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Roberto Maroni a Che tempo che fa

domenica, gennaio 17, 2010@ 11:11 AM
Author: GraZia
Da Che tempo che fa

Da Che tempo che fa

Il Ministro Roberto Maroni sarà questa sera ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa.
Un Pesci abbastanza anomalo, a giudicare dal suo tema natale, che vede l’ascendente in Leone con Plutone lì incollato e Marte culminante…
Sarà Venere in sesta al quadrato di Marte che lo spinge a tingersi i capelli?

Da Wikipedia

Da Wikipedia

Tema natale di Roberto Maroni

Tema natale di Roberto Maroni


Il punto di Talete (di Grazia Bordoni)

lunedì, giugno 29, 2009@ 5:52 PM
Author: admin

Proprio il superamento dello schema positivo-negativo ha consentito l’osservazione di una particolare configurazione astrale, il Punto di Talete.
La storia di questa configurazione è abbastanza curiosa. Alcuni anni fa, durante riunioni di studio con un gruppo di colleghi, ci trovammo ad analizzare due temi la cui lettura non ci soddisfaceva del tutto. Nel vissuto delle persone si rilevavano grossi problemi sessuali, ma i temi natali non ci informavano con l’attesa chiarezza in merito alla questione. Finché, per caso, come spesso avviene, qualcuno non osservò che in quei temi erano presenti delle opposizioni tra pianeti che confluivano su Plutone. La cosa insolita era che questo legame con Plutone avveniva tramite aspetti considerati “positivi”, cioè un trigono ed un sestile. Quello che ci aveva tratto in inganno era proprio il fatto che Plutone potesse essere definito “bello”, in quanto riceveva solo aspetti positivi. Venne spontanea l’ipotesi che un pianeta in condizioni analoghe al Plutone osservato in quei temi potesse assumere un valore diverso, da quello che, di norma, gli si sarebbe attribuito. L’ipotesi fu verificata su un certo numero di altri temi, con risultati assai simili. Fieri ed esultanti per la scoperta decidemmo di trovare un nome che contraddistinguesse tale configurazione in modo inequivocabile. Sincronicità volle che su un numero di Topolino comparisse un breve riferimento a Talete: il nome piacque ed il battesimo avvenne seduta stante. L’argomento fu in seguito oggetto di studi più approfonditi e presentato in sede di Congresso a Ferrara nel 1981. Due anni più tardi rielaborai il materiale per un articolo che venne pubblicato su Linguaggio Astrale. La pubblicazione sulla rivista del CIDA consentì a molti altri studiosi l’osservazione di tale configurazione e le conferme all’ipotesi iniziale sono state numerosissime, insieme con utili puntualizzazioni.
Si ha dunque un Punto di Talete quando in un tema ci sono due pianeti in opposizione tra loro, uniti entrambi ad un terzo pianeta per mezzo di un trigono (120°) da una parte e di un sestile (60°) dall’altra.
Nell’esempio che segue (figura A) abbiamo Giove in Sagittario che è in opposizione alla Luna in Gemelli. Mercurio è in Bilancia e si lega a Giove con un sestile ed alla Luna con un trigono.


Figura A

Mercurio forma un PUNTO DI TALETE che “scarica” l’opposizione tra Giove e la Luna.
In termini di interpretazione potremmo avanzare l’ipotesi che la tensione tra sensibilità, emotività da una parte (valori lunari) e l’ottimismo, l’espansività, (valori gioviani) crei delle difficoltà nella comunicazione (valori mercuriali).
Questo è solo un esempio astratto, sia chiaro, nella pratica anche il Punto di Talete va considerato in rapporto a ciò che esprime la globalità del tema.
Le osservazioni di molti amici e colleghi in questi anni mi ha permesso di essere più precisa circa le condizioni necessarie perché si produca l’”effetto Talete”:
  1. Le orbite di tolleranza degli aspetti sono sempre molto ridotte.
  2. Il Punto di Talete non deve essere parte di un aspetto geometrico più complesso. Nelle forme chiuse il più delle volte l’”effetto Talete” non si verifica.
Se prendiamo l’esempio prima considerato e supponiamo che nel tema un qualsiasi altro pianeta si collochi in Acquario, il quadro muta (figura B).

Figura B

In questo esempio troviamo Marte in Acquario, al trigono della Luna e di Mercurio e al sestile con Giove. Il disegno geometrico che viene a formarsi è chiuso. Né Mercurio né Marte, con tutta probabilità, risentono più dell’”effetto Talete”.
  1. L’effetto Talete è tanto più evidente quanto più i pianeti che formano la configurazione hanno una natura dissimile.



Vediamo due esempi pratici.

Il primo tema che esaminiamo insieme è quello di Carolina, principessa di Monaco, nata il 23 gennaio 1957, alle 9.27.

principessa Carolina di Monaco

Acquario Ascendente Pesci, la bella Carolina è stata protagonista di movimentate vicende matrimoniali. Il suo temperamento, nonostante una certa ambizione e la capacità di mantenersi distaccata dalle situazioni, rivela grosse insicurezze personali. Nel tema infatti osserviamo un’opposizione tra il Sole in Acquario ed Urano in Leone. Urano è il governatore dell’Acquario, perciò in questo caso è anche governatore del Sole. Il Sole è in trigono con Giove in Bilancia, mentre Urano forma un sestile sempre con Giove, che scarica quindi l’opposizione Sole/Urano e forma quindi un Punto di Talete.
Carolina tende a riversare le proprie insicurezze nel rapporto con gli altri e, in particolare, in quello con il partner, dal quale forse pretende un po’ troppo, visto anche un Marte arietino trigono con Plutone. Ciò può indurla a vivere l’opposizione Sole/Urano come intolleranza nei confronti della figura maschile e portarla quindi a possibili rotture.
Se apriamo un qualsiasi manuale e cerchiamo il significato da attribuire a un bel Giove in settima casa, troviamo: “Matrimoni e associazioni possibilmente fortunati anche sul piano economico, protezione della fortuna in ambedue i campi” .
Poiché per Carolina di Monaco così non è stato, dobbiamo convenire che forse quel Giove, sia pure con un trigono e con un sestile, non è poi tanto bello, infatti è un Punto di Talete. In questo caso il Punto di Talete si è manifestato con effetti sul piano materiale (settima casa matrimonio), se poi agisca anche con effetti sul piano psicologico non possiamo saperlo con certezza.
Nel tema che segue abbiamo ancora un Giove Punto di Talete in settima casa che però non si è manifestato con effetti sul piano materiale, ma solo su quello psicologico.

