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Eroi borghesi

mercoledì, settembre 1, 2010@ 9:28 AM
Author: GraZia

di Grazia Bordoni

Un’epidemia dimenticata
I primi mesi del 2003 portarono al mondo una sgradita sorpresa: con gli ultimi guizzi di Saturno in Gemelli in opposizione a Plutone in Sagittario era arrivata, del tutto inaspettata, un’epidemia che ha mietuto vittime per ogni dove facendo venire in mente a tutti certi flagelli medioevali, quando la peste falcidiava le popolazioni. Una polmonite atipica, denominata poi SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), si era sviluppata in Cina ma da lì si era rapidamente propagata anche negli altri continenti quale nefasto effetto di una globalizzazione ormai inarrestabile. Casi mortali in Cina, sembra tenuti nascosti dalle autorità, a Hong Kong, e poi in Canada. Nel giro di poche settimane il contagio si era diffuso e si erano verificati casi anche in Italia.
Ma nel giro di poco tempo la diffusione del virus fu bloccata e la Sars finì nel dimenticatoio insieme alla mucca pazza per lasciare il passo ad altri contagi che sembrano avere l’unico merito di arricchire le case farmaceutiche produttrici di inutili vaccini come nel recente caso della febbre suina.
La polmonite atipica è provocata da un virus che sembra possedere grandi capacità di adattamento. Oggi, a distanza di anni, circola la voce che il virus della Sars fosse il risultato di un esperimento di laboratorio finito male.
Il primo a capire che si era davanti a una malattia infettiva nuova e pericolosa fu un medico italiano, Carlo Urbani, infettivologo di Medici senza frontiere di stanza in Vietnam. Purtroppo Urbani stesso rimase contagiato: come se ne accorse fece rimpatriare moglie e figli e si fece ricoverare a Bangkog dove morì alla fine di marzo del 2003.

Eroi borghesi

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Ci sono persone che si trovano, magari per circostanze particolari, a vivere situazioni del tutto straordinarie. E che reagiscono ad esse con eccezionale fermezza, senso civico e coraggio personale. Persone che, per essere coerenti con sé stessi e con le proprie convinzioni, finiscono con il diventare eroi. Eroi borghesi. Così è stato definito in un bellissimo film di Michele Placido del 1995 Giorgio Ambrosoli, liquidatore della banca di Sindona e per suo ordine ucciso da un sicario. Perché borghese? Credo per due ragioni. Intanto perché borghese si contrappone a militare e quindi significa civile: il soldato, per definizione, ha certo più occasioni, se non inclinazione, per atti di eroismo o di coraggio estremo. Il civile, in quanto tale, cerca di tenersi ben lontano da situazioni potenzialmente pericolose. In senso etimologico borghese deriva borgo e significa quindi cittadino. Il borghese è quindi una persona qualunque che vive in mezzo agli altri in una comunità. Si adatta dunque molto bene questa definizione di eroi borghesi a persone “qualsiasi” che si sono trovate a fronteggiare situazioni eccezionali per via del loro lavoro o del caso e che si sono comportate con coraggio straordinario.
Da un punto di vista dei simboli astrologici il soldato è marziano, il borghese è venusiano: siamo dunque sull’asse Ariete-Bilancia.

Medico senza frontiere

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Carlo Urbani aveva un sogno da realizzare: esercitare la sua professione di medico là dove forse ce n’era più bisogno, dove la gente muore ancora perché non si nutre a sufficienza, dove la mortalità infantile è ancora altissima perché nessun bambino viene vaccinato, dove ancora vige la selezione naturale ed è il più forte che sopravvive. Deciso e determinato come solo una Bilancia con ascendente Capricorno sa essere (e quindi saturnino che più saturnino non si può) si è mosso senza mai perdere di vista l’obiettivo finché l’ha raggiunto. Aggregato a Medici senza frontiere, organizzazione per la quale tempo fa aveva ritirato il Premio Nobel per la pace, era stato destinato in Vietnam dove si era recato con grande entusiasmo. Sole e Nettuno nel nono campo esprimono molto bene un idealismo e un senso etico senza confini oltre alla disponibilità a raggiungere i più remoti angoli della Terra: non per nulla il nono campo è in analogia con tutto ciò che è lontano. Saturno, pianeta che “governa” sia l’ascendente che il segno solare è nel decimo campo, una posizione molto forte che suggerisce come Urbani abbia riversato tutte le sue energie ma anche la sua coerenza e il suo senso etico nella professione. Per contro Venere, pianeta che “governa” il Sole e il nono campo, si trova nell’ottavo a simboleggiare la possibilità che i sogni, i progetti racchiudano in sé un pericolo di morte.

