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Amori zenitali – Pesci

mercoledì, luglio 7, 2010@ 6:18 AM
Author: GraZia
Da Wikipedia

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Ultimo segno tratto da Amori Zenitali di Mirka Martini

Rampicanti marini
Inafferrabili più che mai, questi Pesciolini zodiacali raffigurati mentre nuotano in direzioni opposte, secondo la loro doppia e contrastante natura. Stando alla leggenda, che vuole rappresentino Venere e Cupido sotto mentite spoglie, assunte per sottrarsi al mostruoso gigante Tifone sulle rive dell’ Eufrate, sarebbero proprio due esseri in fuga. Il che ben si accorda con l’indole dei Pesci, sempre intenti a scappare da una realtà troppo poco esaltante per essere vissuta con soddisfazione.
Perciò loro se ne inventano un’altra, molto più improbabile per qualsiasi individuo razionale, ma non per queste singolari creature acquatiche, assolutamente prive di senso pratico. Nella vita di tutti i giorni i Pesci si smarriscono: navigando, nuotando, più spesso lasciandosi trasportare, vengono sospinti via dalla corrente, come fragili foglie. La sola speranza che hanno di reggere alle ondate è incontrare una solida roccia cui abbarbicarsi, tramutandosi in tenaci rampicanti marini.

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Antenne
Instabile, imprevedibile, sempre ondeggiante, il signor Pesce è la contraddizione in lische e pinne. In un certo senso assomiglia al Gemello, del quale però è molto più confuso: il Gemello pensa una cosa poi ne fa un’altra perché cambia idea, il Pesce non ha nessuna idea a proposito delle cose. Almeno non chiara. Lo sforzo perenne per lui consiste nel cercare di mettere d’accordo il suo mondo con quello circostante, il che è davvero impensabile. Per sopravvivere serenamente, il Pesce dovrebbe abitare dentro una grotta in bella solitudine. Purtroppo non può, ed è qui che cominciano le seccature, per sé e per gli altri: fra i problemi della vita pratica non si raccapezza e non sa mai che pesci pigliare. In compenso è dotato di geniali percezioni. Nella sua totale astrazione può azzeccare folgoranti verità che nessuno, a cominciare da lui stesso, prenderà mai sul serio. E’ un peccato per l’umanità: molte sciagure potrebbero essere evitate dando retta alle arringhe di questa Cassandra marina. Il guaio è che non si sa mai quando è il caso di dargli retta: agli occhi dei comuni mortali, l’etereo indefinibile Pesce appare come un essere assurdo, completamente fuori della concretezza quotidiana e incapace di adattarvisi. Da un lato è vero. La gente normale lo frastorna, gli confonde le idee, che poi non sono idee ma sensazioni: perché gli altri capiscono, il Pesce intuisce; gli altri usano il cervello, il Pesce le antenne. E ciò, visti i cervelli che ci sono in giro, non sembra poi un così grande male.

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Né carne né pesce
Un individuo così non può essere che un sognatore. Anzi, un costruttore dell’irrealtà. Nessuno è più bravo a fabbricare castelli in acqua quanto il signor Pesce: se esistesse una laurea in ingegneria fantastica, lui la meriterebbe ad honorem. Allo stesso modo, con gli stessi ingredienti, edifica la sua vita sentimentale: muri di sogno, architravi di poesia, pinnacoli di fumo, personaggi eterei come fantasmi e impalpabili come ondine.
La sua innamorata, vera o presunta ma per lo più presunta, non ha bisogno di essere una superdonna. Ci penserà lui a tramutarla in principessa azzurra, o più probabilmente in Walchiria dominatrice dal carattere d’acciaio: fragile com’è, il signor Pesce ambisce per compensazione a una fidanzata dura, autoritaria, tipo guerriero normanno, che lo redarguisca e se necessario lo picchi.
Nel caso non conosca nessuna signora di tal fatta provvederà da solo, attribuendone le caratteristiche a una tipa qualsiasi – perciò anche a voi – e la vestirà così bene coi panni della virago che finirà per crederci. Il rischio di essere deluso dalla realtà non è molto alto, visto che per il signor Pesce la realtà è un fatto privato e soggettivo, e i suoi amori, quando cessano di essere inventati per divenire concreti, non durano mai tanto a lungo da morire d’usura.
In effetti il Pesce è convinto di amare all’infinito: ma anche l’infinito è un concetto sorprendentemente vago, che può infrangersi l’indomani, contro la porta accanto, allorché lui si accorge tutt’a un tratto della vicina di casa.
Se il sogno è in agguato – e nel Pesce sta in servizio permanente – se ne innamorerà subito, dimenticando il resto. Comprese voi.
Eppure, a suo modo, vi ama. Solo che, poverino, è suggestionabile. E confusionario. Ama voi, ama lei, ama tutte. Chiunque arrivi trova presso di lui comprensione, e il resto. Conosce Tizio e abbranca le sue idee, rimane affascinato da Caio e ne adotta il modo di pensare, si invaghisce di Sempronio e si identifica con lui.
II suo vero dramma esistenziale è questo: di non riuscire a essere, in nessuna circostanza, né carne né pesce.

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Una tinca di santa
E’ Nettuno, il misterioso dio del mare, che dà alla Pesciolina quella sua gigantesca sensibilità e quel suo sfrenato amore per tutti. Se l’Aquaria ama il mondo intero, la signora Pesce ama l’universo, i pianeti extragalattici, il cosmo in generale. E ci piange sopra: l’umanità le fa pena anche se sarebbe più legittimo che le facesse stizza – voi le fate pena, lei stessa si fa pena, con molta probabilità le fa pena anche il diavolo. Il quale, sicuramente in veste di Scorpione, se ne ride.
Anzi c’è da scommettere – se esiste – che si diverta a circuirla, sfotterla e disorientarla. La signora Pesce è infatti così confusa su tutto che non esita a commettere le più macroscopiche sciocchezze, dando beninteso la colpa al suo ambiguo segno zodiacale.
Ha il cuore tenero, lei. Troppo. La sua ingenuità e le sue gigantesche valvole mitraliche le diventano nemiche mortali.
La poverina non sa dire di no, e i profittatori ci marciano. Specie quelli di sesso maschile. Esempio:
“Mi presti mille lire?”
Cenno di assenso.
“Mi dai una mana a traslocare?”
Cenno di assenso con sorriso.
“Mi aiuti ad assistere la nonna moribonda?”
Cenno di assenso con lacrima.
“Vuoi venire a letto con me?”
Calo del vessillo.
In conclusione, il mare è pieno di barracuda, ma lei non è proprio una tinca di santa.

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La piovra

Avrete capito che per intrappolare la signora Pesce al vostro erotico amo non ci vuole granché. Lei, poverina, non conosce la parola rifiuto: le parrebbe di fare un torto al prossimo. Se il prossimo siete voi, avete vinto un terno al letto. Ogni aberrante individuo a questo punto prenderà la lenza e si precipiterà a pesca di Pescioline.
II che non è affatto bello. Almeno per loro. Ma potrebbe, alla fine, non esserlo nemmeno per voi: perché la Pesciolina sarà ingenua, ma è pur sempre di sesso femminile, quindi con tutte le istintive astuzie delle signore, moltiplicate per due.
Se appartenete alla categoria di quelli che contano, pur senza averne diritto, e se lei ha qualche scopo da raggiungere col vostro aiuto, saprà servirsi di voi in maniera magistrale. La signora Pesce sa molto bene come utilizzare il suo sex-appeal per abbindolare i maschi influenti. Se invece non contate niente ma possedete almeno un paio di radici, andrete bene lo stesso: tanto per cominciare vi farà gli occhi di triglia, quindi vi si attaccherà come un adesivo. Diverrete la sua luce, il suo perno, forse il suo dio. Ciò potrà lusingarvi, ma indubbiamente anche inguaiarvi. Una volta che le sarete indispensabile, la signora Pesce non vi staccherà le branchie di dosso. Come arma di persuasione userà dapprima il sesso, argomento in cui è imbattibile, poi il pianto, argomento in cui è ancor più imbattibile. Finirete col cedere, se non altro per evitare di avere la casa inondata di lacrime che vi rovinerebbero i mobili, mentre lei si troverebbe a nuotare nel suo elemento. Le giurerete perciò eterno amore e scoprirete, quando ormai non ci sarà più rimedio, che in realtà non bramava voi ma un’ancora cui avvinghiarsi. In fondo, anche la piovra è un pesce.

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Come farli abboccare
Non è vero che per catturare i Pesci occorra infinita pazienza: piuttosto bisogna andare nel luogo giusto, dove solitamente abbondano. Per esempio una pesca di beneficenza. Quando arriverete avranno già intorno parecchi pescatori, perché i Pesci sono individui dotati di un misterioso fascino.
L’argomento arte, teatro, spettacolo può costituire una buona esca, cui i vostri abboccheranno con facilità. Ma se volete acchiapparli senza intoppi monopolizzando il loro interesse, fatevi una solida cultura sulle religioni indù e soprattutto sulla reincarnazione. I Pesci adorano le dottrine esoteriche, e sono spesso convinti di aver vissuto numerose esistenze: anche se tendono a confondere l’accaduto di due anni fa con una vita precedente, dategli spago incoraggiandoli a confidarvi le loro esperienze sotto forma di cane, anatra, millepiedi o ballerina spagnola. Lei vi racconterà senz’altro di quand’era una castellana medievale e di come si suicidò gettandosi dal verone per la morte dell’amato. Oppure di quando faceva la danza dei sette veli e veniva chiamata Salomé. Lui non giungerà a tanto: si limiterà a rievocare i tempi felici in cui veniva strapazzato da una sanguinaria regina-amante che lo decapitava sei volte al giorno, prima e dopo i pasti. Non lasciatevi impressionare: è il suo solito sogno ricorrente della donna virago che lo domina e lo schiaccia. Per cogliere la palla al balzo, offritevi di rivivere insieme la vicenda. Difficilmente i Pesci resistono alla tentazione, qualunque essa sia: perciò se riuscirete a tentarli con un’esca appetitosa come questa, abboccheranno subito, pronti a farsi cucinare.

