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Il Dio occulto dei Templari (di Giuseppe Cosco)

lunedì, giugno 29, 2009@ 5:52 PM
Author: admin

All’inizio del XIV secolo cominciarono a correre strane voci sull’Ordine dei cavalieri del Tempio, che, ben presto, divennero accuse gravissime: apostasia, idolatria, sacrilegio, sodomia, stregoneria e omicidi rituali. Tra le accuse più gravi mosse ai Templari vi era anche quella di adorare orribili idoli dopo aver rinnegato Cristo, come attestano alcune delle dichiarazioni rese al processo. Un templare morente, Il 14 aprile del 1309, ad una commissione, dichiarò: <<Sono stato ricevuto nell’Ordine quaranta anni fa alla Rochelle dal Fratello de Legione, oggi defunto. Egli mi disse che bisognava rinnegare Nostro Signore. Non mi ricordo se si servì della parola Gesù Cristo oppure crocifisso; è tutt’uno, disse lui (sed dixit ipsi testi quod totum est unum). Io risposi che se anche lo avessi rinnegato sarebbe stato un atto di bocca e non di cuore; cosa che feci… Il Fratello Legione mi ordinò di sputare su una piccola croce ed io sputai una volta nella direzione della croce, e non sopra>> (Jean Marquès-Rivière, Storia delle dottrine esoteriche, Mediterranee, Roma 1984).

Pur se con delle varianti il tenore delle deposizioni continua in tal senso. Bisogna convenire con gli scrivani ecclesiastici del secolo XIV, tra i quali Angerius de Béziers, che i cavalieri del Tempio erano depositari di un misterioso culto? Sembrerebbe ormai assodato che in seno all’Ordine si celebrassero rituali segretissimi. E’ anche certo “che i filosofi arabi abbiano influenzato i rudi soldati del Tempio… Se si dice influenza materiale, si intende impregnazione spirituale” (Ibid.). Sicuramente l’Ordine accolse elementi dottrinari e rituali dell’esoterismo orientale. Subì l’influsso delle confraternite esoteriche musulmane insieme al disegno di un’unificazione del mondo e di un nuovo ordinamento sociale.

Le altre gravi accuse, mosse contro l’Ordine, furono quelle di tenere “costumi deplorevoli” e di adorare i bafometi (teste ed immagini misteriose). Per quanto concerne questi strani idoli ecco quanto riporta l’accusa lanciata dalla corte romana:

Art. 46 – In tutte le provincie essi possedevano idoli, teste con tre facce, con una sola o anche crani umani.

Art. 47 e sgg. – Nelle loro assemblee e soprattutto nei grandi Capitoli, essi adoravano l’idolo come un Dio, come il loro Salvatore, affermavano che questa testa poteva salvarli, che concedeva all’Ordine tutte le sue ricchezze, e che faceva fiorire gli alberi e germinare le piante della terra.

C’è da sottolineare che vi sono varie testimonianze e confessioni, sull’esistenza degli idoli. Questo è uno dei maggiori misteri dei Templari. Alcune testimonianze conservate nei “Documenti inediti della Storia di Francia”, dimostrano che essi adoravano degli idoli. Jean Marquès-Rivière scrive: “Il fratello Jean Taillefer, della diocesi di Langres, dichiarò che al tempo della sua ammissione, gli era stato mostrato un idolo dalla figura umana. Ugo di Bures, fratello borgognone, parla di una testa contenuta in un armadio della cappella. Questo idolo era a suo parere d’argento, di rame o d’oro, e raffigurava una testa umana con una lunga barba che egli riteneva bianca.

 

“Il templare Rodolfo di Gisi dichiarò di aver assistito ad un Capitolo generale tenuto dal fratello di Villers, nella diocesi di Troyes, durante il quale il fratello Ugo di Besancon appoggiò su un banco una testa d’idolo. A quel punto lo spavento del neofito fu talmente grande, che egli uscì dal Capitolo senza attendere l’assoluzione. Lo stesso Rodolfo di Gisi, nuovamente interrogato, confessò di aver visto una testa simile in sette Capitoli, e, a suo dire, l’idolo aveva un’aria terribile e demoniaca; ogni volta che appariva la testa, egli poteva a malapena guardarla, perché lo riempiva di terrore” (Jean Marquès-Rivière, Amuleti, talismani e pantacoli, Mediterranee, Roma 1972).

Altre confessioni sconvolgenti provano il culto diabolico praticato dall’Ordine ad una strana testa e ad un ancor più misterioso idolo. Marquès-Rivière precisa ancora: “Non bisogna confondere la TESTA dei Templari con la statua intera; Fratello Giovanni di Turn, tesoriere del Tempio di Parigi, confessò di aver visto l’immagine di un uomo, che a suo parere poteva essere un santo, su una tavoletta che gli avevano ordinato di adorare. Arnoldo di Goerte, della diocesi di Saintes, aveva udito parlare di un idolo contenuto nella casa del Tempio di Rupelle; la deposizione di Pierre Girald di Marsac è più dettagliata, egli afferma che il suo iniziatore, il fratello Thibault, estrasse dal suo abito una piccola immagine di donna e gli disse che tutto si sarebbe volto in bene se avesse avuto fiducia nell’immagine“.

Ai commissari incaricati di istruire il processo, Guglielmo Pidoye, amministratore e guardiano dei beni del Tempio, “…mostrò loro un grande idolo d’argento perfettamente dorato che raffigurava una donna. Il testo afferma (Doc. in., t. II, pag. 218) che su una stoffa rossa attaccata dietro il busto, un biglietto consumato recava la dicitura: Caput LVIII (58a testa). Matter, nella sua Storia dello Gnosticismo, scrive: Presto si venne a creare una confusione fra la testa e l’idolo, e spesso l’una era scambiata con l’altro” (Ibid.).

Va considerato dopo quanto detto, l’androginia dell’idolo chiamato Baphomet, in quanto, esso aveva la barba ma anche il seno femminile. Il suo nome è stato oggetto di diverse interpretazioni. Alcuni lo hanno considerato “una variante di Maometto (Mahomet, Machomet, Maphomet, Baphomet)” (Massimo Izzi, Il dizionario illustrato dei mostri, Gremese Editore, Roma 1989). Per altri è “una abbreviazione di AB PPHibus TEMplum, il Tempio (deriva il suo potere) dai serpenti” (Ibid.). Tra le numerose scuole e sette di gnostici derivate da i maestri principali della gnosi Simon Mago, Meandro, Saturnino, Carpocrate, Basilide, Valentino e Marcione, uno di questi gruppi, gli ofiti, veneravano il Serpente del Paradiso terrestre. Taluni studiosi, per questo ed altro, affermano che le dottrine templari procedevano dagli ofiti.

La soterologia gnostica vede il mondo materiale come una prigione, l’aborto di un dio inferiore, il regno delle tenebre, quello della Materia-eterna che si contrappone a quello della Luce, il regno di Dio. Il mondo della materia, secondo loro, è stato creato dal dio demiurgo (l’artefice) del cosmo che era “o l’ultimo degli eoni, il più lontano dal Dio-Abisso, o un Demone che aveva rapito una scintilla della Pienezza divina – il Pleroma – onde animarne la materia” (Leone Cristiani, Breve storia delle eresie, Paoline, Catania 1957).

Gli ofiti dei primi secoli cristiani praticavano gli stessi rituali di cui erano accusati i Templari. Secondo Origene bestemmiavano Gesù Cristo, praticavano la sodomia e celebravano un culto orgiastico di tipo fallico. L’orientalista Joseph Hammer affermò anche che: “la leggenda medievale del Santo Graal fosse di origine gnostica, e che i Templari avessero ripreso direttamente dagli gnostici certi atti di adorazione a cui si supponeva che la leggenda del Graal avesse dato origine. (…). Il Graal stesso era per Hammer un vaso gnostico, simbolo della conoscenza gnostica e senza alcun significato cristiano” (Peter Partner, I Templari, Einaudi, Torino 1993).

Maschio e femmina erano questi idoli. Maurizio Blondet ci informa che “Gershom Scholem ci ha spiegato che, da questa paradossale androginia di Dio presa alla lettera, i seguaci di Sabbatai Zevi hanno dedotto le loro crude pratiche orgiastiche” (Maurizio Blondet, Gli <> della dissoluzione, Strategie culturali del potere iniziatico, Ediz. Ares, Milano 1994).

Val la pena di considerare anche che “Nel processo dei Templari si ebbero due testimonianze indipendenti e concordanti sull’origine del Baphomet. Questo sarebbe stato la testa barbuta nata miracolosamente dal coito contro natura di un nobile signore di Sidone con il cadavere di una fanciulla di cui era follemente innamorato. De Sede ritiene che questa testa la si possa identificare con quella celeberrima che si dice essere stata realizzata verso l’anno 1000 da papa Silvestro II, il dottissimo Gerberto d’Aurillac, testa che era in grado di rispondere affermativamente o negativamente a qualsiasi domanda” (Massimo Izzi, Il dizionario illustrato dei mostri, cit.).