Fig. 4

Questa signora ha avuto un matrimonio piuttosto felice e fortunato, ormai avviato al traguardo del mezzo secolo. Ha avuto una vita serena, gode di discreta salute, non ha particolari problemi familiari né economici. Con tutto ciò, è perennemente insoddisfatta, incapace di godere appieno le fortune che ha avuto. Possiamo pensare che la tensione che si innesta tra un’emotività incontrollata (Luna in Pesci) ed un’affettività invece trattenuta (Venere in Vergine) finisca con il bloccare l’espansività e la gioia di vivere simboleggiati da Giove e si traduca soprattutto in continue verbalizzazioni del proprio scontento.




testi di Grazia Bordoni – tutti i diritti riservati

Il Dio occulto dei Templari (di Giuseppe Cosco)

lunedì, giugno 29, 2009@ 5:52 PM
Author: admin

All’inizio del XIV secolo cominciarono a correre strane voci sull’Ordine dei cavalieri del Tempio, che, ben presto, divennero accuse gravissime: apostasia, idolatria, sacrilegio, sodomia, stregoneria e omicidi rituali. Tra le accuse più gravi mosse ai Templari vi era anche quella di adorare orribili idoli dopo aver rinnegato Cristo, come attestano alcune delle dichiarazioni rese al processo. Un templare morente, Il 14 aprile del 1309, ad una commissione, dichiarò: <<Sono stato ricevuto nell’Ordine quaranta anni fa alla Rochelle dal Fratello de Legione, oggi defunto. Egli mi disse che bisognava rinnegare Nostro Signore. Non mi ricordo se si servì della parola Gesù Cristo oppure crocifisso; è tutt’uno, disse lui (sed dixit ipsi testi quod totum est unum). Io risposi che se anche lo avessi rinnegato sarebbe stato un atto di bocca e non di cuore; cosa che feci… Il Fratello Legione mi ordinò di sputare su una piccola croce ed io sputai una volta nella direzione della croce, e non sopra>> (Jean Marquès-Rivière, Storia delle dottrine esoteriche, Mediterranee, Roma 1984).

Pur se con delle varianti il tenore delle deposizioni continua in tal senso. Bisogna convenire con gli scrivani ecclesiastici del secolo XIV, tra i quali Angerius de Béziers, che i cavalieri del Tempio erano depositari di un misterioso culto? Sembrerebbe ormai assodato che in seno all’Ordine si celebrassero rituali segretissimi. E’ anche certo “che i filosofi arabi abbiano influenzato i rudi soldati del Tempio… Se si dice influenza materiale, si intende impregnazione spirituale” (Ibid.). Sicuramente l’Ordine accolse elementi dottrinari e rituali dell’esoterismo orientale. Subì l’influsso delle confraternite esoteriche musulmane insieme al disegno di un’unificazione del mondo e di un nuovo ordinamento sociale.

Le altre gravi accuse, mosse contro l’Ordine, furono quelle di tenere “costumi deplorevoli” e di adorare i bafometi (teste ed immagini misteriose). Per quanto concerne questi strani idoli ecco quanto riporta l’accusa lanciata dalla corte romana:

Art. 46 – In tutte le provincie essi possedevano idoli, teste con tre facce, con una sola o anche crani umani.

Art. 47 e sgg. – Nelle loro assemblee e soprattutto nei grandi Capitoli, essi adoravano l’idolo come un Dio, come il loro Salvatore, affermavano che questa testa poteva salvarli, che concedeva all’Ordine tutte le sue ricchezze, e che faceva fiorire gli alberi e germinare le piante della terra.

C’è da sottolineare che vi sono varie testimonianze e confessioni, sull’esistenza degli idoli. Questo è uno dei maggiori misteri dei Templari. Alcune testimonianze conservate nei “Documenti inediti della Storia di Francia”, dimostrano che essi adoravano degli idoli. Jean Marquès-Rivière scrive: “Il fratello Jean Taillefer, della diocesi di Langres, dichiarò che al tempo della sua ammissione, gli era stato mostrato un idolo dalla figura umana. Ugo di Bures, fratello borgognone, parla di una testa contenuta in un armadio della cappella. Questo idolo era a suo parere d’argento, di rame o d’oro, e raffigurava una testa umana con una lunga barba che egli riteneva bianca.

 

“Il templare Rodolfo di Gisi dichiarò di aver assistito ad un Capitolo generale tenuto dal fratello di Villers, nella diocesi di Troyes, durante il quale il fratello Ugo di Besancon appoggiò su un banco una testa d’idolo. A quel punto lo spavento del neofito fu talmente grande, che egli uscì dal Capitolo senza attendere l’assoluzione. Lo stesso Rodolfo di Gisi, nuovamente interrogato, confessò di aver visto una testa simile in sette Capitoli, e, a suo dire, l’idolo aveva un’aria terribile e demoniaca; ogni volta che appariva la testa, egli poteva a malapena guardarla, perché lo riempiva di terrore” (Jean Marquès-Rivière, Amuleti, talismani e pantacoli, Mediterranee, Roma 1972).

Altre confessioni sconvolgenti provano il culto diabolico praticato dall’Ordine ad una strana testa e ad un ancor più misterioso idolo. Marquès-Rivière precisa ancora: “Non bisogna confondere la TESTA dei Templari con la statua intera; Fratello Giovanni di Turn, tesoriere del Tempio di Parigi, confessò di aver visto l’immagine di un uomo, che a suo parere poteva essere un santo, su una tavoletta che gli avevano ordinato di adorare. Arnoldo di Goerte, della diocesi di Saintes, aveva udito parlare di un idolo contenuto nella casa del Tempio di Rupelle; la deposizione di Pierre Girald di Marsac è più dettagliata, egli afferma che il suo iniziatore, il fratello Thibault, estrasse dal suo abito una piccola immagine di donna e gli disse che tutto si sarebbe volto in bene se avesse avuto fiducia nell’immagine“.

Ai commissari incaricati di istruire il processo, Guglielmo Pidoye, amministratore e guardiano dei beni del Tempio, “…mostrò loro un grande idolo d’argento perfettamente dorato che raffigurava una donna. Il testo afferma (Doc. in., t. II, pag. 218) che su una stoffa rossa attaccata dietro il busto, un biglietto consumato recava la dicitura: Caput LVIII (58a testa). Matter, nella sua Storia dello Gnosticismo, scrive: Presto si venne a creare una confusione fra la testa e l’idolo, e spesso l’una era scambiata con l’altro” (Ibid.).

Va considerato dopo quanto detto, l’androginia dell’idolo chiamato Baphomet, in quanto, esso aveva la barba ma anche il seno femminile. Il suo nome è stato oggetto di diverse interpretazioni. Alcuni lo hanno considerato “una variante di Maometto (Mahomet, Machomet, Maphomet, Baphomet)” (Massimo Izzi, Il dizionario illustrato dei mostri, Gremese Editore, Roma 1989). Per altri è “una abbreviazione di AB PPHibus TEMplum, il Tempio (deriva il suo potere) dai serpenti” (Ibid.). Tra le numerose scuole e sette di gnostici derivate da i maestri principali della gnosi Simon Mago, Meandro, Saturnino, Carpocrate, Basilide, Valentino e Marcione, uno di questi gruppi, gli ofiti, veneravano il Serpente del Paradiso terrestre. Taluni studiosi, per questo ed altro, affermano che le dottrine templari procedevano dagli ofiti.

La soterologia gnostica vede il mondo materiale come una prigione, l’aborto di un dio inferiore, il regno delle tenebre, quello della Materia-eterna che si contrappone a quello della Luce, il regno di Dio. Il mondo della materia, secondo loro, è stato creato dal dio demiurgo (l’artefice) del cosmo che era “o l’ultimo degli eoni, il più lontano dal Dio-Abisso, o un Demone che aveva rapito una scintilla della Pienezza divina – il Pleroma – onde animarne la materia” (Leone Cristiani, Breve storia delle eresie, Paoline, Catania 1957).

