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Saturno e il complesso di inferiorita’ culturale

sabato, luglio 10, 2010@ 4:44 PM
Author: GraZia
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di Grazia Bordoni

Ci sono delle situazioni ricorrenti nella vita di tutti i giorni che, a un certo punto, stimolano la nostra curiosità di astrologi e ci inducono a riflettere sul significato simbolico delle situazioni. Almeno, a me succede.
Mi è capitato di osservare che alcune persone hanno un atteggiamento particolare nei confronti della propria preparazione culturale, che devono continuamente ostentare e sottolineare come se essere colti fosse una prerogativa solo loro. Una di queste la conosco molto bene perché è mia sorella.
Nonostante sia Vergine con Ascendente Bilancia, mia sorella deve sempre dimostrare di saperla più lunga degli altri, di essere meglio informata, di possedere conoscenze più ampie. Ci tiene molto a dimostrare, insomma, di essere una persona colta. Da quando si è messa a viaggiare, forte del suo Giove nel nono campo, si documenta con grande precisione circa la storia, la cultura, l’arte dei paesi che visita e ostenta con orgoglio queste sue conoscenze, mentre non nasconde un certo disprezzo nei confronti di quei suoi compagni di viaggio che non sanno abbastanza delle civiltà che incontrao.
Nei miei confronti ha sempre una metaforica bacchetta in mano. Quello che io dico viene ignorato o contraddetto sistematicamente anche nelle situazioni quotidiane e banali. La mattina di Natale, per esempio, voleva uscire a comprare il giornale. Le dissi che i giornali non uscivano a Natale. Mi obiettò piccata che il giorno precedente era un normale giorno lavorativo, sicché non c’era motivo per cui i giornali non dovessero essere in edicola. Per convincerla (ma chi me lo fa fare?) dovetti mostrarle un quotidiano del giorno precedente dove era scritto appunto che i giornali non sarebbero stati in edicola né a Natale, né a Santo Stefano (come per ogni anno, per altro).
Una volta pensavo che ciò fosse dovuto a una sorta di complesso di “sorella maggiore” aggravato dal fatto che io ho frequentato il liceo classico e mi sono laureata in lettere, mentre lei si è diplomata in ragioneria e ha lasciato l’Università quasi subito. Come se, più o meno inconsciamente, non potesse ammettere che la sorella “piccola” potesse fare qualche cosa meglio di lei.

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Ma poi ho conosciuto una persona che assomiglia per certi versi a mia sorella. Anna sembra scappata da un manuale sull’Ariete: dominatrice, aggressiva, protagonista sempre e comunque. L’ascendente Pesci la obbliga a talune fragilità che appaiono del tutto incongruenti nel suo temperamento: tanto è pronta a discutere a brutto muso con chiunque, tanto è terrorizzata dalle malattie, quasi sviene alla vista del sangue.
Professionalmente ha molti numeri, è ben preparata, ha fatto anche una discreta carriera, ma si é arenata davanti al gradino più importante e non è riuscita a compiere il salto di qualità verso posizioni di dirigenza. Il problema è molto semplice: da buon Ariete, è molto competitiva, non accetta di avere dei “capi” più giovani e maschi, entra regolarmente in rotta di collisione con i medesimi e finisce con il dover cambiare lavoro o ufficio o società. Il film è sempre lo stesso e si ripete identico ogni volta.
Abbiamo viaggiato insieme all’estero diverse volte. Nei viaggi organizzati Anna finiva con avere dei battibecchi a turno con quasi tutti i componenti del gruppo, spesso mettendomi in situazioni imbarazzanti. Ultimamente abbiamo scelto soluzioni di viaggi individuali, con mio grande sollievo. Naturalmente prima di partire lei si documenta sempre in modo approfondito sul paese che visiteremo, legge metodicamente la guida e, aiutata da una memoria formidabile, sa sempre tutto di tutto. A me sta bene così, se ho bisogno di un particolare storico o artistico chiedo a lei senza fare la fatica di rintracciarlo sulla guida: in questo modo siamo contente in due. Per inciso, anche la mia amica ha Giove nel nono campo.
Pur avendo quattro pianeti nel nono campo (ma non Giove!) e amando moltissimo viaggiare, io mi documento solo il minimo indispensabile prima di partire. Mi piace vedere i luoghi senza preconcetti, assaporarli con quel tanto di sorpresa che viene dalle cose che non conosci e che non hai immaginato, mi piace ascoltare le guide locali, parlare con la gente. Non so come mai, ma mi piace di più così. Al ritorno dal mio viaggio in Australia, per esempio, lessi “Le vie dei canti” di Bruce Chatwin e devo dire che il piacere fu grandissimo: leggevo e sapevo esattamente di che cosa stava parlando l’autore, rivedevo i luoghi, le scene, tutto. Naturalmente, gran parte delle persone che erano con me in quel viaggio l’avevano invece letto prima, ma se io l’avessi letto prima del viaggio l’avrei capito e apprezzato in misura minore, almeno credo. Be’, sono sempre stata un po’ bastian contrario.