Carlo Urbani

Carlo Urbani

Urano transitava al trigono di Nettuno ma quadrato a nodo e a Saturno in campo decimo, Saturno transitava al sestile della Luna, il nodo era esattamente in opposizione a Saturno, governatore dell’ascendente: il successo che porta alla morte o la morte come prezzo del successo scientifico.

Solo contro tutti
Giorgio Ambrosoli, Bilancia ascendente Bilancia, venusiano e saturnino come nessun altro, visto che la Bilancia è governata da Venere e ospita l’esaltazione di Saturno, era un uomo dotato di vivace intelligenza e di un forte senso della giustizia: ma era anche un uomo di grandi ideali, come testimonia il Sole nel dodicesimo campo.

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Forse fu proprio per queste sue qualità che fu scelto come liquidatore della banca che faceva capo a Michele Sindona, discusso finanziere in odore di mafia, “suicidatosi” nel 1986 in carcere a Voghera con un caffè un po’ troppo corretto. Ambrosoli, avvocato civilista, prese il suo lavoro molto sul serio, come del resto era nel suo carattere, finendo con lo scoprire tutta una serie di connessioni che legavano Sindona a importanti uomini politici, a mafiosi e perfino al Vaticano. Più si inoltrava tra i misteri dell’Italia finanziaria di allora, più riceveva pressioni e minacce finché nel 1979 venne assassinato da un killer fatto venire apposta dall’America da Sindona che, per questo delitto, venne condannato all’ergastolo. Il coraggio e la determinazione, nel suo tema, sono ben espressi da Marte congiunto a Venere nel secondo campo e sostenuto da Saturno e da Giove.

Giorgio Ambrosoli

Giorgio Ambrosoli

Quella notte di luglio, quando il killer fece fuoco contro di lui, Urano transitava su Mercurio mentre Saturno e il nodo lunare erano dissonanti proprio con la congiunzione Marte-Venere.

Testimone a rischio

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Piero Nava era un normalissimo agente di commercio che girava su e giù per l’Italia visitando i suoi clienti. Un lavoro che dovrebbe comportare, al massimo, il rischio di un incidente di macchina. A meno che il destino o l’imprevedibile non ci mettano lo zampino. E’ quello che succede nel settembre del 1990: mentre Nava se ne sta tranquillamente andando in macchina a visitare un cliente vede due giovani su una moto, armi in pugno, inseguire un uomo che fugge nei campi. Piero non lo sa ancora, ma quell’uomo è il giudice Livatino e lui è testimone oculare di un delitto di mafia. Ma è anche un uomo con una coscienza civile, perciò non si sottrae al suo dovere di cittadino. Anche quando capisce che le cose sono molto più complicate di quanto mai abbia potuto immaginare. Scatta un programma di protezione da parte dello Stato che costringe l’uomo a ribaltare completamente la propria vita: Nava non muore fisicamente, ma muore da un punto di vista anagrafico, sociale e professionale. Deve lasciare il lavoro, tagliare i ponti con la famiglia d’origine, amici e conoscenti. Con la moglie e i due figli è costretto a cambiare casa, identità, a sradicarsi da tutto ciò che conosce e che gli dà sicurezza, e a farlo più volte quando l’identità fittizia non è più sicura. Una situazione che metterebbe in crisi chiunque. Nava ha tenuto duro fino al processo, ha testimoniato, ha fatto condannare gli assassini del giudice Livatino, poi è sparito nel nulla di una nuova identità e di una nuova vita che si spera serena. Non ha sacrificato la vita al suo impegno civile, ma tutto il resto sì: francamente mi chiedo quale sia il sacrificio più duro. Toro con ascendente Gemelli e Urano all’ascendente, Nava è un venusiano con una forte componente saturnina, visto che Saturno è angolare e in ottimo aspetto con Marte che si congiunge al Sole: una persona solida, determinata, volitiva, uno che quando prende una decisione va fino in fondo.

