dominatrice dal carattere d’acciaio: fragile com’è, il signor Pesce ambisce per compensazione a una fidanzata dura, autoritaria, tipo guerriero normanno, che lo redarguisca e se necessario lo picchi.
Nel caso non conosca nessuna signora di tal fatta provvederà da solo, attribuendone le caratteristiche a una tipa qualsiasi – perciò anche a voi – e la vestirà così bene coi panni della virago che finirà per crederci. Il rischio di essere deluso dalla realtà non è molto alto, visto che per il signor Pesce la realtà è un fatto privato e soggettivo, e i suoi amori, quando cessano di essere inventati per divenire concreti, non durano mai tanto a lungo da morire d’usura.
In effetti il Pesce è convinto di amare all’infinito: ma anche l’infinito è un concetto sorprendentemente vago, che può infrangersi l’indomani, contro la porta accanto, allorché lui si accorge tutt’a un tratto della vicina di casa.
Se il sogno è in agguato – e nel Pesce sta in servizio permanente – se ne innamorerà subito, dimenticando il resto. Comprese voi.
Eppure, a suo modo, vi ama. Solo che, poverino, è suggestionabile. E confusionario. Ama voi, ama lei, ama tutte. Chiunque arrivi trova presso di lui comprensione, e il resto. Conosce Tizio e abbranca le sue idee, rimane affascinato da Caio e ne adotta il modo di pensare, si invaghisce di Sempronio e si identifica con lui.
II suo vero dramma esistenziale è questo: di non riuscire a essere, in nessuna circostanza, né carne né pesce.
Una tinca di santa
E’ Nettuno, il misterioso dio del mare, che dà alla Pesciolina quella sua gigantesca sensibilità e quel suo sfrenato amore per tutti. Se l’Aquaria ama il mondo intero, la signora Pesce ama l’universo, i pianeti extragalattici, il cosmo in generale. E ci piange sopra: l’umanità le fa pena anche se sarebbe più legittimo che le facesse stizza – voi le fate pena, lei stessa si fa pena, con molta probabilità le fa pena anche il diavolo. Il quale, sicuramente in veste di Scorpione, se ne ride.
Anzi c’è da scommettere – se esiste – che si diverta a circuirla, sfotterla e disorientarla. La signora Pesce è infatti così confusa su tutto che non esita a commettere le più macroscopiche sciocchezze, dando beninteso la colpa al suo ambiguo segno zodiacale.
Ha il cuore tenero, lei. Troppo. La sua ingenuità e le sue gigantesche valvole mitraliche le diventano nemiche mortali.
La poverina non sa dire di no, e i profittatori ci marciano. Specie quelli di sesso maschile. Esempio:
“Mi presti mille lire?”
Cenno di assenso.
“Mi dai una mana a traslocare?”
Cenno di assenso con sorriso.
“Mi aiuti ad assistere la nonna moribonda?”
Cenno di assenso con lacrima.
“Vuoi venire a letto con me?”
Calo del vessillo.
In conclusione, il mare è pieno di barracuda, ma lei non è proprio una tinca di santa.
La piovra
Avrete capito che per intrappolare la signora Pesce al vostro erotico amo non ci vuole granché. Lei, poverina, non conosce la parola rifiuto: le parrebbe di fare un torto al prossimo. Se il prossimo siete voi, avete vinto un terno al letto. Ogni aberrante individuo a questo punto prenderà la lenza e si precipiterà a pesca di Pescioline.
II che non è affatto bello. Almeno per loro. Ma potrebbe, alla fine, non esserlo nemmeno per voi: perché la Pesciolina sarà ingenua, ma è pur sempre di sesso femminile, quindi con tutte le istintive astuzie delle signore, moltiplicate per due.