L’immagine di un essere barbuto con le corna è posta sul portale di due chiese, una si trova a Parigi, è la chiesa di Saint-Méry, l’altra a Provins, è la chiesa di Sainte-Croix. Il “mostro” è visibile anche su un edificio di Saint-Briss-Le-Vineux, nei pressi di Auxerre, appartenuto ai Templari. Quali segreti celava il misterioso idolo? Le supposizioni sono ancora tante ma il mistero rimane, assieme agli altri che avvolgono l’Ordine. Joseph Hammer nel suo “Mystery of Baphomet Revealed” identificò il dio bisessuale dei Templari come una divinità androgina, supponendo che riti sessuali e orge rituali ne caratterizzarono l’adorazione.

I cavalieri del Tempio erano molto profondi nella magia e H. Cornelius Agrippa, nel XVI secolo, disse di loro che erano esperti maghi. E’ se il loro Baphomet fosse stato un talismano prodigioso che, nella sua androginia, celava l’unione fra le due grandi polarità del cosmo? Serge Hutin, a tal proposito, racconta la straordinaria ipotesi di Maurice Magre e cioè che: “i Templari fossero in possesso di una figura baphometica carica di magico potere, …loro sottratta nel corso di uno scontro armato tra i cristiani e i mongoli invasori” e per l’Ordine fu l’inizio della fine.



testi di Giuseppe Cosco – tutti i diritti riservati

Il saggio di Giuseppe Cosco “ANALISI CRIMINOLOGICA DEI DELITTI DI FIRENZE” è stato pubblicato, con la prefazione del vicequestore dott. Roberto Coppola, dirigente della Sezione di Polizia Giudiziaria di Catanzaro, sulla rivista Teologica (Edizioni Segno di Udine), n.36, di gennaio-febbraio 2002.


PREFAZIONE E NOTE SULL’AUTORE
La vicenda del cosiddetto “mostro di Firenze” ha rappresentato e rappresenta tuttora il “caso” più intricato ed oscuro della storia giudiziaria italiana.
In circa 34 anni di indagini, si sono succedute ipotesi investigative di ogni genere le quali, in gran parte, sono servite solo a riempire di fascicoli e scartoffie gli uffici giudiziari fiorentini.

Investigatori ed indagatori di ogni estrazione e metodologia si sono affiancati, alternati, sovrapposti e contrapposti, giungendo con risultati spesso contrastanti, a difendere posizioni fortemente polemiche tra loro, con ovvie conseguenze sugli esiti delle indagini.

A ciò si è aggiunto uno stillicidio di rivelazioni, secondo alcuni sapientemente dosate nel tempo da un fantomatico ed occulto regista.
Le prime indagini fecero ipotizzare il killer come alto di statura e dalla mano precisa a tale punto da fare pensare ad un chirurgo.

Poi si finì per indagare un uomo dai caratteri opposti ovvero il tarchiato e rude contadino Pietro Pacciani, pregiudicato per violenza sessuale, che fu alla fine condannato come esecutore degli efferati omicidi e quindi “archiviato” come ideale interprete del personaggio “mostro di Firenze”, per come l’immaginario collettivo lo aveva concepito.

Pacciani poi morì, per alcuni, in un alone di mistero, non prima di avere ricollegato alla vicenda i suoi “compagni di merenda”, singolare locuzione per qualificare un gruppo di squallidi guardoni, usi al bere e per giunta mezzo omosessuali.
In seguito, “dulcis in fundo“, è sorta e poi tramontata l’ipotesi delle sempre ricorrenti frange deviate dei “servizi segreti”, si è giunti ad ipotizzare l’occulta partecipazione di personaggi “noti”, adepti di una misteriosa setta satanica.
In questo alternarsi di tesi sconfessate ed ipotesi spesso azzardate e prive di fondamento, non può non apprezzarsi l’intuizione di Giuseppe Cosco, tra i primi a proporre la pista esoterica in un’opera edita nel 1997.

Studioso di esoterismo, saggista, analista della scrittura, autore di numerosi e interessanti articoli, egli, in questo saggio intitolato “ANALISI CRIMINOLOGICA DEI DELITTI DI FIRENZE“, analizza in maniera fredda e ponderata l’annosa e tragica vicenda, suggerendo nuove e originali chiavi di lettura.
Particolare interesse suscita l’esame di circostanze ricorrenti, rilevate dall’autore con abile intuizione, che accomunano la vicenda fiorentina a quella -irrisolta- del più famoso Jack the Ripper (Lo squartatore) che ebbe il triste “merito” di essere, a suo modo, un protagonista dell’austera Inghilterra di fine ‘800.

L’ipotesi di Cosco è avvalorata da una peculiare simbologia a carattere esoterico che egli ravvisa dall’esame analitico del “modus operandi” seguito dall’autore dei singoli delitti.
Essa si fonde peraltro egregiamente con l’ipotesi, estremamente attuale, della cosiddetta pista “satanica” ovvero dell’attribuzione dei delitti a un’organizzazione qualificabile come “setta satanica”.

Come sempre, egli stupisce per la chiarezza e la competenza con cui affronta i più disparati argomenti, non lesinando, peraltro, copiose note bibliografiche sulle fonti consultate.
Mente estremamente versatile e abile conferenziere, l’autore colpisce con le sue riflessioni ponderate e le sue ipotesi spesso originali. Chi lo segue non può non rimanere avvinto dalle sue argomentazioni, estremamente logiche nel loro svolgimento.

Cosco tratta innumerevoli argomenti con deduzioni che, a volte, possono contrastare con il comune modo di pensare.
Di grande interesse i suoi articoli sulle “nuove religioni” e, in particolare, i suoi saggi sul fenomeno del satanismo, ripresi anche dalla stampa estera.
Tra l’altro, in essi, egli ipotizza inquietanti correlazioni tra misteriose congreghe sataniche e suicidi poco chiari verificatisi in Calabria negli ultimi anni.
Giuseppe Cosco svolge da anni opera peritale per l’Autorità Giudiziaria di Catanzaro e, quale consulente in materia di psicologia, analisi della scrittura e criminalistica, è di valido ausilio per diversi uffici di polizia giudiziaria del capoluogo, dei quali gode alta e peraltro meritata considerazione.
 
A cura del Dr. Roberto Coppola – Vice Questore A. della Polizia di Stato
 


 

LE VITTIME
 
Omicidi inquietanti. I delitti, sicuramente accertati del cosiddetto “mostro di Firenze”, se escludiamo gli amanti Lo Bianco e Barbara Locci (21 agosto 1968) che, come è stato appurato, non furono sue vittime (il clan sardo sarebbe responsabile dell’assassinio di questa coppia), sono 14.

Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore, fidanzati.
Il giorno è sabato 14 settembre 1974, mezzanotte circa. Il periodo stagionale corrisponde alla fine dell’estate. I proiettili sparati contro la coppia sono del tipo Winchester serie H calibro 22, ramato. Lui è stato colpito alla spalla sinistra e al cuore; lei alla gamba e all’addome. La donna presenta 97 incisioni misteriose eseguite con arma da taglio intorno al seno e al pube. Un tralcio di vite le è stato infilato nella vagina. Lui presenta dieci ferite inferte con arma da taglio.

Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi.
Il giorno è sabato 6 giugno 1981, ore 23,45, è inizio dell’estate. I proiettili sparati sono Winchester serie H, calibro 22. Lui è stato raggiunto da tre colpi alla testa, cuore e polmoni; lei da cinque alla testa, collo, cuore e braccia. L’uomo presenta ferite d’arma da taglio al cuore, polmoni e capo; lei al ventre; con tre colpi precisi le è stato escisso il pube. La borsa della donna è frugata. Accanto al cadavere della donna viene trovata una pietra a forma di piramide senza punta.

Susanna Cambi e Stefano Baldi, coppia di fidanzati.
Il giorno è giovedì 22 ottobre 1981, ore 23,30, metà autunno. I proiettili esplosi contro la coppia sono Winchester serie H, calibro 22. Lui è stato colpito con cinque colpi al cuore, ai polmoni e alla spalla sinistra. Lei al torace e al seno. L’uomo presenta tre profonde ferite alla schiena. La donna presenta diversi tagli sui seni e due profonde ferite alla schiena. Le è stato escisso il pube. La borsetta è stata frugata. La madre della giovane riceve delle telefonate.

Antonella Migliorini e Paolo Mainardi, fidanzati.
Il giorno è sabato 19 giugno 1982, ore 23,45, inizio estate. L’arma da fuoco è la stessa. Lui è stato colpito con quattro proiettili alla testa, orecchio e alle spalle. A lei sono stati esplosi tre colpi alla testa. Non sono stati pugnalati.

Uwe Rush e Horst Meyer, sono due amici.
Il giorno è sabato 9 settembre 1983, ore 23, fine estate. Vengono uccisi con tre colpi di pistola ciascuno. Nessuna ferita da arma da taglio.

