di Grazia Bordoni
Un’epidemia dimenticata
I primi mesi del 2003 portarono al mondo una sgradita sorpresa: con gli ultimi guizzi di Saturno in Gemelli in opposizione a Plutone in Sagittario era arrivata, del tutto inaspettata, un’epidemia che ha mietuto vittime per ogni dove facendo venire in mente a tutti certi flagelli medioevali, quando la peste falcidiava le popolazioni. Una polmonite atipica, denominata poi SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), si era sviluppata in Cina ma da lì si era rapidamente propagata anche negli altri continenti quale nefasto effetto di una globalizzazione ormai inarrestabile. Casi mortali in Cina, sembra tenuti nascosti dalle autorità, a Hong Kong, e poi in Canada. Nel giro di poche settimane il contagio si era diffuso e si erano verificati casi anche in Italia.
Ma nel giro di poco tempo la diffusione del virus fu bloccata e la Sars finì nel dimenticatoio insieme alla mucca pazza per lasciare il passo ad altri contagi che sembrano avere l’unico merito di arricchire le case farmaceutiche produttrici di inutili vaccini come nel recente caso della febbre suina.
La polmonite atipica è provocata da un virus che sembra possedere grandi capacità di adattamento. Oggi, a distanza di anni, circola la voce che il virus della Sars fosse il risultato di un esperimento di laboratorio finito male.
Il primo a capire che si era davanti a una malattia infettiva nuova e pericolosa fu un medico italiano, Carlo Urbani, infettivologo di Medici senza frontiere di stanza in Vietnam. Purtroppo Urbani stesso rimase contagiato: come se ne accorse fece rimpatriare moglie e figli e si fece ricoverare a Bangkog dove morì alla fine di marzo del 2003.
Eroi borghesi

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Ci sono persone che si trovano, magari per circostanze particolari, a vivere situazioni del tutto straordinarie. E che reagiscono ad esse con eccezionale fermezza, senso civico e coraggio personale. Persone che, per essere coerenti con sé stessi e con le proprie convinzioni, finiscono con il diventare eroi. Eroi borghesi. Così è stato definito in un bellissimo film di Michele Placido del 1995 Giorgio Ambrosoli, liquidatore della banca di Sindona e per suo ordine ucciso da un sicario. Perché borghese? Credo per due ragioni. Intanto perché borghese si contrappone a militare e quindi significa civile: il soldato, per definizione, ha certo più occasioni, se non inclinazione, per atti di eroismo o di coraggio estremo. Il civile, in quanto tale, cerca di tenersi ben lontano da situazioni potenzialmente pericolose. In senso etimologico borghese deriva borgo e significa quindi cittadino. Il borghese è quindi una persona qualunque che vive in mezzo agli altri in una comunità. Si adatta dunque molto bene questa definizione di eroi borghesi a persone “qualsiasi” che si sono trovate a fronteggiare situazioni eccezionali per via del loro lavoro o del caso e che si sono comportate con coraggio straordinario.
Da un punto di vista dei simboli astrologici il soldato è marziano, il borghese è venusiano: siamo dunque sull’asse Ariete-Bilancia.
Medico senza frontiere

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Carlo Urbani aveva un sogno da realizzare: esercitare la sua professione di medico là dove forse ce n’era più bisogno, dove la gente muore ancora perché non si nutre a sufficienza, dove la mortalità infantile è ancora altissima perché nessun bambino viene vaccinato, dove ancora vige la selezione naturale ed è il più forte che sopravvive. Deciso e determinato come solo una Bilancia con ascendente Capricorno sa essere (e quindi saturnino che più saturnino non si può) si è mosso senza mai perdere di vista l’obiettivo finché l’ha raggiunto. Aggregato a Medici senza frontiere, organizzazione per la quale tempo fa aveva ritirato il Premio Nobel per la pace, era stato destinato in Vietnam dove si era recato con grande entusiasmo. Sole e Nettuno nel nono campo esprimono molto bene un idealismo e un senso etico senza confini oltre alla disponibilità a raggiungere i più remoti angoli della Terra: non per nulla il nono campo è in analogia con tutto ciò che è lontano. Saturno, pianeta che “governa” sia l’ascendente che il segno solare è nel decimo campo, una posizione molto forte che suggerisce come Urbani abbia riversato tutte le sue energie ma anche la sua coerenza e il suo senso etico nella professione. Per contro Venere, pianeta che “governa” il Sole e il nono campo, si trova nell’ottavo a simboleggiare la possibilità che i sogni, i progetti racchiudano in sé un pericolo di morte.

