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Pelle di leone
Quando non gira nudo, nell’iconografia mitologica Ercole appare vestito di una pelle animale: quella del leone Nemeo, la cui uccisione costituì appunto la prima fatica del forzuto. La vittima non era però un leone qualunque, bensì il figlioletto di Echidna e Tifone: lei una singolare fanciulla dal volto femmineo e dal sinuoso corpo di serpente, lui un superbo dragone con cento teste e altrettante bocche piene di fiamme.
Come si videro si piacquero. Tifone, attratto dagli stupendi occhi di Echidna, non badò troppo al resto. Echidna, vinta dai brucianti baci di lui, gli cedette all’istante. L’unione fu allietata dalla nascita di Idra, Cerbero e altri strani figlioli. Ma ben presto l’amore dei due venne troncato dalla vendetta di Zeus, che Tifone avrebbe voluto distruggere e che invece per ripicca lo fulminò spedendolo sottoterra, dove si dice che ruggisca ancor oggi, dal fondo dell’Etna, vomitando ogni tanto la sua rabbia infuocata.
Rimasero i rampolli, il più bello dei quali, in sembianze di leone, ne faceva di tutte nella regione Nemea: una specie di lupo di Gubbio contro il quale ogni arma era vana a causa della pellaccia che nessuna freccia poteva trapassare. Ne approfittò Ercole, che soffocata la bestia in un abbraccio mortale come suo solito, la scuoiò e ne indossò le spoglie invulnerabili. A quei tempi spellare un leone e farcisi un vestito non era reato, anzi simili imprese si immortalavano in cielo e restavano scolpite nelle stelle. Ecco bell’e spiegata la nascita di questa costellazione.

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Re Sole
Il Leone è un fervido sostenitore del sistema eliocentrico, profondamente certo che tutto giri intorno al Sole, signore e sovrano dell’universo: lui. Non è forse il sole il suo pianeta dominante e non è forse il leone il re della foresta?
Sommate i due assiomi e avrete i classici esponenti del segno: Giulio Cesare, Lorenzo il Magnifico, Petrarca, Napoleone, Mussolini, Fidel Castro, Burghiba. Ce n’è per tutti i gusti. Ma siamo sempre nella sfera dei dominatori, dei “Cesari”, delle teste coronate, anche d’alloro.
Il Leone lo sa e ne va fiero.
Si vanta del potere che riesce a esercitare e al quale e a sua volta asservito, come affermava il Bonaparte: “Il mio padrone è il potere.” Un padrone scomodo, che spinge a emulare le gesta virili di Ercole, se il Leone è di tipo materialista, oppure quelle artistiche di Apollo – il fulgido dio che porta a spasso il carro del Sole – se il Leone e di tipo idealista.
In entrambi i casi, il nostro è un individuo consacrato ad alti destini: autoaffermazione, invidiabili posizioni sociali, ruoli di comando, prestigio, ricchezza e sfarzo sembrano inventati apposta per lui. Qualunque cosa faccia sarà sempre il primo. Se sceglierà la carriera aziendale diventerà un manager, se opterà per quella del facchino sarà il capo dei facchini. Insomma, ha tutte le carte in regola per fare la parte del leone.

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Venere imperiale
Anche se non è bella lo sembra: così altera com’ è, e così impaludata in abiti sfarzosi che la rendono imponente, la Leonessa sembra sempre in attesa di sedersi sul trono. Eppure il suo ruolo le costa fatica, almeno nei preliminari. Comincia al mattino presto, mettendo la sveglia con un’ora di anticipo se occorre, per ornare la sua regale persona e renderla ancor più regale. O preferibilmente imperiale. Ci riesce benissimo. Se dispone di magri mezzi finanziari – ipotesi umiliante, inaccettabile, da orecchie sotto le scarpe – sa come sfruttarli fino all’ultimo centesimo e comunque come far credere di averne almeno il triplo.
Adora spendere, e se non può farlo con la grandiosità che si addice al suo rango, soffre di tremende frustrazioni.