Pia Rontini e Claudio Stefanacci, fidanzati.
Il giorno è sabato 29 luglio 1984, ore 21,30, piena estate. I proiettili sono Winchester cal. 22, serie H, di tipo piombo nudo e di tipo ramato. Lui è stato colpito al torace e all’orecchio destro. Lei alla schiena con tre colpi. Il giovane presenta dieci pugnalate alle spalle e diverse coltellate agli organi sessuali. La donna è pugnalata due volte al collo e le vengono asportati seno sinistro e pube. La giovane stringe nel pugno destro lo slip e la maglietta insanguinati.

Nadine Mauriot e J. Michel Kraveichvili, conviventi.
Il giorno è domenica 8 settembre 1985, l’ora non è stata appurata. Il periodo corrisponde alla fine dell’estate. Lui è stato colpito con tre colpi d’arma da fuoco. La donna viene colpita al capo e al seno. Il giovane è stato pugnalato tre volte al petto, due alla gola, due all’addome e due volte alle spalle. Alla poveretta vengono asportati pube e mammella sinistra. Il cadavere della donna viene sistemato mani sul seno e gambe tese. Vengono trovati tre cerchi simbolici realizzati con pietre chiare a pochi metri dal luogo dove si erano accampate le vittime. Viene inviato, da San Piero a Sieve (Mugello), un lembo della mammella della sfortunata donna al magistrato Silvia Della Monica. Ben cinque coppie sono state uccise di sabato.

 

SIMBOLOGIA DEL SABATO NELLA TRADIZIONE STREGONESCA
 

Il Sabba. C’è da spiegare che il termine “sabba”, dato alle riunioni notturne delle streghe, è etimologicamente identico a sabato. Il sabato, nella tradizione stregonesca, sarebbe la festa della luna piena (shabat, cessare; la luna cessa di crescere); più tardi questa festa avrebbe compreso ognuna delle quattro fasi lunari, ricongiungendosi a quella del settimo giorno. E’ a questa antichissima tradizione che si riferisce il sabato o sabba della stregoneria. Durante questa notte, secondo le leggende, avvenivano scene spaventose, orge e profanazioni.
E’ il simbolismo del settimo giorno della creazione del mondo, quando Dio si riposa e i demoni si agitano. Il sabato poi, secondo la tradizione astrologica, è attribuito al pianeta Saturno, il pianeta più oscuro a cui è stato assegnato il nome di “Grande Malefico”. I segni zodiacali in cui ha domicilio sono il Capricorno e l’Acquario, opposti a quelli delle illuminazioni, quindi alla luce e alla gioia della vita. Nelle tradizioni ermetiche Saturno è un altro nome di Satana.
Pacciani sarà trovato morto, pure di sabato, intorno alla mezzanotte (21/22 febbraio 1998). L’ora è sempre vicina alla mezzanotte, momento propizio alle evocazioni.
 

LA PIRAMIDE TRONCA
 
La piramide senza vertice. Accanto al corpo senza vita di Carmela De Nuccio, come ho già scritto, viene rinvenuta una pietra a forma di piramide, priva del vertice. La piramide tronca, nella simbologia esoterica, ha un significato simbolico molto negativo. Essa rappresenta una gerarchia priva della sua sommità sacra e tutto ciò collega questo simbolo al mondo infero.
La piramide tronca racchiude in sé l’idea dell’iniziazione incompleta, cioè una sorta di “contro-iniziazione”. Questa incompiutezza del ciclo iniziatico è, secondo gli esoteristi, la più tipica caratteristica della “magia nera” e di quella “satanica”.
 

TROPPE STRANE MORTI
 
Almeno 35 le vittime…”. Morti strane, sospette, come quella di Renato Malatesta, coniuge di Antonietta Sperduto, che era stata oggetto di violenze da parte di Pacciani e Vanni, e padre di Milva, bruciata nella sua Panda con il figlio Mirko di 3 anni nel 1993. Malatesta fu trovato impiccato il 24 dicembre 1980 nella stalla della sua casa.

Francesco Vinci fu invece trovato morto con un pastore, Angelo Vargiu, in un’auto nel ‘93, pochi giorni dopo la morte di Milva e del suo bambino. Vinci avrebbe avuto una relazione con la Malatesta.
Il figlio di Vinci conviveva con una prostituta, Anna Milvia Mattei, trovata anche lei uccisa, con il fuoco, il 25 maggio del ‘94.

Cinque morti: Vinci, Vargiu, la Malatesta e il bimbo, la Mattei e, forse, il sesto sarebbe Pacciani. Pietro Pacciani, verosimilmente, è stato assassinato. A marzo 2001 la procura di Firenze apre un fascicolo contro ignoti sul decesso dell’agricoltore morto nel ‘98, mentre era in attesa del secondo processo d’appello.
Una misteriosa scia di morti ammazzati. Gli autori dei delitti di Firenze sono ancora, pericolosamente, in circolazione?

A Firenze sono state uccise, dal 1982 al 1994, sette prostitute, con vari modus operandi, fino a oggi si è creduto che l’autore fosse stato un serial killer, ma la teoria in questione ha iniziato ad indebolirsi nel 1994, anno in cui è stata uccisa Milva Mattei. Per finire vi è pure il misterioso omicidio di una coppia uccisa con una calibro 22, nella provincia di Lucca. La pista potrebbe portare al “Mostro”, sebbene la procura fiorentina abbia sempre negato qualsiasi tipo di collegamento con gli assassini di Firenze.

Per concludere, anche Barbarina Steri, moglie di Salvatore Vinci, ex sospettato mostro di Firenze, è deceduta, nel 1962, in circostanze alquanto sospette. In un articolo a firma B. Gualazzini, su “Il Giornale” del 19 marzo 2001, si legge, tra l’altro: <<…va detto che la scia di morti ammazzati lasciati dietro di sé dal mostro, secondo molti di coloro che si sono interessati, a vario titolo, di questo incubo, tuttora senza colpevoli convincenti, conterebbe tra i fidanzati uccisi, le loro amiche e altri che ne sapevano troppo, omosessuali, lenoni e prostitute, almeno 35 vittime…>>
 

TIPOLOGIA DEGLI OMICIDI
 
I delitti sono tutti caratterizzati da una metodicità quasi ossessiva e altrettanta precisione, e hanno un medesimo comune denominatore: la coppia.
Il momento in cui gli assassini agiscono è preciso, essi sembrano voler prevenire il compimento dell’atto sessuale. Le coppie sono appartate in luoghi particolari: macchina, camper o tenda.
Le modalità esecutive sono sempre uguali: prima viene colpito l’uomo, poi è la volta della donna. Al cadavere dell’uomo, successivamente, vengono inferte coltellate nella zona pubica e, poi, si procede all’escissione del feticcio cimelio (pube) della donna. Almeno uno degli assassini dimostra grande abilità chirurgica nelle escissioni. I carnefici scelgono i posti, dimostrando di conoscere bene il territorio.

Elementi da approfondire ulteriormente e da collegare: vittime, luoghi, novilunio, frequenza del sabato, escissioni, simboli esoterici, religiosi. Gli omicidi sono iniziati il 1968 o il 1974? Hanno ucciso altre volte? Prima? Dopo? Durante la Serie? Perché, tra un delitto e il successivo, c’é uno spazio di tempo così lungo? Perché furono scelti quei giorni e non altri? Le coppie non erano sposate (casualità o altro?).
 

INDIZI ESOTERICI
 

  • Donna= vittima sacrificale;


  • Escissione del pube e/o della mammella= feticci rituali;


  • Uccidono per motivazione rituale.


Il movente metafisico. Il movente esoterico o “religioso” è evidente da particolari caratteristiche degli omicidi stessi: orario, sempre vicino alla mezzanotte (ora delle evocazioni); la fase lunare è quella della luna nuova (periodo importante per le cerimonie magiche); prossimità di feste religiose; scelta del sabato, in ben cinque omicidi (giorno importante nella tradizione stregonesca), ecc.
“Certo il movente esoterico”.

Così ha detto il capo della squadra mobile Michele Giuttari. Ritrovate alcune foto che ritraggono tre cerchi simbolici realizzati con pietre chiare a pochi metri dallo slargo dove si erano accampate le ultime due vittime del mostro.
Il tassello definitivo. Ritrovate alcune foto che ritraggono tre cerchi simbolici, di una novantina di centimetri di diametro, realizzati con pietre chiare a pochi metri dallo spiazzo dove le ultime due vittime del «mostro», i turisti francesi Nadine Mauriot e Jen Michel Kraveichvili, si erano accampati con la tenda. I tre cerchi sono stati così interpretati:
  • tre momenti diversi di un «rituale» che vedeva al centro la coppia francese;


  • individuazione delle vittime (cerchio aperto), l’ordine della loro esecuzione (cerchio di pietre e pelli di animali bruciati) e, infine, l’avvenuta uccisione (cerchio con bacche e una croce di legno).


La storia delle foto. Esse furono scattate con una Polaroid da un guardiacaccia che aveva notato i due giovani sul pendio di Monte Morello, nel comune di Sesto Fiorentino, nei pressi di una delle ville appartenute alla famiglia Corsini. Il guardiacaccia aveva detto loro di spostare la tenda e andare da un’altra parte, perché in quella zona era vietato il campeggio. Era il 4 settembre 1985.