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Anche Anna ha sempre una metaforica bacchetta in mano: discute su tutto con tutti, spesso con un tono che non ammette repliche – lei ha ragione e gli altri hanno torto per default. Una volta in California fece una lunga discussione con un compagno di viaggio su come si diceva in inglese “dammi il cinque” pretendendo di avere ragione in quanto “aveva visto troppi film americani”. A parte che i film americani che vede sono doppiati in italiano, la persona con cui discuteva era perfettamente bilingue e per lavoro passava più tempo negli Stati Uniti che in Italia.
E’ capitato un paio di volte che facessimo delle discussioni sull’uso di espressioni della lingua italiana: se pensavo che le mie competenze scolastiche e professionali potessero valere qualche cosa, sbagliavo di grosso. Eppure la mia amica è fornita di un bel diploma in ragioneria, non certo di una laurea in lettere (mi aspetto sempre che, da un momento all’altro, si metta a discutere con me anche di astrologia…).
Naturalmente, scavando un po’, vien fuori che in realtà si rammarica di non aver potuto frequentare il liceo e si capisce che sotto sotto c’è un complesso di inferiorità culturale che deve essere compensato con l’aggressività e la continua dimostrazione di saperne più degli altri.
Anna e mia sorella non sono le uniche. Ho conosciuto anche altre persone con un evidente complesso di inferiorità culturale compensato con l’ostentazione e l’autocelebrazione del proprio sapere.
Di solito, chi ci tiene a sottolineare di essere una persona colta, in realtà lo è solo in parte. Spesso si tratta di persone più erudite che colte. C’è una bella differenza: la cultura, infatti, presuppone la rielaborazione personale dei concetti, l’erudizione no. Citare il pensiero di un autore, riassumere un libro o raccogliere l’iconografia relativa a un argomento non sono affatto operazioni culturali, se sono fine a sé stesse, se non sono legate alla riflessione personale e all’analisi del significato di quanto si cita o si mostra, se non portano a una crescita interiore. E’ semplicemente mettere in vetrina una serie di nozioni che – oltre a tutto – chiunque potrebbe apprendere.

A un certo punto della mia vita ho realizzato che conoscevo diverse persone come Anna e mia sorella e che erano tutte donne e tutte ragioniere. Sono solo cinque, non certo un numero statisticamente significativo, tuttavia sufficiente per stimolare la curiosità dell’astrologo.
Conosco infatti diversi uomini con il medesimo titolo di studio che non hanno mai manifestato alcun complesso di inferiorità culturale né si ritengono in dovere di dimostrare di essere particolarmente informati o acculturati: anzi, non gliene importa proprio niente. Così è stato per mio padre, così è per il mio compagno, tanto per restare in famiglia.
Mi sono chiesta se tutto ciò potesse avere un preciso significato, spiegabile anche astrologicamente.

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Se è una sindrome che, come sembra, colpisce soltanto le signore, infatti, siamo in pieno regno lunare. E la Luna ha le sue brave esigenze in fatto di protagonismo – non per niente è in analogia anche con la popolarità e con la folla. Gli studi di ragioneria mi fanno pensare a Saturno. E’ una scuola tecnica, professionalizzante, che avvia a un’attività di amministrazione, di conteggi, di bilanci. Il piano di studi è corposo e impegnativo, con grande abbondanza di materie tecnico-giuridiche. Studi che non hanno nulla di femminile. Luna e Saturno, nella dialettica zodiacale, sono domiciliati in segni cardinali e opposti, Cancro e Capricorno – un po’ come dire che gli studi di ragioneria sono proprio all’opposto della psicologia femminile. E’ come se questo genere di studi andasse a privare la donna di risorse sue, la ridimensionasse, dandole la sensazione di non poter essere protagonista nella vita, facendola sentire inadeguata e insicura, in qualche modo inferiore agli altri, deprivata di qualche cosa di molto importante, di intimo. Forse addirittura privata dei suoi sogni. Questo potrebbe spiegare come mai non succeda la stessa cosa con gli uomini: Sole e Saturno esprimono valori analoghi e non in contrapposizione.
C’è anche un’altra ragione, più sottile. Quando ero io adolescente i criteri di accesso alla scuola superiore erano piuttosto semplici. I ragazzi della borghesia, quelli che “andavano avanti a studiare” per intenderci, si dividevano in due gruppi. I “bravi”, quelli diligenti e più inclini ad applicarsi, andavano al liceo e poi all’università. I meno studiosi, oppure quelli che volevano concludere rapidamente con un diploma la carriera scolastica, andavano a ragioneria. Un criterio grossolano, sicuramente, e del tutto ingiustificato dalla complessità dei piani di studio, ma sappiamo che certi pregiudizi sono duri a morire. Sicché penso che nell’inconscio delle signore ragioniere permanga una sorta di mortificazione sociale legata agli studi meno appetibili e qualificati. Che si traduce in un complesso di inferiorità culturale da compensare con la massima ostentazione delle proprie conoscenze.

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Mi sono chiesta allora quali fossero i rapporti tra Luna e Saturno nei temi personali delle cinque signore in causa: ebbene, confesso di essere rimasta io per prima sorpresa: in tutti i temi i due pianeti sono sempre in aspetto dissonante, in quadratura o in opposizione, una chiarissima conferma di quanto suggerisce in via teorica la dialettica zodiacale che pone il Cancro, domicilio della Luna, in opposizione al Capricorno, domicilio di Saturno.

Amori Zenitali – Capricorno

mercoledì, giugno 16, 2010@ 5:33 PM
Author: admin
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Continua la saga amorosa di Mirka Martini: buona lettura!