Piero Nava

Piero Nava

Nel 1990, quando tutto cambiò e nulla fu più come prima, Saturno, Urano, Nettuno transitavano in Capricorno in ottimo aspetto con i pianeti di Nava nel segno del Toro, a sostenerne la convinzione di dover agire secondo coscienza e secondo giustizia. Il nodo, simbolo del destino, transitava invece dissonante in Aquario a indicare proprio lo sradicamento dalla propria realtà

Dalla realtà al cinema

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Sulla vicenda di Piero Nava e di Giorgio Ambrosoli negli anni scorsi sono stati girati due bei film. Curiosamente l’attore che ha impersonato l’avvocato milanese e il testimone del delitto Livatino è stato lo stesso, il bravissimo Fabrizio Bentivoglio. E poiché in astrologia nulla avviene per caso, non mi stupisce affatto ritrovare nel tema dell’attore una componente saturnina-venusiana che già ho notato negli altri. Bentivoglio è un Capricorno con Luna nel secondo campo e l’ascendente in Sagittario perfettamente inquadrato tra Venere nel primo campo e Saturno nel dodicesimo. L’attore, insomma, ha interpretato dei personaggi che, in qualche modo, gli somigliavano. A questo punto, se un regista volesse raccontare in un film la storia di Carlo Urbani, saprebbe quale attore deve scritturare…

Fabrizio Bentivoglio

Fabrizio Bentivoglio

Antonio e Melanie: il segreto di una coppia che resiste

domenica, agosto 22, 2010@ 1:40 PM
Author: GraZia

di Daniela di Menna

In un’epoca in cui i divorzi, i matrimoni plurimi, soprattutto nel jet set, sono all’ordine del giorno e non destano più scalpore, il fatto che una coppia di attori giovani e belli di Hollywood stia insieme appassionatamente da anni è risultata essere un fatto tanto clamoroso da passare come notizia in prima serata persino nel tg dell’ammiraglia della Rai di poche settimane fa.
Gli attori in questione sono il latino Antonio Banderas, uomo molto affascinante e sua moglie, la bellissima Melanie Griffith.

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La coppia resiste, se così possiamo dire, alle intemperie e all’usura del tempo, dato che sono sposati dal 1997, un record per i tempi brucianti di Hollywood. I due hanno una figlia, mentre dai precedenti matrimoni di lei sono nati altri due figli.
Studiando la relazione ho notato come nel tema di lui Venere sia congiunta a Plutone e non è un segreto delle crisi personali della moglie, dai tre matrimoni ai problemi di dipendenza dalla droga, inoltre Venere fa sestile a Nettuno, a rimarcare i paradisi artificiali ai quali si è appoggiata per anni e un trigono a Giove che la propende agli eccessi di ogni sorta. Ma la notizia non era sui problemi di droga della Griffith quanto alla resistenza coriacea dei due come coppia.

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Per studiare la coppia, come insieme di energie dei singoli, ho preso in esame la composita.

Nel tema composito ci sono molti elementi a favore della teoria per cui i due sembrino essere realmente uniti. Invece di iniziare dall’ascendente partirei dal Medio cielo che cade proprio nel segno del Capricorno, quello che dà struttura e resistenza. Il suo governatore, Saturno è a 25 del Sagittario in casa IX non congiunto tecnicamente al Medio cielo poiché questi è situato a 7 del Capricorno ma comunque in una posizione importante, alto nel cielo. Saturno fa degli ottimi aspetti, trigona il Sole che rappresenta la coppia e Mercurio, la comunicazione a tutti i livelli tra loro ma anche la figlia che evidentemente è un punto di forza nell’ambito della coppia stessa. Venere, d’altro canto, trigona il Medio cielo, l’amore tra loro sembra essere in una botte di ferro. La stessa Venere ripete la congiunzione con Plutone come nel tema di lui, un amore compulsivo, ferreo, che li lega indissolubilmente l’uno all’altro per di più tale congiunzione cade sulla cuspide della casa VI. Tale amore è proficuo anche nel campo lavorativo e i due infatti lavorano insieme nello stesso ambito. Inoltre, vista la valenza di Venere anche di portafortuna economico congiunta a Plutone che presiede le grandi ricchezze il tutto sestile a Giove in campo VII quello dei contratti, non sorprende che si classifichino tra le coppie più pagate di Hollywood. A chiosa di tanta complicità affettiva e lavorativa si staglia il nodo nord sulla cuspide della casa VII, una storia che il loro destino aveva già scritto e a cui probabilmente non potevano proprio sottrarsi.