Se appartenete alla categoria di quelli che contano, pur senza averne diritto, e se lei ha qualche scopo da raggiungere col vostro aiuto, saprà servirsi di voi in maniera magistrale. La signora Pesce sa molto bene come utilizzare il suo sex-appeal per abbindolare i maschi influenti. Se invece non contate niente ma possedete almeno un paio di radici, andrete bene lo stesso: tanto per cominciare vi farà gli occhi di triglia, quindi vi si attaccherà come un adesivo. Diverrete la sua luce, il suo perno, forse il suo dio. Ciò potrà lusingarvi, ma indubbiamente anche inguaiarvi. Una volta che le sarete indispensabile, la signora Pesce non vi staccherà le branchie di dosso. Come arma di persuasione userà dapprima il sesso, argomento in cui è imbattibile, poi il pianto, argomento in cui è ancor più imbattibile. Finirete col cedere, se non altro per evitare di avere la casa inondata di lacrime che vi rovinerebbero i mobili, mentre lei si troverebbe a nuotare nel suo elemento. Le giurerete perciò eterno amore e scoprirete, quando ormai non ci sarà più rimedio, che in realtà non bramava voi ma un’ancora cui avvinghiarsi. In fondo, anche la piovra è un pesce.
Come farli abboccare
Non è vero che per catturare i Pesci occorra infinita pazienza: piuttosto bisogna andare nel luogo giusto, dove solitamente abbondano. Per esempio una pesca di beneficenza. Quando arriverete avranno già intorno parecchi pescatori, perché i Pesci sono individui dotati di un misterioso fascino.
L’argomento arte, teatro, spettacolo può costituire una buona esca, cui i vostri abboccheranno con facilità. Ma se volete acchiapparli senza intoppi monopolizzando il loro interesse, fatevi una solida cultura sulle religioni indù e soprattutto sulla reincarnazione. I Pesci adorano le dottrine esoteriche, e sono spesso convinti di aver vissuto numerose esistenze: anche se tendono a confondere l’accaduto di due anni fa con una vita precedente, dategli spago incoraggiandoli a confidarvi le loro esperienze sotto forma di cane, anatra, millepiedi o ballerina spagnola. Lei vi racconterà senz’altro di quand’era una castellana medievale e di come si suicidò gettandosi dal verone per la morte dell’amato. Oppure di quando faceva la danza dei sette veli e veniva chiamata Salomé. Lui non giungerà a tanto: si limiterà a rievocare i tempi felici in cui veniva strapazzato da una sanguinaria regina-amante che lo decapitava sei volte al giorno, prima e dopo i pasti. Non lasciatevi impressionare: è il suo solito sogno ricorrente della donna virago che lo domina e lo schiaccia. Per cogliere la palla al balzo, offritevi di rivivere insieme la vicenda. Difficilmente i Pesci resistono alla tentazione, qualunque essa sia: perciò se riuscirete a tentarli con un’esca appetitosa come questa, abboccheranno subito, pronti a farsi cucinare.
Padella a due piazze
Le iniziative erotiche, con i Pesci, è meglio prenderle in un ambiente umido. Non è una freddura. Qualsiasi libro serio di astrologia vi confermerà che il Pesce si seduce più facilmente in prossimità di un corso d’acqua o ancor meglio dentro la medesima. Ma questo non è da tutti. Se non siete dei sub e nemmeno degli anfibi, dovrete accontentarvi della sola vicinanza.
D’estate, al mare, potrete far strage di Pesci sulla spiaggia, in primavera lungo ruscelli e torrenti, in autunno al lago e al fiume. In inverno, se non volete beccarvi i reumatismi, vi consigliamo di unire l’utile al dilettevole con una trovata all’americana: il materasso ad acqua. Pare che sia un’ottima padella a due piazze.
Per cucinarli a dovere
Benché il Pesce abbocchi facilmente alla lenza amorosa e non opponga molta resistenza alla cottura, esistono alcune ricette speciali e tuttavia semplicissime per ottenere piatti erotici prelibati. La più appetitosa consiste nel concupirgli i piedi. E’ incredibile quante cose lascive si possano fare con un piede, figurarsi con due: carezzare l’arco, massaggiare il calcagno, limare le unghie o anche, se non siete schizzinosi, baciare l’alluce. E poi lambire, coccolare, mordicchiare… Se siete affetti da leggero sadismo, potete anche mettere il vostro Pesce in catene e solleticargli le piante dei piedi secondo le usanze suggerite dai manuali di tortura in voga durante l’Inquisizione. Per il vostro Pesce non sarà una sofferenza ma un piacere che lo farà boccheggiare di lussuria: come si dice, chi si contenta gode.