Riso avaro
C’e chi lo vuole generato da Pan, il gaudente dio greco dei boschi, al quale in effetti l’effigie del Capricorno assomiglia in modo impressionante. Per una volta il titolare della costellazione non sarebbe quindi figlio, bensì nipote di Zeus. Ma non si sa. La riservatezza che lo distingue ammanta anche le sue origini.
Introverso e solitario, più orso di un orso, il Capricorno è un individuo afflitto dalla diffidenza: spia dalla sua tana il mondo circostante, e aspetta. Quando decide di agire, la via è quella della ragione, il mezzo .quello della perseveranza, la meta … tutto ciò che si era prefisso. Dove vuole arriva.
E’ un cauto e un meditativo. E come tutti i meditativi parla poco o :niente. Se proprio deve parlare è più che mai sintetico. Che bisogno c’è di fare un discorso tortuoso quando la questione si può liquidare con un sì o un no, o magari con un cenno del capo? Tempo sprecato, di parole inutili è piena la Storia. Meglio stare all’erta, prevenire le cattiverie del prossimo, le carognate della vita, le orribili sciagure che possono capitare da un momento all’altro.
Il Capricorno è il segno più pessimista dello zodiaco: il suo è un pessimismo lucido, razionale, legittimo benché catastrofico, che finisce col salvarlo in extremis. Qualunque accidente gli succeda, lui aveva gia previsto tutto.
Possiede una mente indagatrice e analitica, e scava con le unghie fino al nocciolo delle cose. I Gemelli superficiali o i Leoni estroversi lo accusano di essere pervicace, ombroso e soprattutto avaro di sorrisi. Verissimo. Il Capricorno è uno che vede nitidamente la realtà: perciò capisce che c’è poco da stare allegri.

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Gutta cavat lapidem
La signora Capricorna, poveretta, gode anche lei di pessima pubblicità. La si dice gelida, austera, poco o punto propensa allo scherzo e naturalmente di scarsissime parole.
Si osserva, non senza malignità, che veste alIa prussiana, che non spreca una sola cortesia e che insomma come donna è davvero la meno seducente dello zodiaco. Per contrastare tutte queste maldicenze lei non muove un dito. Non batte nemmeno ciglio.
Ha l’aria di chi lascia parlare gli stolti pensando “ci rivedremo a Canossa”.
Cosa che avviene puntualmente, magari dopo cinquanta o sessant’anni. La Capricorna non ha premura. L’importante è dove arrivare, non quando. Purchè ci sia tutto. E lei, al dove, ci arriva sempre. Come il suo omonimo di segno si inerpica caprescamente fino alla vetta, a costo di impiegarci una vita, o anche di più. Che si tratti di lavoro o di amore fa lo stesso: perseveranza è il suo motto.
Se filacchiate con una Capricorna da un sacco di tempo e senza impegno, potreste accorgervi troppo tardi di essere voi la meta. Ma ormai non ci sarebbe più niente da fare.
Comunque non allarmatevi: la Capricorna è indipendente e orgogliosa, difficilmente vi correrà dietro se non è certa dei vostri sentimenti, della vostra resa totale e della vostra solidità economica. A meno che conquistarvi non diventi una questione di principio: in questo caso, se la Capricorna ha deciso di farvi capitolare e sfida il destino, rassegnatevi. Cercare una scappatoia sarebbe superfluo. Vi ritroverete al suo fianco, con la fede al dito, magari in punto di morte, dopo aver trascorso gli ultimi cinquant’anni a dirle di no. La Capricorna è come la goccia: scava la pietra. E piuttosto che niente, la lapide.

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A qualcuno piace freddo
L’amante è come il jazz: non a tutti piace caldo.
Se appartenete alla categoria di coloro che aspirano a un fidanzato glaciale, il nativo Capricorno è quel che fa per voi. Ci riferiamo ovviamente alla gelidità di cuore e di mente, perché dalla vita in giù i Capricorni hanno indole vesuviana. Ma il resto è iceberg. Qualunque sia la circostanza che si presenta, sapranno imbrigliarla entro le solide pareti della ragione, senza lasciarsene turbare e tantomeno travolgere. Corteggiando dei Capricorni, dimenticate le leziosaggini, le sviolinate e i sentimentalismi retorici che usereste con altri individui. Frasi infronzolite tipo “i tuoi capelli son fili d’oro e seta con cui gli angeli intesso trapunte di felicità” rischierebbero di avere come riscontro un laconico ” è una parrucca”. A lui non dite mai che è Ercole, Astianatte, Superman. A lei non cercate di far credere che è Marylin Monroe o la Venere di Milo. Non ci cascherebbero: sareste voi, piuttosto, a cadere miseramente in basso nella loro stima. Il Capricorno detesta l’adulazione e sente la puzza dell’ipocrisia a distanza chilometrica. E’ estremamente realista, di tutto vuole le prove: del vostro amore, della vostra sincerità, della vostra attrazione sessuale, del vostro buonsenso. Se siete disposti a fornirgliele, vi amerà sistematicamente, come un professore di matematica.

Brivido blu
Il Capricorno è un animale lascivo. Pur di appagare i suoi sfrenati appetiti erotici, non si tira indietro di fronte a niente: è un bieco seduttore, un gelido attentatore alla virtù muliebre. E poiché sa benissimo che la virtù è una qualità piuttosto desueta presso le signore, non risparmia nei suoi approcci ragazzine che potrebbero essergli figlie e talvolta nipoti. Adora l’ingenuità altrui e soprattutto adora approfittarne: un vero satiro.
Una volta attirata la preda nel suo antro, si getterà su di lei solo per soddisfare la propria divorante sensualità e non tollererà rifiuti di nessun genere. Se siete fra le vittime, tenetevi pronte a qualsiasi evenienza, anche da brivido. In particolare una: potreste ritrovarvi nude, legate e imbavagliate come le eroine di un fumetto, e sottoposte ad abusi camali. Il Capricorno ha un debole per lo stupro.E benché stuprare una signora che già si trova, consenziente, nel proprio letto sia un’iniziativa un po’ bislacca, lui ci proverà lo stesso, simulando il fattaccio con una perfezione che non avrà nulla da invidiare alla realtà.
Perciò, se appartenete alla schiera di quelle signore che sognano continuamente di essere violentate ma che per motivi inibitori non osano provocare aggressori sconosciuti, nel Capricorno troverete il più completo appagamento.
In caso contrario l’incontro vi divertirà un po’ meno, comunque una cosa è certa: ne uscirete rotte a tutte le esperienze.