Le piacciono le persone gradevoli, benvestite, altolocate e possibilmente ricche. Ma può anche amare uno spiantato povero in canna, purché abbia grinta e si lasci manovrare da lei nella corsa al successo.
Se non vantate quattrini o celebri natali ma nemmeno ambizione, non mettetevi seriamente con una Leonessa.
Vi ruggirebbe in faccia, con disprezzo.
La sfilata
Quando un Leone o una Leonessa avanzano tra la folla, tutti devono fare largo. In ogni istante della loro vita sociale – cioè sempre -lui e lei sfilano, come regali indossatori della loro personalità, sulla passerella del successo.
Egocentrico e vanitoso, il Leone vuole perennemente gli sguardi del prossimo fissi su di sé. Anche nei momenti più intimi. Il suo sogno segreto è di essere ammirato, come gli antichi sovrani, mentre siede sulla commode. Per non parlar del resto. Come privare l’umanità di un privilegio quale la contemplazione della sua unica, impareggiabile, inimmaginabile potenza sessuale? In questo campo lui, come si dice, è il meglio. Convintissimo. Così convinto che talvolta non esita a offrire gratis lo spettacolo di tanta virilità. Certo di far cosa gradita, almeno a sé stesso, può arrivare a mettere in mostra i suoi attributi, doverosamente in tiro, perfino nella pubblica via.
L’esibizionista che incontrate spesso e malvolentieri all’angolo della strada novantanove su cento è un Leone.
Provate a chiederglielo, lo metterete in crisi. Di astinenza.
Al di sopra di ogni sospetto
Con tanti insicuri che ci sono in giro, ecco qualcuno che non lo è e che non vi scoccerà mai con le sue lamentele. La signora Leonessa è una che non conosce dubbi. Sa sempre ciò che vuole, l’ottiene e dopo, qualunque cosa accada, non se ne pente. Nemmeno se la sua scelta si è rivelata catastrofica. Un investimento sbagliato? Capricci della borsa.
Uno sfascio finanziario? Colpa dei cattivi consigli.
Una frana sentimentale? Il partner non ha capito niente.
Un crollo esistenziale su tutta la linea? Il destino ci ha messo la coda. Lei non c’entra, non ha fallito affatto, quel che ha fatto è ben fatto. Nemmeno da ventilarsi l’ipotesi che abbia commesso un’unghia di errore; la Leonessa ha una grande stima di sé e del proprio operato, e non si considera vinta neppure se la sua vita le rovina addosso.
E’ come i politici: anche se perdono le elezioni ne escono sempre vincenti.
Lui e gli altri
Per il Leone non esistono. E’ talmente preso dall’interesse verso la propria persona che gli altri gli appaiono solo come vaghe ombre alla sua ombra. Il prossimo gli serve esclusivamente perché può circondarsene. Non gli riesce difficile averne intorno tanto: il Leone in genere irradia forza, possanza, magnifica grandiosità. Sprizza ricchezza anche se è povero. Se poi è ricco, sprizza quattrini: paga sempre per tutti e fa la gioia dei camerieri per via delle mance da nababbo.
Ma la sua generosità è di stampo egoistico. Elargisce per la pura ambizione di mettersi in mostra, e un Mecenate che dà solo per riscuotere: ammirazione, lusinghe, ringraziamenti. Ama posare lo sguardo su una distesa di schiene piegate, e in ogni epoca viene ampiamente esaudito. Infatti è sempre contornato da una corte di deboli, scrocconi, curiosi, scioperati, opportunisti, pronti a battergli le mani come al Granduca i signori del seguito. Non è proprio gente di prim’ordine, ma per lui ha poca importanza. ciò che conta è che nessuno possa levargli il sole.

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Primi approcci
Per far colpo sul Leone bisogna lasciare che lui faccia colpo su di voi. E non è improbabile, vista la sua natura splendente e la sua personalità accentratrice: però bisogna dargliene atto. Lodarlo, magnificarlo, esaltarlo. Se non costa troppo, inchinarsi al suo passaggio. Ricordate, vedendolo, che non avete davanti un comune mortale ma un Re. Il suo incedere è superbo, il suo sorriso raggiante, la sua presenza da sola basterebbe a illuminare l’ambiente, forse la terra intera.