Ricette speciali
Con i Pesci non si può mai essere sicuri di niente. Sguscianti come sono, anche a metà cottura potrebbero guizzar via. Hanno bisogno di acqua per sopravvivere, e la trovano solo nella sfera assurda della loro personale irrealtà: un ambiente ovattato, insonorizzato, che proprio come il fonda marino li protegge e li isola da interferenze esterne. Lui, il vostro Pesciolone, è piuttosto permalosetto: uno scherzo innocente può arpionarlo a morte, ed ecco che ne approfitta per cambiar rotta con un colpo di pinne.
Per trattenerlo ci vuole l’astuta abilità di una dozzina di psicanalisti. E’ un festival di complessi: elencarli tutti risulterebbe troppo lungo, comunque meriterebbe una citazione nel Guiness dei Primati. Lodatelo dunque in continuazione, anche se difficilmente sarebbe il caso, e pungolatelo perché si decida ad agire. Il Pesce è pigro per natura: il suo fatalismo lo induce a pensare che qualsiasi cosa uno faccia non riuscirà mai a mutare il destino avverso. E lui, del destino avverso, ha l’appalto. Le sue considerazioni sulla vita suonano sempre apocalittiche. Starnutisci due volte? Polmonite galoppante, senza dubbio, irreversibile e naturalmente mortale. E’ già pronto con l’olio santo. Un raspino in gola? Cancro, per forza, è il male del secolo. Se siete impressionabili, vi farà secche nel giro di una settimana.
Al contrario, per .reazione, può diventare farsescamente ottimista. Ti hanno tagliato un braccio? Non drammatizziamo, ti rimane l’altro. E poi magari trovano anche il modo di fartelo ricrescere. Sei moribonda? Ma no, guarda, è soltanto un’idea, non dar retta a quelli lì che stanno portando il feretro, la gente esagera sempre … Amen.
Conservazione
Se proprio siete decise a tenervi un così scomodo innamorato, dovrete far leva sulle sue nevrotiche abitudini, coltivandole, assecondandole, incoraggiandole e soprattutto rispettandole: toccargli le abitudini è peggio che toccargli le pinne. Alle sue abitudini il Pesce è attaccatissimo, forse quanto alla mamma, ed è tutto dire. Solo che di mamma ce n’è una sola, di abitudini nevrotiche ce ne sono, ahivoi, a dozzine. Rassegnatevi.
Gli piace la buona tavola: cucinategli manicaretti e lo farete, se non proprio felice, un po’ meno infelice. Gli piace la buona bottiglia: avvinazzatelo. Il Pesce ha bisogno di bere per dimenticare sé stesso, quindi più berrà e più riuscirete a sopportarlo. Certo, si scolerà lo scolabile: al terzo litro non si reggerà in piedi. Cosa che non gli impedirà di fumare duecento sigarette al minuto – se è fumatore – e che comunque non dovrete assolutamente rilevare. Dopo di che crollerà a terra e dovrete trascinarlo sul divano o, se non vivete insieme, pilotarlo fino a casa sua.
Eseguendo con minuzia quanto consigliato, il vostro Pesce si ambienterà perfettamente. Ma sarete voi, dopo pochi mesi di questa vita, a sentirvi come un pesce fuor d’acqua.
La principessa del nasello
Quanto a lei, la Pesciolina, sarà anche più facile metterla in padella: influenzabile com’è non troverete ostacoli nel convincerla che siete il maschio più speciale del mondo. Anzi, probabilmente non dovrete nemmeno provarci, perché provvederà lei, con la sua fantasia galoppante e la sua tendenza all’assurdo, a considerarvi tale. In voi vedrà una specie di San Giorgio con la spada sguainata per difenderla dal drago, o un cavaliere della Tavola Rotonda disposto a morire per lei, se non entrambe le cose insieme.
La gigantografia che farà della vostra personalità mascolina non potrà che lusingarvi, al punto che forse finirete col crederci anche voi. Sarebbe un male. Perché la vostra signora Pesce prima o poi aprirà gli occhi, a meno che nel frattempo non abbia individuato un altro San Giorgio più lucente e abbia seguito, ipnotizzata, il fulgore della sua daga. Ma se resiste con voi – o se voi resistete con lei – finché non si sveglia dal sogno, saranno guai. Quando vi accorgerete che vi guarda con stupore, come se non vi riconoscesse, vuol dire che ha avuto inizio il risveglio: la vostra Pesciolina, senza preavviso alcuno, vi scoprirà brutto, pelato, con le orecchie pelose e l’arto claudicante, e per di più con un orribile carattere. Cioè esattamente come siete. All’improvviso vi troverete radiografato dalla calvizie ai metatarsi. E immediatamente scoppierà il dramma. Non a tinte fosche, ma liquide, acquose, sommesse, e tuttavia dilaganti. La casa si riempirà di secrezioni salate, monologhi sospirosi, facce da funerale: quello del vostro amore, o meglio delle sue illusioni.