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La sculacciata
Se siete riusciti a dare alla vostra Capricorna la certezza che fate sul serio e vi siete guadagnati parte della sua fiducia, ecco che arriva il momenta di gustare il prelibato frutto. Una volta nell’alcova, avrete sicuramente delle sorprese, come quella di scoprire che la gelida Capricorna è sessualmente infiammabile e soggetta a rapida combustione. Una casuale carezza, che in nessun’altra signora avrebbe esiti strepitosi, può suscitare in lei esplosioni vulcaniche.
La seconda sorpresa consisterà nel constatare che, avviato il discorso amatorio, non indugerà a prendere l’iniziativa. E’ come dire che se il primo approccio lo fate voi, a provocare il bis ci pensa lei. E anche il bis del bis.
Ogni volta che le si accenderà il fiammifero, vi aggredirà senza preamboli. Da voi non desidera raffinatezze erotiche o effetti speciali, ma solo una potente, inesauribile virilità: cercate di reggere. Se proprio non gliela fate, meglio gettare la spugna piuttosto che tentare di abbindolarla proponendole posizioni da contorsionisti o varianti depravate: apprezzerà, se non altro, la vostra sincerità.
E’ una creatura caprigna e istintiva. Non stupitevi se durante l’abboccamento ulula e morde. Abitando in una casa dalle pareti esili, tenete pronto un bavaglio per il momento cruciale. Cosa che comunque non servirà a contenere il moto tellurico del letto. Infine, onde non giungere impreparati all’incontro, sappiate che la signora Capricorna non disdegna il sadismo e che l’unico preliminare erotico a lei gradito consiste in una sonora sculacciata. Inferta, non ricevuta.

Anfratti proibiti
Essendo un animale che tende a imbucarsi, appare logico che le aree intimamente eccitabili del Capricorno siano quelle più occulte e riposte. Per condurlo alla felicità amatoria dovrete quindi scovare i suoi anfratti proibiti. L’ombelico e irnmediati dintorni costituiscono il primo punto cui dovrete dedicare una gentile ma concreta attenzione. Ugualmente sensibili, nel vostro Capricorno, si riveleranno l’incavo del ginocchio, quello del braccio, la nicchia dell’ascella. E fermiamoci qui.

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Dissoluto silenzio
“Ho taciuto notte e giorno con il freddo Capricorno” diceva una vecchia canzone di Milly sugli amori zodiacali. Il verso è azzeccatissimo: anche come amante il Capricorno non è un gran parlatore, anzi.
Se cercate l’erotismo senza smancerie, se vi piace l’uomo laconico o se siete sordomute, sarà il partner ideale: vi sedurrà in silenzio, vi amerà in silenzio, vi lascerà in silenzio. Per lui contano i fatti, e se vi ama gli sembra fiato sprecato star lì a ripetervelo. In compenso ve lo dimostra con una certa solerzia. Non aspettatevi però che vi corteggi ogni volta: anche questo, a suo avviso, è superfluo. Perciò dovrete collaborare: il Capricorno è uno che lavora sodo ed esige che gli altri facciano altrettanto. Per costruire qualcosa, foss’anche un amplesso, bisogna mettercela tutta.
Di solito è un uomo virile. Sprizza passione, ma soltanto fisica. Quel che c’è nel suo cuore non lo saprete mai, ammesso che ne abbia uno e gli permetta di battere.
Per lui fare l’amore è soprattutto un modo per scaricare la tensione, un rito sacrificale durante il quale il capro siete voi. Se ambite a un compagno che esige moltissimo senza dare in cambio niente di sé, lo avete trovato.
La sua sensualità talvolta si presenta contorta: può mostrarsi romantico con voi e brutale con le donne da marciapiede. O viceversa. Comunque, dietro tutta questa freddezza, questa montagna di ghiaccio, non illudetevi che si celi un fedele. Anche se saprà sembrarlo, state pur certe che vi tradirà. Nel più dissoluto silenzio.

La sfinge
Convivere pacificamente con una Capricorna non presenta insormontabili difficoltà, purché sappiate rispettare le sue esigenze, che in fondo non sono molte. Da voi vorrà solo essere amata, desiderata, rassicurata e ossequiata. Dovrete garantirle protezione e una certa agiatezza, oltre naturalmente fedeltà a vita.
In cambio della vostra cieca dedizione lei non vi permetterà mai di conoscerla a fondo. E’ una donna enigmatica.
Se non siete invadenti può funzionare. Ma se siete di quei tipi cavillosi che vogliono sempre sapere tutto e perché, aspettatevi la perfetta insoddisfazione dei vostri desideri.
Un’altra cosa che vi farà impazzire, ma non di gioia, sarà la sua capacità di alternare slanci appassionati con blocchi glaciali: oggi vi concupisce, domani vi ignora, ieri vi bruciava incensi, oggi vi tratta come un soprammobile. Forse è il suo modo di essere, o forse è il suo modo di fare. Mettetevi l’animo in pace, tanto non riuscirete a scoprire se si tratta di un trucco.
Però la Capricorna signora ha anche dei lati buoni. Nel caso che la vostra unione sia una frana, prima di arrendersi al destino cercherà di ricollocare pietra su pietra, granello su granello, per ricostruire qualcosa di decente dalle macerie. E potrebbe anche farcela.
Non la terrete però al guinzaglio. La signora Capricorna in genere si è guadagnata con le unghie e coi denti la propria indipendenza, e non è quindi disposta a regalarla al primo venuto, anche se il primo venuto siete voi. Coniugata o scapola, con o senza partner, manterrà quindi la sua libertà e uscirà con chi e quando le pare.
Per fortuna manterrà anche il suo impiego, e ciò costituisce la prospettiva più allettante dell’intero quadro. Ma state attenti: se vi scopre infedele, prima vi restituisce la cortesia, con tempestività e senza alcuna parsimonia. Poi sloggia, insieme al suo solitamente congruo stipendio. Per trattenerli entrambi non c’è che un sistema: capitolare su tutti i fronti.