Dopo sei giorni, il 10 settembre, vedendo sui giornali le foto delle ultime due vittime li aveva immediatamente riconosciuti come la coppia trovata sul costone di Monte Morello. L’uomo, era immediatamente ritornato sul posto, dove aveva scoperto e fotografato i tre cerchi e consegnato le foto al commissariato di Sesto Fiorentino raccontando i fatti. In uno dei cerchi aveva trovato anche una cartuccia di un proiettile calibro 22 con la stampigliatura della serie (serie H), la stessa di quella dei proiettili utilizzati dal <>.
Le foto e la deposizione dell’uomo, stranamente, non furono giudicate interessanti, probabilmente perché allora non era stata presa in considerazione la pista esoterica.
 

MAGIA E SESSO NEI DELITTI DI FIRENZE
 

“Nel momento dell’uccisione”. La magia sessuale costituisce la conclusione finale e la dottrina più segreta della filosofia occulta. Gli adepti, che la praticano, osservano con molta attenzione le varie fasi della luna. A proposito dell’importanza del ciclo lunare, richiamo l’attenzione sul fatto che i delitti del “mostro” sono avvenuti tutti in periodo di novilunio. Si praticano ancora oggi, nella nostra civile società, riti tremendi, che prescrivono il sacrificio umano, esiste una tradizione al riguardo.

Il significato che l’azione sacrificale ha nella magia è così giustificato: “Nel momento dell’uccisione, una parte della potenza si innalza, un’altra si incarna, e il corpo della sua momentanea incarnazione è il sangue sparso della vittima, che si magnetizza e si satura di una virtù magica soprannaturale. Di questo sangue, certe forme cerimoniali, non da decisi limiti separati dalla magia inferiore, fanno un uso particolare…” (Gruppo di Ur, Introduzione alla magia quale scienza dell’io, vol. III, Genova 1987).

I fluidi sessuali. Per quanto concerne la pratica della magia sessuale, l’esoterismo spiega la delicata questione con la necessità, in alcune cerimonie, di liberare e utilizzare particolari energie sessuali. Kenneth Grant nell’opera citata al proposito scrive, in parte riassumendo anche quanto affermato dallo psicologo Havelock Ellis nel libro: “Studies in the Psychology of Sex“), che: <<solo quattordici delle diciassette secrezioni organiche note ai tantrici sono riconosciute dalla scienza occidentale. (…). Le secrezioni sono, a loro volta, in relazione con i giorni e le notti delle quindicine oscure e luminose che costituiscono un ciclo lunare, culminante nella luna piena, chiamata talvolta il sedicesimo dito della luna. La scienza riguardante queste zone è estremamente complessa ed è comunicata durante l’iniziazione sotto il velo del segreto>>. A proposito dell’importanza del ciclo lunare, richiamo ancora l’attenzione sul fatto che i delitti del “mostro” sono avvenuti tutti in periodo di novilunio.

Sesso e morte. Nei delitti di Firenze ci troviamo al cospetto di un percorso rituale cadenzato negli anni, che ha celebrato (e celebra, forse ancora, con altre simbologie) una magia oscura, di sesso e morte, per raggiungere una Grande Opera. Le operazioni di magia sessuale sono attuate per vari scopi, tra cui: ottenere vari obiettivi fondamentali per il mago, come la carica dei condensatori fluidici (statuette o talismani destinati agli incantesimi), rigenerazione dell’energia vitale e l’ottenimento dell’immortalità.

Un’intervista inquietante. Giorgio Medail durante la sua inchiesta “Italia Misteriosa” venne in contatto con uno strano personaggio, che disse di aver fatto lunghe ricerche sui delitti di Firenze e, tra l’altro, affermò: <<Esiste una tradizione… secondo cui il sacrificio migliore per evocare i demoni è quello degli esseri umani. E, infatti, ad esempio, nella dottrina di Aleister Crowley si afferma che la morte più favorevole è quella che avviene durante l’orgasmo ed è chiamata ‘mors giusti’. Perché è scritto: – …fatemi morire la morte del giusto e fate che la mia fine estrema sia come la sua ->>.

Il giornalista commenta: <<Una simile affermazione non poteva che condurre agli innumerevoli e ancora misteriosi delitti del “mostro di Firenze” che, guarda caso, colpisce le sue vittime proprio mentre fanno l’amore. Secondo quest’interpretazione, infatti, il “mostro” altro non sarebbe che una frangia impazzita di un certo satanismo che prevede il sacrificio proprio in quel fatale momento>>.
<<Ci sono – continua F.B. – nel caso del mostro, tutti gli ingredienti necessari: l’orgasmo unito al momento del trapasso, il colpo vibrato con la pistola, col fuoco. In quel momento, si liberano potenti energie, indispensabili per il mago che rafforza se stesso e il rituale che deve celebrare.

Nel caso degli assassini del mostro di Firenze “chiedo – (scrive Medail, ndr) – vi sono state orribili deturpazioni delle vittime. Possono anch’esse essere ricondotte a rituali diabolici?>>.
<< (risponde il suo interlocutore, ndr). Nel caso dell’omicidio del ‘74 non ci fu l’asportazione del pube. Si pensa che si tratti di un prologo e il simbolo del tralcio di vite tra le gambe della ragazza uccisa ce lo conferma. E’ l’inizio di un cammino per raggiungere una Grande Opera. Nei casi successivi c’è questa asportazione che può voler dire esperimenti anche chimici sulle secrezioni delle donne che qui in Occidente sono poco conosciuti>>.
Il giornalista domanda ancora a F.B.: <<E’ pericoloso dire queste cose? Lei vuol mantenere l’anonimato…>>.
<< (è la risposta pronta di F.B., ndr), si toccano mondi molto pericolosi>> (G. Medail, Italia Misteriosa, Milano 1987).
 

L’ ORDINE DELLA ROSEAE RUBEAE ET AUREAE CRUCIS E L’ALCHIMIA

L’”Hermetic Order of the Golden Down“. Nel panorama dei movimenti magici, alcune organizzazioni di origine inglese, con importanti filiazioni italiane, che hanno rilevante spicco e profonda conoscenza di certe ritualità, in relazione all’utilizzo tenebroso della magia sessuale, si collegano agli insegnamenti segreti del mago inglese Aleister Crowley (1875-1947).

Egli fu iniziato all’Ordine della società esoterica “Hermetic Order of the Golden Down“, presieduta dal mago Samuel Liddel Mathers, sposato con la sorella del filosofo Henri Bergson, Moira. Nel tempo furono fondate altre società, collegate, in qualche modo, alla “Golden Dawn” che, a sua volta, si divideva in tre Ordini. Il primo ordine, o della Golden Dawn in Outer, comprendeva i primi cinque gradi inferiori. Il secondo Ordine fu fondato nel 1891, quando un adepto, “frater Lux e Tenebris“, passò a Mathers i rituali necessari per stabilire un Ordine Interno, un Secondo Ordine: l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro (Roseae Rubeae et Aureae Crucis).
 
Alchimia e sesso. Sulla base delle rivelazioni fornite, fu stabilita anche una “Cripta degli Adepti”, che divenne l’organismo guida dei Templi della Golden Dawn. Il terzo e ultimo Ordine era riservato ai Capi Segreti. Il nome “Rosa Rossa+Croce d’Oro” richiama immediatamente al simbolismo esoterico massone. La sètta dei Rosa+Croce, fondata nel XII secolo da Raimondo IV, conte di Tolosa, uno dei capi della prima crociata fu, in un certo senso, d’ispirazione, nel XVIII secolo, alla Massoneria. A proposito della “Golden Dawn” è interessante sapere che si verificarono eventi strani e inquietanti, dopo un anno dalla sua fondazione; si registrarono a Londra, infatti, parecchi crimini sessuali, da taluni addebitati a segreti rituali dell’Ordine, relativi ad un particolare tipo di alchimia sessuale.
 

L’ALCHIMIA TENEBROSA

Le prescrizioni di Giuliano Kremmerz. <<Se dagli scritti pubblici di Kremmerz si passa al Corpus Philosophorum totius magiae… si scopre rapidamente come la pratica kremmerziana dei ‘talismani’ magici, buoni per diversi scopi e occasioni, si colleghi a una più complessa magia cerimoniale che arriva fino alle ’sostituzioni di anime fatte magicamente’ (’magia avatarica’) nelle quali ‘in un corpo vivente e intelligente si stacca l’anima e si immette definitivamente o temporaneamente in un altro corpo da cui precedentemente si sia allontanata l’anima’…

Il vertice della magia ‘osiridea’ consiste, tuttavia, nella ‘pratica del separando’, una operazione alchemica ‘interna’ o di trasmutazione… La chiave di questa alchimia… è una forma di magia sessuale che si troverebbe già nelle forme antiche degli Arcana Arcanorum (e sarebbe dunque ben precedente a Crowley). (…).
I documenti oggi più spesso in uso prevedono tre gradi o «maestrati», più un Grande Arcano o Secretum Secretorum.