Padella a due piazze
Le iniziative erotiche, con i Pesci, è meglio prenderle in un ambiente umido. Non è una freddura. Qualsiasi libro serio di astrologia vi confermerà che il Pesce si seduce più facilmente in prossimità di un corso d’acqua o ancor meglio dentro la medesima. Ma questo non è da tutti. Se non siete dei sub e nemmeno degli anfibi, dovrete accontentarvi della sola vicinanza.
D’estate, al mare, potrete far strage di Pesci sulla spiaggia, in primavera lungo ruscelli e torrenti, in autunno al lago e al fiume. In inverno, se non volete beccarvi i reumatismi, vi consigliamo di unire l’utile al dilettevole con una trovata all’americana: il materasso ad acqua. Pare che sia un’ottima padella a due piazze.

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Per cucinarli a dovere
Benché il Pesce abbocchi facilmente alla lenza amorosa e non opponga molta resistenza alla cottura, esistono alcune ricette speciali e tuttavia semplicissime per ottenere piatti erotici prelibati. La più appetitosa consiste nel concupirgli i piedi. E’ incredibile quante cose lascive si possano fare con un piede, figurarsi con due: carezzare l’arco, massaggiare il calcagno, limare le unghie o anche, se non siete schizzinosi, baciare l’alluce. E poi lambire, coccolare, mordicchiare… Se siete affetti da leggero sadismo, potete anche mettere il vostro Pesce in catene e solleticargli le piante dei piedi secondo le usanze suggerite dai manuali di tortura in voga durante l’Inquisizione. Per il vostro Pesce non sarà una sofferenza ma un piacere che lo farà boccheggiare di lussuria: come si dice, chi si contenta gode.

Ricette speciali
Con i Pesci non si può mai essere sicuri di niente. Sguscianti come sono, anche a metà cottura potrebbero guizzar via. Hanno bisogno di acqua per sopravvivere, e la trovano solo nella sfera assurda della loro personale irrealtà: un ambiente ovattato, insonorizzato, che proprio come il fonda marino li protegge e li isola da interferenze esterne. Lui, il vostro Pesciolone, è piuttosto permalosetto: uno scherzo innocente può arpionarlo a morte, ed ecco che ne approfitta per cambiar rotta con un colpo di pinne.
Per trattenerlo ci vuole l’astuta abilità di una dozzina di psicanalisti. E’ un festival di complessi: elencarli tutti risulterebbe troppo lungo, comunque meriterebbe una citazione nel Guiness dei Primati. Lodatelo dunque in continuazione, anche se difficilmente sarebbe il caso, e pungolatelo perché si decida ad agire. Il Pesce è pigro per natura: il suo fatalismo lo induce a pensare che qualsiasi cosa uno faccia non riuscirà mai a mutare il destino avverso. E lui, del destino avverso, ha l’appalto. Le sue considerazioni sulla vita suonano sempre apocalittiche. Starnutisci due volte? Polmonite galoppante, senza dubbio, irreversibile e naturalmente mortale. E’ già pronto con l’olio santo. Un raspino in gola? Cancro, per forza, è il male del secolo. Se siete impressionabili, vi farà secche nel giro di una settimana.
Al contrario, per .reazione, può diventare farsescamente ottimista. Ti hanno tagliato un braccio? Non drammatizziamo, ti rimane l’altro. E poi magari trovano anche il modo di fartelo ricrescere. Sei moribonda? Ma no, guarda, è soltanto un’idea, non dar retta a quelli lì che stanno portando il feretro, la gente esagera sempre … Amen.

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Conservazione
Se proprio siete decise a tenervi un così scomodo innamorato, dovrete far leva sulle sue nevrotiche abitudini, coltivandole, assecondandole, incoraggiandole e soprattutto rispettandole: toccargli le abitudini è peggio che toccargli le pinne. Alle sue abitudini il Pesce è attaccatissimo, forse quanto alla mamma, ed è tutto dire. Solo che di mamma ce n’è una sola, di abitudini nevrotiche ce ne sono, ahivoi, a dozzine. Rassegnatevi.
Gli piace la buona tavola: cucinategli manicaretti e lo farete, se non proprio felice, un po’ meno infelice. Gli piace la buona bottiglia: avvinazzatelo. Il Pesce ha bisogno di bere per dimenticare sé stesso, quindi più berrà e più riuscirete a sopportarlo. Certo, si scolerà lo scolabile: al terzo litro non si reggerà in piedi. Cosa che non gli impedirà di fumare duecento sigarette al minuto – se è fumatore – e che comunque non dovrete assolutamente rilevare. Dopo di che crollerà a terra e dovrete trascinarlo sul divano o, se non vivete insieme, pilotarlo fino a casa sua.
Eseguendo con minuzia quanto consigliato, il vostro Pesce si ambienterà perfettamente. Ma sarete voi, dopo pochi mesi di questa vita, a sentirvi come un pesce fuor d’acqua.

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La principessa del nasello
Quanto a lei, la Pesciolina, sarà anche più facile metterla in padella: influenzabile com’è non troverete ostacoli nel convincerla che siete il maschio più speciale del mondo. Anzi, probabilmente non dovrete nemmeno provarci, perché provvederà lei, con la sua fantasia galoppante e la sua tendenza all’assurdo, a considerarvi tale. In voi vedrà una specie di San Giorgio con la spada sguainata per difenderla dal drago, o un cavaliere della Tavola Rotonda disposto a morire per lei, se non entrambe le cose insieme.
La gigantografia che farà della vostra personalità mascolina non potrà che lusingarvi, al punto che forse finirete col crederci anche voi. Sarebbe un male. Perché la vostra signora Pesce prima o poi aprirà gli occhi, a meno che nel frattempo non abbia individuato un altro San Giorgio più lucente e abbia seguito, ipnotizzata, il fulgore della sua daga. Ma se resiste con voi – o se voi resistete con lei – finché non si sveglia dal sogno, saranno guai. Quando vi accorgerete che vi guarda con stupore, come se non vi riconoscesse, vuol dire che ha avuto inizio il risveglio: la vostra Pesciolina, senza preavviso alcuno, vi scoprirà brutto, pelato, con le orecchie pelose e l’arto claudicante, e per di più con un orribile carattere. Cioè esattamente come siete. All’improvviso vi troverete radiografato dalla calvizie ai metatarsi. E immediatamente scoppierà il dramma. Non a tinte fosche, ma liquide, acquose, sommesse, e tuttavia dilaganti. La casa si riempirà di secrezioni salate, monologhi sospirosi, facce da funerale: quello del vostro amore, o meglio delle sue illusioni.
La vostra Pesciolina avrà davvero il morale sotto le pinne: se riuscirete a risollevarglielo può darsi che si rassegni ad amarvi così come siete, anziché come vi aveva creduto.
In fondo potrebbe essere un buon motivo di autocommiserazione. Ma attenti: questa esaltazione melodrammatica, questa piagnucolosa malia potrebbero agire su di voi in modo stupefacente, fino a farvi assumere le sue stesse fisime e diventare come lei: un’autentica principessa del nasello.

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Colpo di coda
Tanto amore, tanta stravolgente passione, tanto idealismo è facile che abbiano una conclusione assai più pedestre del previsto: la vostra signora Pesce, vostra anima e pinne, vostra fino all’aberrazione, alla simbiosi, alla fusione organica, la troverete prima o poi avvinghiata, con il suo solito stile di rampicante marino, a un tizio dall’aria di primate. In camera da letto. Vostra anche quella.
Lei, colta in flagrante, le branchie nude, vi guarda con occhi straniti e vi fa: “Ma non dovevi essere a Brescia?”
E’ tutto. Sul resto, non una parola.
Cos’è successo? Semplice: la vostra sirena ha trasferito i suoi sogni su un altro venuto, a volte il primo a volte l’ultimo. Voi l’avete delusa o forse ha incontrato qualcuno che vestiva meglio di voi i panni dell’Uomo Ideale. Per lei è una cosa normalissima, esattamente come tutte le altre mattane da cui è afflitta.
Non crediate però di poterla per questo scaricare, a meno che non sia lei a volersene andare a guizzare altrove. Vi getterà i suoi tentacoli al collo e, da brava piovra, riuscirà probabilmente a restarvi ancora incollata. ll gorilla? Ma non è nessuno, non lo è mai stato, mandiamolo via e ricominciamo da capo. Vi lascerete convincere, e lei tornerà ad essere totalmente, assolutamente vostra. Fino al prossimo gorilla.
Lui, il Pesce maschio, userà invece la tattica inversa. Anziché farsi sorprendere in erotici abbracci sotto il tetto comune, sparisce. Starà via due, tre, forse cinque settimane. O cinque mesi. Poi, inaspettatamente, vi ricomparirà davanti, sicuro che piomberete ai suoi piedi. Ed è infatti ciò che farete. L’uomo Pesce ha un’arma quasi infallibile con le signore: stimola il loro senso materno. Se ne siete provviste, rassegnatevi perciò a sopportarlo. Ma se per fortuna vostra non siete malate di bambinomania, lo manderete senz’altro a farsi friggere.