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Il malato immaginario
La vita col Capricorno maschio non è precisamente improntata alla più esilarante allegria. Il signore ama le comodità – e per comodità intende un buon paio di pantofole – e la vita tranquilla, che nella fattispecie significa rintanarsi in casa in compagnia delle proprie introspezioni. Alla mondanità il Capricorno preferisce la quiete domestica, perciò preparatevi a trascorrere le vostre serate contemplandolo mentre legge il suo libro preferito o se ne sta semplicemente a fissare il muro con aria assorta: pensa, ma non saprete mai cosa pensa.
Inoltre sarà sempre tormentato da acciacchi di ogni tipo: soffrirà soprattutto di artrosi, reumatismi e seccature ossee in genere, e vorrà avere intorno schiere di medici. Benché non lo dia a vedere, l’ansia lo corrode: può essere affetto da segrete nevrosi di cui non vi accorgerete, ma di cui si accorgerà il suo apparato gastro-intestinale, regalandogli ulcere al duodeno e coliti spastiche. Poiché tiene tutto per sé, vi sarà difficile stabilire se si tratta di un malato vero o fasullo. Comunque la sua cagionevolezza non gli impedirà di morire centenario o di schiattare sul lavoro come capitò a Moliere, il più spiritoso dei Capricorni, che defunse si può dire in scena, poche ore dopo aver recitato, per ironia del destino, proprio Il malato immaginario.

Onorevole capro
Anche se avete convolato, non sarete mai veramente sua moglie: il Capricorno sposa solo il lavoro. Quando comincia quel suo raspar di zampe per rimuovere gli ostacoli che gli ingombrano la strada, è impossibile indurlo a desistere. Più il compito è ostico e più rappresenta qualcosa da portare a termine, a costo della vita. Al contrario del Gemello che si diverte anche quando lavora, il Capricorno lavora anche quando si diverte.
Per lui vivere è faticosissimo: qualsiasi passatempo, da riposante diversivo si tramuta in opprimente dovere, mezza giornata di riposo diventa una logorante corsa all’azione.
Se ha l’hobby della falegnameria, comincerà a piallare il venerdì sera e andràa avanti fino a notte inoltrata della domenica. Se gioca a tennis, trascorrerà sui campi i suoi quindici giorni di ferie e si allontanerà solo al momento di tornare in ufficio.
Tanta pervicacia e tanta instancabilità fanno si che tra i Capricorni si annoverino numerosi uomini politici, come Stalin, Mao, Adenauer e Andreotti insegnano. La capacità di rimanere imperterrito di fronte alle catastrofi del Paese e la tenacia di procedere verso la meta senza lasciarsi turbare dal rancore di milioni di cittadini, rendono il Capricorno particolarmente idoneo alla carriera parlamentare. E questo, data la longevità del segno, non ci conforta affatto.

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Come disfarsene
E’ praticamente impossibile, a meno che non sia lui a volerlo. In tal caso non ci sarà bisogno di darsi troppo da fare: il vostro Capricorno, signore o signora, vi girerà le terga e imboccherà la porta senza nemmeno dire beh, laconico come sempre. L’uscita di scena può essere aiutata con una spintarella usando l’arma dell’ironia e della critica, sconvolgendo i suoi organizzatissimi piani e ribellandosi alla sua metodicità congenita.
Tuttavia, se il Capricorno ha deciso di restare, non riuscirete a disfarvene-nemmeno con i sistemi più biechi, in quanto è abbastanza stoico da superare l’incresciosità della granata sotto il letto, dell’autobomba e di qualunque attentato alla sua persona o al vostro menage. Ve lo faràa per dispetto. Il Capricorno è un animale vendicativo, e la vendetta è un piatto che si mangia freddo. Perciò non ha fretta: ha davanti tutta la vita per farvela pagare, e la sua è insolitamente lunga.

Vecchio satiro
Se l’avete voluto, quindi, rassegnatevi a tenervelo. C’è di buono che il Capricorno assomiglia al vino: col passar degli anni migIiora. Lei, la Capricorna signora, si ammorbidirà: vi cederà forse il due per cento delle azioni familiari permettendovi di gestire in minima parte il vostro denaro, e non vi picchierà più così spesso. Lui assomiglierà in modo crescente al suo antenato Pan: diverrà un vecchio satiro dall’aria caprigna, pronto a carpire fanciulle in fiore per sedurle senza ritegno. Dopo avervi costretta a passare tutta l’esistenza all’insegna della musoneria, si scoprirà arzillo: quei vecchietti celebrati dalle storielle, che corrono dietro alle balie o pizzicano le escrescenze delle cameriere, sono tutti Capricorni.
Pare che anche sotto il profilo erotico l’eta gli giovi. Così, fra quelle che ci stanno per impulso e quelle che ci stanno per verifica, il nonno Capricorno finisce con l’avere una vita sessuale anche più intensa di quand’era nipote. Per dirla con Campanile, grazie arcavolo!