Tutto questo naturalmente non è vero, ma poiché lui ne è convinto, negarlo sarebbe oltraggioso. E improduttivo, se volete catturarlo. Anzi, lasciarvi catturare da lui. Godere l’impareggiabile onore di essere sua. Certo, la concorrenza è molta, talvolta troppa. Bisogna sgomitare tra un mucchio di avversarie per riuscire, non dico ad accarezzarlo, ma a sfiorargli un solo pelo di quella sua maestosa criniera.
La mossa più efficace per farvi notare consiste nel mettere la vostra vita ai suoi piedi, supplicandolo di non calpestarla. Un altro vi riderebbe in faccia. Il Leone no. Lui, a un gesto del genere, ci crede. Lo prenderà come un doveroso tributo e, forse, vi elargirà un sorriso. Siategliene grate. In eterno. Ma soprattutto diteglielo: crederà anche a questo. In effetti potete raccontargli qualsiasi fola, purché gli aggradi. Megalomane com’ è, non metterà in dubbio il fatto che vostra zia discenda da un imperatore cinese, che vostro nonno sia cugino del Kaiser e che voi siate cresciuta alla corte d’Inghilterra. Il Leone è un gran bluffatore, perciò sa stare anche al bluff degli altri: in cambio esige solo che gli restituiate la cortesia, stando al suo. Fatelo. Ma specialmente avvalorate la sua convinzione di essere immortale: lo conquisterete.
Gran safari
Se il Leone o la Leonessa si sono accorti di voi, non bisogna perdere l’occasione di farsi avanti, battendo in velocità tutti gli altri pretendenti ai loro ruggiti d’amore.
Sia lui che lei amano la vita mondana, per l’ovvio motivo che un sovrano senza popolo non è un sovrano, e che gli ambienti del bel mondo sono il teatro ideale per riscuotere omaggi. Naturalmente i protagonisti dell’evento devono essere loro. Se per accidente è qualcun altro, affrettatevi a precisare che sì, insomma, la mostra viene fatta in onore di Picasso, ma senza di loro la serata sarebbe di una noia mortale. Che l’affluenza del pubblico è dovuta solo alla loro presenza. Che tutti stanno ammirando la loro eleganza, e altre fandonie del genere.
Nel caso siate cavaliere di una Leonessa, non trascurate di condurla – oltre che al cocktail del giorno, alla “prima” della stagione, alla festa dell’anno – in lussuosi ristoranti e in locali esclusivi. Poi, se la vostra fortuna arriva a tanto, in alberghi a nove stelle, dove affitterete una suite, meglio un intero piano, con dodici bagni, piscinetta e sala massaggi. Un safari che vi costerà un anno di stipendio ma vi regalerà una notte davvero indimenticabile, anche perché vi accorgerete che la cacciatrice è lei.
Nel caso siate la dama di un Leone, le prospettive sono più rosee, giacché a pagare non sarete voi. In questo il Leone è veramente grande, bisogna dargliene atto. Vi porterà negli ambienti più raffinati, nei posti più suggestivi e costosi, vi offrirà quanto di meglio si possa immaginare, e anche di più. Generoso e magnanimo, il sovrano non bada a spese. Purché si sappia in giro.

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Fulgore zenitale
Per far l’amore con loro il luogo ideale sarebbe una reggia, ma anche un semplice castello può andare. Se siete riusciti a procurarvelo e se Sua Sovranità è in vena di concessioni, forse riuscirete anche a convogliarlo in un letto: a baldacchino, coltri di seta, trapunta di piume d’oca nera, intarsi d’oro zecchino, scendiletto di guanaco.
Prima del letto, però, un omaggio alla sua regal persona è indispensabile. Quale atto preliminare di sottomissione erotica potete fargli un bagno. Non vi negherà l’onore, perché in fondo gli sembra naturale essere lavato e massaggiato come un gattone di lusso. E voi ne approfitterete per elettrizzarlo. Il suo punto più godurioso è la schiena, che spazzolerete con gentil vigore lungo il percorso della spina dorsale, giù fino all’attaccatura della coda.