Gli ofiti dei primi secoli cristiani praticavano gli stessi rituali di cui erano accusati i Templari. Secondo Origene bestemmiavano Gesù Cristo, praticavano la sodomia e celebravano un culto orgiastico di tipo fallico. L’orientalista Joseph Hammer affermò anche che: “la leggenda medievale del Santo Graal fosse di origine gnostica, e che i Templari avessero ripreso direttamente dagli gnostici certi atti di adorazione a cui si supponeva che la leggenda del Graal avesse dato origine. (…). Il Graal stesso era per Hammer un vaso gnostico, simbolo della conoscenza gnostica e senza alcun significato cristiano” (Peter Partner, I Templari, Einaudi, Torino 1993).

Maschio e femmina erano questi idoli. Maurizio Blondet ci informa che “Gershom Scholem ci ha spiegato che, da questa paradossale androginia di Dio presa alla lettera, i seguaci di Sabbatai Zevi hanno dedotto le loro crude pratiche orgiastiche” (Maurizio Blondet, Gli <> della dissoluzione, Strategie culturali del potere iniziatico, Ediz. Ares, Milano 1994).

Val la pena di considerare anche che “Nel processo dei Templari si ebbero due testimonianze indipendenti e concordanti sull’origine del Baphomet. Questo sarebbe stato la testa barbuta nata miracolosamente dal coito contro natura di un nobile signore di Sidone con il cadavere di una fanciulla di cui era follemente innamorato. De Sede ritiene che questa testa la si possa identificare con quella celeberrima che si dice essere stata realizzata verso l’anno 1000 da papa Silvestro II, il dottissimo Gerberto d’Aurillac, testa che era in grado di rispondere affermativamente o negativamente a qualsiasi domanda” (Massimo Izzi, Il dizionario illustrato dei mostri, cit.).

L’immagine di un essere barbuto con le corna è posta sul portale di due chiese, una si trova a Parigi, è la chiesa di Saint-Méry, l’altra a Provins, è la chiesa di Sainte-Croix. Il “mostro” è visibile anche su un edificio di Saint-Briss-Le-Vineux, nei pressi di Auxerre, appartenuto ai Templari. Quali segreti celava il misterioso idolo? Le supposizioni sono ancora tante ma il mistero rimane, assieme agli altri che avvolgono l’Ordine. Joseph Hammer nel suo “Mystery of Baphomet Revealed” identificò il dio bisessuale dei Templari come una divinità androgina, supponendo che riti sessuali e orge rituali ne caratterizzarono l’adorazione.

I cavalieri del Tempio erano molto profondi nella magia e H. Cornelius Agrippa, nel XVI secolo, disse di loro che erano esperti maghi. E’ se il loro Baphomet fosse stato un talismano prodigioso che, nella sua androginia, celava l’unione fra le due grandi polarità del cosmo? Serge Hutin, a tal proposito, racconta la straordinaria ipotesi di Maurice Magre e cioè che: “i Templari fossero in possesso di una figura baphometica carica di magico potere, …loro sottratta nel corso di uno scontro armato tra i cristiani e i mongoli invasori” e per l’Ordine fu l’inizio della fine.



testi di Giuseppe Cosco – tutti i diritti riservati

DA TEMPO UNA SOCIETA’ SEGRETA AFFERMA CHE
INGHILTERRA E AMERICA HANNO UNA “MISSIONE
SACRA”: PREPARARE LA FINE DEL MONDO.
E OGNI MEZZO E’ LECITO PER FERMARE CHI LA OSTACOLA.


La morte di Diana Spencer, ex moglie dell’erede al trono inglese, e del suo fidanzato Emad Al Fayed, arabo di religione islamica, si tinge di sospetti inquietanti: c’è chi afferma che è difficile sostenere la tesi ufficiale dell’incidente, e parla di un complotto tendente a conservare la “sacralità” della corona britannica. Da che nascono ipotesi del genere, e che fondamento hanno?  Strane dottrine occulte sono, ancora oggi, nel nostro mondo moderno, tenacemente vitali. Dottrine molto antiche nel tempo. Nel 1587, in una lettera datata 27 aprile e indirizzata a John Foxe, Sir Francis Drake scrive: “Che Dio sia glorificato, la sua Chiesa e la sua Regina preservate, i nemici della verità vinti e che possiamo avere ininterrotta pace in Israele“. Che senso può avere tutto ciò? 

La questione si riallaccia alla bizzarra credenza dell’anglo-israelismo in relazione alle tribù perdute di Israele. Morto Salomone, narra la Bibbia, le dodici tribù di Israele si divisero in un regno del Nord (di Israele), che riunisce dieci tribù, e in un regno del Sud (di Giuda), che riunisce – con capitale a Gerusalemme – le tribù di Giuda e di Beniamino. Nell’ottavo secolo gli Assiri occupano il regno di Israele e deportano le dieci tribù del Nord. Che ne fu delle dieci tribù del Nord? Gli storici, quasi unanimamente, sono convinti che esse si siano disperse, verosimilmente assimilate dai popoli presso cui erano state deportate. 

Questo svolgimento dei fatti non è stato accettato da tutti ed ecco sorgere le teorie più strane, in particolare dal Seicento in poi. La più importante di queste afferma che gli anglo-sassoni, e in particolare modo gli inglesi, sono i discendenti diretti delle “tribù scomparse“. Da queste ed altre astruse credenze e interpretazioni si origina una dottrina segreta, che non è affatto da sottovalutare e, più avanti, ne vedremo il perché. La setta impregnata di questa ideologia occulta esprime chiaramente il convincimento che l’Inghilterra fosse stata la nazione prediletta da Dio e cova una forte ostilità verso la Chiesa cattolica.

Nel 1594 John Napier, insigne matematico (inventò i logaritmi), pubblicò il libro “Chiara rivelazione dell’intera apocalisse di San Giovanni”, nel quale, rivolgendosi ad Edoardo VI, annunciava: “Il gran giorno, nel quale piacerà a Dio chiamare la vostra Maestà, o i vostri eredi o gli altri principi riformati, a quella grande universale riforma e distruzione di quella città e di quel trono anticristiano, Roma” (C. Hill, L’Anticristo nel Seicento inglese, Milano 1990, pag. 25). Lo scienziato Isaac Newton era ugualmente certo che il papa fosse l’Anticristo. 

Cromwell, all’inaugurazione del nuovo parlamento inglese, il 4 luglio 1653, nel suo discorso inaugurale, pronunciò con enfasi queste parole
: <<In verità voi siete chiamati da Dio a governare con Lui e per Lui… Confesso che mai avevo sperato di vedere un giorno come questo, in cui Dio ci desse tale testimonianza… la vostra è una chiamata dall’alto… possa essere, questa, una porta aperta alle opere che Dio ha promesso e profetizzato… Noi conosciamo coloro che saranno gli alleati dell’Agnello nella guerra contro i suoi nemici. Essi devono essere un popolo chiamato, eletto e fedele… Io sono sicuro che qualcosa ci attende, che ci troviamo su di una soglia… e qualcuno di noi ha pensato che fosse nostro dovere porci su questa strada e non considerare invano quelle profezie di Daniele e dell’Apocalisse, e il regno non verrà affidato ad un’altra nazione>> (G. Vola, Il millennarismo nella rivoluzione inglese: i quintomonarchisti, <>, Torino 1973, pag. 92).