Il primo grado consiste per l’uomo in una pratica ciclica di assimilazione del seme…, ottenuto con un atto di magia autosessuale… Nella pratica femminile si sostituisce al seme la secrezione della donna ottenuta in fase mestruale mediante un atto autosessuale e consumata in dose «omeopatica» mediante un’ostia che dovrà essere inserita e imbibita nel corpo e quindi ingerita. (…).
Chiuso… il maestrato di primo grado, l’attività prosegue nel secondo grado dove l’amalgama alchemico è ottenuto non più soltanto con l’elemento maschile o femminile da soli, ma mescolandoli insieme e unendo il fermento. (…). …esiste un terzo maestrato, una pratica di coppia, in cui l’amalgama filosofale (elemento maschile più elemento femminile più fermento) viene «cotto» attraverso i tre passaggi denominati «mercurio al nero», «mercurio al bianco» e «mercurio al rosso» (tre atti diversi di magia eterosessuale di coppia: uno di sodomia, uno senza emissione del seme e uno in fase mestruale).

Infine si otterrà un nuovo «amalgama filosofale» che, ingerito, dovrebbe creare l’«araba fenice» e corrispondere alla vera «pietra filosofale». Qual è, si chiederà, lo scopo di tutto questo? (…) L’obiettivo finale è la creazione di un «corpo di luce», che dovrebbe essere garanzia tangibile e sperimentabile di immortalità già in questa vita>>. (M. Introvigne: Il Cappello del Mago, 2 ed., 1990).

La degenerazione dell’Alchimia. Vittorio Fincati nel suo saggio (2° ediz. aggiornata) “I mostri di Firenze e l’alchimia” (Carpe Librum, Nove (VI) 2001), scrive che: <<…interpretazioni devianti dell’alchimia – quella stessa che secondo René Guénon sarebbe degenerata a partire da Basilio Valentino e Paracelso – sono ben evidenti nelle opere manoscritte e a stampa di un gran numero di scritti di derivazione paracelsiana, in cui primeggiano quelli che parlano della confezione di elixir di lunga vita o nel famoso Testamentum Fraternitatis Rosae et Aureae Crucis, nel quale si afferma, senza possibilità di interpretazione allegorica, di impossessarsi di parti di cadaveri, umani e/o animali e di aggiungervi sangue umano e/o animale al fine di ottenere delle realizzazioni di ordine magico-stregonico…>>. Ottenere potere, forza, salute, e chissà cos’altro ancora.

Firenze nera. Una sinistra fama Firenze se la porta dietro da secoli. Il famoso Gilles de Rais mandò un suo fidato uomo, in questa città, per trovare un maestro di magia, dotato di grandi poteri e trovò Francesco Prelati.
J-k. Huysmans in “L’Abisso” (Milano, 1990), scrive: <<Ormai Gilles dispera di ottenere dal Diavolo la ricetta del Sovrano Magistero, quando Eustachio Blanchet gli preannunzia il suo ritorno dall’Italia con il maestro della magia fiorentina Francesco Prelati, l’irresistibile evocatore di demoni e di spettri (…). Si sa che era nato nella diocesi di Lucca… qualche tempo dopo la sua consacrazione, era diventato allievo di Giovanni da Fontanelle, taumaturgo in Firenze, e aveva firmato un patto con un demonio a nome Barron. Da quel momento l’abate insinuante e discreto, dotto e affascinante, si era abbandonato alle pratiche sacrileghe più abominevoli e al rituale omicida della magia nera>>.

Prelati praticava la magia diabolica e i sacrifici umani e per suo ordine <<… furono offerti a Satana la mano destra, il cuore e gli occhi di un bambino. (…). Nell’estate 1438, Francesco Prelati annunciò che bisognava raddoppiare le messe sataniche, raddoppiare i sacrifici sanguinosi. Fu un’ecatombe di adolescenti>>.
Fincati, nel suo lavoro citato, osserva ancora: <<Si è scritto, in un recente passato, dell’esistenza a Firenze di un ordine occulto che trarrebbe nome da una divinità infernale etrusca e che sarebbe connesso con una importante famiglia fiorentina e con oscure pratiche di magia nera… Per altri versi, con riferimento a pratiche di magia sessuale di tradizione kremmerziana, anche il famoso esperto di sètte Massimo Introvigne ha parlato, in un suo libro, dell’esistenza di un ‘gruppo fiorentino’>>. ().
Firenze celerebbe un Ordine, che nel più assoluto segreto, pratica un culto diabolico e inquietante; infatti, come ha scritto una studiosa, in un libro “Pour la rose rouge et la croix d’or“, in lingua francese, edito in pochissime copie in tutto il mondo, di cui una è conservata a Genova, è scritto: <<il conte… della nobiltà fiorentina trasmise un insegnamento riservato alle coppie di fidanzati; ma è molto pericoloso perché la coppia – quella “da offrire” agli inferi – deve essere “reale” cioè in carne e ossa.>>.
 

MORTE E POTERI OCCULTI

Sinistre credenze. Il medico e mago, Franz Hartmann, scriveva che i corpi di quelli, morti violentemente, uccisi, <<…hanno grandi poteri occulti. Essi non contengono vita, bensì il balsamo della vita, ed è anche una fortuna che questo fatto non sia pubblicamente conosciuto, perché se persone mal disposte conoscessero queste cose e l’uso che se ne può fare, potrebbero servirsene per stregonerie e scopi malvagi, e infliggere agli altri molte sofferenze…>> (Franz Hartmann, Il mondo magico di Paracelso, Roma 1982). Theophrastus Paracelsus (1493-1541), il mago del Cinquecento, era anch’esso convinto che ad una persona morta d’improvviso e violentemente, può essere captato, da un esperto occultista, il suo corpo astrale e questi se ne può servire per gli scopi più diversi ed orribili. La dottrina esoterica orientale insegna la medesima cosa.

Le istruzioni di Crowley. Nel liber legis annotò – disse lo stesso Crowley, sotto dettatura del demonio Set – delle rivelazioni, una sorta di vangelo, insomma.
Michele Del Re, avvocato e professore universitario di diritto penale, che ha girato il mondo per studiare i culti emergenti, in qualità di direttore di ricerca del C.N.R., osserva nel suo libro “Riti e crimini del satanismo” (Pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, 1994): <<le affermazioni letterarie e velleitarie del liber diventano poi istruzioni pratiche, che saranno seguite da alcuni satanisti contemporanei in modo criminosamente sanguinario: ‘Il sangue migliore è quello mensile della Luna; poi il sangue fresco, di un bambino, sgocciolante dalla schiera celeste; poi quello dei nemici; poi quello del sacerdote o dei fedeli; infine quello di qualche animale. Brucialo: fanne pani e mangialo in mio onore. Esso ha anche un altro uso: ponilo davanti a me, e cospargilo dei profumi delle tue preghiere>>.
Inequivocabilmente ci si riferisce al sacrificio umano:<< Il rito supremo dovrebbe creare un’atmosfera particolare attraverso la morte della vittima. Con questo rito si potrebbe raggiungere il vertice dell’Arte Magica. La cosa migliore sarebbe sacrificare una fanciulla… Questo rito non dovrebbe essere usato in occasioni ordinarie, ma raramente, e soltanto per scopi importantissimi; e non dovrebbe venire mai rivelato ai profani.>>

Crimini satanici nel mondo e in italia. Il professore Michele C. Del Re, esprimendosi su una valutazione della concentrazione dei crimini satanisti e degli adoratori di Satana, in Italia, ci informa, nell’opera citata, che: <<…se i crimini portati a conoscenza del pubblico, di natura satanista sono all’incirca 1.500 ogni anno (mi riferisco al mondo occidentale, esclusa l’America latina), si può ritenere che il numero oscuro, quello che resta ignoto, è di dieci volte 1.500. Di questi quindicimila crimini satanici dovrebbero essere autori congreghe e isolati, nel complesso circa 150.000 persone. Questo numero indicativo – cui portano anche altri indizi – si riferisce, ripeto, soltanto al mondo occidentale. (…). Per le campagne della Toscana meridionale, si parla di quattromila sacerdoti satanici, con quarantamila seguaci; nelle Marche esistono (scrive Fattinostri, giugno 1993) almeno cinque congreghe sataniste, di cui due nel fermano, due nel pesarese, una ad Ancona>>.
 

UNA SETTA DI INTOCCABILI DIETRO OMICIDI FIORENTINI

La sètta dell’orrore. Dietro i “mostri di Firenze” vi è una “cupola” segretissima di intoccabili. La torinese Maria Consolata Corti, regista alla RAI per dieci anni, al giornalista Maurizio Caravella ha raccontato: <<Il mostro di Firenze è un personaggio molto noto e potente, con una doppia identità, e fa parte di una terribile sètta satanica. Mi ha confessato che i membri della sètta uccidono l’uomo e la donna nell’atto di accoppiarsi, per uccidere l’amore e colpire Dio. Mi ha detto anche: – Io strappo il pube o il seno con un coltello milleusi, e lo faccio non solo per odio, ma perché, secondo la sètta, durante l’atto sessuale il corpo libera energie di cui ci si può servire anche per curarsi o per aumentare la forza fisica – >> (”Visto”, n.46, novembre 1990).