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Fegato di merluzzo
Per scaricare i Pesci, maschi e femmine, occorre un cuore di pietra e una volontà di ferro. Qualsiasi affronto ti abbiano fatto, quando li vedi lì che ti guardano boccheggiando, bisognerebbe essere arpie per avere il coraggio di disfarsene. Ebbene, diventatelo. Anziché confortarli quando sono in preda al pessimismo esistenziale, rincarate le dosi. Siate più apocalittici di loro:• se prevedono il terremoto, prevedete la fine del mondo, se prevedono la guerra atomica, prevedetene due. Usate le loro stesse paure per terrorizzarli.
Parlate di mali incurabili, di morti raccapriccianti, di reincarnazioni orrende: fategli credere che nella prossima vita si tramuteranno in ostriche. Strappateli spietatamente alloro mondo fantastico e costringeteli alla realtà, la peggiore che ci sia. Rifiutatevi di continuare a essere la loro bussola e rispediteli alla mercé della corrente. Li vedrete ben presto allontanarsi, travolti dalla piena della vita, e voi potrete consolarvi facendo una cura ricostituente. Ma non a base di fegato di merluzzo.

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Amori zenitali – Acquario

lunedì, giugno 28, 2010@ 11:45 AM
Author: GraZia
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Il bel Ganimede
Di primo acchito, a vederlo con quel vaso in mano, sembra che dia da bere agli assetati. In un certo senso è vero.
Il titolare del vaso, secondo la mitologica versione, sarebbe il giovane Ganimede, figlio di Troo re dei Troiani, che ebbe la ventura di nascere bello ma così bello da indurre gli dei a rapirlo perché fungesse da coppiere. Il padre venne risarcito con doni imprecisati – non si sa se cavalli o una vite d’oro – e ciò dimostra come il commercio di infanti in fondo non sia una novità. Più tardi, forse per discolpare la comunità olimpica, si attribuì il ratto al solo Zeus, il quale ne aveva ormai fatte così tante, che una di più non avrebbe certo offuscato la sua già nebulosa immagine.
I più maligni e realisti, fra cui il poeta Pindaro, favoleggiarono circa l’attrazione particolare che avrebbe provato Zeus per il bel giovinetto, cosa che del resto, a quei tempi di pederastia diffusa, non scandalizzò proprio nessuno.

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Amadeus
Chi lascia la strada vecchia per la nuova bene si trova, recita l’Acquario. Il quale, in effetti, da quel vaso non versa acqua né vino, ma nettare: e cioè idee, innovazioni, amore universale. E’ il segno dell’inventiva a getto continuo: Urano, pianeta del progresso, lo fa lungimirante, riformatore, non di rado sedizioso. Se scoppia una rivoluzione da qualche parte, state pur certi che c’è di mezzo un Acquario.
Non è necessario che la sommossa sia cruenta: anzi, per l’ Acquario le migliori rivoluzioni sono quelle dello spirito, anche se poi finisce che un aiutino con le cattive bisogna pur darlo. Nel segno troviamo infatti i Rousseau che stilano contratti sociali, i Lincoln che liberano gli schiavi, i Roosevelt che programmano nuovi metodi economici, i Verne che anticipano i voli spaziali.
Quando è particolarmente evoluto, l’Acquario può essere un iniziato che parla agli uccelli, come San Francesco, o un genio precoce che sbalordisce i re, come Mozart, senza tuttavia perdere quelle caratteristiche umane che evitano di renderlo odioso.
Il film su Amadeus ci ha illuminato assai bene in proposito, mostrandoci il divino Mozart, mago della sinfonia, signore indiscusso del melodramma, potenza creatrice della musica tutta, intento a sberleffare l’imperatore e i parrucconi di corte, impegnatissimo a dar l’impressione di essere, più che uno spirito eletto, un ragazzaccio anticonformista, irriverente e maleducato, smanioso per le natiche delle serve, pieno di debiti, ma alla fine di un’ingenuità sconcertante.
Solo un’anima candida o un allocco non si sarebbe accorto che Salieri tirava a fregarlo, giungendo addirittura a dettargli in punto di morte il proprio testamento musicale, dopo essere stato – forse – avvelenato da lui. Non c’è da meravigliarsi: l’Acquario è fatto così.

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Affinità elettive
Esultino le brutte. Qualsiasi approccio con il signor Acquario ha da essere squisitamente spirituale: la sua indole aerea ne fa una creatura molto simile agli angeli, e gli angeli difficilmente badano alla carne. Almeno, non subito. L’Acquario perciò darà per prima cosa importanza alla vostra anima, alla vostra mente, alla vostra sensibilità se ne avete, e soltanto dopo, molto dopo, poserà gli occhi sul vostro naso, quando sarà ormai troppo tardi per rendersi conto che è gibboso.
Lo stesso vale per le vostre forme muliebri: durante la fase di avvicinamento l’Acquario non si accorge di un paio di seni nemmeno se vi inciampa dentro. Il che, per certe signore, può essere di conforto: niente più timore a mostrare il crollo del davanzale o le rovine del posteriore, via i frustranti complessi nell’esibire l’anca cellulitica e lo straripamento dell’adipe. Intendiamoci, ciò non vuol dire che l’Acquario sia affetto da idiozia o non abbia gli occhi, anzi, in genere è dotato di molto spirito d’osservazione. Se però riuscirete a incanalare il suo interesse verso una qualche dote eccelsa, tipo l’afflato sociale o l’idealismo a oltranza, il resto passerà in second’ordine.
Viceversa, per quelle signore che hanno da offrire solo la loro avvenenza, l’impatto con l’Acquario può risultare mortificante: gli mettono la coscia su un piatto d’argento e lui recita poesie, gli servono l’omero nudo in bellavista o la tibia inguainata nella calza fumé e lui va avanti a parlare delle missioni in India.
Se siete belle, ma povere di spirito, non sperate perciò di essere le prime: alle pupille dell’Acquario sarete le ultime, ammesso che vi veda. Potrebbe infatti non mettervi neppure a fuoco, trapassandovi con lo sguardo come se foste di vetro, e mirare oltre, dove una signora tremendamente afflitta da bruttezza, ma a lui elettivamente affine, gli sorride con le gengive prive di denti e l’animo traboccante di bontà.

Angelo vendicatore
E veniamo a lei, l’Acquaria: proiettata nel futuro come una meteora, difficilmente pensa all’oggi e ancor meno a ieri, cosa che le impedisce di accumulare le delusioni di chi possiede un passato.
E’ una donna senza pregiudizi, eccentrica nell’agire e nel vestire: potrebbe tingersi i capelli di viola solo per il gusto di fare qualcosa di diverso.
La sua caratteristica più spiccata è l’altruismo, la più sorprendente l’incapacità di mentire: poche signore sono così ostinatamente sincere come l’Acquaria, che tuttavia possiede il raro dono di non dire mai la verità in modo brutale.
Sa addolcire la pillola, anche se ciò non vi risparmia il contenuto. E non risparmia, a lei, un mucchio di grane: la sincerità è un lusso che si paga salato.
Straripante di amore universale, l’Acquaria signora sposa per lo più cause umanitarie di esito incerto, come l’uguaglianza fra watussi e pigmei nelle comunità indù, o il diritto dei gay alla maternità.
Tutti i problemi del mondo sono suoi, perciò lo diventeranno anche i vostri. Se siete vittima di un’ingiustizia, avete trovato un difensore che si batterà a spada tratta per voi.
Ma se dell’ingiustizia siete viceversa l’autore, state attento: vi combatterà come il peggior nemico, anche se siete sposati da vent’anni, con la veemenza di un angelo vendicatore.

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Chiave inglese o cazzuola?
Insomma, l’immagine che si ha dell’ Acquaria è quella di un messaggero celeste, un cherubino formato signora. Ma non esageriamo: anche se capita che cammini sulle acque, in fondo è pur sempre una creatura terrena.
Per esempio, potrebbe succedervi di avere un guasto alla macchina, telefonare alla prima officina e veder arrivare un meccanico non in gonnella, ma inequivocabilmente signora. Novantanove su cento si tratta di un’Acquaria, che deposte le ali, spogliata della tunica, si è infilata una tuta e ha deciso di diventare un’esperta di cilindri e stantuffi. I motivi sono diversi: l’Acquaria è anticonformista e non accetta la suddivisione dei compiti in maschili e femminili, ama l’insolito e le piace sfidare sé stessa per vedere se ce la fa. Inoltre, essendo costantemente rivolta al progresso, ha capito da tempo che l’avvenire non è degli intellettuali né dei colletti bianchi, bensì di muratori, idraulici, meccanici e imbianchini.
Benché predisposta alle mansioni manageriali e dotata di qualità artistiche, non stazionerà perciò dietro alla scrivania ma davanti alle tubature, e se impugna il pennello non sarà, come le suggerirebbe il suo estro, per dipingere tele dal successo improbabile, ma per imbiancare muri, verniciare finestre, decorare soffitti.
L’unico amletico dubbio, a questo punto, potrà se mai essere: chiave inglese o cazzuola?