Carlo Urbani
Urano transitava al trigono di Nettuno ma quadrato a nodo e a Saturno in campo decimo, Saturno transitava al sestile della Luna, il nodo era esattamente in opposizione a Saturno, governatore dell’ascendente: il successo che porta alla morte o la morte come prezzo del successo scientifico.
Solo contro tutti
Giorgio Ambrosoli, Bilancia ascendente Bilancia, venusiano e saturnino come nessun altro, visto che la Bilancia è governata da Venere e ospita l’esaltazione di Saturno, era un uomo dotato di vivace intelligenza e di un forte senso della giustizia: ma era anche un uomo di grandi ideali, come testimonia il Sole nel dodicesimo campo.

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Forse fu proprio per queste sue qualità che fu scelto come liquidatore della banca che faceva capo a Michele Sindona, discusso finanziere in odore di mafia, “suicidatosi” nel 1986 in carcere a Voghera con un caffè un po’ troppo corretto. Ambrosoli, avvocato civilista, prese il suo lavoro molto sul serio, come del resto era nel suo carattere, finendo con lo scoprire tutta una serie di connessioni che legavano Sindona a importanti uomini politici, a mafiosi e perfino al Vaticano. Più si inoltrava tra i misteri dell’Italia finanziaria di allora, più riceveva pressioni e minacce finché nel 1979 venne assassinato da un killer fatto venire apposta dall’America da Sindona che, per questo delitto, venne condannato all’ergastolo. Il coraggio e la determinazione, nel suo tema, sono ben espressi da Marte congiunto a Venere nel secondo campo e sostenuto da Saturno e da Giove.

Giorgio Ambrosoli
Quella notte di luglio, quando il killer fece fuoco contro di lui, Urano transitava su Mercurio mentre Saturno e il nodo lunare erano dissonanti proprio con la congiunzione Marte-Venere.
Testimone a rischio

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Piero Nava era un normalissimo agente di commercio che girava su e giù per l’Italia visitando i suoi clienti. Un lavoro che dovrebbe comportare, al massimo, il rischio di un incidente di macchina. A meno che il destino o l’imprevedibile non ci mettano lo zampino. E’ quello che succede nel settembre del 1990: mentre Nava se ne sta tranquillamente andando in macchina a visitare un cliente vede due giovani su una moto, armi in pugno, inseguire un uomo che fugge nei campi. Piero non lo sa ancora, ma quell’uomo è il giudice Livatino e lui è testimone oculare di un delitto di mafia. Ma è anche un uomo con una coscienza civile, perciò non si sottrae al suo dovere di cittadino. Anche quando capisce che le cose sono molto più complicate di quanto mai abbia potuto immaginare. Scatta un programma di protezione da parte dello Stato che costringe l’uomo a ribaltare completamente la propria vita: Nava non muore fisicamente, ma muore da un punto di vista anagrafico, sociale e professionale. Deve lasciare il lavoro, tagliare i ponti con la famiglia d’origine, amici e conoscenti. Con la moglie e i due figli è costretto a cambiare casa, identità, a sradicarsi da tutto ciò che conosce e che gli dà sicurezza, e a farlo più volte quando l’identità fittizia non è più sicura. Una situazione che metterebbe in crisi chiunque. Nava ha tenuto duro fino al processo, ha testimoniato, ha fatto condannare gli assassini del giudice Livatino, poi è sparito nel nulla di una nuova identità e di una nuova vita che si spera serena. Non ha sacrificato la vita al suo impegno civile, ma tutto il resto sì: francamente mi chiedo quale sia il sacrificio più duro. Toro con ascendente Gemelli e Urano all’ascendente, Nava è un venusiano con una forte componente saturnina, visto che Saturno è angolare e in ottimo aspetto con Marte che si congiunge al Sole: una persona solida, determinata, volitiva, uno che quando prende una decisione va fino in fondo.

Piero Nava
Nel 1990, quando tutto cambiò e nulla fu più come prima, Saturno, Urano, Nettuno transitavano in Capricorno in ottimo aspetto con i pianeti di Nava nel segno del Toro, a sostenerne la convinzione di dover agire secondo coscienza e secondo giustizia. Il nodo, simbolo del destino, transitava invece dissonante in Aquario a indicare proprio lo sradicamento dalla propria realtà
Dalla realtà al cinema

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Sulla vicenda di Piero Nava e di Giorgio Ambrosoli negli anni scorsi sono stati girati due bei film. Curiosamente l’attore che ha impersonato l’avvocato milanese e il testimone del delitto Livatino è stato lo stesso, il bravissimo Fabrizio Bentivoglio. E poiché in astrologia nulla avviene per caso, non mi stupisce affatto ritrovare nel tema dell’attore una componente saturnina-venusiana che già ho notato negli altri. Bentivoglio è un Capricorno con Luna nel secondo campo e l’ascendente in Sagittario perfettamente inquadrato tra Venere nel primo campo e Saturno nel dodicesimo. L’attore, insomma, ha interpretato dei personaggi che, in qualche modo, gli somigliavano. A questo punto, se un regista volesse raccontare in un film la storia di Carlo Urbani, saprebbe quale attore deve scritturare…

Fabrizio Bentivoglio