Esaltazioni incredibili portarono altri a credersi nientemeno che il Messia: “William Franklin, Arise Evans, che aveva detto al Deputy Recorder di Londra di essere il Signore Dio suo, Theaureaujohn, Re degli Ebrei; Mary Gadbury era la sposa di Cristo, Joan Robins e Mary Adams credevano di essere sul punto di dare alla luce Gesù Cristo (C. Hill, op. cit., pag. 238).

La tesi dell’”Israele britannico” fu esposta, nel secolo scorso, dal medico inglese John Wilson, che nel 1840 diede alle stampe un curioso volume dal titolo “Our Israelitish Origin” (La nostra origine israelita) e da George Moore (1861) nel libro “The Ten Tribes” (Le dieci tribù). Paradossalmente Wilson asseriva che gli inglesi discendono in linea diretta dalla tribù di Efraim. Nel suo secondo libro “The Millennium”, pubblicato due anni dopo, arriva alla conclusione dell’imminenza del ritorno di Cristo sulla Terra. Fin qui si potrebbe obiettare che sono solo fantasticherie di menti esaltate.

I nostri scrittori inglesi, invece, ebbero dei seguaci che seguirono le loro orme.  Il reverendo Glover, nel 1861, scrisse, tra l’altro, di aver trovato connessioni tra il leone inglese e quello della tribù di Giuda. Edward Hein di Manchester, nel 1870, diede alle stampe un altro capolavoro di assurdità che intitolò “The English Nation Identified with the Lost House of Israel by Twenty-seven Identifications” (La nazione inglese identificata con la tribù persa d’Israele tramite ventisette elementi d’identificazione).

In quest’opera assicurava: “E’ del tutto impossibile che l’Inghilterra venga mai sconfitta…” (vol. II, pag. 71). In una successiva edizione del 1874, che vendette fino al 1910 ben 405.000 copie, vennero inseriti altri nuovi venti dati identificativi. Egli sosteneva, similmente a Wilson, un ritorno di Gesù imminente. Hein si disse convinto che: “Armageddon si profila in distanza. Sarà il tempo quando quasi l’intero mondo si radunerà in battaglia contro di noi, e dobbiamo essere pronti” (E. Hein, Our Israelitish Origin, pag. 97). Con ciò si affermava la superiorità della casta inglese che, appunto perché, come essi credevano, “vero Israele“, acquistava un ruolo di supremazia sul mondo.  Queste idee si rinforzarono nel contesto dell’età vittoriana; l’impero britannico era al vertice della sua grandezza.

Quando questo periodo d’oro ebbe termine, un seguace della strana dottrina affermò che tutto ciò era finito perché l’Inghilterra si era inimicata Dio e spiegò: “La misura della nostra disgrazia e della nostra abiezione è la misura della nostra lontananza da Dio Onnipotente“. Hein, tuttavia, trovò presto una alternativa; se era vero che l’Inghilterra si era inimicata Dio, non si poteva dire ugualmente dell’America e, ribadendo che l’America aveva avuto origine da anglosassoni bianchi e protestanti, concluse che, perciò, era questa nazione che discendeva dalla tribù di Manasse.

E’ utile sottolineare che “Lo storico dell’arte fabiano John Ruskin, alla fine dell’800, entusiasmava la gioventù aristocratica predicando la superiorità anche razziale della casta signorile britannica, a cui come ‘vero Israele’ era offerto il dominio del mondo: una missione morale, poiché il mondo andava incivilito estendendo ad esso, volente o nolente, i benefici del superiore umanesimo britannico” M. Blondet, Complotti – I fili invisibili del mondo – 1. Stati Uniti, Gran Bretagna,Milano 1995, pag. 49).

A proposito del termine “vero Israele“, Arnold Toynbee spiega: “Fra i protestanti di lingua inglese si trovano ancora alcuni fondamentalisti che si reputano <> nel senso letterale del termine, quale viene usato dal Vecchio Testamento. Questo ‘Israele Britannico’ fa fiduciosamente risalire il suo ceppo fisico alle scomparse Dieci Tribù” (A. Toynbee, Panorami della storia, Milano 1954, vol. II, pag. 53).

Il convincimento che la monarchia inglese fosse l’erede del regno di Israele concedeva ratificazione biblica all’imperialismo britannico. Maurizio Blondet ci informa: “nel 1991, mentre ero a Washington (infuriava la Guerra del Golfo), mi capitò… di constatare che i British Israelites esistono tuttora. Conservo un loro curioso libretto che pubblicarono allora, The Prophetic Expositor, che è una summa delle loro credenze”. Blondet si dilunga sulle loro convinzioni: “Presto tornerà il Messia e instaurerà il Regno di Dio, che sarà ‘un regno concreto e materiale, con territorio, leggi, popolo e trono’. Sarà ovviamente la Casa Reale Britannica, ‘discendente da Davide’, a occupare quel trono” (M. Blondet, op. cit., pagg. 87, 90). 

Recentemente il primo ministro britannico Tony Blair ha parlato agli inglesi con uno strano linguaggio, che è sembrato simbolico e, per certi versi, settario.
Ecco come il “Corriere della Sera” (1 ottobre 1997), ha dato la notizia: “Toni messianici al congresso nel discorso del premier acclamato come il più popolare del secolo. Blair: <> – l’inviato del Corriere prosegue - Tony Blair ha tenuto a Brighton il più millenaristico discorso a un congresso di partito che i veterani della politica britannica ricordino. (…). Aveva visto giusto ieri il Daily Telegraph a prevedere dal premier laburista < da tele-evangelista>>”. Vi sono fondati motivi per credere che “l’ideologia che l’opuscolo The Prophetic Expositor esprime in modo così ridicolmente estremo, sia una sorta di dottrina segreta coltivata nella cerchia interna dei fedelissimi alla Corona, e intimamente legata alla religione di Stato britannica, l’Anglicanesimo. …in tempi a noi vicinissimi (nel 1952) Sir Oliver Locker-Sampson, alto esponente conservatore… intervistato sui motivi della costante politica inglese a favore del Sionismo e dello Stato d’Israele… rispose: <<Winston (Churchill), Lloyd George, Balfour e io siamo stati allevati come protestanti integrali, credenti nell’avvento di un nuovo Salvatore quando la Palestina ritornerà agli ebrei>>” (M. Blondet, op. cit., pag. 92).

Abbiamo visto che il ruolo “divino” era stato perso dall’Inghilterra a causa del suo comportamento e che ben presto fu rimpiazzata da un Israele americano. Non è assurdo credere, a questo punto, che “Benjamin Franklin obbediva alle stesse suggestioni quando, come membro del ‘Triumvirato’ incaricato di disegnare il sigillo degli USA, proponeva nel 1776 di raffigurarvi ‘Mosé che divide il Mar Rosso mentre il Faraone e i suoi armati sono sommersi dalle acque’” (Ibidem, pag. 96). Stupirà ancora di più sapere che, scrive lo storico Romolo Gobbi: “…il simbolo poi adottato, l’aquila, secondo David Austin, derivava proprio dall’Apocalisse: <> (S. Bercovitch, America puritana, Roma 1992, pag. 175)“. Continua Gobbi: “Dello stesso parere fu Samuel Sherwood che, invocando lo stesso passo dell’Apocalisse, lo collegò ad altri brani del Vecchio Testamento: <> (Es., 19, 4-6) e <> (Is., 40, 31). (…).  “Il fatto stesso di aver raggiunto l’indipendenza nazionale rilanciò il mito del popolo eletto, della <>: così, ad esempio, si espresse il colonnello David Humphreys, aiuto e protetto del generale Washington, nella premessa al suo Poema sulla Futura Gloria degli Stati Uniti d’America:<> (R. Gobbi, Figli dell’Apocalisse, Milano 1993, pagg. 220-221). Queste sono le assurde premesse sulle quali si fonda il fondamentalismo americano che vede ogni sua guerra come una sorta di crociata.