E per piacerle …
Poiché è sempre felice di occuparsi degli altri, avvicinarla risulta piuttosto facile. Il difficile viene dopo. Come il suo fratellino di vaso, l’Acquaria signora vive principalmente di testa. Se non ne avete, o quella che avete non è particolarmente interessante, toglietevi ogni illusione: lei sarà gentile, cordiale, si interesserà ai vostri problemi perché fa parte della sua natura, ma come maschio non vi prenderà nemmeno in considerazione.
Per piacere a un’Acquaria bisogna assomigliarle: possedere un forte senso dell’altruismo, nutrire un alto spirito umanitario e coltivare degli ideali. Non è necessario che siano tanti, ne bastano un paio purché di una certa levatura. Se siete di quelli che considerano un ideale il trionfo della propria squadra calcistica o la conquista del macchinone pronto cambiali, è meglio che non perdiate tempo.
Lei non saprà apprezzare: vi guarderà con quei suoi occhi enormi, pieni di stupore, e riuscirà subito a mettervi a disagio.
Non vi conviene proseguire. Insistere nel corteggiamento avrebbe per voi risultati avvilenti: ne uscireste schiacciato come una frittella.

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Il sadismo degli innocenti
Il signor Acquario è un individuo stupefacente, specie in camera da letto. Innanzi tutto vi sottoporrà a un trattamento di preliminari accuratissimo, ricco di varianti e naturalmente fantasioso. La cosa si protrarrà lungo. Molto a lungo. Troppo a lungo. Così a lungo che il preludio non preluderà forse a niente, perché il vostro Acquario concluderà in proprio senza consumare o si affloscerà strada facendo. D’altronde, chi resisterebbe a tanta opera di preparazione senza essere aggredito, alla sesta ora, da una botta di stanchezza?
L’indugio è il suo forte: in una donna, può rimanere rapito dalle ginocchia, o dalla quinta vertebra, e lì affonderà le labbra dimenticando il resto. Se sarete abbastanza abile da scrollarlo dalle vostre rotule e convogliarlo altrove, raggiungerete le più lontane galassie del piacere. Ma potreste pentirvene: una volta lanciato, l’Acquario non conosce arresti. E’ talmente serafico che non distingue il limite tra lecito e illecito, morale e immorale. E nemmeno fra ciò che è doloroso e non, specie per gli altri.
E’ come un bambino che si trastulla con i fiammiferi e incendia la casa. Allo stesso modo, un po’ per gioco, un po’ per ansia di novità, potrebbe dar fuoco a voi: con il sadismo candido e perverso degli innocenti.

Come una sinfonia
E’ fin troppo ovvio affermare che per l’ Acquaria signora il sesso è una sinfonia di Mozart: lo dicono tutti. Perciò lo diremo anche noi. Con lei ci vuole un attacco garbato, dopo aver fatto vibrare il diapason in modo da intonarsi all’unisono. Il seguito andrà in crescendo senza nessuna forzatura: sarà l’Acquaria stessa a sviluppare il tema con la solita raffinata fantasia. Anzi, lo stesso tema potrà essere ripreso più volte e arricchito di variazioni, con la partecipazione di tutti gli strumenti immaginabili.
Ne risulterà una musica soave, ma ben ritmata e senza cali di tensione: se soffrite di inceppi da panico, la vostra Acquaria saprà orchestrare in maniera da farveli dimenticare. Vi verrà però un tardivo sospetto: che l’adamantina, spirituale creatura sia una segreta divoratrice del Kamasutra e di altre letture forse estasianti ma assai poco celesti.

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Effetto piuma
Adesso che abbiamo un’idea approssimativa delle loro recondite armonie, vediamo quali corde bisogna pizzicare per cavarne sonorità appaganti. Anche gli Acquari posseggono punti vulnerabili, che stranamente non sono ubicati in qualche meandro dell’ anima, e nemmeno all’attaccatura delle ali, bensì nel corpo e piuttosto in basso.
Per riuscire a sconvolgerli, dovrete prenderli per i polpacci: insieme con le caviglie costituiscono le zone particolari dell’Acquario, quelle dove bisogna agire per spedirlo al vertice. Accarezzategliele. Baciategliele. Se occorre, strofinatele con l’archetto. Ma fate tutto con tatto. L’Acquario, di qualunque sesso sia – maschio, femmina, bisex, omosex – non sopporta la rudezza: il tocco brutalone del polpastrello calloso o la rozza strusciata della zampa ruspante lo mortificano e lo raffreddano. Con lui, lei o l’altro, occorrono soavità, mani suadenti, seriche carezze. Se volete ottenere un successo strepitoso, vestitevi da arcangelo o da uccello del Paradiso: l’effetto piuma lo farà impazzire.

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Musica da camera
A vivere con un Acquario non vi annoierete mai. Sarà un compagno cortese, di umor gradevole e pieno di inventiva. Una volta che sarete riuscite ad appagare la sua vena romantico-amorosa, avrete vicino una creatura vibratile, dalla fantasia pressoché inesauribile, capace di ideare le più stravaganti forme di piacere erotico. Se siete frigide avete perciò buone speranze che, fra tante variazioni, imbrocchi anche quella giusta. Se invece siete un’ingorda del sesso, troverete una rispondenza inaspettata: l’Acquario non conosce remore di sorta, è molto aperto alle innovazioni e avanzato fino all’amoralità, ma al contrario di molti amorali non è mai noioso. Con lui non dovrete temere il dejà vu, perché non ama ripetere due volte lo stesso spettacolo. E’ un partner fedele ma curioso: la necessità di sperimentazione può spingerlo a brevi flirt fuori casa, dopo i quali tornerà al talamo domestico con innocente spudoratezza. Per fortuna non è di quelli che tengono le signore in catene. Perciò, se la curiosità di zampettare altrove pungesse anche voi, non ne farà un dramma della gelosia con tutti i particolari di cronaca: più facile, se mai, che voglia partecipare con spirito d’avanguardia alla vostra felicità. L’unico inconveniente potrebbe essere che, dopo aver provato il trio, gli salti in mente di provare anche il quartetto. Il che non sarebbe un gran male, se non celasse un ulteriore pericolo in agguato: quello di stimolare il vostro Acquario a invertire, oltre che le partiture, anche il sesso dei suonatori, impegnandosi in un duo esclusivo con l’altro maschio del complesso e lasciando voi a sviolinare con la signora. Se non siete saffiche, questa genere di musica da camera potrebbe anche seccarvi.

Edipica signora
La vita insieme con lei si può definire con una sola parola: sbalorditiva. Per l’Acquaria l’impossibile non esiste, quindi significa che tutto è possibile.
Dovrete perciò aspettarvi qualsiasi cosa: che allevi un elefante in casa, come che ospiti, sempre in casa, sei dozzine di profughi vietnamiti. Poiché è un’altruista, la troverete sempre pronta a esaudire i vostri desideri, molto prima dei suoi. Solo che ancor prima dei vostri ci saranno da esaudire quelli di un sacco di gente: lo spirito umanitario acquariano soffrirebbe nell’anteporre le esigenze di chi ama alle esigenze di chi non ama, o almeno non così strettamente. Di conseguenza, nella lista dei soddisfacendi, vi troverete sempre al penultimo posto. Il primo sarà occupato quasi certamente dagli affamati del Biafra, il secondo dai lebbrosi del Bangladesh, il terzo dai terremotati in pianta stabile, il quarto dagli zingari itineranti, il quinto dai senzatetto.
A parte ciò, la vostra Acquaria vi garantirà giornate piacevoli e notti altrettanto piacevoli.
Attenti però che non abbia parenti maschi negletti. Ansiosa com’è di erogare letizia a profusione, finirebbe col dedicarsi al padre misantropo o al fratello impedito, anima e corpo. E finché si tratta dell’anima, passi. Ma la faccenda del corpo finirebbe col darvi fastidio. Nella sua sublime dedizione infatti l’Acquaria non distingue molto bene la differenza fra le due cose. Potrebbe diventare, senza volerlo, un Edipo signora.

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L’ultimo valzer
Per quanta sia esaltante, anche l’amore con l’Acquario è soggetto a usura. A congedarsi per primo sarà quasi certamente lui, ma se per caso – raro – ciò non avvenisse, toccherà a voi suonare le note dell’ultimo valzer. Triste ma non troppo. Quasi una fantasia. Per dire addio a un Acquario dovrete essere teneri benché fastidiosi, cortesi benché ripugnanti. Dirgli dolcemente di no ogni volta che vi propone qualcosa di nuovo, osteggiare con fermezza le sue iniziative benefiche, dileggiare, ma con garbo, la sua fiducia nel domani.
Se ne avete l’animo, potete anche abbassarvi a turpi trabocchetti, quali fingervi improvvisamente conservatori, o peggio, reazionari, tappezzando i muri con poster di Hitler e propugnando in giro l’ineguaglianza dei diritti umani.
Qualora siate provvisti di particolare aberrazione, riuscirete a toccare il fondo instaurando una specie di apartheid domestica, secondo cui voi solo avrete facoltà di decisione e di parola. Vi sentirete dei vermi, ma state pur certi che funzionerà. L’eco delle vostre perfidie non si sarà ancora dissolto, che l’Acquario starà già facendo le valigie, senza lasciarvi in ricordo nemmeno lo spazzolino da denti. Non ci sarà bisogno di metterlo alla porta: uscirà da solo, a passo di danza, o forse volando.