Antonio Banderas

Antonio Banderas

Melanie Griffith

Melanie Griffith

Ma studiando la composita non si possono eludere gli aspetti dinamici che evidenziano innanzitutto che, sebbene problemi ce ne siano, sono tenuti molto ben celati al di fuori dell’ambito della coppia. La luna, simbolo primo delle emozioni e dei sentimenti della coppia, si trova in casa XII e riceve una pesante opposizione da Plutone ma anche da Venere. Ci sono segreti che difficilmente verranno alla ribalta, c’è una dipendenza emotiva tra loro non sempre sana e di difficile interpretazione. Anche il sestile della Luna alla Luna Nera parla di cose nascoste, dietro alla bella apparenza di coppia affiatata a felice probabilmente si nasconde altro. Tutto questo è ribadito a chiare lettere dagli aspetti decisamente dinamici che riceve Kirone da Urano, Sole e Mercurio. Lo stesso Marte, governatore dell’ascendente è nel punto più basso dell’oroscopo per di più nel segno lunare del cancro a ribadire che nella famiglia le cose non vanno poi così bene, c’è aggressività, ci sono forse episodi di sopraffazione in un senso univoco o forse bilaterale. Questa forma aggressiva di comunicazione non è però quello che il nodo nord nel segno della Bilancia chiede alla coppia e la quadratura con lo stesso Marte sottolinea l’importanza di lavorare su loro stessi per trasformare l’energia marziana più violenta in un’armonia di coppia che chiede Venere con la Bilancia in casa VII.

Integrato Banderas-Griffith

Integrato Banderas-Griffith

Alcune osservazioni di Robert Hand sulle tecniche previsionali

venerdì, agosto 20, 2010@ 10:36 AM
Author: GraZia

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Robert Hand: alcune osservazioni sulle tecniche previsionali e gli oroscopi integrati

E’ interessante rileggere il pensiero di Robert Hand a proposito delle tecniche di previsione. Lo studioso americano trova infatti utili transiti e progressioni, mentre, nella sua esperienza, ha trovato scarsa utilità nelle rivoluzioni solari e lunari anche se aggiunge di non essere pervenuto a conclusioni definitive in merito.
Come è noto a tutti gli studiosi italiani, anche Lisa Morpurgo sosteneva che l’unica tecnica previsionale utile fossero i transiti e negava qualsiasi utilità di altre tecniche.

“Un oroscopo integrato non si limita all’analisi delle potenzialità iniziali di una relazione. L’uso più comune di un oroscopo integrato è una specie di quello del tema di nascita, cioè un grafico statico che descrive l’inizio di una relazione. Ma con un oroscopo integrato si possono fare quasi tutte le cose che è possibile fare con un oroscopo convenzionale. Vi si possono calcolare progressioni e transiti, ed esiste perfino una tecnica che consente di fare le rivoluzioni solari su tale tipo di oroscopo.
I transiti sull’oroscopo integrato si possono calcolare con lo stesso metodo usato per gli oroscopi convenzionali. L’unica limitazione, che io sospetto possa presentarsi ma che non do per certa, consiste nel fatto che non ci si dovrebbe basare troppo sui mezzipunti (nei transiti) poiché i pianeti nell’oroscopo integrato sono già dei mezzipunti. In altre parole, si rischierebbe di esaminare transiti su «mezzipunti di mezzipunti». (omissis)
Le progressioni, o direzioni secondarie su di un oroscopo integrato si ricavano semplicemente calcolando l’oroscopo progressivo di ognuna delle persone interessate nella relazione, e quindi stilando un grafico integrato dei due oroscopi progressivi. La tecnica è la stessa dell’integrazione di due temi di nascita. Ricerche preliminari farebbero ritenere che il metodo funzioni abbastanza bene.
Allo stesso modo, si possono anche usare le direzioni di arco solare su un grafico integrato, semplicemente sottraendo il Sole integrato radicale dal Sole integrato progresso, e sommando tale arco a tutti i pianeti radicali integrati, secondo il metodo solito. Non ho ancora avuto modo di fare molta esperienza con questa tecnica, ma tutto lascia pensare che dovrebbe funzionare.
Per coloro che usano le direzioni terziarie, io direi che si possono fare anche per esse dei grafici integrati. Inoltre, la tecnica non dovrebbe differire da quella usata per integrare temi di nascita qualsiasi.
Io ho fatto un’esperienza estensiva con le rivoluzioni solari e lunari sui temi di nascita, ma non sono ancora pervenuto a conclusioni definitive al loro riguardo. Non ho riscontrato che i temi di rivoluzione siano molto attendibili, sia che vengano fatti basandosi sullo zodiaco siderale che su quello tropico. Tuttavia, per coloro che vogliono cimentarvisi, la tecnica consiste semplicemente nella stilare un grafico per il ritorno del Sole o della Luna sulla propria posizione nel tema natale integrato. La cosa si può fare basandosi sia sullo zodiaco tropico che su quello siderale. Però è necessario calcolare il Sole integrato approssimato fino al secondo di arco. Data la mia attuale incertezza riguardo agli oroscopi di rivoluzione, non ho fornito alcun esempio in proposito fra i casi dimostrativi trattati.
A coloro che, tra noi, si dedicano agli oroscopi integrati, possono venire in mente altre tecniche, ma nessuno di noi ha fatto finora grandi esperienze con esse. Molte ricerche sono tuttora in corso. (omissis)
L’oroscopo integrato fornisce un campo di ricerca pressoché illimitato. Io invito chiunque vi sia interessato a sperimentare queste tecniche e a far conoscere i risultati ottenuti a tutti gli studiosi di astrologia.“