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Giove nei disturbi della psiche

domenica, aprile 25, 2010@ 5:21 PM
Author: GraZia

Cavadini-Principi di astrologia medica

di Adriana Rampino Cavadini
Relazione presentata al Congresso Faes nel luglio 2002

I pianeti cosiddetti benefici come Giove e Venere, non hanno sempre una valenza positiva, né per la salute, né per il carattere e la psiche. L’ho notato in particolare esaminando l’azione di Giove che anche quando è bello, cioè positivo può essere un segnale di anomalie psicofisiche. Quando il pianeta è molto forte la sua energia dilatante e accrescitiva può segnare individui di successo, ottimisti e generosi, ma se l’energia è eccessiva il famoso ottimismo gioviano può mutarsi in faciloneria e pericolosa ingenuità, mentre l’eccessiva generosità può trasformarsi nel piacere di dissipare denaro e beni familiari. Per la salute spesso coincide con patologie metaboliche legate all’obesità, al diabete, all’aterosclerosi. (a)
Quando invece Giove è leso da aspetti negativi, ed è anche debole, cioè senza altri aspetti che compensino quadrature od opposizioni, può segnare individui asociali e con gravi problemi di comportamento che li rendono poco frequentabili, li isolano e vanificano ogni loro sforzo e ogni iniziativa, sia in campo professionale, sia sentimentale. Da qui la loro fama di “sfortunati”.
La lesione di Giove è presente anche nei temi di bambini che hanno problematiche psicologiche come narcisismo, disturbi della condotta, dell’umore, della comunicazione o che sono ipercinetici e oppositivi. Questa lesione la si ritrova spesso anche nei temi dei loro genitori, degli zii, dei nonni e dei bisnonni. Possiamo quindi supporre che accanto a un’eredità genetica o più semplicemente una familiarità per un determinato carattere fisico o psichico vi è parallela un’altrettanta tendenza a ereditare le lesioni planetarie, specialmente quella di Giove. Questa ipotesi ha preso sempre più valore durante le mie ricerche da quando ho cominciato a esaminare, oltre il tema natale del soggetto, anche quelli dei loro genitori, nonni e bisnonni e, quando possibile, ancora più su lungo l’arco degli avi. E sempre ho constatato che esiste in quasi tutti i loro temi lo stesso pianeta leso, e nei discendenti le stesse problematiche caratteriali; non c’era altro che associare il pianeta con il disturbo.

Giove in astrologia medica
Per capire come la presenza di Giove leso sia rilevante nei disturbi del comportamento bisogna risalire alla sua simbologia.
Giove, il pianeta più grande del nostro sistema solare, è simbolo oltre che di grandezza, anche di elasticità, espansione e dilatazione. E’un fattore di crescita, ha un’energia centrifuga, espansiva, costruttiva e nutritiva, non a caso governa la ricchezza, l’abbondanza e tutti i cibi che nutrono e dilatano come i grassi e soprattutto gli zuccheri che sono il nutrimento unico cui attinge la materia cerebrale. Nella sua immagine più bonaria legata all’ottimismo Giove potrebbe rappresentare bene anche le endorfine; molecole che riducono la rabbia e l’ostilità e tra queste specialmente la serotonina Nel suo primo domicilio in Sagittario governa l’energia cinetica e l’elasticità, sia quella fisica (muscolare), sia quella mentale, e a proposito di elasticità il pianeta governa anche le onde elastiche sonore, quindi i suoni e gli ultrasuoni e da qui il canto e la musica. Giove è connesso agli organi di movimento e al fegato: muscoli e fegato sono grandi produttori di energia e sono gli organi “deposito” di piccole quantità di zuccheri trasformati in glicogeno. (a)
Nel suo domicilio notturno, in Pesci, Giove governa la plasticità della corteccia cerebrale e l’espansione della coscienza. Anche nel mito greco Giove-Zeus, colto da terribili dolori di capo e temendo che gli potesse scoppiare chiese aiuto agli dei che gli mandarono Prometeo il quale, con un’ascia e un maglio gli spaccò il cranio ” … ed ecco balzar fuori Atena, tutta armata, con un potente grido… “(b). Il tema del cranio, del dolore e del grido, ma anche della liberazione da questo dolore attraverso l’uscita di una figura femminile armata, quindi aggressiva o pronta a difendersi, può suggerire, simbolicamente, la via della guarigione attraverso la liberazione da un’angoscia legata a una figura materna vissuta come “madre cattiva”.
Come vibrazioni elastiche sonore, in Pesci, Giove ha valenze spirituali di “verbo”, l’energia sonora che può materializzare l’Universo, ma è anche la “parola” che consola, che può guarire o la musica che diventa terapeutica del corpo e dell’anima. Il segno dei Pesci, ultimo e dodicesimo segno dello Zodiaco, analogo alla dodicesima casa, cade nel mese di marzo e marzo deriva dal latino Martius, che contiene la radice “marg” margine, da qui il significato fisiologico dei due margini del corpo, i piedi e la corteccia cerebrale. In contrapposizione alla Vergine-sesta, simbolo di regolarità, omologazione al gruppo, subordinazione, i Pesci-dodicesima si distinguono per caratteri opposti; diversità, insubordinazione, ribellione, isolamento, prigionia e solitudine. Il segno dei Pesci era il simbolo del Cristianesimo e il suo Messia era un “diverso”, che usava la parola per guarire anima e corpo (Giove), un perseguitato che si offrì in sacrificio per la salvezza degli uomini (la dodicesima).