Dietro i delitti di Firenze vi è una segretissima lobby satanica composta da persone eccellenti, innominabili. Segnalazioni, informazioni, denunce anonime, avrebbero asserito proprio questo, ma non hanno mai avuto seguito, data l’enorme rilevanza dei personaggi che sarebbero implicati.
Mostri potenti e protetti. Nel nostro mondo moderno, alchimie infere prescrivono ancora l’omicidio e finanche la pedofilia, quella rituale, che considera un crimine pedofilo come “atto iniziatico”. Vi sono libri su oscure perversioni, testi come quello di Bernard Sergent (ediz. Payot, Parigi): “Homosexualité Iniziatique“. Maurizio Blondet, a questo punto, si chiede: “che non vi sia, al centro d’Europa, un ‘cuore di tenebra’? …purtroppo l’autorità, anche politica, quanto più s’allontana da Dio, diventa mero potere: e può ben rovesciarsi in una ’sacralità’ che ha come centro il culto del Principe di Questo Mondo, Colui che dà il potere, se placato con sacrifici atroci” (M. Blondet, Pedofilia e mondialismo, in “La Tradizione Cattolica” n.4 (45) – 2000).
Potenti, protetti e, verosimilmente, collegati a una efferata sètta esoterica che potrebbe affondare i suoi tentacoli in più paesi. Il vertice della piramide, che ha ordinato quegli orribili massacri sacrificali, è composto da illustri e insospettabili personaggi con una vita segreta immersa in mondi di tenebra.


testi di Giuseppe Cosco – tutti i diritti riservati

La Faccia Nascosta della Storia (di Giuseppe Cosco)

lunedì, giugno 29, 2009@ 5:52 PM
Author: admin

<<Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti; un gruppo un pò più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto>>.

Così si espresse Nicholas Murray Butler. Giova ricordare chi era questo personaggio.
Il Dr. Nicholas Murray Butler è stato presidente dell’Università di Columbia, presidente della Carnegie Endwment for International Peace, membro fondatore, presidente della Pilgrims Society e membro del Council on Foreign Relations (CFR) e capo del British Israel. Taluni autori denunciano, sempre con maggiore insistenza, che è in atto una cospirazione superpolitica, “religiosa” o satanica che coinvolge l’alta finanza, le massonerie e l’integralismo islamico. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi banche. La Rivoluzione francese fu una congiura massonica, preparata da “società di pensiero” – uguali a quelle studiate da Augustin Cochin (1876-1916) – e da altri gruppi di pressione. La Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica. Diversi storici sono convinti di questo.

Lo stesso “Times” (10 marzo 1920) confermò il complotto: <<Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773>>.

Estrema importanza assume, sempre al riguardo della rivoluzione russa del febbraio del 1917, il fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni, tra questi risaltava Kerensky. E’ anche rivelatore il libro “Rossija nakanune revoljucii” di Grigorij Aronson, che fu pubblicato nel 1962 a New York e che riporta delle missive di E. D. Kuskova, moglie del massone Prokopovic, legato da grande amicizia al confratello Kerensky. In una di queste lettere, datata 15 novembre 1955, si legge: <<Avevamo la ‘nostra’ gente dappertutto. (…). Fino a questo momento il segreto di questa organizzazione non è stato mai divulgato, eppure l’organizzazione era enorme. Al tempo della rivoluzione di febbraio tutta la Russia era coperta da una rete di logge>>.

L’iniziato Jean Marques-Rivière scrisse: <<L’esoterismo, con la sua forza sul piano ideologico, guida il mondo>>. Non bisogna stupirsene. E’ innegabile il diffondersi, nelle maglie della nostra società, di una subdola propagazione di idee, combattute con inflessibilità dalla Chiesa, ma non estirpate del tutto, che ora godono di un pericoloso risveglio e diffusione. E’ una letteratura imponente quella dei cosiddetti cospirazionisti, disprezzata dagli storici ufficiali, che, invece, non obiettano quando la stessa metodologia viene adottata dalla sinistra e dall’estrema sinistra, vedi “golpe De Lorenzo”, “strategia della tensione”, ecc. che non sono altro che capitoli di una teoria della cospirazione, che nega di esserlo.

Il lato occulto della storia contemporanea è complesso e, oltremodo, variegato. Insospettabili VIP. del mondo che conta sono affiliati ad oscuri ordini esoterici. L’ex presidente americano George Bush è un 33° grado della Massoneria di Rito Scozzese, lo ha rivelato Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro della Massoneria italiana, al quotidiano “La Stampa” (23 marzo 1990). Bush sarebbe stato iniziato, nel 1943, alla sètta “Skull and Bones” (Teschio e Ossa) dell’Università di Yale, fondata nel 1832. George Bush ha diretto anche la Cia. La Skull and Bones assieme a società come il Rhodes Trust, secondo l’autorevole rivista inglese “Economist” (25 dicembre 1992), sono la moderna risorgenza degli “Illuminati di Baviera” di Jean Adam Weisshaupt (1748-1830).

Anche suo padre Prescott sarebbe stato membro della sètta “Skull and Bones“. Di essa farebbero parte le più potenti famiglie degli Stati Uniti (1). Tra queste vale la pena di menzionare <<la famiglia Harriman, della Morgan Guaranty Trust, è Skull and Bones da generazioni. Petrolio: ci sono i Rockefeller, fra gli iniziati. Studi legali di grido. Poltrone alte della Cia. Vicepresidenza degli Stati Uniti>> (2).

E’ anche molto interessante venire a sapere che, secondo quanto scrive lo storico Antony C. Sutton in “America’s Secret Establishment” (liberty House Press. Bilings 1986, pagg. 207 e segg.), la “Skull and Bones” è collegata al movimento New Age e ad essa, asserisce ancora Sutton, non sono estranei aspetti satanisti. Marylin Ferguson nel suo libro “The Aquarian Conspiracy“, una vera e propria Bibbia del movimento New Age, mette assieme Huxley con Teilhard de Chardin, Carl Gustav Jung, Maslow, Carl Rogers, Roberto Assagioli, Krishnamurti, ecc. tra i personaggi, che sono da considerare come padri spirituali del New Age. Aldous Huxley e suo fratello Julian, quest’ultimo fu il primo dirigente dell’U.N.E.S.C.O., erano anche membri di importanti affiliazioni mondialiste, tra queste ricordo l’anglosassone Fabian Society.

Sui vertici del mondialismo, René Guenon, che era un 33° grado del Rito Scozzese Antico Accettato e un 90° del Rito Egiziano di Memphis-Misraim, ebbe ad affermare: <<…ma dietro tutti questi movimenti non potrebbe esserci qualcosa di altrimenti temibile, che forse neanche i loro stessi capi conoscono, e di cui essi a loro volta quindi, non sono che dei semplici strumenti? Noi ci accontenteremo di porre questa domanda senza cercare di risolverla qui>> (cit. da “Il Teosofismo“, edizioni Arktos, 1987, vol. II, pag. 297).

Ritornando alla “Skull and Bones” la sua importanza può essere ben compresa se si riflette che, nel 1917, essa diresse, tra l’altro, quel centro finanziario denominato “120 Brodway“, finanziatore del bolscevismo in Russia (3) e del nazismo in Germania che, tra l’altro, portò al potere (4). Non ci si meravigli se, a questi livelli, parole come “destra e sinistra” non hanno più significato, più esattamente, non si bada a razze, religioni o ideologie: questi sono solo mezzi da utilizzare per raggiungere il fine ultimo, su scala mondiale, con l’antica strategia del “divide et impera”.

E, a questo punto, non meraviglia venire a conoscenza delle trattative segrete intercorse tra George Bush ed alte personalità del governo dell’Iran, che poi hanno portato allo scandalo dell’Irangate. Gli accordi furono resi possibili da Khomeini e dal suo entourage, comprendente buona parte dei suoi ministri, il capo della polizia, il comandante dell’esercito, il procuratore generale del tribunale islamico, il capo della polizia segreta, ecc., sono, o sono stati, affiliati alla Grande Loggia dell’Iran, che è sottoposta alla dipendenza della Gran Loggia d’Inghilterra (5).
E’ poi noto che l’ex presidente George Bush è esponente di rilievo della sinarchia internazionale, figura di spicco del C.F.R, della Trilaterale, della potente Pilgrims Society oltre che della Skull and Bones. E’ anche interessante accennare ad un articolo, firmato M. Dornbierer, apparso, il 29 gennaio 1991, sul giornale messicano “Excelsior” che spiegava lo <<smisurato sionismo>> di Bush documentando la sua origine ebraica secondo quanto indicato nell’Enciclopedia ebraica castigliana. Bush è inoltre un W.A.S.P. (White Anglo-Saxon Protestant), ovvero un americano convinto che la sua origine razziale e le sue convinzioni religiose lo pongano al di sopra degli altri uomini (6).