Sempre divertente

domenica, giugno 27, 2010@ 9:44 AM
Author: GraZia

Segni zodiacali e lampadine

Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.

Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.

Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è
al centro dell’attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito
a chi entra nella stanza.

Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.

Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo
gira intorno a lui.

Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di
quando la lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un
altro per decidere di chi è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci
per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.

Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina?
In realtà non saprei… penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso
di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina
qualsiasi, due se la persona non sa dove trovare una lampadina nuova. E
quale sarà la migliore? molti dubbi e molte ansie!

Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?

Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c’è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi
preoccupate per una stupida lampadina?

Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina? Nessuno. I
Capricorno non cambiano lampadine perché con una buona e sana chiacchierata
la lampadina capirà che è più logico che si cambi da sola.

Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina? Arrivano frotte
di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l’ unico capace
di ridare la luce al mondo.

Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?

Amori Zenitali – Capricorno

mercoledì, giugno 16, 2010@ 5:33 PM
Author: admin
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Continua la saga amorosa di Mirka Martini: buona lettura!

Riso avaro
C’e chi lo vuole generato da Pan, il gaudente dio greco dei boschi, al quale in effetti l’effigie del Capricorno assomiglia in modo impressionante. Per una volta il titolare della costellazione non sarebbe quindi figlio, bensì nipote di Zeus. Ma non si sa. La riservatezza che lo distingue ammanta anche le sue origini.
Introverso e solitario, più orso di un orso, il Capricorno è un individuo afflitto dalla diffidenza: spia dalla sua tana il mondo circostante, e aspetta. Quando decide di agire, la via è quella della ragione, il mezzo .quello della perseveranza, la meta … tutto ciò che si era prefisso. Dove vuole arriva.
E’ un cauto e un meditativo. E come tutti i meditativi parla poco o :niente. Se proprio deve parlare è più che mai sintetico. Che bisogno c’è di fare un discorso tortuoso quando la questione si può liquidare con un sì o un no, o magari con un cenno del capo? Tempo sprecato, di parole inutili è piena la Storia. Meglio stare all’erta, prevenire le cattiverie del prossimo, le carognate della vita, le orribili sciagure che possono capitare da un momento all’altro.
Il Capricorno è il segno più pessimista dello zodiaco: il suo è un pessimismo lucido, razionale, legittimo benché catastrofico, che finisce col salvarlo in extremis. Qualunque accidente gli succeda, lui aveva gia previsto tutto.
Possiede una mente indagatrice e analitica, e scava con le unghie fino al nocciolo delle cose. I Gemelli superficiali o i Leoni estroversi lo accusano di essere pervicace, ombroso e soprattutto avaro di sorrisi. Verissimo. Il Capricorno è uno che vede nitidamente la realtà: perciò capisce che c’è poco da stare allegri.

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Gutta cavat lapidem
La signora Capricorna, poveretta, gode anche lei di pessima pubblicità. La si dice gelida, austera, poco o punto propensa allo scherzo e naturalmente di scarsissime parole.
Si osserva, non senza malignità, che veste alIa prussiana, che non spreca una sola cortesia e che insomma come donna è davvero la meno seducente dello zodiaco. Per contrastare tutte queste maldicenze lei non muove un dito. Non batte nemmeno ciglio.
Ha l’aria di chi lascia parlare gli stolti pensando “ci rivedremo a Canossa”.
Cosa che avviene puntualmente, magari dopo cinquanta o sessant’anni. La Capricorna non ha premura. L’importante è dove arrivare, non quando. Purchè ci sia tutto. E lei, al dove, ci arriva sempre. Come il suo omonimo di segno si inerpica caprescamente fino alla vetta, a costo di impiegarci una vita, o anche di più. Che si tratti di lavoro o di amore fa lo stesso: perseveranza è il suo motto.
Se filacchiate con una Capricorna da un sacco di tempo e senza impegno, potreste accorgervi troppo tardi di essere voi la meta. Ma ormai non ci sarebbe più niente da fare.
Comunque non allarmatevi: la Capricorna è indipendente e orgogliosa, difficilmente vi correrà dietro se non è certa dei vostri sentimenti, della vostra resa totale e della vostra solidità economica. A meno che conquistarvi non diventi una questione di principio: in questo caso, se la Capricorna ha deciso di farvi capitolare e sfida il destino, rassegnatevi. Cercare una scappatoia sarebbe superfluo. Vi ritroverete al suo fianco, con la fede al dito, magari in punto di morte, dopo aver trascorso gli ultimi cinquant’anni a dirle di no. La Capricorna è come la goccia: scava la pietra. E piuttosto che niente, la lapide.

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A qualcuno piace freddo
L’amante è come il jazz: non a tutti piace caldo.
Se appartenete alla categoria di coloro che aspirano a un fidanzato glaciale, il nativo Capricorno è quel che fa per voi. Ci riferiamo ovviamente alla gelidità di cuore e di mente, perché dalla vita in giù i Capricorni hanno indole vesuviana. Ma il resto è iceberg. Qualunque sia la circostanza che si presenta, sapranno imbrigliarla entro le solide pareti della ragione, senza lasciarsene turbare e tantomeno travolgere. Corteggiando dei Capricorni, dimenticate le leziosaggini, le sviolinate e i sentimentalismi retorici che usereste con altri individui. Frasi infronzolite tipo “i tuoi capelli son fili d’oro e seta con cui gli angeli intesso trapunte di felicità” rischierebbero di avere come riscontro un laconico ” è una parrucca”. A lui non dite mai che è Ercole, Astianatte, Superman. A lei non cercate di far credere che è Marylin Monroe o la Venere di Milo. Non ci cascherebbero: sareste voi, piuttosto, a cadere miseramente in basso nella loro stima. Il Capricorno detesta l’adulazione e sente la puzza dell’ipocrisia a distanza chilometrica. E’ estremamente realista, di tutto vuole le prove: del vostro amore, della vostra sincerità, della vostra attrazione sessuale, del vostro buonsenso. Se siete disposti a fornirgliele, vi amerà sistematicamente, come un professore di matematica.

Brivido blu
Il Capricorno è un animale lascivo. Pur di appagare i suoi sfrenati appetiti erotici, non si tira indietro di fronte a niente: è un bieco seduttore, un gelido attentatore alla virtù muliebre. E poiché sa benissimo che la virtù è una qualità piuttosto desueta presso le signore, non risparmia nei suoi approcci ragazzine che potrebbero essergli figlie e talvolta nipoti. Adora l’ingenuità altrui e soprattutto adora approfittarne: un vero satiro.
Una volta attirata la preda nel suo antro, si getterà su di lei solo per soddisfare la propria divorante sensualità e non tollererà rifiuti di nessun genere. Se siete fra le vittime, tenetevi pronte a qualsiasi evenienza, anche da brivido. In particolare una: potreste ritrovarvi nude, legate e imbavagliate come le eroine di un fumetto, e sottoposte ad abusi camali. Il Capricorno ha un debole per lo stupro.E benché stuprare una signora che già si trova, consenziente, nel proprio letto sia un’iniziativa un po’ bislacca, lui ci proverà lo stesso, simulando il fattaccio con una perfezione che non avrà nulla da invidiare alla realtà.
Perciò, se appartenete alla schiera di quelle signore che sognano continuamente di essere violentate ma che per motivi inibitori non osano provocare aggressori sconosciuti, nel Capricorno troverete il più completo appagamento.
In caso contrario l’incontro vi divertirà un po’ meno, comunque una cosa è certa: ne uscirete rotte a tutte le esperienze.

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La sculacciata
Se siete riusciti a dare alla vostra Capricorna la certezza che fate sul serio e vi siete guadagnati parte della sua fiducia, ecco che arriva il momenta di gustare il prelibato frutto. Una volta nell’alcova, avrete sicuramente delle sorprese, come quella di scoprire che la gelida Capricorna è sessualmente infiammabile e soggetta a rapida combustione. Una casuale carezza, che in nessun’altra signora avrebbe esiti strepitosi, può suscitare in lei esplosioni vulcaniche.
La seconda sorpresa consisterà nel constatare che, avviato il discorso amatorio, non indugerà a prendere l’iniziativa. E’ come dire che se il primo approccio lo fate voi, a provocare il bis ci pensa lei. E anche il bis del bis.
Ogni volta che le si accenderà il fiammifero, vi aggredirà senza preamboli. Da voi non desidera raffinatezze erotiche o effetti speciali, ma solo una potente, inesauribile virilità: cercate di reggere. Se proprio non gliela fate, meglio gettare la spugna piuttosto che tentare di abbindolarla proponendole posizioni da contorsionisti o varianti depravate: apprezzerà, se non altro, la vostra sincerità.
E’ una creatura caprigna e istintiva. Non stupitevi se durante l’abboccamento ulula e morde. Abitando in una casa dalle pareti esili, tenete pronto un bavaglio per il momento cruciale. Cosa che comunque non servirà a contenere il moto tellurico del letto. Infine, onde non giungere impreparati all’incontro, sappiate che la signora Capricorna non disdegna il sadismo e che l’unico preliminare erotico a lei gradito consiste in una sonora sculacciata. Inferta, non ricevuta.