L’esperienza di una vecchia ricerca
Mi fu utile, dal punto di vista astrologico, un lavoro fatto in collaborazione con il centro psicosociale dell’unità operativa della Lombardia che mi aveva fornito, nel 1988, un considerevole numero di casi di pazienti già adulti con disturbi psichici di cui avevamo recuperato l’estratto di nascita con l’ora esatta (in quegli anni 1a legge sulla privacy non era stata ancora approvata) e di cui avevo potuto stendere gli oroscopi comparandoli con il particolare disturbo dei pazienti. Da questa ricerca emersero distinzioni importanti tra le varie patologie psichiatriche e i pianeti lesi del tema natale. Ad esempio, pianeti come Mercurio, Marte, Saturno o Urano, dissonanti in dodicesima casa, erano presenti soprattutto nei casi di schizofrenia, mentre Giove si trovava isolato o gravemente leso nei casi meno gravi, dove le psicosi venivano espresse specialmente nelle dipendenze: da cibo, alcol, tabacco, droghe tali da compromettere l’adattamento sociale.
Nei temi di alcuni pazienti psicotici, oltre a Giove anche la quinta casa ospitava pianeti lesi e poiché la quinta governa i figli e la nascita un danno cerebrale conseguente a un parto difficile era da mettere in conto, un danno anche minimo e non diagnosticabile attraverso i normali accertamenti clinici.
Il risultato di questa ricerca fu che mi convinsi di quanto la lesione di Giove, per i suoi contenuti simbolici, potesse essere allarmante. Contenuti che si riferiscono alla corteccia cerebrale, alla dilatazione, alla socievolezza, al coraggio, al nutrimento fisico, psichico e spirituale. E quindi a una deviazione o mancanza di tutto questo. Se poi, oltre a Giove, anche Nettuno è leso e accompagnato da pianeti ostili, le predisposizioni a più gravi disturbi della socializzazione aumentano. Esaminando gli a1tri elementi del tema è possibile distinguere tra le varie forme psicotiche; nelle turbe psicoaffettive, per esempio, si evidenzia la lesione di Venere e della Luna, mentre nell’aggressività trionfano trigoni di Marte e Plutone.

Il caso
Esaminando il tema astrale di un giovanissimo soggetto maschile cui daremo il nome di Nicola e che manifestava turbe del comportamento con aggressività, impulsività, iperattività e disattenzione, mi sono chiesta quale fosse l’origine di tali disturbi e cercai di capirlo esaminando il suo oroscopo. Ma gli stessi pianeti, case, aspetti dissonanti mi confermavano soltanto il destino di sofferenza psichica del soggetto e non la sua origine che poteva derivare da varie cause; ambiente frustrante familiare, disfunzione organica, familiarità o addirittura un’eredità genetica. Decisi di andare per esclusione e cominciai a indagare; era presente il disagio familiare, soprattutto dovuto a problematiche della madre e a un ambiente frustrante e instabile, mentre la disfunzione organica era stata esclusa dai medici specialistici. Non rimaneva che supporre una concausa tra familiarità e disagio familiare. Dovevo analizzare gli oroscopi della famiglia: genitori, zii, nonni e bisnonni e dove possibile sino agli avi del ragazzino. Esaminai le mappe familiari astrali della famiglia della madre, del padre e del nonno paterno. Dove l’ora non era certa mi sono limitata all’esame dei soli pianeti. Ho esaminato in tutto 22 oroscopi, cercando un dato negativo che li accomunasse, lesioni di Urano, Mercurio, Nettuno, pianeti lesi tra la sesta e la dodicesima, e con speciale attenzione la posizione di Giove.

L’oroscopo di Nicola
Nel tema natale di Nicola, Sole in Ariete, Ascendente Cancro, Giove e Venere, sono gli unici pianeti gravemente lesi e che oltre a tutto non ricevono alcun aiuto da parte di altri pianeti. La congiunzione Nettuno Urano opposti a Marte, peraltro fortissimo, tra la sesta e la dodicesima casa, e la brutta configurazione di Venere fanno pensare a turbe psicoaffettive dell’infanzia. Fortunatamente più di un trigono tra i pianeti come Plutone, Marte e Mercurio con l’Ascendente rendono il soggetto molto forte e pronto a difendersi anche fisicamente, sia dall’ambiente che vive come aggressivo, sia dal suo stesso destino. Giove leso, in cuspide quarta casa, è anche il maestro della quinta casa.

Tema di Nicola

Tema di Nicola

E’ ipotizzabile quindi un trauma all’encefalo durante il parto, un evento che mi è stato confermato dalla madre. Ma la quarta casa che ospita Giove, rappresenta le radici della famiglia, anche le radici genetiche o da un punto di vista più spirituale quelle karmiche.

La madre e i fratelli della madre
La madre di Nicola, Capricorno, nacque con difficoltà e con l’aiuto del forcipe che provocò lievi danni al cranio. Nel suo oroscopo Plutone in quinta è quadrato con Venere, e la Luna, in Ariete, in dodicesima è lesa e giustifica astrologicamente alcuni aspetti caratteriali difficili del soggetto, ma Giove non è leso.
Nel tema astrale del padre di Nicola il Sole è in Ariete, Mercurio in ottava in Pesci è quadrato a Urano, ma sorretto dalla Luna, Giove è positivo. Mentre in quello del nonno paterno Giove è gravemente leso.
Troviamo una lesione grave di Giove nel tema dello zio ( fratello della madre) che è Sagittario e ha nell’oroscopo Giove leso in settima in Ariete, ha avuto una nascita normale confermata da una bellissima Venere in quinta. Da ragazzo gli fu diagnosticata un’iperattività delle onde cerebrali ben evidenziata da numerosi elettroencefalogrammi, un’anomalia elettrica che non provocò mai crisi epilettiche, ma che forse è stata la causa del suo perenne senso di ansia e del suo carattere introverso giustificato nel tema dalla congiunzione Saturno\Luna in Acquario in quinta casa. Il figlio ha pure Giove leso.
La zia (sorella della madre è Ariete con Ascendente Acquario, ha nel tema tutti i pianeti isolati, compreso Giove, ma non presenta sino ad ora problemi di comportamento o neurologici.