La tattica vale anche per la Leonessa, che si scioglierà in fusa gutturali, arrossendo dallo stomaco alla gola: un suo singolare sistema per dirvi che sì, è pronta a sbranarvi …
Quanto a lui, non arrossirà ma sicuramente schizzerà dalla vasca trascinandovi verso l’alcova. A questo punto spegnete le luci e lasciate che il vostro Leone illumini la stanza con il suo splendore e irraggi, in tutta la potenza, il suo fulgore zenitale.

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Le belle del serraglio
Una delle cose che più vi sbalordirà è la comparsa quotidiana di signore nella vita del vostro Leone. Oggi salta fuori una ex moglie, domani una vecchia fidanzata, posdomani una compagna di scuola, un’amica di infanzia, un’antica fiamma.
Nel giro di un mese vi accorgerete che l’amato bene vive praticamente circondato di femmine come il titolare di un serraglio. E’ una situazione alla quale dovete rassegnarvi: nessun segno zodiacale si mostra attaccato alle ex quanto il Leone. Anche se è tutto finito, difficilmente si scolla dalle signore che hanno avuto l’onore di dividere il suo talamo. Non solo: ama anche compiacersene. Con voi.
Capace di intrattenervi per ore sulle virtù di Giovanna, la passionalità di Francesca, la dedizione di Fernanda. D’accordo che è acqua passata, ma intanto rischia di infradiciare il vostro presente. Entro breve tempo vi sembrerà di vivere non in due ma in centoventi, o quante sono le belle in questione. Può anche darsi che lui ve le porti a casa perché diventiate amiche. In fondo che ci sarebbe di strano? Tutte insieme, unite e compatte nell’amore del Re.
Insomma, il vostro Leone possiede congenito lo spirito del califfo. Ma se voi non possedete l’istinto dell’odalisca, appare molto improbabile che riuscirete a reggere la presenza di tutte quelle signore.
Principe consorte
Può benissimo accadere che la signora Leonessa, pur avendovi concesso di conquistarla, vi neghi la convivenza more uxorio. Figurarsi poi le nozze vere. E’ un’autonoma, un’egocentrica, spesso una dama in carriera. Sta in piedi da sola e piuttosto stabilmente: non ha alcun bisogno di voi, almeno come puntello. La cosa dovrebbe lusingarvi, visto che un uomo non è un omenone. Ma poiché siete esseri umani e per di più maschi, vi sembrerà inaccettabile. Eppure, se avrete l’onore di diventare il suo partner, vi circonderà di attenzioni, di grandiosità e di sfarzo. Come si conviene a un vero principe consorte. Il che presenta un gran numero di svantaggi.
La Leonessa è una signora infinitamente cara: dovrete seguirla in dispendiose spedizioni mondane, curare la vostra eleganza perché detesta sfigurare e farle continuamente regali che siano alla sua Altezza, cioè proibitivi. Se indossa una pelliccia, infatti, non sarà coniglio ma visone selvaggio o cincillà. Se sceglie un gioiellino, si tratterà di un brillante da dodici carati.
In compenso li sfoggerà entrambi con lusinghiera regalità. Certo, vi costerà parecchio. Ma potete consolarvi pensando che come moglie vi costerebbe ancora di più.
Il Leone in gabbia
Mettercelo è assurdità, tenercelo follia. Anche se l’avete sposato, dovete rassegnarvi all’idea che il vostro Leone è un animale libero e tale deve rimanere. Altrimenti diverrà una belva. Perciò spalancate il portello, prostratevi ai suoi alluci e siategli riconoscenti per il solo fatto che esista. Vivere con un Leone in fondo non è impossibile, purché ci si abitui a tutto.
Per prima cosa ficcatevi nella zucca che dovrete continuare ad adularlo fino alla fine dei secoli, o almeno finché dura l’unione. E non illudetevi che sia fedele. Del resto, come potrebbe? E’ sempre al centro dell’attenzione, tutte lo vogliono, tutte lo bramano e lui… come si dice, noblesse oblige. Un contentino di tanto in tanto dovrà pur concederglielo a quelle povere femmine smaniose.