Anfratti proibiti
Essendo un animale che tende a imbucarsi, appare logico che le aree intimamente eccitabili del Capricorno siano quelle più occulte e riposte. Per condurlo alla felicità amatoria dovrete quindi scovare i suoi anfratti proibiti. L’ombelico e irnmediati dintorni costituiscono il primo punto cui dovrete dedicare una gentile ma concreta attenzione. Ugualmente sensibili, nel vostro Capricorno, si riveleranno l’incavo del ginocchio, quello del braccio, la nicchia dell’ascella. E fermiamoci qui.

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Dissoluto silenzio
“Ho taciuto notte e giorno con il freddo Capricorno” diceva una vecchia canzone di Milly sugli amori zodiacali. Il verso è azzeccatissimo: anche come amante il Capricorno non è un gran parlatore, anzi.
Se cercate l’erotismo senza smancerie, se vi piace l’uomo laconico o se siete sordomute, sarà il partner ideale: vi sedurrà in silenzio, vi amerà in silenzio, vi lascerà in silenzio. Per lui contano i fatti, e se vi ama gli sembra fiato sprecato star lì a ripetervelo. In compenso ve lo dimostra con una certa solerzia. Non aspettatevi però che vi corteggi ogni volta: anche questo, a suo avviso, è superfluo. Perciò dovrete collaborare: il Capricorno è uno che lavora sodo ed esige che gli altri facciano altrettanto. Per costruire qualcosa, foss’anche un amplesso, bisogna mettercela tutta.
Di solito è un uomo virile. Sprizza passione, ma soltanto fisica. Quel che c’è nel suo cuore non lo saprete mai, ammesso che ne abbia uno e gli permetta di battere.
Per lui fare l’amore è soprattutto un modo per scaricare la tensione, un rito sacrificale durante il quale il capro siete voi. Se ambite a un compagno che esige moltissimo senza dare in cambio niente di sé, lo avete trovato.
La sua sensualità talvolta si presenta contorta: può mostrarsi romantico con voi e brutale con le donne da marciapiede. O viceversa. Comunque, dietro tutta questa freddezza, questa montagna di ghiaccio, non illudetevi che si celi un fedele. Anche se saprà sembrarlo, state pur certe che vi tradirà. Nel più dissoluto silenzio.

La sfinge
Convivere pacificamente con una Capricorna non presenta insormontabili difficoltà, purché sappiate rispettare le sue esigenze, che in fondo non sono molte. Da voi vorrà solo essere amata, desiderata, rassicurata e ossequiata. Dovrete garantirle protezione e una certa agiatezza, oltre naturalmente fedeltà a vita.
In cambio della vostra cieca dedizione lei non vi permetterà mai di conoscerla a fondo. E’ una donna enigmatica.
Se non siete invadenti può funzionare. Ma se siete di quei tipi cavillosi che vogliono sempre sapere tutto e perché, aspettatevi la perfetta insoddisfazione dei vostri desideri.
Un’altra cosa che vi farà impazzire, ma non di gioia, sarà la sua capacità di alternare slanci appassionati con blocchi glaciali: oggi vi concupisce, domani vi ignora, ieri vi bruciava incensi, oggi vi tratta come un soprammobile. Forse è il suo modo di essere, o forse è il suo modo di fare. Mettetevi l’animo in pace, tanto non riuscirete a scoprire se si tratta di un trucco.
Però la Capricorna signora ha anche dei lati buoni. Nel caso che la vostra unione sia una frana, prima di arrendersi al destino cercherà di ricollocare pietra su pietra, granello su granello, per ricostruire qualcosa di decente dalle macerie. E potrebbe anche farcela.
Non la terrete però al guinzaglio. La signora Capricorna in genere si è guadagnata con le unghie e coi denti la propria indipendenza, e non è quindi disposta a regalarla al primo venuto, anche se il primo venuto siete voi. Coniugata o scapola, con o senza partner, manterrà quindi la sua libertà e uscirà con chi e quando le pare.
Per fortuna manterrà anche il suo impiego, e ciò costituisce la prospettiva più allettante dell’intero quadro. Ma state attenti: se vi scopre infedele, prima vi restituisce la cortesia, con tempestività e senza alcuna parsimonia. Poi sloggia, insieme al suo solitamente congruo stipendio. Per trattenerli entrambi non c’è che un sistema: capitolare su tutti i fronti.

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Il malato immaginario
La vita col Capricorno maschio non è precisamente improntata alla più esilarante allegria. Il signore ama le comodità – e per comodità intende un buon paio di pantofole – e la vita tranquilla, che nella fattispecie significa rintanarsi in casa in compagnia delle proprie introspezioni. Alla mondanità il Capricorno preferisce la quiete domestica, perciò preparatevi a trascorrere le vostre serate contemplandolo mentre legge il suo libro preferito o se ne sta semplicemente a fissare il muro con aria assorta: pensa, ma non saprete mai cosa pensa.
Inoltre sarà sempre tormentato da acciacchi di ogni tipo: soffrirà soprattutto di artrosi, reumatismi e seccature ossee in genere, e vorrà avere intorno schiere di medici. Benché non lo dia a vedere, l’ansia lo corrode: può essere affetto da segrete nevrosi di cui non vi accorgerete, ma di cui si accorgerà il suo apparato gastro-intestinale, regalandogli ulcere al duodeno e coliti spastiche. Poiché tiene tutto per sé, vi sarà difficile stabilire se si tratta di un malato vero o fasullo. Comunque la sua cagionevolezza non gli impedirà di morire centenario o di schiattare sul lavoro come capitò a Moliere, il più spiritoso dei Capricorni, che defunse si può dire in scena, poche ore dopo aver recitato, per ironia del destino, proprio Il malato immaginario.

Onorevole capro
Anche se avete convolato, non sarete mai veramente sua moglie: il Capricorno sposa solo il lavoro. Quando comincia quel suo raspar di zampe per rimuovere gli ostacoli che gli ingombrano la strada, è impossibile indurlo a desistere. Più il compito è ostico e più rappresenta qualcosa da portare a termine, a costo della vita. Al contrario del Gemello che si diverte anche quando lavora, il Capricorno lavora anche quando si diverte.
Per lui vivere è faticosissimo: qualsiasi passatempo, da riposante diversivo si tramuta in opprimente dovere, mezza giornata di riposo diventa una logorante corsa all’azione.
Se ha l’hobby della falegnameria, comincerà a piallare il venerdì sera e andràa avanti fino a notte inoltrata della domenica. Se gioca a tennis, trascorrerà sui campi i suoi quindici giorni di ferie e si allontanerà solo al momento di tornare in ufficio.
Tanta pervicacia e tanta instancabilità fanno si che tra i Capricorni si annoverino numerosi uomini politici, come Stalin, Mao, Adenauer e Andreotti insegnano. La capacità di rimanere imperterrito di fronte alle catastrofi del Paese e la tenacia di procedere verso la meta senza lasciarsi turbare dal rancore di milioni di cittadini, rendono il Capricorno particolarmente idoneo alla carriera parlamentare. E questo, data la longevità del segno, non ci conforta affatto.

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Come disfarsene
E’ praticamente impossibile, a meno che non sia lui a volerlo. In tal caso non ci sarà bisogno di darsi troppo da fare: il vostro Capricorno, signore o signora, vi girerà le terga e imboccherà la porta senza nemmeno dire beh, laconico come sempre. L’uscita di scena può essere aiutata con una spintarella usando l’arma dell’ironia e della critica, sconvolgendo i suoi organizzatissimi piani e ribellandosi alla sua metodicità congenita.
Tuttavia, se il Capricorno ha deciso di restare, non riuscirete a disfarvene-nemmeno con i sistemi più biechi, in quanto è abbastanza stoico da superare l’incresciosità della granata sotto il letto, dell’autobomba e di qualunque attentato alla sua persona o al vostro menage. Ve lo faràa per dispetto. Il Capricorno è un animale vendicativo, e la vendetta è un piatto che si mangia freddo. Perciò non ha fretta: ha davanti tutta la vita per farvela pagare, e la sua è insolitamente lunga.

Vecchio satiro
Se l’avete voluto, quindi, rassegnatevi a tenervelo. C’è di buono che il Capricorno assomiglia al vino: col passar degli anni migIiora. Lei, la Capricorna signora, si ammorbidirà: vi cederà forse il due per cento delle azioni familiari permettendovi di gestire in minima parte il vostro denaro, e non vi picchierà più così spesso. Lui assomiglierà in modo crescente al suo antenato Pan: diverrà un vecchio satiro dall’aria caprigna, pronto a carpire fanciulle in fiore per sedurle senza ritegno. Dopo avervi costretta a passare tutta l’esistenza all’insegna della musoneria, si scoprirà arzillo: quei vecchietti celebrati dalle storielle, che corrono dietro alle balie o pizzicano le escrescenze delle cameriere, sono tutti Capricorni.
Pare che anche sotto il profilo erotico l’eta gli giovi. Così, fra quelle che ci stanno per impulso e quelle che ci stanno per verifica, il nonno Capricorno finisce con l’avere una vita sessuale anche più intensa di quand’era nipote. Per dirla con Campanile, grazie arcavolo!