L’ex presidente USA, Ronald Reagan, abbracciò questa dottrina segreta e pronunciò discorsi dai toni messianici infuocati: “Tutte le altre profezie che si dovevano realizzare prima di Armageddon sono avvenute. Nel trentesimo capitolo del profeta Ezechiele si dice che Dio raccoglierà i figli di Israele dalle lande pagane dove sono stati dispersi per riunirli di nuovo nella terra promessa. Dopo 2000 anni, questo momento è finalmente giunto. Per la prima volta nei tempi, ogni cosa è pronta per la battaglia di Armageddon e il secondo avvento di Cristo“. E, ancora, rivolgendosi ai soldati americani, l’ex presidente Ronald Reagan tuonò: “Voi oggi state respingendo le forze del male che vorrebbero estinguere la luce che noi abbiamo custodito per 2000 anni” (Le due frasi di Ronald Reagan sono citate da Majid Valcarenghi e Ida Porta, in “Operazione Socrate”, Firenze 1995, pagg. 101-102).

Il giornalista Ronnie Dugger in un lungo articolo, pubblicato nel 1984, sul “The Guardian”, si chiese: “Gli americani potrebbero giustamente chiedersi se il loro presidente… sia personalmente predisposto dalla teologia fondamentalista ad attendersi un qualche Armageddon che inizi con una guerra nucleare in Medio Oriente. (…). Se in Medio Oriente insorgesse una crisi e minacciasse di trasformarsi in un confronto nucleare, il presidente Reagan potrebbe essere incline a credere di assistere all’arrivo dell’Armageddon deciso dalla volontà di Dio?” (”The Guardian”, 21 aprile 1984. L’articolo fu pure pubblicato sul “Washington Post”).

La strana religione è più diffusa di quanto si possa immaginare. Sul “Sunday Times” (5 dicembre 1982) Simon Winchester racconta quanto ebbe a dirgli il segretario di un importante politico americano: “Decine di giovani uomini e donne in Campidoglio, nel Pentagono, nei diversi ministeri, sostengono che noi siamo la generazione che avrà la grande fortuna di vedere il ritorno di Cristo“. Lo stesso Clinton ha ribadito il ruolo preminente dell’America e dunque le scelte del presidente USA “vanno tutte nella direzione di valorizzare il ruolo guida degli Stati Uniti nel mondo” (”Avvenimenti”, 18 dicembre 1996) e ha sottolineato, come riportava S.S. Rosenfeld sull’I. H. Tribune (28/10/96), che gli Stati Uniti sono un Paese: “indispensabile per il mondo”. C’è da dire ancora che “il culto dell’”Israele britannico”, dottrina segreta dell’oligarchia inglese e legittimazione mitica del suo Impero, cova dentro l’ideologia di massa della democratica America, ed è il fondamento della sua ‘religione civica’ (M. Blondet, op. cit., pag. 96).

Siamo al cospetto di una religiosità distorta, che snatura le Scritture, prendendo a piene mani per poi adattare a proprio uso e consumo dai testi sacri. Guénon vi ravvisa in tutto ciò pericolose trame occulte che lo portano a chiedersi:…questo abuso, spesso inconscio, non potrebbe essere forse il risultato di un’azione che è invece perfettamente cosciente e voluta, azione esercitata da coloro, chiunque siano, che sembrano essersi assunti il compito di deformare sistematicamente la mentalità occidentale dall’inizio dei tempi moderni? Si è talora tentati di crederlo, soprattutto quando si vede, a partire dall’ultima guerra, instaurarsi un po’ dovunque una specie di culto laico e ‘civico’, una pseudo-religione da cui è assente ogni idea del Divino; …non siamo i soli a credere che si tratti di un sintomo inquietante. Per concludere, questa volta diremo che tutto ciò si ricollega a una stessa idea centrale, che è la divinizzazione dell’umanità, non nel senso in cui il cristianesimo permette in una certa misura di prenderla in considerazione, ma nel senso di una sostituzione dell’umanità a Dio… (René Guénon, Simboli della scienza sacra, Milano 1990, pagg. 372-373)



testi di Giuseppe Cosco – tutti i diritti riservati

Chakras, vortici energetici (di Pacow)

lunedì, giugno 29, 2009@ 5:52 PM
Author: admin


 Chakra è un termine sanscrito utilizzato per indicare “vortice  energetico”. Prima di addentrarci nello studio approfondito della materia è utile introdurre ora, altri brevi concetti, con lo scopo di chiarire in seguito, eventuali dubbi.

Ognuno di noi possiede, oltre a quello fisico, altri corpi invisibili, in tutto sono quattro. Ognuno di essi differisce dagli altri per la frequenza vibratoria dell’energia che lo compone.     

Partendo dal più lento e di conseguenza dal più cristallizzato, troviamo il corpo fisico. Inutile dilungarci su questo settore in quanto le sue funzioni sono conosciute da tutti. Ci basti dire che le ghiandole principali del nostro organismo sono in stretta relazione con i chakra e tramite essi assorbono energia.    

Subito dopo troviamo l’eterico; esso ha le medesime dimensioni e forme di quello fisico, pur essendo formato da materia allo stato gassoso. Attraverso questo apparato noi percepiamo tutte le sensazioni fisiche; inoltre grazie ad esso, noi traiamo energia vitale-creativa, che generata dal sole penetra in noi tramite il chakra del plesso solare. A sua volta questo centro manda l’energia alla ghiandola corporea associata. Se l’energia che assorbiamo è in abbondanza, cioè se l’organismo non ne utilizza l’intera quantità, essa viene rilasciata dal corpo fisico, andando a formare il primo strato di aura (eterica).    

Il settore successivo è occupato dal corpo astrale. Viene  chiamato anche sfera emotiva perché è la sede dei sentimenti, delle emozioni e dei tratti caratteriali. Anche in questo apparato, un esubero di energia provoca il formarsi di un’ulteriore strato aurico (astrale).    

Troviamo poi il corpo mentale il quale si occupa delle nostre attività intellettive, quindi idee e percezioni sia razionali che intuitive. Tuttavia la maggior parte dei pensieri generati da questo apparato sono di carattere materialistico e di benessere personale. Come per gli altri anche questo sistema possiede un proprio strato aurico.    

Infine troviamo il corpo spirituale (o causale). Esso è caratterizzato da frequenze vibratorie molto elevate rispetto a tutti gli altri. Grazie a questo campo percepiamo l’unione con gli altri esseri e con il cosmo; inoltre tutti i pensieri di carattere umanitario e caritatevole hanno origine in questo settore. Inutile dirlo, anche questo apparato possiede un proprio strato aurico.    