Scrive Blondet che <<secondo Sutton, lo storico della Skull and Bones, la stessa locuzione ‘Nuovo Ordine Mondiale’ descrive il fine ultimo che gli affiliati alla società segreta di Yale s’impegnano a perseguire… A questo i membri dell’Ordine s’impegnerebbero a giungere attraverso la gestione di conflitti artificialmente generati, come quello tra nazismo e comunismo…. Per Sutton, questa filosofia segreta dell’Ordine rivelerebbe la sua origine tedesca (che Sutton ritiene di poter provare): gli iniziati sarebbero dei tardi seguaci di Hegel, votati a far progredire il mondo attraverso opposizioni, tesi e antitesi, per poi comporle in una sintesi superiore (7). L‘ipotesi, affascinante, può essere superflua. A noi sembra sufficiente evocare uno dei motti, delle insegne della Massoneria, che suona: Ordo ab Chao, l’Ordine (nasce) dal Caos>> (8).

L’idea del “Nuovo Ordine del Mondo” è perseguita con accanimento. Del presidente Bill Clinton, scrive Epiphanius (Op. cit. pag. 497): <<la sua educazione l’ha ricevuta nella britannica Oxford, dove venne ammesso nel super elitario ‘Rhodes Group’, una società superiore dell’area del POTERE affine alla ‘Skull and Bones”, come scrisse l”Economist’ inglese nel suo numero del 25 dicembre 1992. L”Economist’ elencava una decina delle maggiori ’società d’influenza’ del mondo occidentale rivelando la loro comune derivazione dall’Ordine degli Illuminati di Weisshaupt fondato nel 1776. Clinton appartiene anche al C.F.R., alla Commissione Trilaterale e al Bilderberg…>>. Clinton ha portato con sé Les Aspin (CFR) che, tra l’altro, ha firmato la <<Dichiarazione di Interdipendenza“, che è, in sostanza, – una mozione del Congresso che nel 1962, proponeva di cancellare dalla Costituzione ogni dichiarazione di sovranità nazionale, in quanto ostacolo all’instaurazione di un ‘Nuovo Ordine Mondiale’>> (9).

<<Il Rhodes Group – ci fa sapere ancora Epiphanius, alla nota 145, pag. 497, del suo “Massoneria e sette segrete” (cit.) – nacque nel 1891 per iniziativa di Lord Cecil Rhodes, ricchissimo personaggio legato ai Rothschild, assieme a Lord Milner, Lord Isher, Lord Balfour e un Rothschild, intorno all’idea-guida di organizzare una federazione mondiale di cui U.S.A. e Impero britannico sarebbero stati il centro propulsore. Il mezzo per attuarla consisteva in una selezione elitaria dei quadri protagonisti degli ambienti universitari, politici, finanziari. Attorno a questo nucleo iniziale permeato delle idee mondialiste e socialiste della Fabian Society, sorsero i gruppi della Round Table che a loro volta, nel 1919, diedero vita ai due odierni pilastri del potere mondialista, cioè gli Istituti Affari Internazionali britannico (R.I.I.A.) e americano (C.F.R.). Il Rhodes Group, al pari della Skull and Bones, controlla il C.F.R., (che a sua volta controlla la Trilaterale), il governo-ombra americano il cui comitato direttivo annovera personaggi in grado di gestire bilanci superiori a quello annuale lordo americano>>.

Ritornando al progetto del Nuovo Ordine Mondiale, già il 17 febbraio del 1950 il banchiere James Warburg, alla Commissione Esteri del Senato, era stato fin troppo chiaro quando aveva affermato: <<Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o col consenso o con la forza>>. Anche con le stragi.
Il Palazzo Federale “Alfred P. Murrah” ad Oklahoma, U.S.A., viene fatto saltare in aria da una tremenda esplosione, il 19 aprile del 1995. Le vittime furono 168. Furono sospettate dell’attentato e arrestate tre persone: Timothy McVeigh, Terry Nichols e James Nichols. L’FBI ha iniziato <<col dichiarare che il meccanismo esplosivo era un’auto-bomba imbottita di 1.000 libbre di esplosivo. Poi era un’auto con 1.400 libbre. In seguito si trattava di un camion con 4.000 libbre. Adesso è un furgone per traslochi con 5.000 libbre di esplosivo>> (10).

Ted Gunderson, ex dirigente dell’FBI, al contrario di quanto vuol far credere il Dipartimento di Giustizia Americano e cioé che si è trattato di <<una singola semplice bomba fertilizzante>>, ha affermato che: <<la bomba era un congegno elettroidrodinamico a combustibile gassoso (bomba barometrica), che non è possibile sia stata costruita da McVeigh… la bomba utilizzata era un sofisticato congegno A-neutronico, usato dall’esercito americano…>> (11).

Sam Cohen, padre della bomba neutronica, il 28 giugno dello stesso anno, al telegiornale della KFOR-TV ha dichiarato: <<Non mi interessa quanto fertilizzante e gasolio hanno usato, non sarebbe mai stato sufficiente. Cariche di demolizione, piazzate sulle colonne chiave, hanno fatto lo sporco lavoro>> (12).

Antefatto: non è stato molto pubblicizzato che, <<il 28 marzo 1994, l’Assemblea Legislativa dello Stato dell’Oklaoma passò una risoluzione che colpiva quello che veniva percepito come un programma di governo mondiale. Fu il primo e forse il solo Stato ad approvare tale legislazione>> (13).

Di seguito riporto alcuni estratti relativi alla decisione dell’Assemblea Legislativa dell’Oklahoma:
< Una risoluzione in relazione alle forze militari degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite; si presenta una petizione al Congresso affinché cessi determinate attività concernenti le Nazioni Unite…
Considerato che non c’è appoggio popolare per l’instaurazione di un <<nuovo ordine mondiale>> o di una sovranità mondiale di qualsiasi tipo, sia sotto le Nazioni Unite o sotto qualsivoglia organismo mondiale in qualsiasi forma di governo globale;
Considerato che un governo globale significherebbe la distruzione della nostra Costituzione e la corruzione dello spirito della Dichiarazione di Indipendenza della nostra libertà e del nostro sistema di vita.
…sia deliberato dalla Camera dei Rappresentanti della seconda Sessione della 44ma legislatura dell’Oklaoma:
Che al Congresso degli Stati Uniti sia con la presente rammentato di:
(…). Cessare ogni supporto per l’instaurazione di un <<nuovo ordine mondiale>> o qualsiasi altra forma di governo globale.
Che al Congresso degli Stati Uniti è con la presente rammentato di astenersi dal prendere qualsiasi ulteriore iniziativa verso la fusione economica o politica degli Stati Uniti in un organismo mondiale o qualsiasi altra forma di governo mondiale. (Fonte: Newsgroup alt. conspiracy, via Pegasus computer networks, Australia)>> (14).

Cosa dire di questi fatti? Quale oligarchia misteriosa dirige, in segreto, i vari governi delle nazioni?

Lascio al lettore il compito di arrivare a delle conclusioni.
Alla luce di certi accadimenti i governi, la politica e gli stessi politici assumono contorni sbiaditi, sfumati. Misteri che travasano nella storia altri misteri frammisti a bugie. Pochissimi, forse, sanno che <<Il fascismo non è nato in Italia e in Germania. Ebbe la sua prima manifestazione in Russia, col movimento dei ‘Cento Neri’, completo già all’inizio del ‘900 nelle sue azioni e nei suoi simboli: la violenza politica, l’antisemitismo feroce, i neri stendardi col teschio>> (15).
Chi tira i fili della storia?
Ricercare certe dinamiche è cosa ardua specie quando riguarda la sfera politica e ciò che sembra del tutto casuale, in molti casi, è stato attentamente preparato. Franklin Delano Roosvelt, presidente americano e 33° del Rito Scozzese, nonché appartenente alla Pilgrim Society e al C.F.R., il governo-ombra americano, affermò: <<In politica nulla accade a caso. Ogni qualvolta sopravviene un avvenimento si può star certi che esso era stato previsto per svolgersi in quel modo>>. Quindi una oscura oligarchia, tira le fila di fantocci, solo apparentemente, alla ribalta della scena politica. Aveva ragione Benjiamin Disraeli, statista inglese del secolo scorso, quando disse: <<Il mondo è governato da personaggi ben diversi da quelli creduti da coloro i quali non sanno guardare dietro le quinte>>. Neppure i partiti contano poi molto. Essi stessi sono a loro volta manovrati, usati, in relazione a degli scopi precisi.

René Guenon ci informa, nel suo articolo “Réflexions à popos du pouvoir occulte” pubblicato, con lo pseudonimo di Le Sphinx, sul numero dell’11 giugno 1914, pag. 277, della rivista cattolica “France Antimaconnique“, che <<Un ‘potere occulto’ di ordine politico e finanziario non dovrà essere confuso con un ‘potere occulto’ di ordine puramente iniziatico… Un altro punto da tenere presente è che i Superiori Incogniti, di qualunque ordine siano e qualunque sia il campo in cui vogliono agire, non cercano mai di creare dei ‘movimenti’ (…). Essi creano solo degli stati d’animo (état d’esprit), ciò che è molto più efficace, ma, forse, un poco meno alla portata di chiunque. E’ incontestabile che la mentalità degli individui e delle collettività può essere modificata da un insieme sistematico di suggestioni appropriate; in fondo, l’educazione stessa non è altro che questo, e non c’è qui nessun ‘occultismo’ (…). Uno stato d’animo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione>>.