Il Leone è generoso, specialmente a letto non si tira mai indietro. Almeno fintanto che può.
Una faticaccia. Perché in fondo anche le prestazioni sessuali sono una forma di esibizione. Naturalmente bisogna dirgli che è bravo: non che ne dubiti, ma un riconoscimento dei suoi meriti è doveroso. In pratica, per tenervi stretto il vostro Leone dovrete passar sopra a un mucchio di corna, e come se non bastasse, esaltare la sua virilità inducendolo a mettervene altre. Se lo farete vi ricompenserà adeguatamente e vi amerà moltissimo. Ma mai quanto sé stesso.

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Arte giaculatoria
Se catturare una Leonessa fa parte dell’arte venatoria, mollarla senza eccessive conseguenze rientra nell’arte giaculatoria: nel senso che potete solo affidarvi alla preghiera e fidare in Dio. Finché si tratta di una relazione extra, ci sono buone speranze. Il consiglio è di scoprirvi improvvisamente avari, lesinare il superfluo e anche l’indispensabile: niente più ristoranti da duecento sacchi a cranio ma solo misere trattorie, niente più iniziative grandiose ma solo partite in Tv, niente bridge al Circolo dei Vip bensì seratine a scopa con i vicini di casa. Niente ammirazione e naturalmente morte repentina dei regali. Un festival di tirchieria, una biennale di piattezza. Vestitevi nel modo più trasandato possibile e, se ce la fate, non lavatevi. La vostra Leonessa arriccerà i baffi e vi pianterà in asso scrollando la criniera.
Ma se l’avete convinta al matrimonio, sganciarla non sarà così facile. Anche se l’unione frana su tutti i fronti e lei se ne rende conto, preferirà sopportare e farsi sopportare piuttosto che ammettere il fallimento del suo matrimonio, perciò vorrà restare sposata, pur conducendo vita da scapola. Ma non da vergine: la Leonessa è una passionale che ha bisogno di sentirsi amata, osannata, gratificata. Tuttavia il suo orgoglio le impedirà di separarsi. Dovrete pagare profumatamente l’”altro” perché la convinca al divorzio.
Gambe in spalla
Lui ha un sacco di donne ed è una cosa normale, voi avete un filarino da niente ed è la fine del mondo. Il Re non tollera altro ornamento frontale che la corona, e subito fa pollice verso. Ma attenzione, non è una metafora. Il Leone, quando si sente incornato nell’onore, picchia: prima lui, l’impudente che ha osato posare gli occhi, e il resto, sulla sua preda esclusiva. Poi lei, la vigliacca, la svergognata, la regicida, e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia, questa di rendergli la pariglia è, benché dolorosa, la miglior tattica per cominciare a liberarvi di un Leone che vi ha rotto le scatole: dipende solo dalla vostra capacità di sopportare i lividi. Botte o non botte infatti, una volta tradito, il sovrano vi mollerà con disprezzo: non riesce a capire, davvero, come possiate accontentarvi di un banalissimo maschio dopo aver amato un semidio come lui. Se proprio non avete l’occasione di tradirlo e non sapete mentire abbastanza bene da farglielo sospettare, per riacquistare la libertà dovrete ripiegare su altre tecniche: azzannategli la parola di bocca, cercate di mettervi voi al centro dell’attenzione, vestitevi con le penne del pavone, strappategli il primato di popolarità, sottraetegli il suo pubblico, spingetelo insomma il più possibile in una zona d’ombra. Non lusingatelo. Ostentate cattivo gusto. Ridicolizzate la sua vanità. Ditegli che fa l’amore come un viziato e non come un vizioso e suggeritegli un corso rapido per corrispondenza sulle varianti amatorie, che in verità non sono mai state il suo forte. Ma soprattutto fategli capire che la vera protagonista della vostra vita siete voi e non lui. Questo, proprio non potrà sopportarlo.

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