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Amori zenitali – Sagittario

venerdì, giugno 4, 2010@ 3:58 PM
Author: GraZia
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Centauro
Non ci sono dubbi: ogni volta che capita sott’occhio l’immagine del Sagittario vien da pensare ai suoi antenati Centauri, quegli animali umanizzati, o uomini animalizzati, che nell’antichità greca accompagnavano il carro di Dioniso, dio delle bevute, suonando il corno o la lira, ed erano formidabili arcieri. Nella 1oro nascita, favolistica per esigenze di copione, stavolta Zeus intervenne curando solo la regia. Tutto ebbe inizio quando Issione, una birba di tre cotte, osò far profferte d’amore alla bella Era, alias Giunone, che di Zeus era legittima sposa. Invece di approfittarne per ricambiare almeno un paio delle corna che il marito le elargiva generosamente, la pia dea gli confidò la faccenda e Zeus, vendicativo, conferì a una nuvola le sembianze della divina consorte. Fu davvero uno scherzo da dio, perché solo su vapore acqueo Issione sfogò la libidine, convinto di possedere la moglie del capo. Per una di quelle stravaganze che accadevano allora, la nuvola rimase incinta e dopo qualche tempo diventò mamma: di un fanciullo insolito, metà bimbo e metà cavallo, che venne chiamato Centauro.
Ben presto il piccolo imparò a galoppare, crebbe e si trovò nell’incresciosa situazione di dover scegliere le signore con cui far l’amore. Per questioni logistiche dovette accontentarsi di certe cavalle della Magnesia, che si mostrarono compiacenti e prolifiche generando un mucchio di eredi: la stirpe dei Centauri.

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L’uomo cavallo
I Centauri, si dice, dapprima erano cattivi: rozzi, barbari, villani. Delle vere bestie, almeno a metà. Galoppavano per la Tessaglia tirando frecce e colpi di clava e si avvinazzavano a più non posso. Un po’ per volta, dopo travagliate vicende storico-mitologiche, la tradizione li vuole ingentiliti, fino ad arrivare al più dotto dei Centauri, il celebre Chirone, esperto di erbe mediche e precettore di nobili rampolli quali Achille, Giasone, i Dioscuri. Ma il suo più noto discepolo fu Eracle, che per ringraziamento dell’educazione ricevuta lo accoppò con una freccia avvelenata intinta nel sangue dell’Idra.

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Fu una disgrazia, d’accordo, ma tolse a Chirone vita e immortalità. Zeus, che gratta gratta era poi il vero responsabile di tutto, a cominciare dall’origine di queste equine creature, se la cavò con la solita trovata: collocò Chirone nella volta celeste e lo mise a fare il Sagittario, l’uomo-cavallo intento a scoccare una freccia verso l’alto, simbolo della transizione dell’individuo dallo stadio animale allo stadio umano e del desiderio di elevarsi ulteriormente. Quel che non si sa bene è se tale aspirazione gli derivi dalla sua natura umana o dalla sua equinità.

Ottimismo sublimato
In fondo poteva andargli anche peggio: non tutti quelli che muoiono si accaparrano un posto tra le stelle. Di questo il Sagittario è perfettamente conscio. E poi sa di essere protetto in prima persona da Giove – ex Zeus – che presiede al benessere, all’abbondanza, alla giustizia e all’espansione. Ecco perché il Sagittario appare in genere ottimista e gioviale.
Il suo è un ottimismo sublimato, difficilmente si arrende: ha la forza vulcanica di Beethoven, che sordo alle difficoltà, dirige la Nona senza sentire una nota.
E’ certo di essere un eletto, sempre nel giusto, votato ad alti destini. I guai cominciano quando si accorge che forse il suo compito nel mondo non è poi così eccelso come aveva creduto. Allora si immalinconisce: nessuno è più triste di un Sagittario con la freccia spuntata. Ma la sua sete di conoscenza è tale che il giorno dopo parte in ripresa, si rilancia a capofitto e ricomincia a cercare. Cosa, soltanto lui lo sa.
La Verità, l’Ideale, l’Assoluto. Naturalmente non li trova. E naturalmente soffre. Ma non ve ne accorgerete mai. Il Sagittario è uno che non ama svelarsi. Teme, facendolo, di perdere in parte la sua preziosissima libertà. Libertà di muoversi, viaggiare, correre, di continuare a galoppare nelle praterie dell’Insondabile alla ricerca, forse, dell’Inesistente.

I Magnifici Quattro
Quando non è intento a percorrere le vie del Verbo, il Sagittario ripiega su altre cose: abbandonate le immense distese dell’Utopia, si accontenta di quelle più ridotte dell’universo reale. Non a caso questo è il segno dei grandi trasvolatori: Lindbergh, Guynemer, Mermoz e Saint-Exupery, i Magnifici Quattro, erano tutti Sagittari.
Un vero Sagittario ha fegato e anche una buona dose di incoscienza che gli viene dalla certezza della propria predestinazione. Fa sempre sogni irrealizzabili, perché quelli realizzabili non gli interessano, e si batte per il trionfo della giustizia, cosa che rappresenta il sogno più irrealizzabile di tutti.
Ha bisogno di grandi spazi: costringerlo dietro una scrivania sarebbe come tenere un puledro dentro la vasca da bagno. Andare, in senso lato, è la sua parola d’ordine: che si tratti di raggiungere la luna oppure New York, lo farà senza indugio, soddisfacendo a un bisogno naturale. Un Sagittario obbligato dalle circostanze a restare fermo sceglierà certamente come lettura libri di Kipling, riviste di viaggi, o piuttosto che niente l’orario ferroviario.

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L’Amazzone
Quanto a lei, la Sagittaria, è altrettanto irrequieta, altrettanto battagliera nel difendere la propria libertà e la propria indipendenza. Ma anche quelle degli altri. Colpa di Giove, che astrologicamente amministra la Giustizia: magari a modo suo, come mitologia insegna, ma senza dubbi di sorta. Così la signora Sagittaria lotta per il giusto, proprio e vostro, con ugual impeto e ugual entusiasmo. Le conseguenze si possono facilmente immaginare, ma lei non demorde: non sarebbe più lei. Del resto ha una capacità di recupero che sgomenta. Le batoste, di quelle che stenderebbero un bue, le passano addosso come un nubifragio sul fuscello: la piegano ma non la spezzano. Finita la buriana, la Sagittaria si raddrizza, più focosa di prima e più che mai decisa a riprendere la lotta. Non ha tempo per cedere, né per arrendersi. Anzi, le traversie la rinvigoriscono, fallire da una parte non significa dover fallire anche dall’altra, perciò si ricomincia, avanti a tutto galoppo, criniera al vento e zoccolo irrequieto. Tentare di imbrigliarla è inutile. Anche se le fate lo sgambetto, il risultato sarà al massimo una capriola. Ci riderà sopra, non vi terrà rancore e riprenderà a correre, fiera di sé, puntando l’arco sempre più in alto, come le Amazzoni. Ma a differenza di quelle signore, non ha alcun bisogno di piallarsi un seno per lanciare i suoi strali.

La cattura
Esuberante, entusiasta, vivace, simpatico, leale. Quale signora potrebbe resistere alla tentazione di legare a sé un simile maschio?
Tuttavia prendere un Sagittario è come prendere un cavallo: bisogna aspettare il momento buono e prenderlo di sorpresa, altrimenti è incatturabile. Solo che col cavallo il lancio del lazo può bastare, con il Sagittario no.
Non è improbabile che una volta certe di essere riuscite nell’intento, vi ritroviate tra le mani non il Sagittario, ma fumo. Non dimentichiamo che in fondo la sua progenitrice era una nuvola.
Naturalmente le donne non si danno per vinte e vogliono provarci lo stesso. Ecco perciò alcuni brevi consigli per procedere alla cattura. Innanzi tutto non dategli assolutamente l’impressione di volerlo catturare. In secondo luogo non illudetevi per il fatto che appena vi avrà vista vi corteggerà assiduamente: lo fa con tutte.
La cosa non è lusinghiera tuttavia, se vi può consolare, sappiate che lo fa con convinzione. In quel momento per lui siete I’Unica. Ma solo in quel momento. Forse per altri due o tre, se in giro non c’è di meglio.
Il Sagittario identifica sempre l’ultima fiamma con l’unica. La sua vita sentimentale è un susseguirsi di amori unici che si rinnovano con la rapidità del lampo. La verità è che si aspetta sempre troppo dalle donne, così come si aspetta troppo dalla vita, e ne rimane ogni volta deluso. La capacità di rituffarsi subito in una nuova conquista, con la certezza che la prossima sarà quella buona, è la sua salvezza. Purtroppo non sarà la vostra.

La Donnagiovanna
Se non pretendete di essere il solo, e tantomeno l’ultimo, la Sagittaria è la signora ideale. Vola di fiore in fiore, amando, divertendosi, folleggiando, sprizzando gioia e buonumore e suggendo alla vita tutto il nettare possibile.
E’ leale, piena di entusiasmo, fervente di idee e ansiosa di attuarle. Con gli uomini il suo scopo non è di affliggerli o incatenarli, bensì di amarli alla leggera per poi, una volta reciprocamente appagati, dedicarsi ad altro. O ad altri. Tuttavia non sperate di cavarvela in modo superficiale: la sua vicinanza, anche se breve, richiede un notevole impegno, oltre che una dose inesauribile di energie. La Sagittaria dispone di sufficiente inventiva, vitalità ed egocentrismo da indurvi a fare il giro del mondo in un sol giorno e abbandonarvi, spompati, all’angolo della via perché si è ricordata improvvisamente che aveva qualcosa di più urgente da sbrigare. Possiede l’audacia di Maria Stuarda e l’instancabilità di Cristina di Svezia: quanto basta per stendervi e lasciarvi innamorati come zucche, mentre riprende la sua interminabile maratona amorosa.
Di sedotti e abbandonati da lei ce ne sono a bizzeffe.
E’ romantica ma capricciosa, appassionata ma irrequieta: può amarvi pazzamente, coinvolgendovi fino al piloro, e subito dopo mettervi da parte. Il perché non può essere che uno: l’avete delusa. Da voi si aspettava grandi cose. Non chiedetevi quali: probabilmente tutte quelle che non le avete dato. E che ricomincerà a cercare presso altri maschi, facendovi rodere di gelosia.
Non c’è rimedio: la Sagittaria è una vera Donnagiovanna. Il sogno di migliaia di uomini, tranne che del partner in carica.