R. Hand – Astrologia della coppia – Armenia, Milano, 1985, pagg. 29-30

Oltre l’orizzonte

lunedì, agosto 9, 2010@ 12:37 PM
Author: GraZia
Alba a Porto Santo

Alba a Porto Santo

Oltre l’orizzonte
di Grazia Bordoni e Rita Bilucaglia
Congresso di Milano, marzo 1987

Nella necessaria semplificazione dei manuali la casa dodicesima viene associata, come sappiamo, alle prove della vita, alla solitudine, alle lunghe permanenze in luoghi chiusi e mai piacevoli come ospedali, collegi, carceri e così via. E’ associata alle disgrazie, ai sacrifici, ai dolori, alle malattie, ai nemici nascosti(1), all’alienazione dal presente e dal materiale, perciò a tutte le forme di genio, di sregolatezza e di pazzia. Solo di sfuggita si aggiunge, per analogia con il segno dei Pesci, qualche considerazione sul rapporto tra casa dodicesima, infinito e senso del trascendente.
Eppure il numero dodici è ricco di significati simbolici(2): basti dire che rappresenta l’universo nella sua complessità interna, che nelle civiltà antiche viene considerato il numero delle divisioni spazio-temporali in quanto rappresenta la moltiplicazione dei quattro elementi (Fuoco/Terra/Aria/Acqua) per i tre principi alchemici (zolfo/sale/ mercurio), oppure il prodotto dei quattro punti cardinali per i tre piani del mondo.
Ancora più nota è l’importanza che il dodici assume nella simbologia cristiana: dal numero delle porte di Gerusalemme a quello degli apostoli, il significato ruota intorno a un concetto di creazione-ricreazione derivante dalla combinazione del quattro-mondo-spaziale con il tre-tempo-sacrale. Se dunque il dodici è, contemporaneamente, espressione della massima molteplicità e dell’estrema sintesi che confluiscono – o sconfinano – l’una nell’altra, è inevitabile che i significati della casa dodicesima/Pesci siano molto più articolati e complessi di quelli a cui siamo abituati e che l’itinerario da seguire per scoprirli debba essere in qualche modo alternativo rispetto ai consueti criteri di lettura. Cerchiamo dunque di visualizzare la linea dell’orizzonte di un qualsiasi oroscopo, linea che corrisponde all’asse Ascendente/Discendente.
Il punto che noi chiamiamo Ascendente segna l’inizio della linea di demarcazione tra la prima casa e la dodicesima. Se continuiamo a osservare questa linea ci accorgiamo anche che la prima casa è sotto l’orizzonte, mentre la dodicesima è sopra. Tradotto in senso temporale l’Ascendente corrisponde all’alba, cioè al momento in cui il Sole, emergendo dal buio della notte e levandosi sopra l’orizzonte, si riafferma quale apportatore di luce e di vita. Espresso in termini zodiacali il Sole emerge dal buio della casa I, posta sotto l’orizzonte, e sorge quindi nella dodicesima. Il fatto è sorprendente, anche perché siamo abituati a una lettura in senso antiorario – dall’Ariete al Toro, ai Gemelli fino ai Pesci – e non a una lettura in senso orario come invece ci propone il movimento del Sole che sorge a est in Ariete, culmina a sud in Capricorno e tramonta a ovest in Bilancia. Risulta poi difficile conciliare questa forza solare con i consueti attributi della casa dodicesima, nonché con la tradizionale lettura restrittiva e comunque angosciosa e deviante del Sole in dodicesima, cui s’attribuiscono prove morali, ostacoli, vita segreta, destino di solitudine, alienazione mentale, scarsa salute eccetera.