Al riguardo dei movimenti rivoluzionari sempre il Guénon, nel suo libro “L’Esoterismo di Dante” (Ediz, Atanòr, Roma 1971), spiega: <<…tali movimenti sono talvolta suscitati o guidati, invisibilmente, da potenti organizzazioni iniziatiche, possiamo dire che queste li dominano senza mescolarvisi, in modo da esercitare la loro influenza, egualmente, su ciascuno dei partiti contrari>>. Sul fenomeno del terrorismo delle Brigate Rosse e su quello di estrema destra, il giudice Pietro Calogero, uno dei magistrati che più ha studiato il problema, ammetteva l’esistenza di: <<una rete di collegamenti che si raccoglie intorno a un centro di interesse unitario, che permette ai due terrorismi di procedere insieme nell’assalto dello Stato>>.

Quali misteriosi personaggi si celano dietro le quinte dei vari governi?
Serge Hutin racconta, a tal proposito, quanto accadde ad uno scrittore ingles che sotto lo pseudonimo di Robert Payne pubblicò a Londra, nel 1951, un’opera intitolata “Zero. The story of terrorism“. Payne cercò di dimostrare che la stategia del terrore ha abili registi dietro le quinte dei governi apparenti. All’uscita della pubblicazione si verificarono tutta una serie di “coincidenze” molto strane. Tutte la copie del libro furono acquistate da misteriosi personaggi prima ancora che venisse messo in vendita. I giornali ignorarono l’opera nonostante il carattere sensazionale delle rivelazioni in essa contenute. La casa editrice Wingate, una delle più importanti di Londra fallì improvvisamente. Robert Payne morì qualche mese dopo in circostanze a dir poco misteriose. Hutin osserva <<La sola spiegazione possibile era che l’autore avesse scoperto l’esistenza, a livello mondiale, di governanti occulti…>> (16).

La domanda che ora si pone è: come si procederà alla frantumazione degli Stati per la realizzazione del Governo Mondiale?
Scrive Blondet: <<Michel Albert è un grand commis della politica sovrannazionale… oggi presidente delle Assurances Générales de France, una delle grandi entità finanziarie che hanno promosso il Mercato Unico Europeo. Nel 1989, Albert ha pubblicato un saggio, subito tradotto in Italia dall’editrice il Mulino con il titolo: Crisi, Disastro, Miracolo. Il libro contiene una prognosi sulla fine degli Stati nazionali che rivela un’analisi sicuramente elaborata negli uffici-studi della Trilaterale, e un progetto di ingegneria sociale. …”L’Europa ‘92 lancia il Mercato Unico all’assalto degli Stati nazionali. Li smantellerà”. Come? Con “l’anarchia che risulterà” da “un mercato libero e senza frontiere in una società plurinazionale che non riesce a prendere decisioni comuni”. A questo “disastro” pianificato, l’oligarchia spera seguirà il “miracolo”: gli Stati nazionali devastati invocheranno “una moneta comune, una Banca centrale europea e un bilancio comunitario” (17).

Il programma, tuttavia, era già chiaro nel lontano 1957: “Creare un mercato monetario e finanziario europeo, con una Banca europea (…) il libero flusso dei capitali tra i paesi membri e, infine, una politica finanziaria centralizzata
“>> (18).

L’attuazione del programma per insediare un “Nuovo Ordine Mondiale” collegato al movimento “New Age” (di cui parlo più diffusamente nel mio saggio “Il serpente e l’arcobaleno”, Ediz. “Segno” di Udine), o chiamata anche “Nuova Era”, “Età dell’Aquario” o Era del “Condor”, come dicono gli studiosi delle civiltà pre-colombiane, si articola in più strategie per realizzare questa grande utopia della parodia del Romanum Imperium.

Fantapolitica e tendenza al complottismo? Tutt’altro. Ecco due esempi italiani. Leggete cosa la rivista americana “Eir” scriveva: <<Il 2 aprile 1993… il capogruppo Dc alla Camera, Gerardo Bianco, e il suo collega al Senato, Gabriele De Rosa, presentano un esposto alla procura di Roma, chiedendo di appurare se c’è una cospirazione politica per distruggere l’ordine costituzionale italiano (…) Gli scandali rappresentano un tentativo da parte delle forze Anglo-Americane, segnatamente la Fra Massoneria, di orchestrare una generale destabilizzazione della nazione italiana per distruggere il sistema politico esistente e insediare un nuovo ordine, a loro più gradito>> (19).

Ai cronisti, che chiedevano a Mancino cosa c’è dietro le stragi italiane, lui rispose: <<Non escludo un ruolo della finanza internazionale>> (20).

Strategie occulte della secret fraternity bancaria internazionale. David Rockefeller <<credendo di parlare a orecchie fidate, nel ‘91… ha ammesso: 1) che una cospirazione esiste ‘da quaranta anni’; 2) che essa ha lo scopo di instaurare nel segreto ‘un governo mondiale’ e ‘la sovranità nazionale’ dei banchieri; 3) che il nemico dei cospiratori è ‘l’autodeterminazione nazionale’>> (21).

Nel frattempo, si verificano nel mondo barbarie, solo apparentemente, prive di sottile regia, occulta naturalmente. Ed è interessante apprendere quanto il misterioso personaggio <<esperto di un genere assai speciale>>, che fa da sfondo al tema trattato da Blondet ne “Gli <> della dissoluzione“, in una lettera indirizzata allo scrittore suggerisce:
<<Può anche darsi che il Nuovo Ordine Mondiale non possa avviarsi a un’epocale clash of civilizations, come alcuni insiders già auspicano in America, ma si limiti a sgranare stermini e genocidi locali, killing fields per poveri straccioni, danze di Shiva e di Kali su carnai confinati a luoghi dove l’uomo è abbondante e ’sprecabile’. (…). Un’accusa è sempre pronta, a squalificare e ridicolizzare chi esprime ad alta voce le idee che io sommessamente descrivo: quella di ‘complottista’, di allucinato immaginatore di complotti universali. A queste lapidazioni moderne si prestano volontari precisi ambienti giornalistici; espressione di una categoria umana tra le più artificiali, la più ridicolmente sicura di ‘vivere’ in proprio, mentre è la più totalmente ‘vissuta’ e agitata dalle idee correnti, dagli états d’esprit dominanti, dai climi culturali egemoni che ‘Altri’ hanno pur diffuso nell’aria>> (22).


Note bibliografiche

1 EIR Special report, American Leviathan, pag. 181.
2 Blondet Maurizio, Gli <> della Dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico, Edizioni Ares, Milano 1994, pag. 232.
3 EIR Special report, citato, pag. 182.
4 Ibid., pag. 183.
5 L’appartenenza alla Grande Loggia dell’Iran delle personalità iraniane citate, è attestata dalla lettera che il segretario della Grande Loggia, Ahmad Aliabadi, ha fatto pervenire al Gran Maestro della Grande Loggia dell’Iran, Sharif Iman il giorno 16 novembre 1975. Il documento è stato pubblicato da Nuova Solidarietà (12 marzo 1988, pag. 4), e da Chiesa Viva (n. 199, pag. 8) .
6 Epiphanius, Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia, Ediz. Ichthys, Roma, pag. 97
7 Si ricordi che anche Karl Marx era hegheliano (benché “di sinistra”) e vedeva nel comunismo la sintesi della lotta tra Capitalismo e Proletariato.
8 Blondet Maurizio, Complotti. I fili invisibili del mondo. I – Stati Uniti, Gran Bretagna, Il Minotauro, Milano 1995, pagg. 84-85.
9 Ibid., pagg. 103-104.
10 Nexus New Time, N. 1, Padova 1995, pag. 14.
11 Ibid.
12 Nexus New Time, N. 2, Padova 1995, pag. 9.
13 Ibid., pag. 10.
14 Ibid.
15 Maurizio Blondet, Complotti. I fili invisibili del mondo. II – Europa, Russia,
Il Minotauro, Milano 1996, pag. 83
16 Serge Hutin, Governi occulti e…,op. cit., pagg. 15-16.
17 Maurizio Blondet, Complotti. I fili invisibili del mondo. II, op. cit., pagg. 37-39.
18 Jean Monnet, Mémoires, Parigi 1976, pag. 502.
19 Fabio Andriola e Massimo Arcidiacono, L’anno dei complotti, Baldini&Castoldi, Milano 1995, pagg. 25-26.
20 Ibid., pagg. 16-17.
21 Maurizio Blondet, Complotti. I fili invisibili del mondo. I, op. cit., pagg. 97-98.
22 Maurizio Blondet, Gli <> della dissoluzione…, Ediz. Ares, Milano 1994, pagg. 247-248



testi di Giuseppe Cosco – tutti i diritti riservati
 

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