La linea della nonna materna
La nonna è una Capricorno, possiede un bel Giove congiunto a Venere e non presenta anomalie nel carattere, (moglie del nonno che ha un brutto Giove). Anche qui c’è compensazione.
La bisnonna ha un Giove bellissimo e un carattere equilibrato. Il bisnonno era un Ariete, con un brutto Giove opposto a Luna\Marte, ma sorretto da Venere. Anche qui c’è la compensazione tra gli oroscopi della coppia dei nonni e dei bisnonni.
I fratelli della nonna sono del segno del Cancro e hanno Giove debolmente leso, fa spicco il loro pessimo rapporto con il denaro. La trisavola del soggetto era una Scorpione, con un Giove pessimo, se la ricordano come una donna dal carattere difficile, aggressiva e preda di crisi isteriche.

La linea del nonno materno
Il nonno è un Capricorno possiede anch’esso un Giove leso in dodicesima casa e la congiunzione Saturno\Venere in Acquario, in quarta casa; il soggetto è tendenzialmente un depresso cronico e ha manifestato disturbi del comportamento e della socializzazione che però non gli hanno impedito di condurre una vita normale.
La bisnonna era una Gemelli con Giove leso, in quarta, leso perché opposto a Marte.
Il bisnonno Ariete aveva un bel Giove , i pianeti isolati e Urano congiunto alla Luna (non c’è domificazione). Si noti che tra i coniugi c’è tendenza alla compensazione, dove lei ha un brutto Giove, lui ne contrappone uno bello. I 3 fratelli hanno tutti un bel Giove e i loro otto figli non presentano problemi psichici, né gravi problemi caratteriali.
Il trisavolo Bilancia ha un Giove soltanto leso e isolato, la trisavola ha Giove congiunto a Plutone, isolato.

L’eredità della famiglia
Nella generazione della madre anche se i due genitori di Nicola hanno un Giove positivo, su 12 componenti Giove è leso sette volte.
Il segno dell’Ariete è molto forte, presente in quattro componenti, e la madre di Nicola ha la Luna in Ariete.
Nella generazione del nonno di Nicola cinque componenti su otto hanno nell’oroscopo Giove leso.
Possiamo senz’altro affermare che in questa famiglia l’eredità astrale di Giove leso è dominante. Infatti molti dei componenti della famiglia hanno sofferto o tuttora soffrono di crisi d’ansia, depressione, problematiche legate al denaro e alla socializzazione. La ragione è che nonostante nei bisnonni ci sia stata la tendenza ad accoppiarsi con persone detentrici di un Giove positivo, la preponderanza numerica dei Giove negativi ha avuto la meglio e negli ultimi nati, specialmente quelli che discendono direttamente dalla linea materna, sono entrambi Giove negativo. Dei due piccoli Nicola è astrologicamente il più colpito. Non so cosa ha a che fare il karma o destino con tutto questo. Ma se il destino biologico da cui dipende la nostra salute è già scritto nel nostro genoma, lo stesso destino è scritto anche in quello astrale.
Per concludere: per un oroscopo letto in chiave medica suggerisco di aggiungere all’analisi del soggetto anche quella dei genitori, dei nonni e dove sia possibile dei bisnonni e degli avi. In questo modo si evidenzia più chiaramente il pianeta che ricorre più spesso leso e da questo il tipo di patologia cui è predisposta la famiglia. E forse, l’antica saggezza dei simboli ha in sé anche le informazioni necessarie per scegliere le armi giuste al fine di ritrovare l’equilibrio psicofisico perduto.

(a) Adriana Rampino Cavadini, “Principi di astrologia medica”, Hoepli editore, Milano, 1989
(b) Robert Graves « I miti greci”, Longanesi&C., Milano, 1985

Margherita Buy a Che tempo che fa

venerdì, aprile 23, 2010@ 10:45 AM
Author: GraZia
Da Che tempo che fa

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Sarà ospite di Fabio Fazio domani sera a Che tempo che fa la bella e brava Margherita Buy, Capricorno ma con la Luna nel primo campo (e si vede!). Ascoltiamo se parlerà più il Capricorno o la Luna in esaltazione…

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Tema natale di Margherita Buy

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L’ambizione del Capricorno

martedì, ottobre 20, 2009@ 8:32 AM
Author: admin
Da Ateneo on line

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Tema senza ora

Tema senza ora

Annalisa Spinoso è la giovane aspirante giornalista che ha firmato il contestatissimo servizio sul giudice Mesiano trasmesso da Canale 5. Il tema, in assenza di ora di nascita, è domificato per le ore 12.
Il Capricorno, come si sa, è il segno più ambizioso dello Zodiaco e Annalisa ha anche Mercurio nel segno. C’è inoltre un poderoso stellium nel segno della Vergine a sostegno dei pianeti in Capricorno: vien da dire che soltanto uno stellium in Vergine poteva suggerire l’attenzione data al dettaglio dei calzini turchesi che ha ormai fatto il giro del mondo!
Nonostante le polemiche e il biasimo suscitato dal suo servizio, la giovane giornalista ha certamente ottenuto un importante risultato: tutti oggi sanno chi è e parlano di lei.

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