Alba a Rodi

Alba a Rodi


Ma è incontestabile che il Sole sorga proprio in dodicesima e che qui risplendano le prime luci dell’alba: l’ultimo segno dello Zodiaco è il primo a vedere il Sole. Come non pensare alle parole di Cristo: “Beati gli ultimi, perché saranno i primi nel Regno dei Cieli”?
Sorgere in latino si dice orior, e orior è contenuto in morior, vale a dire il nascere è contenuto nel morire. La differenza è tutta in quella “M”, dodicesima lettera dell’alfabeto greco-latino, che diventa essa stessa simbolo di quella sintesi che si realizza quando i due opposti – la fine e l’inizio, la morte e la nascita – si toccano e diventano parte integrante l’uno dell’altro, non più termini contrapposti di una realtà antitetica. E allora la casa dodicesima-Pesci ci porge un concetto di morte-fine non quale evento drammatico e irreparabile, ma come presupposto necessario a una nascita-inizio.
Dopo tutto l’alba, inizio del dì, sancisce la fine, cioè la “morte” della notte. La notte muore e nasce il dì, ma il giorno contiene ambedue, così come in termini stagionali nel medesimo punto muore l’inverno e nasce la primavera, ambedue contenuti nell’anno.
Ma sono davvero due estremi, o non sono piuttosto l’uno conseguente l’altro, per cui bisogna morire per nascere? Il principio vale anche per la vita, infatti il feto deve morire come tale per nascere come bambino, cioè come forma più evoluta rispetto a quella originaria. E’ una morte/rinascita che si compie nella carne, nella materia, il travaglio del parto è come una lotta che viene ingaggiata nella madre e nel figlio per liberare la carne dell’uno e dell’altro: lotta=agone=agonia=morte. Questo è l’ultimo atto di una lotta marziana che è affermazione di un nuovo individuo e distacco dal macrocosmo/madre in cui il feto è vissuto fino a quel momento. Il neonato è colui che ha conquistato l’accesso alla dimensione mortale. In greco “mortale” si dice “brotòs”, di cui ritroviamo la radice nell’italiano “bruto”, aggettivo spesso associato al termine “materia”, quando si vuol definire un’entità informe, non ancora plasmata. E, in fondo, il concetto non cambia quando è l’uomo a essere definito “bruto”: non si vuole forse intendere, con questo termine, un essere che non si è plasmato né evoluto? E allora brotòs-mortale è l’uomo-materia-da-plasmare e la vita umana non è altro che il tempo e lo spazio in cui il processo evolutivo ha modo di realizzarsi, di pervenire a uno stato di compiutezza che prelude un’esperienza nuova, desiderata e per nulla temuta. E’ la morte suggerita dal verbo greco “thanomai” che, alla lettera, significa “desiderio di morire”, una morte come esperienza oltre la materia e non contro di essa.
Chi ha esperienza di malati terminali(3) racconta che vi sono fasi precise ricorrenti in ogni malato: dal riconoscimento della malattia, alla lotta contro di essa, fino all’accettazione e al distacco dalla realtà che prelude la morte. Quando il malato muore nell’ultima fase, la sua è una morte facile, un vero e proprio trapasso (trapassare = passare oltre). Ben diverso è quando la morte sopravviene in una fase precedente: è una morte dolorosa, difficile. In termini zodiacali l’ottava casa – casa occulta e della morte – può indicare una morte sofferta perché l’individuo è ancora legato alla materia e, indipendentemente dall’età, teme il distacco dalla carne in quanto percepisce di non avere ancora esaurito la sua esperienza da “brotòs”, cioè da essere incarnato. In questo senso l’ottava casa mostra la lotta contro una morte prematura non accettata quindi temuta e angosciante, mentre la dodicesima propone il distacco dalla materia perché questa non è più necessaria all’individuo che si appresta consapevole a morire e a rinascere in una forma più evoluta, cosi come il disgelo invernale dei Pesci prelude alla rinascita primaverile dell’Ariete. Il Sole che sorge in dodicesima ci indica quindi una morte passaggio verso la nostra individuale resurrezione.
Del resto anche la Resurrezione di Cristo avviene all’alba: “Era passato il sabato, anzi già splendeva la luce del primo giorno” dice Matteo(4) e Marco conferma: “E di buon mattino il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro, quando il sole era già alzato…”(5).