L’interscambio di energie e informazioni tra i vari corpi, qui descritti, è reso possibile dall’attività dei chakra. Grazie al loro movimento rotatorio, essi assorbono le energie esterne (del cosmo) e le canalizzano all’interno del nostro sistema fisico. Ognuno di essi si occupa di un particolare settore del nostro fisico e dei nostri pensieri.    

I vortici energetici vengono divisi solitamente in due categorie: quelli principali e quelli secondari. Nei testi tradizionali si narra che un individuo è composto da circa 88.000 punti energetici; tuttavia solo sette di questi (i principali) vengono presi in maggior considerazione e saranno loro gli eventuali bersagli di eventuali terapie energetiche mirate, nel caso essi siano bloccati, chiusi, oppure il loro funzionamento non sia in equilibrio con gli altri.    

I sette chakra principali sono disposti in verticale, lungo la spina dorsale; partendo dal basso, iniziando quindi dall’osso sacrale arrivando fino alla sommità del capo. Essi sono come degli imbuti che ruotano su sè stessi ed attraverso questo movimento assorbono l’energia esterna, la quale viene introdotta all’interno del nostro corpo fisico.     

Il senso di rotazione è alternato, nel senso che il primo vortice ruota in movimento orario, il secondo in anti-orario e cosi via fino all’ultimo chakra, il quale seguirà un’andatura oraria. Questo è valido esclusivamente per l’uomo; mentre per la donna è l’esatto contrario: il primo ruoterà in senso anti-orario, il secondo in orario, proseguendo cosi fino al settimo, che tornerà ad essere anti-orario.

Affinché l’energia possa scorrere attraverso i vari vortici, la natura ha predisposto la presenza di alcuni canali. Troviamo la via energetica principale: lo “Sushumma”, che scorre all’interno della spina dorsale (dove si trova il midollo) in entrambi i sensi: dall’alto al basso e viceversa. Oltre ad esso esistono altri due condotti importanti: “Ida” e “Pingala”. Pingala trasporta energia di tipo solare (calore-nutrimento), ha origine nel lato destro del primo chakra e termina nella narice destra. Ida porta energia di tipo lunare (fresca-calma), parte dal lato sinistro del primo vortice e termina nella narice sinistra. Mano a mano che salgono verso l’alto, questi condotti si incrociano a spirale  intorno alla Sushumma, subito prima di incontrare un chakra.  E’ giunto ora il momento di analizzare ed inquadrare le funzioni corrispondenti ad ognuno dei sette vortici energetici principali. 
 
  I° Chakra – Muladhara
(conosciuto anche con il nome di: Centro della radice, Chakra della base, Centro del coccige)   

Posizione
  Tra l’ano e i genitali.
Colore dell’energia
  Rosso acceso.
Ghiandola associata
  Le surrenali
Segni e pianeti  Ariete-Marte, Scorpione-Plutone,   Capricorno-Saturno. 


Il primo vortice energetico ci collega direttamente con la terra e la natura. Ci fa sentire membri di questo pianeta, ci dona concretezza, materialità, stabilità e per merito suo percepiamo tutti i bisogni personali e della collettività. Veniamo spinti a crearci una famiglia, per far progredire la specie; per questo motivo ad esso viene associata pure l’attività sessuale. Inoltre è il mezzo con il quale si può accedere all’inconscio collettivo (simbolismi e archetipi universali). 

Se funziona bene: (cioè se è aperto e ruota alla sua velocità normale) in questo caso ci sentiamo carichi di energia e di forza interiore. Le nostre azioni sono creative e decisive, conserviamo un’assoluta fiducia nel mondo e nelle fasi (regole) delle vita. 

Se funziona così-così: (cioè se non ruota alla sua velocità normale) tutti i nostri pensieri sono principalmente di carattere materiale, desideriamo possedere il più possibile, senza pensare alle conseguenze, ed eccediamo nell’abuso di cibo, di alcool o di sesso. Siamo soggetti a scatti d’ira o rabbia incontrollata e siamo estremamente sospetti nei confronti delle persone per paura di poter perdere il nostro patrimonio. 

Se funziona male: (cioè se è bloccato o chiuso) in questo caso ci troviamo ad essere deboli sia fisicamente che mentalmente. Tutti i nostri pensieri sono negativi, di sfiducia e di angoscia. Non sappiamo accettare le sfide perché abbiamo paura di perdere. Siamo soggetti a stati depressivi che ci fanno perdere il gusto della vita.  Fisicamente governa: le ossa, i denti, le unghie, la spina dorsale, le gambe, l’intestino e il sangue. 
 
  II° Chakra – Suadhistana
(conosciuto anche con il nome di: Chakra sacrale o Centro della Croce) 

 
Posizione
  Al di sopra dei genitali (all’inizio dei peli pubici)
Colore dell’energia
  Arancione.
Ghiandola associata
  Ovaie, testicoli, gonadi
Segni e pianeti
  Cancro-Luna, Bilancia-Venere, Scorpione-Plutone
    

Questo vortice è il centro della creatività, delle energie sensuali (Eros) e degli istinti allo stato puro. Ad esso sono collegate tutte le nostre relazioni con il sesso opposto; inoltre da esso partono i desideri di libertà dalla struttura dell’Ego. 

Se funziona bene: ci sentiamo bene con noi stessi e con gli altri, perciò cerchiamo compagnia e senso dell’unione. Siamo pervasi da un flusso di energia vitale che circola in tutto il nostro essere. Capiamo di far parte e di essere a sua volta parte delle creazione. Esponiamo le nostre idee ed i nostri sentimenti in maniera aperta, con spontaneità. 

Se funziona così-così: molto spesso una disfunzione di questo chakra è ricollegata alla pubertà. Capita infatti che a causa dell’educazione ricevuta un individuo sia portato a reprimere impulsi sessuali, di conseguenza il sesso viene rifiutato o comunque vissuto male. Comunque sia un cattivo funzionamento porta: a tensione nei rapporti con l’altro sesso, ad una sessualità violenta, ad una perdita di spontaneità. 

Se funziona male: A causa di un eccessivo rifiuto dell’energie sessuali, vi sentite privi di autostima e di realizzazione, percepite di essere prede dei sentimenti (che porteranno a bloccarvi) e da una frigidità di tipo sessuale.     Fisicamente governa: organi riproduttivi, reni, vescica, sangue, sperma, succhi gastrici, linfatici.  
  

III° Chakra – Manipura
(conosciuto anche come: Chakra del plesso solare, chakra dell’ombelico, 
chakra della milza, dello stomaco e del fegato) 
 
Posizione
  Due dita sopra l’ombelico
Colore dell’energia
  Giallo (dorato)
Ghiandola associata
  Pancreas (anche fegato)
Segni e pianeti
  Leone-Sole, Sagittario-Giove, Vergine-Mercurio


Tramite questo vortice entriamo in contatto con gli altri e con il mondo. Inoltre è il luogo da cui hanno origine le emozioni di qualsiasi genere. Si può dire che in questo centro risiede la nostra personalità, nonché la forza di volontà, l’ambizione e la voglia di raggiungere il successo.  