La vostra Pesciolina avrà davvero il morale sotto le pinne: se riuscirete a risollevarglielo può darsi che si rassegni ad amarvi così come siete, anziché come vi aveva creduto.
In fondo potrebbe essere un buon motivo di autocommiserazione. Ma attenti: questa esaltazione melodrammatica, questa piagnucolosa malia potrebbero agire su di voi in modo stupefacente, fino a farvi assumere le sue stesse fisime e diventare come lei: un’autentica principessa del nasello.
Colpo di coda
Tanto amore, tanta stravolgente passione, tanto idealismo è facile che abbiano una conclusione assai più pedestre del previsto: la vostra signora Pesce, vostra anima e pinne, vostra fino all’aberrazione, alla simbiosi, alla fusione organica, la troverete prima o poi avvinghiata, con il suo solito stile di rampicante marino, a un tizio dall’aria di primate. In camera da letto. Vostra anche quella.
Lei, colta in flagrante, le branchie nude, vi guarda con occhi straniti e vi fa: “Ma non dovevi essere a Brescia?”
E’ tutto. Sul resto, non una parola.
Cos’è successo? Semplice: la vostra sirena ha trasferito i suoi sogni su un altro venuto, a volte il primo a volte l’ultimo. Voi l’avete delusa o forse ha incontrato qualcuno che vestiva meglio di voi i panni dell’Uomo Ideale. Per lei è una cosa normalissima, esattamente come tutte le altre mattane da cui è afflitta.
Non crediate però di poterla per questo scaricare, a meno che non sia lei a volersene andare a guizzare altrove. Vi getterà i suoi tentacoli al collo e, da brava piovra, riuscirà probabilmente a restarvi ancora incollata. ll gorilla? Ma non è nessuno, non lo è mai stato, mandiamolo via e ricominciamo da capo. Vi lascerete convincere, e lei tornerà ad essere totalmente, assolutamente vostra. Fino al prossimo gorilla.
Lui, il Pesce maschio, userà invece la tattica inversa. Anziché farsi sorprendere in erotici abbracci sotto il tetto comune, sparisce. Starà via due, tre, forse cinque settimane. O cinque mesi. Poi, inaspettatamente, vi ricomparirà davanti, sicuro che piomberete ai suoi piedi. Ed è infatti ciò che farete. L’uomo Pesce ha un’arma quasi infallibile con le signore: stimola il loro senso materno. Se ne siete provviste, rassegnatevi perciò a sopportarlo. Ma se per fortuna vostra non siete malate di bambinomania, lo manderete senz’altro a farsi friggere.
Fegato di merluzzo
Per scaricare i Pesci, maschi e femmine, occorre un cuore di pietra e una volontà di ferro. Qualsiasi affronto ti abbiano fatto, quando li vedi lì che ti guardano boccheggiando, bisognerebbe essere arpie per avere il coraggio di disfarsene. Ebbene, diventatelo. Anziché confortarli quando sono in preda al pessimismo esistenziale, rincarate le dosi. Siate più apocalittici di loro:• se prevedono il terremoto, prevedete la fine del mondo, se prevedono la guerra atomica, prevedetene due. Usate le loro stesse paure per terrorizzarli.
Parlate di mali incurabili, di morti raccapriccianti, di reincarnazioni orrende: fategli credere che nella prossima vita si tramuteranno in ostriche. Strappateli spietatamente alloro mondo fantastico e costringeteli alla realtà, la peggiore che ci sia. Rifiutatevi di continuare a essere la loro bussola e rispediteli alla mercé della corrente. Li vedrete ben presto allontanarsi, travolti dalla piena della vita, e voi potrete consolarvi facendo una cura ricostituente. Ma non a base di fegato di merluzzo.



