Siamo abituati a pensare al Sole in prima casa come a un Sole forte, ma se pensiamo alla linea dell’orizzonte il Sole in prima è un Sole che non è ancora sorto, è un Sole al buio, nascosto in una zona oscura e perciò rappresenta un essere in fieri che non ha ancora conquistato la luce, un essere ancora primordiale, istintuale.
La nascita che avviene nella casa I/Ariete/inizio suggerisce un itinerario graduale che porterà alla luce della dodicesima attraverso l’esperienza insita nella sequenza dei dodici segni. Gradualità difficile da accettare per chi ha il Sole in dodicesima: costui sente la luce dentro di sé e aspira a una perfezione, a una compiutezza inconciliabili con lo stato mortale di brotòs. E talvolta la tentazione di prendere una scorciatoia con il suicidio è irresistibile. Nella dodicesima l’assoluto s’impone con forza accecante: il nocciolo delle famigerate devianze che tanto amiamo leggere in questa casa, è tutto qui. Se vogliamo, queste devianze perpetuano il dramma di Lucifero, l’angelo perfetto, colui che “porta la luce” della dodicesima e che, abbagliato dalla visione della propria perfezione, incorre nella dannazione sprofondando nel buio degli Inferi, cioè regredendo a uno stato istintuale indifferenziato.
In definitiva, quella luciferina è la devianza di chi, identificatosi nell’assoluto, rimane prigioniero del suo essere brotòs, precludendosi ogni possibilità evolutiva. Questo stesso concetto di regressione è espresso anche da Dante quando, all’inizio del suo viaggio di individuazione, dice: “Temp’era dal principio del mattino, / e ‘l sol montava ‘n su con quelle stelle / ch’eran con lui quando l’Amor divino / mosse di prima quelle cose belle”(6).
Dante si smarrisce nella selva del peccato “al principio del mattino”, cioè all’alba, mentre il Sole si trova nella costellazione dell’Ariete: siamo di nuovo in bilico sull’asse dell’orizzonte, tra prima e dodicesima. Nella prima c’è il buio dell’istinto, la selva oscura in cui l’uomo rischia di cadere e di smarrirsi, nella dodicesima c’è la luce della rivelazione e della resurrezione. Il viaggio di Dante si compie tra i due estremi, Ariete e Pesci, che non sono solamente segni estremi, ma sono anche contigui e questa contiguità è sottolineata proprio dal cammino del Sole/coscienza dal mondo delle tenebre istintuali alla luce della trascendenza.
La tradizione astrologica associa la casa dodicesima ai luoghi di pena e alle sofferenze: ma anche il Purgatorio è un luogo di espiazione e può quindi essere assimilato alla morte della materia incarnata, brotòs, in funzione di una nascita-rinascita in una dimensione trascendente.
Ma “Purgatorio” significa luogo di espiazione; espiare, alla lettera, vuol dire “uscire dalla pena”. Se il Purgatorio è espiazione è anche sofferenza che trasforma e libera: che ciò si traduca spesso in dolore fisico o psichico è inevitabile in quanto siamo legati alla nostra realtà materiale ed è per questo che nella dodicesima casa siamo soliti leggere anche le lunghe malattie che spesso si consumano in luoghi chiusi e vi associamo, per traslato, i problemi di salute. Ma la parola salute deriva dal latino salus che significa anche salvezza. Ecco dunque che ancora, nella casa dodicesima, possiamo leggere la mancanza di salute, cioè la malattia, come esperienza della morte materiale finalizzata alla rinascita in una forma più evoluta della precedente. Osserva bene Rudhyar che “la sofferenza che proviene dalle metamorfosi sperimentate in dodicesima ha un’acutezza e una qualità di inevitabilità che può renderla più difficile da sopportare. Non si può ricorrere contro l’universo, salvo che rinascere fuori dall’universo”(7). E nel momento del trapasso, di fronte alla morte, l’uomo è solo, nella solitudine della casa dodicesima. Ma è una solitudine necessaria, come avverte Hillman: “l’esperienza della morte, infine, è necessaria per potersi separare dal flusso collettivo della vita e scoprire l’individualità. L’individualità richiedecoraggio per scegliere la prova della vita e per entrare nell’ignoto tramite la propria decisione”(8).