A seconda di quanto luce (energia) viene assorbita da questo vortice, noi siamo in grado di percepire veramente la realtà e le qualità di tutte le cose del creato. Oltre a ciò questo chakra si comporta come una parabola in grado di percepire le energie delle altre persone. Se ci troviamo di fronte ad una persona negativa, esso ci protegge chiudendosi, di conseguenza non corre il rischio di assorbire quel tipo di energia. 

Se funziona bene: ci sentiamo bene con noi stessi e con gli altri. Abbiamo raggiunto un rispetto autentico nei confronti di noi stessi e degli altri. Accettiamo le nostre zone d’ombra ed i difetti degli altri. Ci sentiamo stracarichi di energia e di forza per affrontare tutte le problematiche della vita, nonché per realizzare i nostri obbiettivi. 

Se funziona così-così: Saremo spinti a realizzare i nostri desideri senza preoccuparci delle conseguenze. Tenteremo di possedere grandi cose o di ottenere meriti e benefici, spinti da un senso di mancanza di stima personale. Sembreremo iper attivi e sempre carichi di impegni ma solamente per soffocare il senso di inadeguatezza alla vita sociale, che percepiamo in noi stessi. 

Se funziona male: La depressione e la paura sembrano essere i nostri sentimenti prevalenti. Tutto ciò dovuto ad un accumulo di energie e sentimenti repressi, magari proprio a causa dell’educazione ricevuta. Cerchiamo di essere ben voluti ed ammirati dagli altri; diamo molto potere ai loro giudizi. Ci manca la forza di affrontare le sfide e le situazioni difficili, ed il nostro senso di inadeguatezza ci porta a comportamenti nervosi incontrollati che a volte si manifestano attraversi tic vari.    

Fisicamente governa: cavità addominale, lo stomaco, il fegato, milza, pancreas e sistema nervoso (simpatico)  
  

IV° Chakra – Anahata
(conosciuto anche con il nome di: Chakra del cuore
 
 
Posizione
  Al centro del petto, due dita sopra all’inzio dello sterno
Colore dell’energia
  Verde (anche rosa)
Ghiandola associata
  Timo
Segni e pianeti
Leone/Sole, Bilancia/Venere
    

Questo vortice svolge un ruolo da mediatore, permette quindi uno comunicazione (quindi uno scambio di energia) tra i chakras inferiori e quelli superiori. Esso regola il cuore, nonché le modalità con cui si entra in comunicazione con gli altri e la sensibilità umana in generale. Grazie a questo centro noi apprezziamo ascoltare musica, leggere poesie e guardare opere d’arte. E’ il luogo da cui ha origine l’amore vero, puro, altruistico, incondizionato; inoltre con esso, noi possiamo curare le persone donandogli energia. 

Se funziona bene: Di solito ci stanno molto a cuore le altre persone e sentiamo un forte bisogno di aiutarle. I nostri sentimenti sono spontanei, autentici, incondizionati. Fisicamente ci sentiamo sereni, vivi e con uno scopo nella vita da portar avanti. 

Se funziona così-così: Sentiamo il bisogno di aiutare gli altri, ma poi ci aspettiamo qualcosa come ricompensa (anche se non ne siamo totalmente coscienti). Conosciamo la nostra energia ma non riusciamo ad assorbire energia positiva che gli altri ci donano (anche attraverso semplici pensieri); per cui atteggiamenti quali tenerezza o “coccole” in pubblico, ci mettono a disagio. 

Se funziona male: Ci sentiamo male si gli altri rifiutano le nostre attenzioni e i nostri sentimenti. Tendiamo a chiuderci in noi stessi preda di emozioni quali la tristezza o la depressione. Se questo centro è completamente chiuso ci comportiamo con freddezza in tutte le situazioni, privi di sensibilità alle sofferenze altrui.     Fisicamente governa: il cuore, la cassa toracica, i polmoni, sistema circolatorio, la pelle e le mani.  

  
 V° Chakra – Vishuddha
(conosciuto anche con il nome di: Chakra della gola) 
 
Posizione
 Sotto il mento, nella zona del pomo d’Adamo
Colore dell’energia
Azzurro chiaro (anche azzurro-verde)
Ghiandola associata
Tiroide
Segni e pianeti
Gemelli-Mercurio, Toro/Venere, Acquario-Urano
    

A questo centro appartengono tutte le attività umane di carattere comunicativo, intese come pensieri o vere e proprie espressioni verbali, facciali e gestuali. Regola quindi la gola, le corde vocali ed anche il senso dell’udito. 

Se funziona bene: Siete in grado di comunicare agli altri i vostri pensieri, le vostre idee in modo autentico senza mentire. Riuscite persino a comunicare i vostri difetti senza tropo problemi. Saprete dosare le parole ed usare quelle più appropriate in ogni circostanza, mostrando di possedere un lessico adeguato. Inoltre sapete anche tacere per ascoltare con attenzione le parole e i pensieri degli altri. Siete quindi liberi da pregiudizi sia nei vostri confronti, sia  nei comportamenti degli altri. 
Se funziona così-così
: In questo caso possediamo un lessico un po’ rozzo oppure freddo e formale; sono possibili anche altri problemi come ad esempio le balbuzie. Non siete in grado di esprimere bene i vostri sentimenti e pensieri, correndo spesso il rischio di essere fraintesi. Avete paura del giudizio degli altri e di conseguenza viene a mancare la spontaneità; vi trovate a voler apparire forti e coraggiosi in ogni situazione, sottoponendovi a notevoli stress. 
Se funziona male: Siete timidi, silenziosi, non parlate se non espressamente interrogati, ed anche in questo caso state sulla difensiva. Se tentate di esprimere qualcosa diventate rossi in viso, la voce diventa rauca ed il senso del discorso tende ad essere frainteso.     Fisicamente governa: polmoni, bronchi, esofago, corde vocali, gola e il mento.  
  

VI° Chakra – Ajnad
(conosciuto anche con il nome di: Terzo occhio, chakra dell’occhio interiore) 

 
Posizione
Appena sopra il  naso, tra le sopracciglia 
Colore dell’energia
Indaco (ma anche viola e giallo)
Ghiandola associata
Ipofisi e Pituitaria 
Segni e pianeti
Sagittario-Giove, Acquario-Urano, Pesci-Nettuno

Questo vortice è il centro delle capacità intellettive, della memoria e della volontà. Controlla tutte le percezioni sensoriali comprese quelle paranormali. E’ la sede dell’intuizione, cioè della conoscenza senza il sapere.

Se funziona bene: un ragionamento equilibrato ed efficiente sembra essere un fattore di buon funzionamento. Si ha una visualizzazione molto forte e attraverso l’intuizione capiamo subito i discorsi degli altri (almeno il loro vero significato). Si hanno anche percezioni extrasensoriali, sia in stati lucidi che attraverso il mondo onirico. La nostra fantasia è ricca e possiamo esprimerla in diversi modi tra cui anche l’arte creativa. 