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Veni, vici, ivi
Ormai l’avete preso, o almeno così credete. Non appena vi siete incontrati, il vostro Sagittario vi ha amata all’istante, con un entusiasmo e un impeto che non lasciano dubbi sull’autenticità dei suoi sentimenti. Infatti è vero. Ma fra autenticità e durevolezza c’è una bella differenza. Il rapporto amoroso per il Sagittario si riassume in uno sbrigativo “Veni, vici, ivi”. Ossia, arriva, conquista e smamma: arrivederci, è stato bellissimo, scusa ma devo andare. Non opponetevi. Sembra un controsenso, ma se volete tenerlo dovete fare proprio così: lasciarlo andare. Tornerà? Forse. Certo con maggiori probabilità che se faceste di tutto per trattenerlo.
Attente però che non vada a scorrazzare troppo lontano, o comunque cercate ogni tanto di capitargli a tiro, benché in modo casuale. Il Sagittario si consola in fretta: se fra lui e voi c’è un abisso, 1o colmerà dedicandosi a un’altra. Se invece fra lui e voi c’è troppo poco spazio, prenderà le distanze sempre dedicandosi a un’altra. In ogni caso, amando il Sagittario, il corno è certo. Ma non pronunciate mai la parola tradimento: per lui il tradimento è quello degli ideali. Quello del letto non vale nemmeno la pena di essere discusso: non conta.
Inutile tentare di imporgli le vostre idee, non ci riuscireste. Molto meglio che siate voi ad abbracciare le sue, restituendogli allegramente corno per corno.

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Fianchi e criniera
Per fortuna anche i Sagittari hanno i loro punti deboli, di cui si può approfittare per approfondire il dialogo. In un segno così apertamente equino, l’area vulnerabile non poteva essere che nei dintorni del cavallo: ossia la parte interna della coscia, compresa fra ginocchio e inguine, che stringe la sella quando si è in groppa.
Altre superfici strategiche sono quelle dei fianchi, laddove il purosangue viene pungolato per scattare al traguardo.
Lei, la signora, ha sensibile anche la criniera, che tiene di solito lunga, curata, lucidissima. Uno degli approcci più immediati consiste nell’accarezzargliela, spazzolargliela e strigliargliela.
Volendo mandare in tilt amoroso i vostri Sagittari, massaggiateli nelle zone proibite, aiutandovi con una crema o un unguento in modo da rendere più lascivo il polpastrello. Se siete al mare usate un olio solare, se siete a letto usate un olio profumato. Non usate in nessun caso olio di ricino. Per accentuare l’effetto erotizzante alternate un abile sfioramento a un lieve lavorio di unghie, che rievocherà in loro l’inebriante stimolo del frustino, facendoli fremere, ansare e fors’anche nitrire.

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Il dardo è tratto
Non poteva finire che così: il vostro Centauro ha preso la mira e vi ha trafitto il cuore senza sbagliare di un ette. Adesso che il dardo è tratto, dovrete cominciare a barcamenarvi per realizzare una coesistenza indolore, priva di letali frecciate.
Sia lui che lei sono compagni interessanti, vivaci e divertenti, a patto che sposiate non loro ma le loro chimere, che vi teniate pronti a decollare per Sydney entro cinque minuti o a trasferirvi da un giorno all’altro in Nuova Zelanda. Il Sagittario è sempre sullo zoccolo di partenza, perciò se siete pigri o sedentari, accontentatevi di avere da lui al massimo qualche cartolina.
Un’altra cosa indispensabile per mantenere il suo affetto è amare i cavalli. Se non li amate, sforzatevi di farlo: per un Sagittario il cavallo è qualcosa da cui non può assolutamente prescindere, come se ci fosse ancora attaccato sopra.
Nel caso che i cavalli proprio vi stessero sullo stomaco, ripiegate sui cani, che rientrano anch’essi fra le sue bestie preferite, specie quelli da caccia .
Non imponetegli mai la presenza di un gatto: per i suoi gusti è un animale troppo casalingo. Infine, ricordate a ogni istante che il Sagittario non sopporta la vita insipida e le trite banalità quotidiane. Non propinategliele. Evitate di raccontargli che si è rotta la lavatrice o che la colf vi ha piantato in asso portandosi via l’argenteria: né per lui né per lei sono argomenti degni di nota. Avete a che fare con un individuo assetato di Immenso. Sarebbe capace di inventarsi la morte della madre, pur di avere qualcosa di insolito con cui tener vivo il vostro e il suo interesse. A costo di farvi versare litri di lacrime su di un cadavere inesistente.

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Manuale di conversazione
Entrambi hanno il dono magico di tenere in piedi qualunque genere di conversazione, e lo fanno in modo così gradevole che non vi costerà la minima fatica pendere come stalattiti dalle loro labbra.
Ma non basta. Al contrario di molti altri che si accontentano di fare andare la bocca, i Sagittari desiderano che il prossimo prenda parte al discorso. Non stiamo insinuando che pretendano il dialogo, perché in fondo gli oratori restano sempre loro. Da voi esigono un contributo più difficile e delicato: che fungiate da “spalla”, ruolo abitualmente sostenuto in teatro da quel personaggio che dà la battuta al protagonista onde lo spettacolo possa continuare. Per esempio: il duca entra in scena accolto dalla cameriera. Nel contesto – come si usa dire – la cameriera non ha una gran parte, anzi per questioni di economia la si potrebbe anche eliminare. D’altra parte è indispensabile, fondamentale che il duca, protagonista assoluto, disponga di qualcuno che a un dato punto gli domandi: “Piove?”
A quel piove, che costituisce poi l’unica battuta della cameriera, il duca si attaccherà come una ventosa per lanciarsi in un lungo monologo sulla siccità, i sistemi di irrigazione, la fame del popolo e il malgoverno: il pezzo forte sul quale si regge l’intera tessitura della commedia. Se quella parolina piccola piccola, apparentemente insignificante, che sembra addirittura una domanda oziosa, non arriva, se la cameriera dimentica di interessarsi al tempo, il duca non sa più a cosa attaccarsi. La commedia cade. Si potrebbe calare il sipario.
Speriamo che questa lunga parentesi abbia chiarito le idee circa la funzione che avete come interlocutore presso il vostro amato: se non gli date la battuta, la conversazione crolla. Insieme al suo entusiasmo.

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Scalpitio finale
Sganciare un Sagittario non è cosa laboriosa, perché esistono buone probabilità che nel momento in cui voi vi stancate di lui, lui sia già da un pezzo stanco di voi.
Se tuttavia non se n’è ancora andato a pascolare altrove, potete utilizzare alcuni accorgimenti per indurlo a farlo. Cominciate dai suoi animali. Ciò che secca maggiormente un Sagittario è sentir criticare il proprio cavallo, quindi se ne possiede uno, ingegnatevi a trovargli un mucchio di difetti. Dite che è un brocco, un bardotto, che ha i denti gialli e un pessimo carattere. Guardatelo con aria di sufficienza e chiamatelo Ronzinante.
Se non possiede un cavallo, biasimate il suo cane: dategli del botolo, dell’ibrido, del seccante e del maleducato. Insinuate, non senza fastidio, che è pieno di pulci.
Se il Sagittario non possiede nemmeno un cane, regalategliene uno per poterlo criticare. In caso contrario dovrete accontentarvi di criticare lui: l’effetto non sarà forse altrettanto efficace, ma potrete lo stesso sperare in buoni risultati. Trovate da ridire su ciò che fa, ma soprattutto su chi frequenta: dopo il cavallo e il cane, l’amico è il miglior amico del Sagittario, perciò denigratelo, stendetelo, fatevici uno zerbino.
Per rincarare la dose, bersagliate l’ottimismo del Sagittario e deridete i suoi ideali. Fategli chiaramente capire che la sua fiducia nella sorte è del tutto immotivata e che la vita è soltanto espiazione: la sua.
Durante la notte chiudete le finestre, e non solo quelle. Il Sagittario soffre di claustrofobia e non tollera i rifiuti. Se volete sganciarvi da una Sagittaria signora, mostratevi immusoniti e rimanete apatici di fronte a qualsiasi iniziativa. Se siete sposati con lei, traditela: benché di larghe vedute, la Sagittaria non ammette l’adulterio, specie quello del marito. Il suo senso di giustizia si ribellerà: non dategliene atto. Proponetele vacanze a Rimini anziché alla Martinica e invece del viaggio intorno al mondo offritele una gita a Belgirate.
Attuando tutti questi suggerimenti, vedrete che ben presto il vostro Sagittario incomincerà a mordere il freno e a scalpitare.
Poi, inaspettatamente, lascerà la città in pallone.

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