Nella casa dodicesima vi è dunque il coraggio. Certo, non quello cieco e incosciente dell’Ariete/casa prima, in qualche modo sempre legato alla materia e all’istinto, ma è quell’energia che di solito chiamiamo “forza d’animo”, è, cioè, il coraggio dell’anima, qualche cosa di lucido, consapevole, illuminato, già oltre la dimensione umana e proprio per questo più difficile da interpretare nella realtà per chi lo possiede e da perdonare per chi lo subisce – cioè il collettivo/casa sesta.
E’ come se la pura forza energetica della casa prima, passando con il Sole oltre l’orizzonte, si trasformasse in forza psichica: per questo il Sole in dodicesima è un Sole forte, dalle potenzialità particolarmente vive. Constatazione, questa, che coincide anche con la teoria dei ritmi cicardiani secondo cui il massimo di potenzialità intellettuale nell’uomo viene raggiunto nelle prime ore dopo il risveglio, il che equivale – in termini simbolici se non strettamente reali – alle prime ore del mattino, cioè sempre alla posizione del Sole in dodicesima.
Per inciso, nell’epica classica i sogni del mattino vengono considerati veridici. Questo ci porta a riflettere sul fatto che l’alba è il momento in cui il Sole è più freddo e può essere osservato a occhio nudo, come la Luna. Quasi che all’alba il Sole si facesse Luna, aprendo la porta di comunicazione tra conscio-solare e inconscio-lunare. I sogni dell’alba sono più veritieri, certo, perché il Sole freddo non brucia il messaggio onirico/lunare e la parte conscia di noi, facendosi più ricettiva, riesce a cogliere ciò che l’inconscio gli suggerisce con il sogno.
Certo la potenzialità della casa dodicesima, il prezzo che la sua luce richiede in termini di solitudine e sofferenza, a qualcuno può sembrare eccessivo e la tentazione di evitarlo può diventare soverchiante: in altri termini il “pazzo” (come il drogato o l’alcolizzato) è colui che non vuole portare la sua croce, volge le spalle alla luce (o si identifica in essa), perdendosi cosi nel grigio sollievo di un limbo indifferenziato. Chi invece ha la forza di riconoscere la propria anima e di seguire la via che, con il Sole, porta oltre l’orizzonte, verso la luce dell’alba, sa che là, nella dodicesima casa, non ci saranno due estremi che si toccano, vita e morte contrapposti, ma l’incontro di due gradini della medesima scala, e l’essere che termina il suo ciclo biologico è pronto per trasformarsi e rinascere in forma più evoluta. Non a caso alla dodicesima/Pesci corrispondono i piedi, elemento indispensabile alla posizione eretta dell’uomo, la cui conquista è stata la prima importantissima tappa dell’evoluzione umana. Ed è qui che possiamo collocare anche il detto “spes ultima dea” dove ritroviamo il concetto di ultimo. Ma d’altra parte si dice anche “finché c’è vita c’è speranza”. Di nuovo il concetto di ultimo è associato a quello di vita. Ecco, a tutte le numerose attribuzioni della casa dodicesima, vorremmo oggi aggiungerne un’altra: la casa dodicesima è anche la casa della speranza, dove meglio si esprimono le parole stesse di Cristo: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non cammina nelle tenebre, ma avrà luce di vita”(9).

(1) Cfr. C. Discepolo, Guida all’Astrologia, Armenia, pag. 108
(2) Cfr. J. Chevalier e A. Gheerbrant, Dizionario dei simboli, BUR, v. I, pag. 392
(3) Cfr. E. Kubler-Ross, Domande e risposte sulla morte e il morire, Edizioni Red/Studio redazionale
(4) Cfr. San Matteo, 28, I
(5) Cfr. San Marco, XI, 2
(6) Cfr. Dante, Inferno, I, vv. 37 e segg.
(7) Cfr. D. Rudhyar, Le case astrologiche, Astrolabio, pag. 133
(8) Cfr. J. Hillman, Il suicidio e l’anima, Astrolabio, pag. 49
(9) Cfr. San Giovanni, 8, 12

Alba a Rodi

Alba a Rodi

Finche’ la barca va…

lunedì, agosto 9, 2010@ 11:47 AM
Author: GraZia

Criscis'

Ma quando non va… si impianta e lascia tutti a terra come ci racconta Tom Crisci in questo articolo:
http://www.astrologiario.com/CldTiRR0810.htm

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