Se funziona così-così: La mente ed il pensiero razionale per voi sono tutto; possedete grandi capacità intellettuali ed un’ottima capacità di investigare nelle cose sconosciute, ma tutto questo a discapito dei sentimenti. In ogni modo non siete in grado di percepire l’unione con tutte le cose, la legge del cosmo. Potreste presentare una certa voglia di prepotenza

Se funziona male
: In questo caso noi crediamo solo a quello che vediamo. IL mondo spirituale sembra non esistere, dato che le cose che ci interesano sono solo i nostri bisogni materiale e sentimentali. Il nostro pensiero sarà convenzionale e probabilmente tenderemo a dimenticare spesso le cose importanti come impegni o ricorrenze.
    
Fisicamente governa: cervelletto, sistema nervoso (parasimpatico) naso, occhi e orecchi e parte del cervello.  

  
VII° Chakra – Sahasrara
(conosciuto anche con il nome di: Chakra della corona, loto dai mille petali)
 
 
Posizione
Alla sommità della testa
Colore dell’energia
Viola o bianco (incolore)
Ghiandola associata
Pineale e Epifisi 
Segni e pianeti
Capricorno-Saturno, Pesci-Nettuno

Questo centro è il più importante di tutti (il secondo in ordine di importanza è quello del cuore,in quanto accomuna le energie di tutti gli altri vortici (il secondo in ordine di importanza è quello del cuore, perché mette in contatto i chakra alti con quelli bassi). La consapevolezza di noi stessi, del nostro essere avviene grazie a questo vortice. Inoltre attraverso ad esso noi assorbiamo l’energia cosmica che ci permette di vivere, d’agire e di pensare; di conseguenza, a differenzia degli altri, questo chakra non potrà mai essere completamente chiuso. (condizione che avverrà alla nostra morte)    

Quando questo chakra sarà completamente attivato (e ciò può avvenire unicamente per intervento divino) le nostre parole saranno gocce di verità. Saremo in grado di capire tutte le leggi che regolano noi e il mondo; ci sentiremo integri con tutte le parti che compongono il nostro essere. Diverremmo pura energia amorevole per noi stessi ma soprattutto per gli atri e ci realizzeremo al massimo grado, in tutti i settori.     

Inutile fare altre casistiche in quanto o questo chakra è completamente aperto e funzionante, oppure è aperto ma ruota poco. Nella seconda ipotesi rientrano la maggioranza delle persone.    
Fisicamente governa: parte del cervello. 
 
   
RICONOSCERE UN VORTICE BLOCCATO

 I Chakra, come abbiamo visto, sono dei centri che assorbono l’energia sottile, di conseguenza sono sensibili a molti fattori legati alla frequenza vibratoria, emessa sia da noi stessi sia dagli altri. Di conseguenza succede spesso che un vortice, trovandosi in un cattivo ambiente, decida di chiudersi o di bloccarsi, proprio per proteggere il nostro organismo dall’assimilazione di cattive “influenze”. Fortuna vuole che se un chakra si chiude cosi rapidamente, con così tanta facilità si può riaprire. Questo è possibile tramite l’utilizzo d’alcune tecniche esposte in seguito. 
  Per valutare lo stato di salute dei nostri chakra esiste un metodo molto empirico e semplice. Questa metodica consiste in un processo automatico e si avvale dell’aiuto di un’altra persona. Colui che vuole analizzare l’equilibrio dei propri centri energetici dovrà, iniziando dal 1° chakra, porre la sua mano destra sulla zona corrispondente al vortice da valutare, tendere perpendicolarmente il braccio sinistro in avanti, formando cosi un angolo di 90° con il busto. Il compito dell’aiutante sarà di tentare ad abbassare l’arto teso dell’altro soggetto. Se il braccio si abbassa senza dover imporre particolare sforzo, il chakra su cui è appoggiata la mano destra, funziona male od è bloccato. Se invece, per piegare il braccio, occorre esercitare una forza notevole, allora in questo caso il chakra funziona correttamente. Si procede cosi per tutti i punti energetici, uno per volta, terminando con quello della sommità del capo.    E’ possibile inoltre capire lo stato dei propri vortici analizzando le funzioni associate a ciascun centro energetico, valutando le descrizioni del loro funzionamento, nel caso in cui funzionino bene, così e così oppure male.      Tuttavia è sicuramente più produttivo attuare in ogni caso una terapia su tutti i chakra contemporaneamente, arrivando così più in fretta ad un riequilibrio energetico, dell’intero sistema. In questo modo, evitate di dover analizzare i vostri singoli vortici, ed inoltre aprite tutti i chakra bloccati, fate ruotare quelli fermi, ed armonizzate quelli in rotazione. 


SOLO TERAPIE NATURALI PER RIEQUILIBRARE I NOSTRI CHAKRAS.     

Esistono diverse terapie, tutte di carattere naturale, per sbloccare i nostri vortici e per farli ruotare in modo armonioso. Tutti questi metodi utilizzano l’energia presente in diversi fattori quali i minerali, i colori, le onde sonore ecc.   Le più utilizzate sembrano essere “la musicoterapia”, “la cristalloterapia”, e “l’aromaterapia”; esse utilizzano particolari melodie, cristalli e pietre e oli essenziali per aprire e riequilibrare il sistema chakrico. Sono apprezzate soprattutto per la facilità d’uso, nonché per il relativo basso costo delle materie da utilizzare; come ad esempio la cristalloterapia, il cui costo di una pietra grezza si aggira intorno alle 2.000-4.000 al pezzo.     Tuttavia esistono altre metodiche naturali molto più economiche come “la cromoterapia” e “la meditazione chakrica”. La prima utilizza dei colori, che possono essere immaginati, oppure pitturati su dei cartoncini, o addirittura (per chi può farlo) posti come vernice, sui muri di casa.Come avete visto, ad ogni singolo chakra corrisponde un colore, di conseguenza, stando in contatto con quella tonalità, il centro associato si riequilibra. Questo relazione si può stabilire semplicemente dormendo su una coperta colorata, oppure osservando un cartoncino dipinto (per alcuni minuti) o meglio ancora cercando di creare la tonalità nella propria mente attraverso la meditazione. 
 
 La seconda invece si avvale esclusivamente dell’immaginazione. Essa prevede che s’inizi rilassando il proprio corpo al massimo e respirando profondamente per alcuni minuti. Successivamente s’inizia a concentrarsi sulla zona relativa al 1° chakra, ed in particolare s’immagina di veder partire una piccola scintilla di colore rosso, che si dirige verso l’esterno del proprio corpo. Questo piccolo lampo colorato inizia, a mano a mano, a divenire sempre più luminoso, creando un piccolo un alone rosso che assume la forma di un globo colorato. Questa visualizzazione va tenuta per alcuni minuti; non importa se per qualche momento si perde la concentrazione. Si continua poi con il secondo chakra; in questo caso ci s’immagina una scintilla di colore arancione, e cosi via per tutti gli altri.     

Personalmente dopo aver eseguito questa metodica sono riuscito a raggiungere un grado elevato di concentrazione tanto da riuscire a sentire i miei vortici ruotare.
  
D’ogni modo qualsiasi sia la terapia da voi scelta, e bene sapere che non saranno necessarie soltanto poche sedute, per riequilibrare efficacemente il vostro sistema chakrico. I progressi come tutte le cose, richiedono tempo e perseveranza; ciò nonostante vi garantisco in prima persona, che un miglioramento, lo percepirete subito dopo la prima volta che inizierete ad utilizzare una metodica curativa (in particolar modo  la cristalloterapia).



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