Archive for Astrologia e psicologia

Hillmann e l’astrologia

by: GraZia ottobre 29, 2011

Per gentile concessione di Linguaggio Astrale e del sito di Convivio
CONFERENZA MAGISTRALE
di James Hillman
Traduzione di Margherita Fiorello
Pubblicata nel n° 129 di Linguaggio Astrale

All’interno delle sue sfere, il Cielo trattiene la metà di tutti i corpi e di tutti i mali (Paracelso)

Sicuramente riconoscerete che il fatto che io sia qui mostra una considerevole audacia: chutzpah, forse [...]

Rosenblum – La guida al counseling (fine)

by: GraZia gennaio 22, 2011

CONCLUSIONE: L’ASTROLOGIA E LA PSICOTERAPIA RIESAMINATE
 
I collegamenti tra astrologia e psicoterapia che ho cercato di tratteggiare in questo libro sono, in effetti, molto più complessi e meriterebbero un quadro più completo, una tavolozza più ricca. E ci sono molte prospettive da cui osservarli.
Da un certo punto di vista possiamo vedere come i metodi usati dall’astrologo [...]

Rosenblum – Guida al counseling (40)

by: GraZia gennaio 20, 2011

NON RIUSCIRE A RICONOSCERE I PROPRI CONFLITTI NON RISOLTI
 
Poiché tutti hanno qualche persistente conflitto interiore, anche minimo, è comprensibile che certi tipi di clienti attivino queste aree della vita intima dell’astrologo. Questo non interferirà con il counseling se l’astrologo sarà consapevole del suo conflitto non risolto e avrà l’obiettività e il controllo razionale necessario a [...]

Rosenblum – La guida dell’astrologo al counseling (39)

by: GraZia gennaio 13, 2011

PROPORRE UN BLANDO POSITIVISMO
 
Altro problema fondamentale è la tendenza di un certo tipo di astrologi a concentrarsi solo sugli aspetti “positivi” del tema natale del cliente. Quel tipo di astrologo tratta le parti conflittuali del grafico come “meravigliose opportunità di crescita” (e lo sono) ed evita le possibilità inquietanti della personalità del cliente.
E’ vero che [...]

Rosenblum – La guida dell’astrologo al counseling (38)

by: GraZia gennaio 7, 2011

DISTACCO EMOTIVO
Una conseguenza importante dell’atteggiamento di superiorità, a livello interpersonale, è quella di porre il professionista a una distanza emotiva dal cliente. Questa distanza salvaguarda il counselor dall’essere influenzato dalla personalità del cliente, evita anche che vengano stimolati aspetti indesiderabili del professionista stesso. In questo modo la pretesa di onniscienza può agire come un bozzolo [...]